10 febbraio 2012

MARIO MONTI NEGLI USA: CAN THIS MAN SAVE EUROPE?

Posted in attualità, politica, presidente USA, Satyricon, stampa estera tagged , , , , , a 10:43 am di marisamoles


Mario Monti, presidente del consiglio italiano, è attualmente in viaggio negli USA. Time Magazine gli dedica addirittura la copertina intitolando: “Può quest’uomo salvare l’Europa?”

Sì, avete capito bene: salvare l’Europa, non l’Italia. Ma per farlo, evidentemente, il premier Monti deve, prima di tutto, cambiare il modo di vivere degli Italiani. Naturalmente lo fa partendo dalle politiche del lavoro suggerendo ai giovani di non fossilizzarsi su un unico impiego perché cambiare è molto più stimolante. Magari lo sarebbe se l’impiego fosse così facile trovarlo.
Ovviamente, Monti accoglie anche i suggerimenti dei suoi “colleghi”: non pretendere di stare vicini a mammà e laurearsi in tempo, possibilmente entro i 28 anni per non apparire degli sfigati agli occhi del mondo.

Di contro, il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, osserva che l’Italia a razzo, con Monti sarà fuori da bufera. Meno male! Sarà contento il sindaco di Roma, Alemanno, che non sa mai come affrontare le emergenze meteo. 🙂

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10 commenti »

  1. prima dovrebbe salvare l’italia…

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  2. marisamoles said,

    @ Davide SuperPich Picci

    Certo, lo farà facendo cambiare stile di vita agli Italiani. Ovviamente senza chiederci il permesso. 😦

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  3. Finalmemte qualcuno con l’idee chiare, era ora che ci svegliassimo da questo stato comatoso in cui ci eravamo adagiati per troppo tempo.
    Un saluto 🙂
    Lucia

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  4. Ho condiviso questo articolo nella mia pagina di facebook, spero ti faccia piacere.
    Buon pomeriggio!

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  5. marisamoles said,

    @ Lucia

    Nessun problema per il link su FB. Tuttavia vorrei sottolineare che il mio post è ironico e non appoggio per nulla la “politica” di questo governo.

    Riporto qui di seguito un articolo che esprime perfettamente il mio punto di vista (titolo a parte 🙂 ):

    «PASSI IMPRESSIONANTI -La missione americana del premier italiano negli Usa ha ricevuto un viatico d’eccezione, stampato con una gran quantità d’inchiostro: «L’Italia ha fatto passi impressionanti con Monti», ha detto il presidente Usa, Barack Obama in un’intervista alla Stampa. «Per tre anni il presidente Barack Obama ha tenuto Silvio Berlusconi a distanza, trattandolo con gelida correttezza», ma ora «l’Italia ha un nuovo presidente del Consiglio e Washington lo accoglie a braccia aperte». È quanto si legge sul New York Times, dove, nel blog The Caucus, Helene Cooper dà voce al nuovo atteggiamento degli Stati Uniti verso l’Italia con un articolo intitolato «Saying “ciao” to Italy’s new leader».

    Ma quali sono questi passi impressionanti?
    L’avere tassato tutto e tutti, ovviamente sempre i soliti quelli che lavorano?
    Avere messo la tassa sulla casa a persone che a malapena riescono a mangiare?
    Avere aumentato il prezzo della benzina portandolo al più alto del mondo?
    Avere allungato l’età pensionabile costringendo la gente che lavora davvero a lavorare ancora?
    Avere messo le mani nelle tasche vuote degli italiani per cavarne gli ultimi spiccioli?

    Se c’è qualcuno che sa quali sono questi passi, lo prego di illuminarci, perchè gli unici passi che si vedono bene, è che si sta facendo il giro di tutti i capi di stato, di tutti i giornali e di tutte le trasmissioni televisive per fare vedere quanto è bravo e quanto è intelligente, ma gli effetti quali sarebbero? (LINK della fonte)

    Tengo a precisare che non conosco quel blog e non se se segua una linea politica o meno. Semplicemente condivido quello che ho letto.

    Buon pomeriggio a te e grazie.

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  6. A Nani said,

    Bonjour ! Désolé, je reviens.. ma avevamo finito con Schettino dicendo che non si « faceva politica » , ma poi trovo in prima pagina Mario Monti ! Comunque qui non c’è altro da fare che stare davanti al computer , fuori fa un freddo della Mad… (oops! pardon ContrAmmiraglio.. gergo militare, perdipiù Alpino).
    « SuperMario » non è solamente un ottimo economista, ma anche dotato di forte carisma (lo ascoltai in un CdA quando lui era VP della Comit : poche parole e chiare, silenzio di tomba quando apriva bocca).
    Dunque visto che vi si « chiede di illuminarvi », riassumo : la politica economica da applicare ad un sistema ad economia capitalista aperta e « avanzata » (i.e. : con « ammortizzatori sociali » che costano e frenano), ma che entra in, relativa, stagnazione, è detta «post-keynesiana », necessita poca immaginazione…
    Consiste in: contrazione dei consumi non produttivi, aumento della produttività (ovvio, a costo del lavoro perlomeno costante) quindi incentivi alle imprese, riduzione (sempre un po’ difficile) del debito pubblico diminuendo non solo le spese non produttive (burocrazia, Forze Armate…). Ma anche aumento delle imposte (più facile) a chi puo’ pagarle : « poveri » non possono, i « ricchi » sono pochi, per definizione, quindi : « sempre i soliti quelli che lavorano ».
    L’IVA è l’ « ideale » ! Semplice e facile da incassare, (in Francia costituisce più della metà delle Entrate) specie se applicata a beni «anelastici » (es : benzina, elettricità, ecc) eppoi rende più costose le importazioni (benzina, gas dalla Russia, elettricità, per l’Italia) e sprona le esportazioni , (es ; per l’Italia beni di lusso tipo : Ferrari, Maserati, Moschino, Superpanfili per Sceicchi Arabi.. ecc, per la Francia : centrali nucleari, Mirages, corvette lanciamissili ) perché ? Non si paga l’ IVA verso l’estero .
    Obiettivi :; aumento del PIB ; diminuzione del Debito Pubblico, miglioramento della Bilancia dei Pagamenti e « last but not least » fiducia nel sistema Italia da parte dei Mercati Internazionali ( compresi i ben noti « speculatori » che pero’, credetemi, sono gli « untorelli » del Manzoni…ma con qualcuno bisogna pure prendersela !).
    In termini più facili da comprendere : bisogna raddrizzare il Sistema « a calci nel c… »(ahi ! ri-pardon ContrAmmiraglio).
    Resta da spiegare perché, solo adesso, i « media » (di destra o sinistra) osannano – o non disapprovano – questo governo, e/o distraggono l’opinione pubblica altrove, i Sindacati non si fanno più sentire (scioperi pochi, e subito « silenziati ») i noti politici italiani ,che eravamo abituati a sentire «tuonare, esternare, ecc », o tacciono o sono diventati alquanto timidi ed educati.
    Come mai ? L’Italia ha accettato con « flemma britannica » dice il Mario. Io direi con « italica atavica rassegnazione ».. Eppoi il controllo dei « media » con “ogni mezzo” (sottolineato), è la cosa più importante al giorno d’oggi, e Monti and Co; lo sanno benissimo fare (ripeto “con ogni mezzo”)
    Mi fermo qui, perché mi dilungo, e anche al computer fa un freddo «biricchino » (mi miglioro ContrAmmiraglio ?).
    Chiudo con un sincero « I beg you pardon » credevo che Lei fosse una giornalista e non un’insegnante di Lettere Classiche.
    E’ riuscita a far capire ai suoi alunni che il cervello è il secondo loro organo piu’ importante ? In caso positivo : mes meilleures felicitations.
    A.N.

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  7. frz40 said,

    Anche un po’ d’ironia non ci sta male. 🙂

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  8. Luca said,

    Si formano commissioni per studiare la crisi economica, si fa pressione sui giovani per modificare i punti di vista, e la società stessa inizia il cambiamento. Si lanciano slogan, si sottoscrivono speranze e iniziative lasciando intravedere opportunità.

    Tutto positivo, se non fosse che la popolazione è multistrato e per questo è formata da ceti sociali diversi. A tutt’oggi il ceto non è identificato dai titoli di studio posseduti ma dai soldi nel contocorrente della propria famiglia.
    Ne consegue che la cristallizzazione dei ceti economici, già in atto da tempo, in questo modo risulterà accelerata.

    Se in passato i genitori davano una pacca di incoraggiamento sulla spalla ai propri figli dicendo: “se vuoi diventare qualcuno nella vita DEVI studiare”, oggi certo la pacca in quel posto non basterà più.

    Gli stipendi non consentiranno di mettere da parte alcun risparmio e lo stress aumenterà.
    I giovani cresciuti nel benessere non vorranno rinunciare al proprio stile di vita e così eviteranno di avere nuove bocche da sfamare. La crescita demografica calerà ed il futuro del nuovo popolo italiano presto diventerà multietnico poichè la forza lavoro a basso costo arriverà dagli stranieri che integrandosi nel territorio italiano non soffriranno dei sacrifici richiesti in quanto provengono da realtà ancora più complesse.
    Per questo processo saranno sufficienti 2 o 3 generazioni.

    E se invece di ridurre il potere d’acquisto di cittadini del ceto medio basso, tassandoli, li usassimo per stimolare l’economia decentrando il monopolio del denaro verso il basso? E se favorissimo i cervelli piuttosto che gli attori, le showgirl, e le modelle?

    Negli USA sembrano averlo intuito, e noi?

    Forse ingenuamente mi verrebbe da proporre un nuovo modello sociale.

    Immaginate akkira una società dove la distribuzione della ricchezza non sia concentrata a piramide ma a trapezio… cambierebbe qualcosa??

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  9. espress451 said,

    Che strano mondo questo! Un mondo in cui si aspetta sempre l’Uomo delle Meraviglie, senza sfruttare la forza dei popoli…
    A presto, Es.
    Ps: la mia mail ti è arrivata?

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  10. marisamoles said,

    @ A NANI

    Bonsoir et bienvenu à nouveau!

    Ho dedicato questo post IRONICO a Mario Monti ma non per questo mi occupo di politica. Le devo, forse, ricordare che questo governo è tecnico e non politico?! 😯

    Sul resto del commento non mi pronuncio, essendo l’economia una delle materie che, purtroppo, chi fa studi classici non pratica. Però Lei mi sembra bene informato. Ora che sa che sono un’insegnante e non una giornalista (però mi sarebbe piaciuto esserlo, in alternativa), posso sapere che cosa fa lei nella vita (e cosa fa in Francia … ah, come la invidio!)?

    I miei studenti sono piuttosto intelligenti e credo non abbiano bisogno dei miei insegnamenti per capire quale sia l’organo più importante di cui disporre. A proposito di intelligenza, bello sarebbe trovare spazio per occuparsi delle intelliegenze multiple, ma non avendolo (lo spazio e soprattutto il tempo, essendo le mie classi piuttosto numerose) cerco di trasmettere loro l’amore per la cultura.
    «Dei metodi e dei mezzi si può certo discutere, ma ciò che conta è l’amore. Educare significa aiutare ogni ragazzo a tirar fuori la sua anima. Chi può riuscirci, chi può trovare se stesso, se non riceve amore e non sa darne?» (Vincenzo Cerami: Liberal, “Rimettere al centro l’arte di insegnare”, 7 febbraio 2008)

    @ frz

    Come diceva Troisi? “Non ci resta che piangere”. Io preferisco ridere, anzi, sorridere. 🙂

    @ Luca

    Come sempre la tua analisi è lucida e dettagliata. Ah, come mi mancavano i tuoi interventi appassionati! 😉

    @ Ester

    Il fatto è che il popolo è stanco … 😦

    P.S. Sì, grazie. Aspettavo un po’ di “pace” per risponderti. A presto.

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