TRIESTE: BORA E GELO TRASFORMANO IL MOLO AUDACE IN UN PAESAGGIO INCANTATO


Il molo Audace, meta preferita dai triestini e dai turisti per le passeggiate domenicali, in questi giorni si è trasformato in una pista ghiacciata, complice la bora che, raggiungendo raffiche di 16o chilometri orari, ha alzato prepotentemente l’acqua del mare che, a contatto con la banchina, si è cristallizzata. Le panchine di pietra hanno assunto l’aspetto di magiche sculture, le umili bitte hanno visto impreziosire il lor aspetto spoglio con “frange” di ghiaccio, spruzzi d’acqua marina raggelati all’istante dall’implacabile bora.

All’etremità del molo, che misura 246 metri, si staglia la colonna bronzea della Rosa dei venti, opera d’arte ora impreziosita dalla natura con gemme cristalline, che ricorda l’attracco della prima nave della Marina Italiana ad entrare nel porto di Trieste il 3 novembre del 1918, alla fine della prima guerra mondiale. Dal cacciatorpediniere Audace da allora prende il nome il più famoso molo triestino.

Costruito tra 1743 ed il 1751, sopra il relitto della nave San Carlo (da cui ha origine il primo nome del molo) affondata nel 1740, si trova di fronte alla piazza più nota e più grande di Trieste: Piazza Unità d’Italia.

Le rive triestine hanno, in questi giorni, un aspetto magico. Però, lo confesso, non vorrei trovarmi là con questo tempo e con le previsioni tutt’altro che rassicuranti per i prossimi giorni.
Spettacolo bello da vedere, senz’altro. Ma non avrei il coraggio di avventurarmi a fare una passeggiata da quelle parti con questo freddo!

Per vedere altre foto del molo Audace ghiacciato clicca QUI. Ma il video sotto rende meglio l’idea di questo spettacolo davvero magico.

La Torre di Babele

Vabbè che sono professori, ma adesso con tutte queste lezioni cominciano a stufare. Il premier Monti accusa la monotonia del posto fisso, il ministro dell’interno Cancellieri rimbrotta i mammoni, quello del welfare Fornero (la signora dalla lacrima facile) rincara la dose mentre il suo vice Martone  parla di sfigati. Questi poveri giovani che sono disoccupati uno su tre insomma oltre al danno devono subire anche gli sberleffi. Intanto non è vero che ambiscono al posto fisso perchè il massimo oggi come oggi è di accedere a un impiego precario (forse non sa il super professore che la monotonia è la disoccupazione: provi a chiederlo ai suoi amici banchieri).  Poi scopri nello specifico che Martone non digerisce gli sfigati perchè uno con lo stellone come lui è più unico che raro, ma soprattutto che la Fornero ha una figlia, Silvia, che ha addirittura due posti fissi, mica uno. E dove? Nell’università…

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