UN PO’ DI FAME? LO SPOT TE LA FA PASSARE

Sarà che sono a dieta, sarà che lo snack pubblicizzato nello spot non mi è mai piaciuto particolarmente, sarà che i protagonisti (il campione di atletica Andrew Howe e l’attrice Elena Cucci) mi stanno parecchio antipatici, sarà pure che la titolare della latteria gli porta la spesa a casa mentre nella realtà un simile servizio ce lo sogniamo (per dire il vero, sogniamo anche le latterie di un tempo), sarà …

… boh, non so perché ma questo spot non lo sopporto. Mi fa quasi rimpiangere la ragazza del “Mi vuoi tutta cicca e brufoli?”, per non parlare della signora snob, di giallo vestita, che non aveva fame ma solo “voglia di qualcosa di buono”, cui viene incontro con solerzia incredibile il buon Ambrogio, autista assai sensibile. Va be’, il prodotto era un altro ma l’azienda la medesima. Quello spot però mi piaceva.

Insomma, vedendo questa pubblicità a me la fame passa (sempre nell’ipotesi improbabile che ce l’abbia … il mio stomaco si è ormai abituato anche a quella e non reclama più il cibo proibito). E a voi?

9 pensieri riguardo “UN PO’ DI FAME? LO SPOT TE LA FA PASSARE

  1. Diciamo che mi dà già abbastanza fastidio sentir pronunciare il vocabolo “fame” da quei due manichini dal sorriso sciocco. A costo di apparire pedante, andrei cauto nell’utilizzo scanzonato di una parola che altrove (ma non troppo) è una sicura promessa di sofferenza e di morte. Confesso, sono abbastanza suscettibile, mi danno il prurito anche altri termini di uso comune, ambaradan, attimino, midia, ecc.
    Ma qui stiamo parlando di cibo, o almeno di una cosa spacciata come tale.
    Anche in questo caso mi confesso un integralista, e non solamente perché preferisco i cibi integrali, ma anche per le mie preferenze verso gli ingredienti grezzi, riconoscibili. Mentre sto scrivendo, in pentola si sta cuocendo a fuoco lento una minestra di fagioli cannellini con la pancetta affumicata, e nel forno si sta indorando il pane, sentissi i profumi… La mia cena sarà frugalissima, ma calda, e soprattutto “domestica” e non industriale o esotica, e così pure per uno spuntino preferisco una frittatina con i porri, qualche fetta di prosciutto crudo, e roba simile.
    Invece quella “roba” là, è fabbricata con sostanze che conosciamo solo per sentito dire. Un piccolo esempio: vaniglia e vanillina sono due cose differenti. La vaniglia è lo stecco nero e nervoso che ormai pochi hanno il piacere di incontrare. La vanillina (naturalmente presente nella vaniglia) invece può essere più economicamente ricavata dal trattamento del guaiacolo con la formaldeide, o anche dai residui catramosi delle cartiere, e questa sostanza chimica industriale “contamina” il 90% dei dolci da banco.
    Che altro dire, a me quello stupido spot non fa passare l’appetito, perché gli aromi che normalmente girano per la casa sono invincibili e irresistibili. Diciamo che mi danno un pò il voltastomaco, come del resto la m… spalmabile alla nocciola o i 4 c… in padella.
    Del resto non siamo noi due il target di quello spot, come non lo sono trasmissioni televisive altrettanto artefatte e sapide, mode effimere quanto insulse, modelli consistenti e credibili quanto un ectoplasma, voglie e capricci inculcati subliminalmente.
    Siamo fuori dal gioco, passè, specie in estinzione. Facciamocene una ragione, vivremo meglio.
    🙂

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  2. A parte la prima della serie, quella dell’aeroporto, la pubblicità del Kinder con questi due è stata, in effetti, abbastanza deludente.

    Peraltro, in questo momento, di spot orribili ne stanno andando in onda un bel numero.

    Colpa della depressione?

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  3. @ Scrutatrice

    Golosona! 😉

    @ Stelio

    Complimenti per la preparazione in ambito alimentare! E poi sembra che tu sia un casalingo perfetto anche se … hai nominato degli ingredienti (cannellini e pancetta) che per me sono off limit. 😦
    Felice di appartenere alla “specie in estinzione” e di condividere questa condizione con te. 😉

    @ Laurin42

    Anch’io preferisco le alternative, specie la prima. Ma, ahimè, almeno fino ai primi di aprile ogni trasgressione è vietata. Mangiane uno per me, ti prego.

    @ frz

    Non so se sia colpa della depressione ma, almeno a me, la depressione certi spot la fanno proprio venire. 😦

    @ lilipi

    Soprattutto ingrassante … secondo me, tutto ciò che è bello a vedere (parlo del cibo, naturalmente) è particolarmente pericoloso per la linea. In questo periodo non posso nemmeno guardare esposti in vetrina i crostoli (chiacchiere, cenci, frappe … non so come li chiami tu) senza temere che il mio livello di colesterolo sia alzi solo alla vista.

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  4. A parte che, come ben sai, questi sono per me tutti cibi off limits perché con glutine, ma anch’io trovo lo spot poco naturale. Possibile che Andrew debba “indirizzare” negli acquisti la ragazza trattandola come incapace di intendere e volere? Mah…
    A presto, Es.

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  5. @ Ester

    Me lo chiedo anch’io. Per fortuna che la realtà è tutt’altra cosa. Diciamo che quando si arriva alla cassa del supermercato non c’è Andrew che tenga: qualche snack, se non proprio quello, finisce nel carrello.
    Anche se non lo puoi mangiare, non ti perdi niente. Molto meglio una sana fetta di torta (magari con farina di riso, per te!) fatta in casa.

    A presto.

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