29 gennaio 2012

LA CONCORDIA ANCORA “REGINA” DEI TALK: OGGI DI NUOVO ALL’ “ARENA” DI GILETTI

Posted in attualità, cronaca, Legge, televisione, vip tagged , , , , , , , , , , , , , , a 12:09 pm di marisamoles

Pronti a sorbirsi, per l’ennesima volta, l’ennesimo talk sul naufragio della nave Costa Concordia? Anche se non lo foste, la tv non si ferma davanti a questa tragedia, propinandoci il solito talk show con i soliti naufraghi vip. La Rettondini, ad esempio, pare aver riottenuto un minimo di popolarità proprio “grazie” al fatto di essere stata ospite della nave naufragata … della serie: non tutti i mali vengono per nuocere, peccato che da questo male altri abbiano tratto solo danni, per qualcuno irreparabili.

Insomma, la puntata odierna dell’ “Arena” di Giletti avrebbe dovuto essere monotematica, ovvero dedicata interamente al Festival di Sanremo (che poi, diciamolo, come alternativa non mi pare il massimo). Invece, i vertici della Rai, a quanto sembra, hanno cambiato rotta, per usare il gergo appropriato al tema, e programmato un ampio spazio da dedicare al naufragio del secolo. Spero solo che non si continui il processo mediatico contro il Comandante Schettino, sul quale ho altrove espresso il mio disappunto. Onestamente non capisco quale interesse possa suscitare negli spettatori ascoltare pareri di giornalisti o showgirl che nulla sanno di marineria. Pare, tuttavia, che ospite di Giletti sia anche un Comandante di Vascello. Dalla parte di chi si schiererà, da quella di Schettino o di De Falco? Essì, pare ormai che il contenzioso si riduca a quello, sempre anticipando la magistratura cui sola spetta il compito di giudicare. Ma in Italia siamo tutti bravi ad indossare la toga e ad emettere giudizi, senza Codice alla mano perlatro. Neanche avessimo tutti una Laurea in Legge.

Non so se vedrò la puntata. Forse solo perché, alla fine, sono curiosa e un po’ di tempo, oggi che è domenica, dovrei averlo. Sempre che non mi addormenti davanti alla tv! Nel caso rimanga sveglia e la trasmissione mi stimoli una qualche riflessione, aggiornerò il post.

AGGIORNAMENTO DEL POST, ORE 16.40

Sono riuscita a non dormire … è già qualcosa. La trasmissione mi è parsa pacata nei toni ( e meno male!) ma, secondo il mio parere, non ha aggiunto nulla a ciò che sappiamo. Lodevole lo sforzo di Massimo Giletti, il conduttore, di cercare la verità basandosi su dati oggettivi, i verbali e le intercettazioni (ancora una volta mi chiedo: è proprio necessario pubblicare tutto, ma proprio tutto tutto?), seppur da verificare, come egli stesso ammette.

In apertura mi ha lasciato interdetta l’intervista alla moglie del Comandante Schettino, abilmente ottenuta dal supermegadirettoregalattico del settimanale “Oggi” signor Umberto Brindani (e ho detto tutto!). La signora Fabiola Russo difende il marito e chiede che abbia fine questa persecuzione che ritiene inspiegabile. Con tutta la mia umana comprensione le sono vicina, tuttavia mi sembra un po’ ingenuo (e su questo mi trovo d’accordo persino con Giletti!) chiedersi come mai. Per il resto, preferisco tacere perché ripeterei ciò che ho già detto. Vorrei aggiungere solo questo: la figlia del comandante dal giorno del naufragio non va a scuola, presumibilmente per non esporsi al pubblico ludibrio che la pubblicazione delle telefonate tra De Falco e il suo papà ha scatenato. Ciò dà ragione ai miei timori e rafforza il mio disappunto espresso nel primo post dedicato all’argomento, dove mi esprimevo in questi termini:

«[…] trovo che i processi sommari fatti dalle televisioni, dai giornali, dalla gente comune negli uffici nei bar o sugli autobus siano poco rispettosi non del comandante – lo si può anche odiare e insultare, se si pensa che egli davvero meriti odio e insulti – ma di una famiglia che sta soffrendo, di una moglie che forse sta difendendo l’indifendibile, di una figlia esposta come il padre al pubblico ludibrio. Con la differenza che un adulto ha le spalle forti, un’adolescente no. E si sa quanto possano essere cattivi i coetanei, specie se influenzati dalle voci degli adulti.»

Infine, passata sul sito di “Oggi”, mi sono imbattuta, ahimè, nell’editoriale di Brindani, che senza mezzi termini, l’ha detto anche poco fa in trasmissione, sta con de Falco (“per tutta la vita”, per giunta), da cui estraggo questa parte:

«[…] esiste in mare una regola gerarchica precisa: quando il capitano di una nave lancia il mayday di fatto si spoglia del comando, che passa a chi coordina i soccorsi (e se qualcuno pensa che da Livorno dovessero usare un tono british forse non ha capito ciò che stava succedendo). Ma soprattutto perché, al di là di colpe e responsabilità specifiche, in Italia avremmo bisogno di tanti De Falco in più. Gente che, anche in maniera spiccia, ci richiami ai nostri doveri. Di cittadini.»

Immagino che possa affermare ciò con Codice marittimo (o come si chiama, mi scuseranno gli addetti ai lavori) alla mano. Eh sì, perché parrebbe cozzare con quanto sostenuto dall’Ammiraglio Schiano Lomorriello che a tale proposito osserva:

«[…] qualcuno mi dovrà pur spiegare in quale trattato di Diritto Marittimo o altra fonte normativa in merito al Soccorso e Salvataggio in mare sia scritto che il Comandante della Nave perde la Titolarietà del Comando quando è stato dichiarato l’ordine di “abbandono nave ” e che in tal caso detta prerogativa passa all’Organo soccorritore.»

Chi avrà ragione? Il direttore di un settimanale (seppur megagalattico) oppure un Ammiraglio delle Capitanerie di Porto? Io, personalmente, mi fido di quest’ultimo.

Buona domenica!

P.S. La Rettondini, la cui presenza all'”Arena” era stata anticipata dai media, non c’era. L’abbiamo scampata bella …

[immagine della signora Schettino tratta dal sito di “Oggi”, già linkato all’interno dell’aggiornamento]

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28 gennaio 2012

NAUFRAGIO CONCORDIA: LE PRECISAZIONI DELL’AMMIRAGLIO SALVATORE SCHIANO LOMORIELLO

Posted in cronaca tagged , , , , , , , a 4:23 pm di marisamoles


Dopo la pubblicazione del precedente post, sono stata contattata via e-mail dall’Ammiraglio Salvatore Schiano Lomoriello che, ringraziandomi per aver prestato attenzione al suo commento e condiviso il suo punto di vista sulla vicenda (relativamente alle telefonate intercorse tra i due Comandanti – Schettino e De Falco –) mi ha fatto notare che il suo intervento era stato riportato solo parzialmente dai media, in quanto egli aveva avuto cura di prendere in esame l’accaduto non solo in relazione alle conversazioni telefoniche, argomento principale del mio post.
Precisamente, aveva espresso, nell’immediatezza dei fatti, il suo parere in una lettera indirizzata al Collegio Capitani

“per stigmatizzare in ogni suo aspetto la vicenda che ha coinvolto la nave Costa Concordia, il suo Comandante ed altri soggetti attori nella vicenda stessa.”

È opinione dell’Ammiraglio Schiano Lomoriello che, per amore di verità, sia indispensabile analizzare la vicenda basandosi su

“tre fatti concreti che sono da ricondurre a tre momenti precisi: la collisione con lo scoglio, l’incaglio e la telefonata intercorsa tra la C.P. di Livorno e il Com.te Francesco Schettino.”

Riguardo la collisione con lo scoglio, secondo l’Ammiraglio Schiano è fuor di dubbio che

“la nave ha condotto una navigazione che si pone al di là di ogni norma di sicurezza in mare”.

Tuttavia ritiene che spetti alla Magistratura appurare

“perché la nave si trovava sottocosta in maniera maldestra”

e non a chi non ha esperienza di navigazione, tantomeno ai media che hanno travisato i fatti con il solo scopo di condannare il Com.te Schettino e santificare altri (De Falco)

“che procura sdegno in coloro che vivono sul mare e in chi ha speso una vita al servizio del mare (come lo stesso Schiano) e su di esso lavora”.

Il secondo fatto concreto su cui si sofferma a riflettere l’Ammiraglio Schiano, è quello che riguarda l’incaglio. Da esperto di mare egli suppone, icto oculi, che

“il Comandante Schettino abbia fatto ricorso all’istituto della ‘Avarie comuni’, che prevede a tutela della nave, dell’equipaggio, dei passeggeri e del carico, in presenza di un concreto pericolo di affondamento della nave, di condurre la stessa a piaggiarsi”.

Nel caso la supposizione sia corretta, escludendo che la nave da sola si sia incagliata dove ancora oggi si trova, il Com.te avrebbe in questo modo evitato un numero maggiore di vittime, facilitando, infatti, i soccorsi. Nel contempo l’Ammiraglio osserva che il Com.te è stato iellato

“perché se la nave si fosse incagliata in una soglia sabbiosa o fangosa, presumibilmente staremmo a parlare di una situazione meno drammatica, perché, forse, la nave sarebbe stata attanagliata da entrambe le fiancate dalla sabbia e, forse, poteva rimanere nella sua posizione senza abbattersi su una fiancata nel modo come adesso giace.”

Sulle telefonate tra De falco e il Comandante della Concordia non mi soffermo oltre. Invito, pertanto, i miei lettori, qualora non l’avessero già fatto, a prendere visione del precedente post, linkato all’inizio del presente articolo.

Cosa potrei aggiungere? Nulla, in quanto è come se l’Ammiraglio avesse letto nei miei pensieri, dati tecnici a parte. Essendo io nata sul mare, pur non capendo nulla di navigazione e soffrendo pure il mal di mare (fatto che esclude a priori che io programmi una crociera e, tuttavia, nel caso contrario non mi farei certo influenzare da questa disgrazia perché sono perfettamente consapevole del fatto che in Italia ci sono moltissimi validi Comandanti e che da una vicenda, seppur tragica, non bisogna fare di tutta l’erba un fascio), aggiungendo che sono nipote di un Comandante (anche se mio nonno, purtroppo, non l’ho mai conosciuto), si vede che in me c’è qualcosa di innato che mi riconduce, inconsapevolmente, alle mie origine “marinare”.

Infine, mi associo alla preghiera che l’Ammiraglio rivolge alle vittime di questo sciagurato naufragio (poco fa salito a 17):

occorre ricordare le vittime che essa ha causato. Io sono credente, talché non posso se non concludere questa mia interlocuzione con Lei, affidando alla Misericordia del Signore le vittime in questione, nel fondato convincimento che essa e’infinita e Eterna.

PER CHI VOLESSE LEGGERE L’INTERO CONTRIBUTO, PUBBLICO DI SEGUITO LE SCANSIONI DELLA LETTERA. PER INGRANDIRLE BASTA CLICCARE SOPRA LE IMMAGINI. (mi scuso per la maldestra operazione fatta per nascondere i dati privati di terze persone che non ho ritenuto opportuno pubblicare)

27 gennaio 2012

NUOVA SCOSSA DI TERREMOTO IN EMILIA: AVVERTITA ANCHE A UDINE

Posted in Uncategorized tagged , a 4:11 pm di marisamoles

Una violenta scossa di terremoto di magnitudo 4,9, durata alcuni secondi, è stata avvertita nel nord Italia. Si attendono le verifiche per capire gli eventuali danni a persone o cose. La scossa è stata avvertita in particolare a Genova, a Milano e in Emilia.
La situazione in tempo reale
16.05 – La forte scossa nell’Appennino
Un terremoto di magnitudo 5.1, secondo le primissime stime dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) è avvenuto nella zona confine fra la provincia di Parma e Appennino tosco emiliano.

16.02 – Epicentro in Emilia
La forte scossa di terremoto sentita in tutto il nord Italia, secondo i primi dati, dovrebbe avere una magnitudo superiore al 5. L’epicentro del sisma sarebbe in Emilia Romagna, in provincia di Modena.

16.01 – Gente in strada in Liguria
La scossa è stata chiaramente avvertita anche nel Ponente Ligure. A Genova, come a Sanremo, molte persone sono scese in strada allarmate. Una precedente scossa era stata avvertita due giorni fa anche in Liguria.
(FONTE: TG.COM)

Chi scrive abita a Udine (al settimo piano!) e l’ha sentita nettamente e non è durata pochissimo. Mi tremano ancora le gambe! Spero solo che non abbia fatto danni a persone e a cose.

[immagine da Libero.it]

25 gennaio 2012

NAUFRAGIO CONCORDIA: PERCHÉ PER ME DE FALCO NON È UN EROE E SCHETTINO NON È UN CRIMINALE

Posted in cronaca, Legge, televisione tagged , , , , , , , , , a 9:55 pm di marisamoles


A poche ore dal tragico naufragio della nave Costa Concordia, di fronte al porto dell’isola del Giglio, le conversazioni telefoniche intercorse tra il comandante della nave da crociera, Francesco Schettino, e il comandante della Capitaneria di Porto di Livorno (che aveva assunto l’incarico di coordinare le operazioni di salvataggio dei 4200 naufraghi), Gregorio De Falco, hanno fatto il giro del mondo. Tradotte in tutte le lingue (compreso quel “cazzo” che, onestamente, non è stato per niente apprezzabile né tantomeno giustificabile, seguito da un poco opportuno “Cristo”, ma forse De Falco ignora il secondo Comandamento …), hanno esposto al pubblico ludibrio una persona che, avrà pure sbagliato, essendo pur sempre un essere umano, ma si trovava in un chiaro stato confusionale. Come un bambino colto in fallo, comprendendo di averla fatta proprio grossa, cercava di arrampicarsi sugli specchi e, se vogliamo, negare pure l’evidenza. Non è necessario essere degli psicologi per capire che quelle telefonate hanno messo in luce tanto la debolezza di Schettino quanto il potere esercitato da De Falco su un uomo in evidente stato di choc. Fra i due i rapporti di forza erano simili a quelli instaurati tra il curato manzoniano don Abbondio e i Bravi di don Rodrigo. E mi pare proprio il caso di supporre che il comandante della Concordia, non solo in quei concitati momenti ma anche e soprattutto dopo, possa aver pensato di essere un vaso di terracotta costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro e che il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare.

Così, mentre il mondo intero stava sospeso tra l’indignazione e la derisione, io ero letteralmente basita. Ho ascoltato molte volte quelle telefonate, letto le trascrizioni fedeli, e ogni volta lo stupore cresceva. Mentre le voci di condanna si levavano sempre più forti, io per quell’uomo, il comandante Schettino, superficiale, ingenuo e, se vogliamo, sciagurato (secondo l’etimologia, non nel senso di “scellerato” ma di “sventurato”) riuscivo a provare solo una grande pietà.

Ora le mie impressioni hanno avuto conferma dalle parole del Contrammiraglio CP Salvatore Schiano Lomoriello, residente a Manfredonia, ufficiale delle Capitanerie di Porto che, analizzando le telefonate di De falco e Schettino, ha messo in luce, una dopo l’altra, le mancanze del Comandante della Capitaneria di Livorno:

Forma: di una virulenza verbale inaudita, minacciosa, blasfema, volgare che, mi si creda in coscienza, mi ha fatto VERGOGNARE di essere un Ufficiale delle Capitanerie di Porto. Istituzione quest’ultima che essendo palestra di contatti umani, ci ha insegnato di essere sempre rispettosi con TUTTI, mai saccenti, mai protagoniosti ma al servizio della Gente di Mare fermo restando tutte quelle prorogative di Polizia Giudiziaria che la legge ci affida e che vanno esercitate sempre senza alcuna forma di indugio ma con pacatezza e fermezza. Non mi pare he tutto ciò sia ricontrabile nel contesto della telefonata in questione che ha esposto una persona già vinta dalla vita a ludibrio planetario senza alcuna forma di umanità che mi avvilisce e mortifica.

Sostanza: qualcuno mi dovrà pur spiegare in quale trattato di Diritto Marittimo o altra fonte normativa in merito al Soccorso e Salvataggio in mare sia scritto che il Comandante della Nave perde la Titolarietà del Comando quando è stato dichiarato l’ordine di “abbandono nave ” e che in tal caso detta prerogativa passa all’Organo soccorritore. L’Ufficiale Capo della Sezione Operativa della Capitaneria di Porto di Livorno in merito afferma : “Comandante, rivolgendosi al Com.te Schettino, lei ha dicharato l’abbandono della nave, ORA COMANDO IO ” (sic) e dopo tanti irriverenti bla bla bla “LE ORDINO DI” etc etc. In tutta questa vicenda, in ipotesi, non sarà mica stato consumato il reato di usurpazione di Comando? E’stato legittimo l’ordine dato? Trova quantomeno fondamento nella legge quanto con violenza verbale inaudita è stato fatto segno il Comandante Schettino, persona in quel momento , come ho già vuto modo di dire, VINTO DALLA VITA? A me e’ parso come sparare sulla CROCE ROSSA senza un briciolo di umanità ma con della forza verbale la cui genesi non mi va di stigmatizzare ma che lascio all’analisi di chi legge.

Eppure, le TV, gli organi di stampa hanno eletto De Falco a livello di “Eroe”, un insigne critico del Corriere della sera cosi scrive :”Grazie Capitano…… ” Ma di che vorrei chiedergli, di cosa, che cosa ha prodotto in positivo quella “sparata telefonica” se non irridere, minacciare, esporre il Comandante Schettino a ludibrio pubblico. E noi viviamo in un paese civile? Nella culla del diritto? In un paese dove la stampa sta spingendo perché quell’Ufficiale sia fatto segno di un “solenne encomio ”. Sarebbe, in tal caso, un’offesa al Diritto un’offesa a tutti quegli Ufficiali che in silenzio e con dedizione massima hanno fatto il proprio dovere senza mai salire sul palcoscenico del protagonismo ma stando sempre lontanissimi dallo stesso.

[LINK della fonte]

Sia ben chiaro: io non assolvo il comandante Schettino e riconosco le sue colpe che immagino gravino sulla sua coscienza come il macigno sradicato dalla potenza della Concordia sulla scogliera “non segnalata sulle mappe” e rimasto incastonato, come la gemma più orribile, sul fianco della nave. Non lo assolvo ma non riesco a condannarlo, almeno non riesco a condannare solo lui. Non lo faccio perché penso che questo sia il compito della Magistratura e perché trovo che i processi sommari fatti dalle televisioni, dai giornali, dalla gente comune negli uffici nei bar o sugli autobus siano poco rispettosi non del comandante – lo si può anche odiare e insultare, se si pensa che egli davvero meriti odio e insulti – ma di una famiglia che sta soffrendo, di una moglie che forse sta difendendo l’indifendibile, di una figlia esposta come il padre al pubblico ludibrio. Con la differenza che un adulto ha le spalle forti, un’adolescente no. E si sa quanto possano essere cattivi i coetanei, specie se influenzati dalle voci degli adulti.

Per me De Falco non è un eroe ma solo un uomo, un militare, che ha esercitato le sue funzioni con troppa autorità e poco rispetto.
Per me Schettino è un uomo che ha sbagliato, non sarà mai più un comandante, sarà forse un criminale – preferisco però aspettare la formale condanna da parte di un tribunale – ma non è nemmeno l’unico responsabile di ciò che è accaduto. Sulla codardia dimostrata nell’abbandono della nave preferisco non esprimermi. Forse la Costa Crociere dovrebbe selezionare meglio il personale, specie quello a cui affida posizioni di comando.

24 gennaio 2012

GIORNO DELLA MEMORIA: PER NON DIMENTICARE I BAMBINI DI TEREZIN

Posted in Auschwitz, bambini, Giorno della Memoria tagged , , , , , , , , , a 9:18 pm di marisamoles

Com’è noto, il 27 gennaio è il GIORNO DELLA MEMORIA, istituito dal Parlamento italiano, con la Legge n° 211 del 20 luglio 2000, in ricordo delle vittime del nazionalsocialismo (nazismo) e del fascismo, dell’Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati. La data ricorda il giorno in cui, nel 1945, le truppe sovietiche dell’Armata Rossa abbatterono i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz liberando i pochi superstiti.

Nei giorni scorsi il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, si è recato, assieme ad una delegazione di 130 studenti, proprio ad Auschwitz. Ma c’è un altro luogo dell’orrore che non dobbiamo dimenticare: il campo di concentramento di Terezin, vicino a Praga, dove migliaia di bambini ebrei prima di essere trucidati avevano lasciato testimonianze toccanti della loro tragedia. A questi “segni”, l’artista friulano Giorgio Celiberti ha dedicato una collezione, un “Lager” costituito da tele preziose per impasti e cromie, nelle quali ha inserito i segni innocenti lasciati sui muri.

Recatosi a Terezin nel lontano 1965, Celiberti ne rimase dolorosamente impressionato e con la sua arte fece rivivere la testimonianza di tanto orrore. Così l’artista racconta la sua esperienza: quello fu il momento più drammatico della mia storia di pittore, prima dipingevo nature morte, animali, interni, esterni, in un modo più o meno astratto; poi mi sono imbattuto in quei segni dei bambini, sui muri, in quelle tragiche finestre, in quei cuori rossi e bianchi, in quelle cancellature, elenchi, farfalle, piccole foto, colonne di numeri.

Così commentò la collezione dei “cuori” il critico Vittorio Sgarbi:

«Celiberti è in realtà un figurativo dell’anima, e cioè riesce a rappresentare in modo realistico i sentimenti della sua profonda interiorità, qualcosa che quindi si segna sul suo cuore, mentre si segna sul muro; pittore di memoria e pittore di emozioni. Nei suoi muri graffiati c’è anche un altro elemento molto importante, cioè il recupero dell’espressività primitiva.» (LINK della fonte, da cui è tratta anche l’immagine sotto il titolo)

In questi giorni sul sito del MIUR è stato pubblicato un breve testo dedicato ai bambini di Terezin, accompagnato da una poesia scritta nel 1941 da un ragazzo sopravvissuto, che aveva allora un’età compresa tra i 12 e i 16 anni. Essa esprime il coraggio e la fede nella vita.

Quattromila disegni e sessantasei poesie sono tutto quello che ci resta dei bambini di Terezín, erano 15.000 e ne sono sopravvissuti meno di 100. Terezín fu un campo di concentramento nazista della Repubblica Ceca che prevedeva uno spazio per i bambini, perché di transito. Vi furono deportate complessivamente 150 mila persone, tra le quali i 15.000 bambini. La poesia che riportiamo porta la data del 1941, non si conosce il nome di chi l’ha scritta, ma il messaggio che ci ha lasciato è di fiducia nella vita e ne canta la bellezza. L’autore s’identifica con il volo libero dell’uccello come l’autrice del disegno nella farfalla.

Vedrai che è bello vivere

Chi s’aggrappa al nido
non sa che cos’è il mondo,
non sa quello che tutti gli uccelli sanno
e non sa perché voglia cantare
il creato e la sua bellezza.
Quando all’alba il raggio del sole
illumina la terra
e l’erba scintilla di perle dorate,
quando l’aurora scompare
e i merli fischiano tra le siepi,
allora capisco come è bello vivere.
Prova, amico, ad aprire il tuo cuore alla bellezza
quando cammini tra la natura
per intrecciare ghirlande coi tuoi ricordi:
anche se le lacrime ti cadono lungo la strada,
vedrai che è bello vivere
.

14 gennaio 2012

ADOTTA UNA PAROLA: LE PREFERENZE DEI VIP

Posted in cultura, lingua, vip tagged , , , , , , , a 10:49 am di marisamoles

Tempo fa ho dedicato un post ad una interessante iniziativa proposta dalla Società Dante Alighieri e supportata dal settimanale IoDonna e dal Corriere della Sera: si tratta di adottare una parola, a propria scelta, poco utilizzata e/o in via d’estinzione. Tutti possono farlo, operando una scelta libera a patto che la parola preferita non sia stata già adottata da altri (in questo caso, però, è sempre possibile sostenere l’adozione altrui).

Di seguito riporto il contenuto di una e-mail inviatami dalla Società Dante Alighieri in cui vengono riportate le parole scelte da alcuni vip.
Buona lettura!

Dalla cantante Giorgia al Premio Nobel Dario Fo,
dal calciatore Javier Zanetti al Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia,
dall’astronauta Paolo Nespoli al filosofo Gianni Vattimo:
23 personaggi hanno aderito per Io donna
all’iniziativa promossa dalla Società Dante Alighieri

Dario Fo, Giorgia, Javier Zanetti, Aldo Cazzullo, Gianni Vattimo, Viola Di Grado, Giuliano Pisapia: sono alcuni dei personaggi che hanno scelto di sostenere la lingua italiana attraverso l’iniziativa “Adotta una parola”, promossa dalla Società Dante Alighieri in accordo con i dizionari Devoto Oli, Garzanti, Sabatini Coletti e Zingarelli, e in collaborazione con Io donna.

Dario Fo

Gibigianna è la parola adottata dal Premio Nobel per la Letteratura, Dario Fo: un termine lombardo che significa illusione o trappola melodiosa e affascinante. Accomunati dalla stessa preferenza la cantante Giorgia e il calciatore dell’Inter Javier Zanetti, che hanno entrambi scelto il termine Fuggevolezza: riferendolo idealmente agli amanti la prima, e inevitabilmente ai novanta minuti di una partita il secondo.

Dopo Matteo Renzi, custode di Propinare, un altro primo cittadino ha deciso di sostenere la nostra lingua divenendo custode di una parola: Giuliano Pisapia, Sindaco di Milano, ha adottato Dirimere. «Sono particolarmente legato a questa parola – ha detto Pisapia -. Ripeterla nella mente, scriverla all’interno di un testo, anche se oggi si usa meno di una volta, mi fa tornare indietro nel tempo, ripercorrendo gran parte della mia attività professionale da avvocato».

Curiose le scelte degli attori Moni Ovadia (Improntitudine), Anna Bonaiuto (Diatriba) e Sonia Antinori (Sconclusionato), mentre Lusinga è stato il termine adottato dal filosofo Gianni Vattimo: «Da quando faccio (anche) il politico in una società cosiddetta democratica – ha spiegato -, e che è una società della comunicazione, cioè della pubblicità, generalizzata, ho cominciato a capire il senso della lusinga».

Tra i custodi figurano anche l’architetto Italo Rota (Calligrafia), il fotografo Luca Campigotto (Fandonia), la poetessa Antonella Anedda (Affastellare), la stilista Margherita Maccapani Missoni (Fronzolo), gli scrittori Aldo Cazzullo (Emaciato), Peppe Dell’Acqua (Delibare), Aldo Nove (Contrizione), Annalucia Lomunno (Presagio) e Viola Di Grado (Uggioso), Michela Marzano (Narcisistico), i giornalisti Filippo La Porta (Leziosità) e Francesco Battistini (Perseveranza). Adesioni anche dal mondo della gastronomia con lo chef Filippo La Mantia (Stantio) e dell’ingegneria con l’astronauta Paolo Nespoli (Dirimere, come il Sindaco Pisapia ma con una diversa motivazione: «Il momento più strano era di mattina, quando la sveglia ti scuoteva dal torpore del sonno e aprivi gli occhi nel buio pesto della cuccetta. Dove sono? Ti veniva da chiederti in una confusione di stimoli e sensazioni. Dirimere la realtà dalla fantasia era ancora troppo difficile»).

PER LEGGERE L’INTERO REPORT CLICCA QUI

13 gennaio 2012

UDINE: PARTORISCE ALL’ALBA SUL MARCIAPIEDE

Posted in bambini, figli tagged , , , a 1:33 pm di marisamoles

Una signora friulana, già madre di un bambino, ha partorito all’alba sul marciapiede perché le doglie sono arrivate all’improvviso e non è riuscita ad arrivare all’ospedale. La sorte ha voluto che nello stesso condominio in cui abita la coppia di neogenitori abiti anche un’ostetrica che ha assistito al parto. Tutto si è risolto bene per la mamma e per il piccolo.

Il primario del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Udine, Diego Marchesoni, ha spiegato che tecnicamente si chiama “parto precipitoso” ed è un fenomeno in aumento perché sono sempre più le donne che desiderano rimanere a casa fino alla fine del termine dei nove mesi, ritenendo il parto un evento del tutto naturale. Tant’è che il responsabile del 118, Elio Carchietti, ha avanzato l’ipotesi di fare in modo che a bordo dell’ambulanza ci sia anche un’ostetrica. (notizia da Il Messaggero veneto)

Confesso che ho letto l’articolo con il batticuore e nello stesso tempo con le lacrime agli occhi, ripensando alla nascita del mio secondogenito che ha davvero rischiato di venire al mondo in ambulanza. Per chi non l’avesse letto, questo è il LINK del post.

OVER 45: PIÙ SANI, PIÙ BELLI MA ANCHE UN PO’ PIÙ RINCO

Posted in salute, Uomini e donne tagged , , , , , a 11:30 am di marisamoles

Diciamolo: oggi non si invecchia più come una volta. Gli esperti dicono che siamo “programmati” per vivere anche 120 anni e più, ma tutti sanno che quello che conta, soprattutto, è lo stile di vita. Una corretta alimentazione, un po’ di movimento, quando è possibile trascorrere qualche ora all’aria aperta (oddio, nelle grandi città questo sarebbe più rischioso che altro …), niente fumo, niente alcool, una regolare vita sessuale, un lavoro appagante, una famiglia serena … ecco, mi sono fatta un po’ prendere la mano. Comunque, è chiaro che più lo stile di vita è corretto, maggiore sarà la possibilità di campare cent’anni e più. Tenendo sempre presente che le malattie non sempre sono legate al tipo di vita condotto e che gli incidenti non si possono prevedere …

Una volta gli uomini e le donne lavoravano fin dalla tenera età, spesso erano occupati in attività faticose e per moltissime ore al giorno. L’alimentazione non era varia e ricca, le malattie erano sempre in agguato e la maggior parte delle volte si rivelavano letali perché non c’erano farmaci adeguati né era così semplice essere assistiti con competenza e professionalità negli ospedali pubblici.
La conseguenza di una vita precaria ed esposta ai rischi più disparati portava la gente alla morte in giovane età e spesso a quarant’anni gli uomini e le donne ne domostravano venti di più.

Ma guardiamo oggi i nostri cinquantenni: le donne sfoggiano, oltre ai miracoli della chirurgia estetica, un abbigliamento da teenager, pettinature svolazzanti da cubiste, trucco perfettamente in tinta con l’abbigliamento, tacchi alti, portamento da indossatrice e voce suadente da telefonista erotica (be’, forse questo è un po’ troppo!). Emule di donne vip come Madonna e Demi Moore, cinquantenni pimpanti, sembrano non voler proprio invecchiare; talvolta, tuttavia, appaiono anche un po’ ridicole nel patetico tentativo di assomigliare alle figlie ventenni (una volta erano le figlie a voler essere simili alle madri, segno dei tempo che cambiano).
Gli uomini, palestrati, con barbetta sfatta che fa troppo macho, capelli tinti o, al contrario, lasciati bianchi alla Richard Gere, profumati e vestiti come i più fighi modelli delle migliori case di moda, non si arrendono all’età che passa e, per convincersene, rimorchiano ragazzine che hanno, o potrebbero avere, l’età delle figlie.

Ecco la differenza tra gli uomini e le donne di qualche generazione fa e quelli che oggi non definiremmo mai persone di “mezza età” perché sarebbe mortalmente rischioso: una volta si invecchiava e si era felici perché si acquistava saggezza e il potere di dispensar consigli; oggi, invece, non si vuole invecchiare, i consigli li si dispensa ugualmente ma tanto non vengono ascoltati, e della saggezza non sappiamo che farcene dal momento che quasi più nessuno la richiede.

Ma può bastare un aspetto curato, preferibilmente naturale, a far rimanere giovani a lungo? Direi di no. L’età avanza – e ve lo dice una che non si sente affatto l’età che ha ma comunque è cosciente di non essere più una trentenne – e non s’arresta un’ora (come direbbe il vate Petrarca). Se fisicamente i cinquantenni di oggi si portano bene l’età che hanno, il cervello, cari miei, invecchia e non chiede il permesso. Non solo, non c’è abilità chirurgica che possa ovviare al lento e inesorabile invecchiamento delle cellule cerebrali che inizia già a quarantacinque anni! Sì, sì, mica a sessanta come si credeva una volta.

L’ha scoperto un gruppo di ricercatori inglesi, francesi e americani, guidato da Archana Sing-Manoux dell’University College di Londra. (QUI potete leggere i risultati su cui non mi dilungherò)
L’unica consolazione, almeno per me, è che pare le donne risentano in minor misura dell’invecchiamento cerebrale.

A questo punto mi rivolgo al governo: è vero che l’età media si è allungata ma protrarre l’età del pensionamento fino a 65-67 (forse 70 in un futuro spero non troppo prossimo) avrà come effetto collaterale di avere un bel po’ di rinco in tutti i settori, pubblico o privato che sia.
Ecco, io mi immagino già in cattedra a parlare di Dante o di Virgilio perdendo qualche colpo qua e là e magari attribuendo al poeta latino la paternità della Commedia e alla corona fiorentina quella dell’Eneide. Dite che gli studenti non se ne accorgerebbero? E’ probabile ma non è che la cosa mi consoli molto.

6 gennaio 2012

FIOCCANO LE DISDETTE A CORTINA D’AMPEZZO. QUANTA IPOCRISIA!

Posted in attualità, cronaca, legalità, vacanze, viaggi tagged , , , , , a 10:21 pm di marisamoles


Dopo il blitz degli ispettori dell’Agenzia delle Entrate che, con i loro controlli, hanno messo in luce finti poveri e milioni di euro evasi al fisco, dopo che miracolosamente gli incassi degli esercizi commerciali di Cortina D’Ampezzo (alberghi, bar, ristoranti, gioiellerie, boutique, farmacie, saloni di bellezza, ecc), nel giorno dei controlli sono lievitati rispetto sia al giorno precedente sia allo stesso periodo del 2010, con punte fino al 400% per alcuni settori, ora nella perla delle Dolomiti fioccano … disdette. Eh sì, mica fiocca la neve come la stagione richiederebbe.

“Mai più vacanze nella capitale dell’evasione fiscale”. È il tono di una e-mail giunta in numerosi alberghi della località sciistica veneta, inviata da un gruppo di clienti che «ogni anno a metà gennaio viene a farsi una vacanza a Cortina”. “Ma quest’anno – si legge nel testo – abbiamo deciso: basta vacanze a Cortina. A noi tocca pagare le tasse anche per gli str… che non le pagano adeguatamente. Fate veramente schifo!”.

La mail non è firmata e contiene solo l’indirizzo di posta elettronica del titolare della casella. Ma all’Associazione Albergatori non è piaciuta perché, a loro dire, ha lo stesso tono ostile di diversi messaggi registrati in numerosi blog turistici.
Da parte sua, il sindaco di Cortina annuncia l’intenzione di adire alle vie legali per “danno d’immagine”.

Ma io mi chiedo: il primo cittadino di Cortina vuole far credere che non gli è mai venuto il dubbio che sarebbe stato impossibile per alcuni dei suoi concittadini, mettiamo con un reddito di 30mila euro lordi, girare su dei Suv costosissimi? Oppure non si era mai chiesto prima come mai nei bar, nei negozi o negli alberghi ci fosse del personale così distratto da dimenticare di battere lo scontrino, magari sbagliando anche il conto per difetto?

Quanto ai turisti indignati, siamo all’apoteosi dell’ipocrisia. In posti del genere, dove gira gente ricca e si sfoggia il lusso, è normale che si verifichino dei fenomeni di evasione fiscale e tutti lo sanno. Non credo che quegli sciatori, oggi così tanto indignati, non abbiano mai ceduto alla tentazione di uno “sconticino” pur di risparmiare sui prezzi esagerati che gli esercizi commerciali sparano a Cortina.

Suvvia! Non facciamo gli ipocriti. A meno che … stai a vedere che lo spot sui parassiti ha fatto effetto!

[fonte: Affaritaliani.it]

4 gennaio 2012

INGHILTERRA: BARBIE UMANA REGALA LIPOSUZIONE ALLA FIGLIA DI 7 ANNI

Posted in attualità, bambini, figli, società tagged , , , , , , a 7:36 pm di marisamoles

Mio malgrado torno ad occuparmi della 51enne Sarah Burge, soprannominata dai tabloid inglesi “The Human Barbie” (La Barbie Umana) per gli oltre cento interventi di chirurgia estetica a cui si è sottoposta nel corso degli ultimi decenni. Ne ho, infatti, già parlato QUI, in occasione di un’iniziativa molto particolare di mamma Sarah: ha iniettato il botulino alla figlia sedicenne. Questa volta vittima inconsapevole – ma forse neanche tanto – di una non ben precisata malattia mentale della madre, è l’altra figlia Poppy, di soli sette anni. Sarah le ha fatto trovare nella calza di Natale un buono da 8.500 euro che la bambina potrà spendere per una futura liposuzione solo quando avrà compiuto sedici anni.

La signora Burge, che vive in una grande casa da oltre 500.000 sterline a St Neots, nella contea del Cambridgeshire, è considerata una vera e propria «dipendente da botulino». Fiera del suo record mondiale d’interventi di chirurgia estetica, finora ha speso oltre 600.000 euro per modificare il suo aspetto fisico.

La piccola Poppy, in un’intervista rilasciata al Daily Mail, ha espresso il desiderio di voler assomigliare in tutto e per tutto a sua madre e spera di avere presto «un seno grande».

Con la notizia mi fermo qui, ma potete leggere l’articolo completo QUI.
Mi pongo una sola domanda: visto che la signora Burge al bisturi c’è abituata, non ha mai pensato ad un trapianto … di cervello? 😯

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