I SOLITI ITALIANI

Per chi non lo sapesse, in Austria (come anche in Slovenia) le autostrade non sono a pedaggio diretto, in relazione al tratto percorso. Si paga, infatti, una quota variabile a seconda del tempo in cui si vuole usufruire della autostrade austriache, acquistando la cosiddetta “vignetta”, ovvero un tagliando che si appone al parabrezza bene in vista. L’Asfinag, la società che gestisce autostrade e superstrade in Austria, fa sapere che ben il 98% degli utenti sono in regola. La rimanente percentuale viene equamente divisa tra “portoghesi” italiani e austriaci che rischiano grosso: la contravvenzione, infatti, è di 120 euro (il costo delle “vignette” per una settimana attualmente è di 7 euro e 50, se ricordo bene), da pagare immediatamente, altrimenti i controllori dell’Asfihag sono autorizzati a chiamare la polizia e, si sa, con la gendarmeria austriaca non si scherza.

Consolante il fatto che gli Italiani non siano da meno degli stessi Austriaci, per quanto riguarda il mancato acquisto della “vignetta”. C’è però una caratteristica che i nostri connazionali non hanno in comune con i vicini di casa: le scuse che accampano per giustificare la mancata esposizione del tagliando. Non si limitano semplicemente a dire “non sapevo che si deve acquistare la vignetta”, scusa banale anche se la più sfruttata, ma poco credibile perché in tutti gli autogrill della A4 (tratto Trieste-Palmanova) e della A23 (che porta direttamente al confine) sono esposti dei cartelli che avvisano in modo inequivocabile che il pedaggio delle autostrade austriache si paga in un’unica soluzione acquistando il pass.

E così gli Italiani, dicono quelli dell’Asfinag che hanno addirittura raccolto in un libro le scuse degli automobilisti colti in flagrante, scatenano la fantasia, anche a costo di passar per scemi. Eh sì, perché è inutile dire che gli Austriaci non mangiano la foglia e sono inflessibili, non solo quando pretendono che i furbetti paghino la multa.
Così descrive Il Piccolo, in un articolo firmato da Marco Di Blas, le assurdità che i nostri connazionali sono pronti a tirar fuori dalla bocca nella speranza di farla franca:

C’è chi dà la colpa al cane che avrebbe divorato la “Vignette”, chi ai bambini, responsabili di averla distrutta per gioco. I più tecnologici chiamano in causa il navigatore, che li avrebbe dirottati a loro insaputa in autostrada. Altri giurano di aver acquistato regolarmente la “Vignette”, ma questa poi si era persa nella borsa della moglie. Alcuni arrivano addirittura a sostenere: «Quest’auto non è mia».

Che dire? La creatività degli Italiani non ha limiti ma nulla può contro la severità dei cugini austriaci. E dire che oggigiorno questi ultimi, almeno da come guidano in autostrada, sembrano molto indisciplinati. Forse perché hanno capito che in Italia anche se vai a 160, hai una probabilità su un milione di beccarti la multa. Avranno imparato da noi.

10 pensieri riguardo “I SOLITI ITALIANI

  1. Gli italiani pensano di poter fare i “furbetti” anche quando escono dai confini. Se si fossero accorti un po’ prima che non ne valeva la pena, oggi non ci sarebbe un “Monti” a fare il “castigamatti”.
    Anche in Svizzera si paga una “vignetta” che è valida tutto l’anno e costa niente (40 franchi svizzeri) rispetto a quello che costano le autostrade italiane.
    Chi non ha la vignetta paga una multa di 200 franchi. Credo che si possa pagare la multa alla polizia anche con la carta di credito. In Italia non potrebbe funzionare perché di polizia in autostrada se ne trova solo a bere il caffè in autogrill! Scrivo questo per esperienze recenti!

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  2. Anche in Svizzera e Germania funziona in questo modo. Lo trovo un sistema molto intelligente e pratico ed in ultimis più economico. Ma forse perché le Autostrade italiche noi le abbiamo regalate ai privati per fare affari e lucrarci?
    Ciao

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  3. @ Quarchedundepegi

    Parole sante le tue! Proprio vero: se gli Italiani non avessero quel vizio di fare i furbetti, oggi Monti non farebbe il “castigamatti” (che poi sarebbe meglio dire “castigapoveridiavoli” 😦 )
    Auspico che il sistema “vignette” sia adottato anche in Italia. Con la quota che in Austria chiedono in un anno, io e mio marito facciamo Udine-Trieste e ritorno più o meno 11 volte (se non ho sbagliato il conto …). Ma noi di viaggi ne facciamo di più, senza contare che mio marito attualmente in autostrada va spessissimo per lavoro, quindi per lui sarebbe una grande convenienza.
    Però, proprio perché gli italiani pensano sempre di fregare il prossimo, pagare il pedaggio al casello rimane l’unico modo di essere sicuri – o quasi – che paghino.

    @ Raffaele

    Purtroppo non so rispondere alla tua domanda. Oggi sono un po’ scarsa di idee … 😉

    Ciao.

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  4. Buona sera,
    voglio dire in controtendenza che sono fresco di multa e non per voglia di fare il furbo, mi sono sentito taglieggiato senza scrupoli e con crudeltà e ora:
    ho attraversato il confine di Tarvisio (strada statale) per andare al mercatino di natale di klagenfurt percorrendo un tratto di autostrada, arrivo a destinazione (sosta a pagamento euro 5,00 l’ora) caffè espresso euro 1,80, 200g. di castagne euro 5.00) l’ultima volta che sono stato in Austria non si pagava anni fa ora io non lo so quanti cartelli ci fossero a indicare queste vignette che non contesto, mi chiedo avendo imboccato l’autostrada di ritorno a klaghenfurt dove sono provvisti di energia elettrica è possibile che un cartello così importante non venga adeguatamente segnalato anche con lampeggio luminoso, questo perchè a differenza il controllo viene quasi illuminato a giorno da cartelli luminosi per un intero km e presidiato da circa una decina di persone addette alle verifiche.
    c’era la fila per le multe è possibile che siano più furbi di noi? e anche in mala fede?
    Ps. per chi non avesse capito non ero per niente al corrente che servisse la vignetta.

    saluti Ray

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  5. @ Riccardo Varriale

    Ovviamente chi per abitudine non acquista la vignetta non viene fermato mai. 😦
    Per capirci, io sono una che se deve andare al supermercato (senza parcheggio riservato) e sa di sbrigarsi in cinque minuti, massimo dieci, paga il ticket del parcheggio per mezzora. La volta in cui non lo farò, sono certa che mi becco la multa.

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