FIORELLO, IL PROFILATTICO E IL “SALVA PISCHELLI SHOW”

Devo, ancora una volta, fare una premessa: ieri non ho visto l’ultima puntata dello show campione di share condotto dall’istrionico Fiorello. Ilpiùgrandespettacolodopoilweekend ha fatto il botto finale, come si addice ad ogni spettacolo pirotecnico che si rispetti: più del 50% di share, 16 milioni attaccati al monitor tv in adorazione di Roberto Benigni. Eh sì, perché quando le “divinità catodiche” si accoppiano (nel senso della partecipazione allo spettacolo, ovviamente), succede anche questo.

Come ogni settimana, il martedì su tutte le testate giornalistiche non si parla d’altro. Per qualche ora Fiorello riesce a distogliere l’attenzione degli Italiani dalla manovra Monti e fa dimenticare le lacrime del ministro Fornaro suscitando ilarità e facendo quasi piangere dal ridere. Ma come spesso accade c’è chi dello spirito fiorelliano non sa che farsene, anzi, ritiene che le sue battute e i monologhi pieni di humor siano robaccia, di cattivo gusto e basta.

E’ il caso della tirata che Rosario – che di secondo nome fa Tindaro, poveretto! – ha fatto sul preservativo o profilattico che dir si voglia. Facendo riferimento ad un fantomatico comunicato Rai (nulla di più di una mail interna e riferita alla sola giornata mondiale contro l’Aids, il 1 dicembre scorso), si è stupito che la parola profilattico non potesse essere pronunciata nei programmi della tv di Stato. Interpellato a tal proposito Mauro Mazza, direttore di Rai 1, il poveretto non solo non conferma né smentisce un tale divieto ma si vede costretto, pressato elegantemente dal presentatore, ad ammettere che anche lui fa uso del condom. Poi il conduttore invita il pubblico a scandire sillaba dopo sillaba la parola tabù, quasi ad esorcizzarla. Non contento, intona assieme al compagno di trasgressione Lorenzo Jovanotti un rap in elogio del preservativo, ribatezzandolo “Salva pischelli“, espressione mutuata dal famoso dispositivo “Salvalavita Beghelli”, per la gioia del signor Beghelli che non avrebbe mai sperato in una pubblicità gratuita davanti a sedici milioni di telespettatori. Sempre che esista ancora.

Lo show di Fiorello sul profilattico, però, non è piaciuto a tutti. Famiglia Cristiana (seguita a ruota dal MOIGE)tuona contro il conduttore, reo di aver dato una lezione non proprio ortodossa ai tanti giovani che non amano stare davanti alla tv ma che per Fiorello fanno un’eccezione. Non gradisce nemmeno l’attenzione che il presentatore ha rivolto all’innegabile vantaggio che deriva dall’uso del preservativo, ovvero quello di limitare la diffusione dell’AIDS. Per Famiglia Cristiana è solo “goliardia retrodatata, cattivo gusto”.

Prendiamo atto che dal punto di vista della morale cattolica la maggior parte dei metodi contraccettivi è di per sé bandita. Possiamo anche concordare sul fatto che il “Salva Pischelli show” non fosse il massimo del buon gusto, come l’elogio della cacca cantato dal comico Benigni. Però credo che lo spettacolo di Fiorello non abbia un qualche potere di condizionare le scelte dei giovani, cattolici o meno. Anche perché, volendo essere precisi, i giovani cattolici seguendo i dettami della Chiesa in teoria dovrebbero astenersi dall’uso del profilattico, anzi, dai rapporti sessuali al di fuori del matrimonio. Eviterebbero, così, sia le malattie sessualmente trasmissibili sia gravidanze indesiderate. Non sarà certo un Fiorello qualsiasi a far loro cambiare idea.

Non ho visto lo spettacolo, lo ripeto, se non qualche spezzone e qualche video su You Tube, ma ritengo che Ilpiùgrandespettacolodopoilweekend abbia perlomeno il merito di non aver dato in pasto ai telespettatori pseudoballerine sculettanti in perizoma e pushup, come avviene nella maggior parte degli spettacoli di “varietà”. E questo a me sembra già un bel passo avanti. Questo sì un esempio da seguire.

4 pensieri riguardo “FIORELLO, IL PROFILATTICO E IL “SALVA PISCHELLI SHOW”

  1. Se non fosse che nasconde una intolleranza più profonda, troverei ridicolo vietare l’uso di una una parola in televisione, oltretutto una parola che non si può configurare come un insulto. E sarebbe ancora più ridicolo nella giornata mondiale dell’ AIDS, nella quale l’uso della parola “profilattico” è piuttosto probabile e logico.
    Purtroppo però anche una direttiva così “insulsa” nasconde per l’ennesima volta una intolleranza. Ancora oggi ci sono cattolici integralisti che ritengono di dover imporre la loro visione della vita agli altri.
    Ebbene li informo che per me sono nemici di questa società e nemici della libertà. Io rispetto loro e possono dire ciò che vogliono (se non infrange la Legge), non gli impongo divieti, ma loro devono rispettare gli altri e non imporre divieti (a meno che non si infranga la Legge).
    Finchè i cattolici integralisti, così come ogni altro integralista religioso, non si convincernno di fare male agli altri senza alcun giustificato motivo, vivremo in una società meno libera di quel che potrebbe essere.
    Non sta a nessuno decidere se usare o non usare il profilattico e se avere o non avere un rapporto sessuale (consenziente, ovviamente), se non ai singoli individui. Questa si chiama libertà individuale e soprattutto RISPETTO della libertà individuale altrui.
    La propria libertà finisce dove comincia quella dell’altro. Un cattolico è libero di non usare il profilattico e di non avere rapporti sessuali al di fuori del matrimonio, ma deve lasciare agli altri la libertà di comportarsi diversamente.

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