“IL PROF SCATTONE DEVE RIMANERE”, DICONO I GENITORI DEL CAVOUR. MA GLI STUDENTI DI LOTTA STUDENTESCA LO CHIAMANO ASSASSINO


Grazie alla segnalazione della signora Luisa, mamma di un’allieva del professor Giovanni Scattone al liceo Cavour di Roma, che mi ha segnalato un articolo-intervista ad una mamma che definisce il prof un insegnante modello, ritorno sull’argomento affrontato in un post precedente.

Per un uomo che, per omicidio colposo, ha scontato la pena è possibile la riabilitazione? La Legge dice di sì: lui ha i titoli per insegnare e ha il diritto di farlo anche nel liceo frequentato da Marta Russo, la vittima. Comprendo che dal punto di vista morale ciò possa essere discutibile ma il diritto spesso non si sposa con la coscienza. Per questo mi sento di non condannare la decisione del prof Scattone di accettare la nomina come supplente temporaneo di Storia e Filosofia (solo nove ore, tra l’altro) né condividerei la sua scelta di rinunciare alla supplenza solo perché qualcuno non lo vuole, per rispetto alla famiglia Russo.

Sempre grazie alla testimonianza della signora Luisa ho appreso che in verità sono gli altri genitori a volere l’allontanamento di Scattone da quella cattedra. Infatti, a nome delle famiglie degli allievi interessati, la signora Daniela Polito, dichiara che all’unanimità i genitori delle classi IV d e V E vogliono che l’insegnante resti al suo posto.

«Basta polemiche e strumentalizzazioni. Giovanni Scattone è un professore modello, chiediamo insistentemente che resti al Cavour», si legge nell’articolo dell’Ansa che la signora Luisa mi ha segnalato.
Non solo, l’assedio da parte dei giornalisti al liceo cavour è mal tollerato: «Siamo inferociti. Sotto la scuola dei nostri figli – spiega la signora Polito – continua ad essere accampato un esercito di giornalisti ma nessuno ha chiesto il nostro parere, anzi le poche dichiarazioni dei nostri rappresentanti di classe sono state travisate. Invece i nostri figli, dopo un iniziale momento di perplessità, si sono trovati con il professor Scattone veramente molto bene al punto da considerarlo uno dei migliori insegnanti del Cavour».

Se dal punto di vista umano è ben comprensibile lo sgomento della signora Aureliana Russo, mamma della povera Marta, la signora Politi è convinta che la Legge debba prevalere: «Siamo tutti rispettosi del diritto e della legge, che può essere l’unica barra da usare in queste situazioni complicate. Se il professore non ha avuto l’interdizione dai pubblici uffici e ha il diritto di insegnare, allora qualsiasi scuola va bene. Non c’è altro criterio che la legge». (LINK dell’articolo citato)

Di tutt’altro avviso gli studenti legati a Lotta Studentesca: hanno realizzato un blitz contro il liceo esponendo uno striscione che recita “Scattone assassino” e chiedendo al professore di lasciare il suo incarico nella scuola. (vedi articolo de Il Giornale)
Questo a dimostrazione del fatto che ci sono dei ragazzi che riescono ad esprimere delle opinioni con serenità di giudizio – gli allievi del professor Scattone che lo definiscono uno dei migliori docenti del Cavour – e dei loro coetanei che non sanno far altro che sbraitare per mettersi in mostra ed esibire un moralismo tanto plateale quanto ipocrita.

Non a caso anche i genitori sono divisi. Come afferma nel suo commento la signora Luisa: il disagio lo hanno solo quelli che non studiano con il professore, tutti gli altri sono molto tranquilli e quelli che si oppongono alla permanenza di Scattone nel liceo romano sono genitori di studenti di altre classi.

Ringrazio ancora la signora Luisa per la sua testimonianza. Aggiungo solo una cosa: qualche sera fa ho sentito la telefonata della moglie del professore in diretta al Tg1 e mi sono commossa. Lei è disoccupata e il marito ha una cattedra a metà e si sa quanto guadagnano gli insegnanti. Credo che un po’ di umana pietà, in questo caso, non guasti.

DA LEGGERE: Lettera aperta ai genitori di Marta Russo

12 pensieri riguardo ““IL PROF SCATTONE DEVE RIMANERE”, DICONO I GENITORI DEL CAVOUR. MA GLI STUDENTI DI LOTTA STUDENTESCA LO CHIAMANO ASSASSINO

  1. Dopo tutte le pressioni ricevute il professore ha deciso di cambiare scuola, a malincuore rispettiamo la sua decisione, ma ci siamo anche chiesti come mai tutto questo clamore non sia stato sollevato inizialmente a settembre quando è arrivato al Cavour, o addirittura qualche anno fa (lui insegna da diversi anni), la prima volta che ha messo piede in una scuola.
    Il fatto che poi che la stampa abbia dato voce al gruppo di ragazzi con lo striscione mi ha lasciato perplessa, in quanto sono del gruppo Lotta Studentesca, un gruppo che lavora con spranghe e bastoni (basta fare una piccola ricerca su internet), mi dica se non è una brutta forma di sfruttamento della notizia.
    Saluti
    Luisa

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  2. @ Luisa

    Grazie per il link. Ho letto la lettera e la trovo pacata ed equilibrata. Che poi si debba difendere a spada tratta Scattone perché si dichiara innocente, trovo che non sia il punto della questione. Il punto è che, fosse anche colpevole, avendo scontato la pena ed essendo preparato per insegnare, non trovo giusta questa persecuzione.

    Mi dispiace apprendere che ha deciso di rinunciare all’incarico. Lui dice di farlo per il bene degli studenti, essendo venuto a mancare il clima sereno che favorisce la didattica, però secondo me crea un ulteriore disagio agli studenti, già sfortunati per il continuo cambio di insegnanti. Forse è convinto di aver scelto il male minore.

    Gli studenti di Lotta Studentesca (che poi esistevano anche ai tempi in cui frequantavo io il liceo, il movimento si chiamava, però, Lotta Continua) non meritano nemmeno attenzione. Tant’è vero che ho dedicato loro solo poche righe, sottolinenado il “falso moralismo”.

    A presto.

    @ Tania

    Concordo: il perdono, anche se è difficile comprendere fino in fondo le ragioni della famiglia Russo, sarebbe un atto di carità cristiana. Se si soffre a tal punto da negarlo, non si fa altro che aumentare il proprio dolore.

    Buona serata.

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  3. @ Quarchedundepegi

    Parliamoci chiaro: qui nessuno vuole che la famiglia Russo perdoni il professor Scattone. Ma perché accanirsi a questo modo su un uomo che, colpevole o innocente allora, a me adesso sembra solo un poveraccio con una moglie disoccupata e lui precario con ben poche opportunità di insegnare in modo continuativo? Forse è vero che non sapesse che quello era il liceo in cui aveva studiato Marta, ma non credo comunque che avesse molta scelta. Un pezzo di pane non lo si nega a nessuno e ora è come se i Russo gliel’avessero tolto di bocca quel tozzo di pane (una cattedra di sole nove ore alla settimana, 600 euro al mese, più o meno).

    Ora, è anche vero che chi non perdona non sa che cosa sia la carità cristiana.

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  4. Cara Marisa, il perdono non è un optional che si toglie e si
    mette quando uno ne ha la voglia o ne ha motivo.
    il vero perdono non esiste. La ferita rimarrà per sempre nel
    cuore e nell’ anima di chi ha subito Offesa.
    Nel caso di Scattone, hai ragione nel dire che ha tutti i
    diritti per insegnare e guadagnarsi da vivere, ma la mamma della
    povera Marta che colpa ne ha, se una mattima la figlia è uscita
    di casa per recarsi (non a rubare a prostituirsi o altro) a “scuola”
    e non è più tornata viva tra le sue braccia.
    Nella vita tutti commettiamo errori, ma non capisco come in una
    scuola (università) “qualcuno” per noia e altro possa prendere una
    pistola e fare fuoco.
    La scuola se ricordo bene non è un tirasegno.
    Perdonare si può, ma il percorso è lungo e difficile.

    Ti auguro una buona serata
    e una serena domenica

    Mistral

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  5. @ Mistral

    Concordo con te che un “gioco” come quello è da veri idioti e che la mamma di Marta non ha alcuna colpa se la figlia si è trovata nella traiettoria del proiettile per pura fatalità. Ma come ho giò detto a Quarchedundepegi, la famiglia Russo non è costretta a perdonare però deve accettare una sentenza della Cassazione che ha stabilito che Scattone può esercitare un pubblico ufficio, quindi può insegnare, avendo l’abilitazione per farlo. Lui, tra l’altro, si è sempre detto innocente e il processo, in tutti i gradi di giudizio, non è stato proprio “limpido”.

    Ora, la questione non è se Scattone sia innocente o meno, la questione è se sia un bravo insegnante o non lo sia. A detta dei diretti interessati, i suoi studenti, lo è. Perché allora, sulla base di una propria tragica e dolorosa esperienza personale che nulla ha a che fare con la preparazione professionale di Scattone, la signora Russo è convinta del contrario?
    Conosco insegnanti che hanno alle spalle delle storie meno tragiche ma che sono del tutto inadeguati a svolgere il loro compito. Non hanno ucciso nessuno ma hanno dimostrato di non essere dei buoni educatori. Perché allora stanno al loro posto e continuano a far del male ai propri alunni?
    Proprio in questi giorni si sta parlando di una maestra 62enne che ha maltrattato i suoi scolari (i video la inchiodano) e per questo è stata sospesa dall’insegnamento per due mesi. Per due mesi? Avrebbe dovuto essere licenziata in tronco, altroché. Però lei probabilmente rimarrà al suo posto mentre Scattone, che ai suoi studenti non ha fatto nulla di male, è rimasto senza lavoro, scontando una pena peggiore di quella che ha già scontato per la sua colpa. Come dire: il giudizio morale, peraltro soggettivo, prevale sulla Legge. Non mi pare che ciò si addica ad uno Stato di diritto.

    Buona notte e buona domenica. A presto.

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  6. Il prof Scattone ha ceduto alle varie pressioni e si è dimesso, così facendo rinuncia all’incarico che aveva avuto e rimane senza lavoro. Credo che in tanti saranno contenti, io invece mi chiedo se sia giusto, visto che come dice lei ha pagato quello che la legge prevedeva.
    Io sono una di quei genitori strani che lo hanno apprezzato in questi pochi mesi di insegnamento e spero che chi dovrà sostituirlo sia all’altezza, perchè mi creda di insegnanti “incapaci” ce ne sono putroppo molti e sono tutti al loro posto a fare gli “educatori”.
    Buona serata
    Maria Grazia

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  7. @ maria grazia

    Auguro agli studenti di trovare davvero un bravo insegnante e al prof Scattone una cattedra, magari lontano da Roma. Forse la distanza può fare la differenza.

    Grazie per la Sua testimonianza.
    Buona serata.
    Marisa

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