27 novembre 2011

IL PROFESSOR SCATTONE SAREBBE SCOMODO OVUNQUE

Posted in cronaca, famiglia, Legge, scuola tagged , , , , , , , , a 7:48 pm di marisamoles

Il 9 maggio 1997, all’interno della Città Universitaria, veniva uccisa con un colpo di pistola la studentessa di Giurisprudenza Marta Russo. Fu un caso che catturò l’interesse dei media e di cui si parlò per anni, anche se forse non con la stessa morbosità con cui vengono seguiti oggi, sui giornali e nelle trasmissioni televisive, i casi di cronaca nera. Le indagini furono complesse e portarono, grazie anche all’ausilio di sofisticati – per quei tempi – mezzi tecnologici, prima all’individuazione del luogo da cui il proiettile impazzito era partito, poi all’identificazione dei responsabili dell’increscioso “incidente”: Giovanni Scattone fu condannato per omicidio colposo, Salvatore Ferraro per favoreggiamento.

Giovanni Scattone (classe 1968), di cui si ritorna a parlare in questi giorni sulla carta stampata e nei servizi dei tg, ai tempi dell’omicidio della studentessa ventiduenne era assistente di Filosofia del Diritto, giovane laureato dalle belle speranze. Oltre al conseguimento di un dottorato e all’esperienza di ricerca maturata alla Sapienza, ha svolto attività di studio e ricerca anche presso l’Istituto Benincasa di Napoli e la European Academy of Legal Theory di Bruxelles. Ha completato inoltre un Master in storia moderna e contemporanea ed è abilitato all’insegnamento della storia e della filosofia. È stato ricercatore universitario a contratto e dal 2005 insegna nei licei statali. Così si legge nel curriculum pubblicato sul suo sito.

Dopo aver scontato la pena detentiva di cinque anni e quattro mesi, Scattone è ritornato un uomo libero. Inoltre, la Cassazione ha cancellato l’interdizione dai pubblici uffici quindi è a tutti gli effetti un docente (abilitato) di Filosofia.

Qual è il problema? Da settembre insegna nello stesso liceo, il Cavour, frequentato da Marta Russo per tre anni. La madre della studentessa uccisa ora si dice scandalizzata. «All’inizio dell’anno la madre di una alunna del Cavour mi telefonò sconvolta – racconta Aureliana Russo – per dirmi la novità: Scattone insegnava lì. Mi disse che volevano fare qualcosa per protestare, ma poi non ho più sentito nessuno. Del resto con chi me la potrei prendere? Con l’ultima sentenza Scattone non è più interdetto dai pubblici uffici, quindi… Capisco che si debba guadagnare il pane ma dovrebbe fare un altro mestiere. Dopo un delitto così atroce, lui non può essere un educatore di giovani; proprio lui non può insegnare filosofia. In tutte le scuole dove è andato ad insegnare i genitori si sono ribellati ma non hanno potuto far niente. È la legge».

Pare che anche gli altri docenti si sentano alquanto a disagio ad averlo come collega. Ma lui, a tutti gli effetti, può insegnare. Se è vero che ha i titoli per farlo, se è vero che da anni lo fa senza il clamore di questi giorni, se è vero che la sua domanda di supplenza temporanea era in regola e che il dirigente l’ha accolta secondo la Legge, se è vero che anche lui ha diritto ad avere di che vivere (considerato anche il fatto che ai tempi fu condannato, assieme a Ferraro, a pagare un risarcimento di un milione di euro alla famiglia Russo), se è vero, a quanto dicono i suoi studenti – che ai tempi dell’omicidio non erano nemmeno nati – che è un docente bravo e preparato, perché gridare allo scandalo? Solo perché quest’anno è stato nominato in quel liceo? Per gli altri licei il professor Scattone era perfettamente adatto come educatore? Solo per quello in cui aveva studiato Marta Russo non lo è?

Anche Tecla Sannino, dirigente scolastico del Cavour ammette che Scattone, dal punto di vista legale, ha tutte le carte in regola: «Pur partecipando al dolore della famiglia di Marta Russo, e condividendo la perplessità dell’opinione pubblica, in qualità di dirigente scolastico e in qualità di rappresentante legale dell’istituto, sono tenuta a rispettare la sentenza della Cassazione e le normative vigenti che prevedono nomine di docenti supplenti secondo le graduatorie provinciali, curate dall’Ufficio ambito territoriale». Pur ammettendo che la presenza del professore crei un certo disagio.

Da parte sua il professore si dichiara pronto ad andarsene, qualora gli venga offerta un’altra opportunità: «Farei volentieri un altro lavoro – dichiara – sicuramente non insegnerò sempre al Cavour perché non ho nemmeno una cattedra ma soltanto piccole supplenze qua e là. Conosco le lingue, ho studiato anche in altri campi e non escludo di potermi trasferire all’estero. Ho pensato più di una volta di raggiungere mio fratello negli Stati Uniti, ma il momento non è dei migliori. Comunque non ho una posizione rigida: tutto quello che è possibile fare per la maggior tranquillità di tutti, lo farò. E se il Provveditorato è favorevole, sono disponibile a qualsiasi altra soluzione equivalente. Quando mi hanno dato la nomina, se avessi saputo che era il liceo di Marta Russo avrei rinunciato».

Poco credibile appare, tuttavia, che non fosse al corrente che in quel liceo avesse studiato Marta Russo. A quel tempo si parlò diffusamente di questo caso, entrando nei dettagli della vita privata di tutti i protagonisti. Diciamo che forse se n’è dimenticato. Ma il punto è che ovunque vada, è inevitabile che si porti appresso un fardello difficile da dimenticare. Ovunque vada, sarà sempre un docente scomodo.

Lui si è sempre dichiarato innocente ma è stato condannato. Anche se al processo non vennero mai fuori delle prove concrete, solo indizi. Si trattò, dissero, di un gioco, uno stupido gioco, una specie di prova di coraggio. Scattone aveva, allora, 29 anni, non era certo un ragazzino. Ma errare è umano, anche se quell’errore costò la vita ad una ragazza innocente che inconsapevolmente andò incontro ad un destino atroce. Se poi dobbiamo credere alla funzione riabilitativa e non solo punitiva del carcere, il professor Scattone ha tutto il diritto di insegnare. Certamente lui per primo ha la consapevolezza di essere oggetto di critiche, di dar adito a sospetti, a giudizi gratuiti sulla sua persona che, però, si basano su ciò che era e non su ciò che è adesso. Adesso è un docente di Filosofia al Liceo, sa fare il suo lavoro, i suoi allievi sono contenti – le famiglie no ma non è la prima volta che accade -, perché mai dovrebbe cambiare mestiere o emigrare?

[fonti: LINK 1 e LINK 2]

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12 commenti »

  1. icittadiniprimaditutto said,

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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  2. lucianaele said,

    Semplicemente scandaloso…….
    Buon inizio di settimana,
    Luciana

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  3. marisamoles said,

    @ lucianaele

    Se c’è qualcosa di scandaloso, in questa vicenda, è il fatto che la Cassazione abbia cancellato l’interdizione dai pubblici uffici. Ma dal momento che Scattone non è interdetto, non trovo scandaloso né che insegni né che lo faccia nel liceo in cui studiò la povera Marta.
    Almeno, questo è quel che penso.

    Buona settimana anche a te.

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  4. Luisa said,

    Sono la mamma di un alunno di Scattone… condivido in pieno quello che lei ha scritto, le posso assicurare che il disagio lo hanno solo quelli che non studiano con il professore, tutti gli altri sono molto tranquilli. Sono d’accordo anche con la funzione del carcere, ma dovunque leggo giudizi scandalizzati e negativi , eppure lui svolge bene il suo lavoro… evidentemente non basta e pensiamo tutti di doverci sostituire ai giudici.
    La saluto cordialmente
    Luisa

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  5. Luisa said,

    aggiungo che le famiglie delle 2 classi dove lui insegna sono d’accordo all’unanimità affinchè lui possa finire il suo anno scolastico con i loro figli, quelli che non sono d’accordo sono genitori di studenti di altre classi.
    Luisa

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  6. marisamoles said,

    @ Luisa

    Le Sue parole mi confortano non solo perché concorda con me (e di questo la ringrazio!) ma anche e soprattutto perché sono la dimostrazione che quello che si legge sui giornali non è sempre vero. Anche se effettivamente negli articoli si scrive che i ragazzi sono contenti del loro prof, si dice però che i genitori sono pronti a dar battaglia. Fa piacere sentire la voce di una mamma che non si lascia condizionare dai fatti esterni ma valuta la situazione dall’interno, ovvero comprende che quello che importa è la capacità del docente di fare il suo lavoro. Con tutta la comprensione nei confronti della famiglia Russo, non si può essere d’accordo con quanto dice la signora Aureliana, sul fatto che Scattone non possa essere un buon educatore. Il passato è passato, lei forse non perdonerà ma la gente deve capire che non si può condannare in eterno una persona per un errore di gioventù, anche se drammatico, senza mai cambiare opinione. Altra situazione si verificherebbe, ad esempio, se la Franzoni, dopo aver scontato la pena per infanticidio, fosse assunta in un asilo nido.

    Grazie per la sua testimonianza e buona serata.

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  7. Luisa said,

    Signora Maria buongiorno, la disturbo ancora per farle leggere un comunicato dato all’ANSA da una portavoce dei genitori del liceo Cavour.
    Allego il link

    La saluto cordialmente

    Luisa

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  8. […] Grazie alla segnalazione della signora Luisa, mamma di un’allieva del professor Giovanni Scattone al liceo Cavour di Roma, che mi ha segnalato un articolo-intervista ad una mamma che definisce il prof un insegnante modello, ritorno sull’argomento affrontato in un post precedente. […]

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  9. marisamoles said,

    Gentile signora Luisa,
    la ringrazio per la segnalazione. Avevo iniziato a risponderle ma ho capito che avrei “invaso” lo spazio commenti così ho scritto un altro post sull’argomento. Questo il LINK.
    Se avrà voglia di segnalarlo ad altri genitori, mi farà piacere ascoltare altre voci.

    Ancora grazie e buona giornata.

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  10. Luisa said,

    gentile sig.ra Maria le allego il link di un altro blog dove è in corso
    una discussione simile a quella iniziata qui, però con diversi interventi
    che credo potranno interessarla

    girerò con piacere il suo blog ad altri genitori, non so però se vorranno intervenire
    Saluti
    Luisa

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  11. Luisa said,

    Per quanto riguarda Lotta Studentesca che ha strumentalizzato la stampa con uno striscione d’effetto andate a vedere chi sono… e vi stupirete dell’uso che sanno fare delle spranghe.

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  12. marisamoles said,

    @ Luisa

    Ho letto gli interventi sul blog che mi ha segnalato. Sinceramente mi stupisco della signora Boralevi le cui opinioni ho sempre condiviso nelle occasioni in cui ho avuto modo di vederla nei vari talk show.

    Al di là dei dubbi che si possono nutrire sulla sentenza, come ho già detto, se viviamo in uno stato di diritto dobbiamo fidarci della Legge. Fare i giudici sulle pagine dei forum non può né riabilitare Scattone né condannarlo, anche perché ha già scontato la pena.

    Grazie ancora per il Suo contributo.

    Cordiali saluti.

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