PAOLO VILLAGGIO OFFENDE I FRIULANI: LA REGIONE PRONTA PER LA QUERELA


L’ironia, si sa, bisogna saperla cogliere. Però è anche vero che talvolta quella che dovrebbe essere una bonaria presa in giro si rivela un’offesa bella e buona. Questo, in sintesi, è ciò che pensa il presidente della Regione Friuli – Venezia Giulia, Renzo Tondo, a proposito della pesante, e non proprio bonaria, presa in giro del popolo friulano contenuta nell’ultima fatica letteraria, si fa per dire, del comico Paolo Villaggio.

Il libro incriminato è Mi dichi, in cui l’autore vorrebbe ironizzare sulla lingua parlata nelle diverse regioni d’Italia (le ha girate tutte? mah …). A proposito dei friulani (che difendono con grande energia e senza riserve il loro idioma), Villaggio scrive, a pagina 42:

[…] i friulani, che per motivi alcolici non sono mai riusciti a esprimersi in italiano, parlano ancora una lingua fossile impressionante, hanno un alito come se al mattino avessero bevuto una tazza di merda e l’abitudine di ruttare violentemente.

Insomma, gli abitanti del Friuli sarebbero degli ubriaconi e dei maleducati, oltre che rozzi. Dovrebbe essere solo ironia ma, onestamente, non fa ridere nemmeno me, figuriamoci quanta ilarità può suscitare in chi è davvero originario di queste parti.

Tutti offesi, a partire dal mondo politico. Spiega il presidente della Regione: Trovo quanto scritto da Villaggio volgare, offensivo e segno del decadimento dei tempi. Da una prima verifica ci sono gli estremi per una querela. Ho dato mandato all’ufficio legale di verificare e giovedì in giunta avremo una prima relazione. E se gli avvocati mi confermeranno che ci sono gli estremi non esiterò a presentare querela.

Indignato pure il presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini che appoggia l’iniziativa di Tondo. Lo sconcerto, poi, è accentuato dal fatto che, riferendosi a Villaggio, osserva che questo qua non ha mai conosciuto un friulano e forse si è lasciato influenzare dalla critica negativa che Dante aveva fatto del friulano nel suo studio sui volgari d’Italia (nel I libro del De Vulgari Eloquentia il poeta fiorentino scrive: setacciamo via Aquileiesi e Istriani, che con quel loro accento ferino pronunciano: Ces fas-tu?). Ma, osserva Fontanini, la critica rivolta alla lingua dei friulani nacque dal fatto che il padre dell’italiano aveva interesse a promuovere la sua e comunque, pur nella sua critica, non utilizzò termini così volgari. Peccato, però, che Fontanini ignori che proprio l’Alighieri nella sua opera aveva definito lo stesso toscano turpiloquium, e infroniti (dissennati) coloro che, solo perché parlanti, lo ritenevano il dialetto migliore. Quindi, signor Fontanini, la sua non è la spiegazione giusta.

Altra cosa su cui non concordo è la difesa che il presidente della Provincia fa del friulano in quanto la dizione dei friulani è tra le migliori in Italia in quanto priva di accenti vistosi. Mi permetto un’osservazione: se Villaggio, com’è probabile, non ha mai conosciuto un friulano, Fontanini non si è mai sentito parlare e non ha mai ascoltato con orecchio non campanilistico i suoi conterranei.

A parte tutto, le parole di Villaggio paiono anche a me offensive e per nulla ironiche, anzi parecchio pesanti (quelle sull’alito poi …). In attesa della querela e della reazione dell’attore-regista-scrittore, mi viene spontaneo rivolgermi a lui, anche se so che mai mi leggerà, con queste parole rese celebri dal grande Totò:

MA MI FACCI IL PIACERE

… così, giusto per adeguarmi al suo DICHI.

[fonte: Messaggero Veneto]

AGGIORNAMENTO DEL POST, 27 OTTOBRE 2011

Dopo aver scatenato una vera e propria bufera in Friuli, oggi Paolo Villaggio si scusa per aver ironizzato in maniera un po’ troppo pesante sul popolo friulano.

La conferma arriva dalla sua editor che, tra l’altro, è friulana. Pare che abbia chiesto l’indirizzo e-mail e il numero del cellulare di Renzo Tondo, presidente della Regione. Da parte sua, Tondo sembra aver fatto un passo indietro e ha commentato: «Non voglio fare guerre, mi sono un po’ seccato perché quanto detto non rappresenta il mio popolo. Ho ricevuto tante telefonate di gente arrabbiata, cittadini qualunque, gente che mi ha fermato per strada». Poi azzarda pure un invito: «Venga su in Friuli Villaggio e si accorgerà che abbiamo vini e formaggi squisiti e lavande profumatissime».

Se la querela da parte della Regione sembra sempre più lontana, chi non ha affatto perdonato il comico genovese è la Società Filologica Friulana. Il presidente, Lorenzo Pelizzo, fa sapere che si consulterà con un legale e che porterà il “caso” in consiglio per decidere se procedere con una denuncia per diffamazione.

[fonte: Messaggero Veneto]

NUOVO AGGIORNAMENTO, 28 OTTOBRE 2011

PACE FATTA

Paolo Villaggio ha scritto una mail di scuse a Renzo Tondo e lo ha anche contattato via cellulare. Pace fatta, dunque, e la querela non ci sarà.

Renzo Tondo, che non aveva risparmiato critiche al comico genovese ora definisce Villaggio una persona intelligente e corretta e si dichiara soddisfatto per aver ottenuto le scuse e per aver spinto l’autore di Mi dichi ad ammettere la caduta di stile che il Presidente della regione Friuli – Venezia Giulia gli aveva rimproverato.

Da parte sua, l’assessore alla Cultura della Provincia di Udine, Elena Lizzi, rende noto che provvederà ad inviare all’editore di Villaggio una serie di pubblicazioni sulla storia, cultura, tradizioni e lingua friulane, cosicché qualora decidessero di esprimersi ancora sul popolo friulano, lo facessero a ragion veduta.

Ora “Fantozzi” è atteso in Friuli, soprattutto nel capoluogo, Udine, che dice di conoscere e di amare.

Tutto è bene quel che finisce bene, dunque. Ma c’è chi sospetta che questa querelle sia stata montata ad arte da Tondo, in odor di elezioni. Effettivamente, pare strano che dalla sua pubblicazione, nel maggio scorso, il libro di Villaggio sia stato letto solo ora dal presidente e che nessun friulano in precedenza avesse fatto notare le frasi ingiuriose contenute in Mi dichi. Voci da corridoio, forse, ma non prive di senso.

[fonte: Messaggero Veneto]

ULTIMO AGGIORNAMENTO (SPERO!), 29 OTTOBRE 2011

C’È CHI PERDONA E CHI NO: TONDO SÌ, LA FILOLOGICA NO

Se la Regione Friuli – Venezia Giulia, nella persona del Presidente Renzo Tondo, e la Provincia di Udine, rappresentata da Pietro Fontanini, hanno perdonato Paolo Villaggio per le offese contenute nel suo libro Mi dichi, la Società Filologica Friulana, attraverso il suo presidente Lorenzo Pelizzo, rende nota l’intenzione di querelare per diffamazione il comico genovese.

«Non intendo rappacificarmi a meno che per esempio – spiega Pelizzo – Villaggio non voglia ritirare dal commercio il libro con cui ha diffamato la cultura, la lingua e soprattutto il popolo friulano. Le sue scuse non mi bastano e non servono, perché il colpo che ci ha dato è troppo forte. Chi ha letto il libro – continua Pelizzo – si fa un’idea del friulano molto diversa da ciò che è. Per questo come ufficio di presidenza della Filologica abbiamo dato mandato a un legale di presentare denuncia per diffamazione».

Qualche friulano un po’ più “morbido”, però, c’è: l’assessore alle Risorse agricole Claudio Violino (Lega), invita il comico in Friuli, in occasione dell’“Autunno Friulano” che si terrà a San Daniele il 25 e 26 novembre. L’evento avrà anche lo scopo di festeggiare il 50° anniversario del Consorzio di tutela del prosciutto di San Daniele. Secondo Violino l’invito potrebbe essere allettante per Villaggio, poiché avrebbe l’occasione di assaggiare ben 250 specialità vinicole della regione.
Naturalmente la lettera d’invito spedita al comico è stata redatta rigorosamente in due lingue: Italiano e Friulano.

Da parte sua, Pelizzo non fa nomi, ma ironizza su chi invita l’attore in Friuli. «Chi pensa di invitarlo qui – osserva – mi sembra come il detto friulano: “par lâ sul gjornâl al à copât so pari” [traduzione: per finire sul giornale ha ucciso suo padre]».

Però, dopo tutto, Pelizzo querela Villaggio considerando la sua ironia troppo pesante, ma non si risparmia di ironizzare su chi non condivide la sua opinione.

Che simpatici questi friulani!

[fonte: Messaggero Veneto]

26 pensieri riguardo “PAOLO VILLAGGIO OFFENDE I FRIULANI: LA REGIONE PRONTA PER LA QUERELA

  1. Allora causa un recente viaggio di lavoro in Friuli ci sono stata e con dei Friulani ci ho parlato.
    Non avevano l’alitosi ma l’accento in effetti… talvolta si fatica davvero a capire cosa dicono!!!
    Per il resto… null’altro so!!!!
    La gubana però è ottima!!!! 😀

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  2. @ Cle

    Dante, durante una visita a Venezia come ambasciatore dei Da Polenta, in una lettera aveva criticato duramente i veneziani perché non riusciva a capire quel che gli dicevano. E’ normale che, girando per l’Italia, si trovi anche adesso difficoltà nel comprendere i vari idiomi e anche quando si parla in italiano, un determinato modo di esprimersi può essere causa di fraintendimento. La cadenza, poi, in tutte le varietà regionali è più o meno marcata, a meno che non si faccia un corso di dizione. I friulani, comunque, si riconoscono benissimo, come i giuliani del resto.

    La gubana? Sì, buona, però io preferisco il “mio” presnitz (o al massimo la putizza). 🙂

    @ Scrutatrice

    Non so che cosa abbia scritto Villaggio sui romani … non resta che comprare il libro e leggerlo. Mi sa che questa storia della querela aumenterà le vendite. 😦

    @ Quarchedundepegi

    Ed io mi sono fatta una gran brutta opinione di Villaggio …

    @ Diemme

    Il fatto è che, anche vedendo gli spettacoli dei comici in tv, sembra normale coniugare volgarità e simpatia. Ormai, pare che senza offendere il prossimo non si riesca più a far ridere. Che amarezza.

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  3. Cosa significa “ma l’accento in effetti…talvolta si fatica davvero a capire cosa dicono”?
    Si riferisce alla lingua friulana? La lingua friulana, riconosciuta tale, non è un accento e quindi se si vuole capirla bisogna averla studiata ed è normale non capirla. Mi scusi ma il friulano è una lingua.

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  4. Ma dai, prendiamola più bassa e impariamo tre cose:

    – la prima, a riderci su e a prendere le parole a seconda di chi le pronuncia. Per dirla a modo suo “ha fatto una cagata pazzesca”, ma tutto lì. Rispondiamo all’ironia stronza con l’ironia intelligente e lasciamo perdere le querele.

    – la seconda, a bere meno e a prender spunto per correggere eventuali nostri difetti. Il sorrisino di Sarkozy, ad esempio, mi ha fatto incazzare, ma ha proprio tutti i torti?

    – la terza, a non far da cassa di risonanza per chi non se lo merita. “Mi dichi” è in libreria da sette mesi. Villaggio sarà ben felice di aver finalmente trovato uno che lo ha letto e tanti che gli fanno adesso pubblicità.

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  5. La comicità di Villaggio ( Fantozzi per dire) non e’ mai stata elevata e anche verbalmente e’ sempre stata eccessiva volutamente. Non mi fà ridere ma non credo che volesse offenderli ma solo esagerare come il suo solito. Pur vero che Paolo Villaggio vive di rendita da 40 anni con i suoi personaggi. Non e’ che poi faccia ridere poi cosi tanto poi fantozzi l’ho sempre trovato un po patetico,triste. E la corrazzata Potemkin …e’ un capolavoro anche se non piace a Fantozzi.
    ps. parla anche del dialetto napoletano? se ne parla male mi rimangio quello che ho detto a sua difesa 🙂

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  6. Effettivamente, in questo momento di grave travaglio per il paese, un governatore di regione ha modo di trarre ispirazione per le difficili scelte politiche dagli eletti testi di Paolo Villaggio, tomi che non manca mai di consultare.
    Posso anche capire che certi luoghi comuni (ancorché ormai infondati) possano dare fastidio, ma non mi risulta che i governatori della Campania, Lazio, Sicilia, delle popolazioni che sono state, e sono tuttora massacrate dal dileggio comune (del nord), abbiano mai dato seguito ad alcuna azione contro chi (grossolanamente) fa di tutte le erbe un fascio.
    Ragionando con lo stesso metro, Umberto Eco, a causa del suo libro “Il cimitero di Praga”, sarebbe dovuto comparire dinnanzi alla Corte Penali Internazionale dell’Aia.
    Del resto sono gli stessi friulani e giuliani che alimentano questa diceria, dagli alpini fino ai cantanti (Lelio luttazzi per es.).
    Quanto alla comprensione linguistica, è un fatto che la lingua (e sottolineo lingua) friulana sia ancora molto utilizzata, per ragioni storiche, culturali e orografiche, e che in altre zone si possano ancora udire i dialetti di radice veneta. Certo è che, a volte, è meglio il dialetto locale del rudimentale “italianese” dotato di un vocabolario di poche centinaia di parole trattate con un grammatica anoressica e incerta.
    Bye

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  7. ma noi dai, puârin al scherçave. al à zà domandât scuse. furlans no stait a jessi masse permalos e… butinle in stajare. maman a ducj.

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  8. @ Daniela

    Credo che Cle volesse riferirsi al modo di esprimersi, al parlare pronunciando in un certo modo le vocali e certe consonanti, che potrebbe rendere difficile la comprensione a chi non è abituato ad una determinata cadenza. Non c’è alcuna offesa nelle sue parole.

    Quanto al discorso lingua-dialetto, come ho più volte ribadito in questo blog (nei commenti ad altri post), è una distinzione che non ha molto senso: il friulano, come altre varietà regionali che hanno una tradizione scritta, non è più “lingua” che “dialetto” e, soprattutto, non è più “lingua” di altri idiomi locali. Anzi, il termine “dialetto” è improprio: meglio parlare di lingue regionali o locali. In ogni caso la parola “dialetto” non ha alcunché di offensivo.

    @ frz

    Se si fosse espresso in questi termini sui piemontesi, anzi, sui torinesi avresti riso?
    Come ho già detto, questa storia avrà alzato le vendite del libro che, forse, non è stato proprio un successo editoriale. Non sarà querelato e ne avrà tratto il vantaggio di ottenere pubblicità gratuita. Però ciò non toglie che chi si sente offeso, abbia il diritto di dire la sua.

    @ Giulio L.

    Oggi ho letto sul “Quotidiano del Friuli” che si sarebbe giustificato dicendo che le parole ritenute offensive non sarebbero da attribuire a lui, Paolo Villaggio, ma a Fantozzi. Forse anche questa voleva essere una battuta … anzi, una “cagata pazzesca”.

    Cos’ha scritto sui napoletani? Non lo so ma a questo punto ipotizzo che l’Italia intera (credo che, almeno sul web, questa vicenda abbia varcato i confini regionali) stia correndo in libreria …

    @ Stelio

    Ma andiamo! In tutta Italia ci sono delle zone vinicole, più o meno pregiate. Allora dovremmo dire che gli italiani sono degli ubriaconi. Tutti.

    Quanto all’utilizzo della “lingua” friulana, non credo che sia maggiormente diffuso di qualsiasi idioma locale. E poi dipende anche dagli ambienti. Oggi ne discutevo in classe con i miei allievi e loro stessi hanno ammesso che raramente fra giovani si esprimono usando il friulano che è molto più diffuso nei piccoli centri che in città. Al contrario, i triestini utilizzano sempre il dialetto (lo posso chiamare così perché LORO non si offendono) anche parlando con gli stranieri che chiedono indicazioni stradali. Lo posso affermare con assoluta certezza e onestà essendo io stessa triestina … 🙂

    @ patrizia

    Traduco il tuo messaggio per i non friulanofoni:

    «Ma no, dai, poverino, voleva solo scherzare. Ha già domandato scusa. Friulani, non siate così tanto permalosi e … scherziamoci su. Ciao a tutti. »

    Decisamente sei una delle poche friulane che non si è offesa. 😉

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  9. Mi avrebbe fatto ridere? NO, come non mi fanno ridere tutte quelle che si dicono sui piemontesi o torinesi. Però avrei pensato che raglio d’asino non va in cielo (anche se per qualcuno, invece, ci azzecca e faremmo bene a guardarci allo specchio). E a parlar di querela avrei evitato: 1. per non farlo godere, 2. per non far ridere a mia volta.

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  10. Da friulano dico che le parole sono pesanti ma in realtà la battuta è millenaria, non solo i friulani stessi si autodefiniscono ironicamente dei “beoni”, ma lo fanno anche i triestini (mai sentito Lutazzi, un can de Trieste?) i veneti e tutti i buoni produttori di vino… in realtà il gioco è quelle di offendere scherzosamente le generazioni più vecchie, considerate dai giovani più “grezze”, poco importa la provenienza, un giovane friulano ride con la battuta che un “vero” friulano si alza con la grappa e va a dormire con il vino, un giovane veneto fa lo stesso e probabilmente un giovane di qualsiasi parte d’italia fa lo stesso con le proprie versioni più vecchie e “rozze”, solo che se a usare lo stereotipo è un “furestîr”, ovvero uno straniero, viene facilmente considerata una offesa perché equivale quasi ad una violazione di territorio…
    Per la storia della lingua friulana bisognerebbe avere anche un background culturale che ne permetta la comprensione. Durante il ventennio Mussolini Italianizzava tutto ovunque, ora in una terra di confine come il friuli, dove tra l’altro un popolo era diviso tra due stati (austria-italia) fino ad una manciata di anni prima e ha quindi parlato per secoli il friulano come unica lingua veicolare dato che in austria sicuramente non c’era motivo di parlare italiano, dove si parlava e si parla tutt’ora Friulano, in diversi dialetti pure, dialetti veneti (tutti diversi tra loro in paesi-enclave) sloveno e dialetti sloveni (la furlania slava, il resiano) serbo-croato (trieste era pur sempre il porto principale dell’impero austrungarico) e tedesco, dove persino i nomi dei paesi sono chiaramente friulani e dove i cognomi si distinguono da quelli italiani per le terminazioni consonantiche (friulano e triestino), per i suffissi -ic -ac (slavi), -ich (istriani ITALIANI), beh potete immaginare quanto fosse stata dura l’opera di censura della “diversità”, fino ad indurre la gente a credere che tutto ciò che non fosse italiano era da “povero contadino ignorante” ed era sicuramente una cosa di cui vergognarsi. Per questo vennero cambiati i cognomi, e per questo in “città”, dove spesso già si parlavano varianti locali del veneto lasciate dai vecchi dominatori secolari per distinguersi dai contadini, si cominciò a parlare solo italiano e offendere i contadini illetterati. Beh il ventennio è finito ma la strada è stata marcata, i figli dei cittadini che parlavano italiano il friulano non l’hanno imparato, e questa associazione non-italiano=ignorante è rimasta (e vale anche per tutti gli altri dialetti o lingue minoritarie italiane dalla sicilia al piemonte) a lungo e per questo ora il Friulano viene usato “solo” nei centri minori (dico “solo” perchè in Friuli tutto è un centro minore, escluso Udine, Pordenone e Gorizia dove però il Friulano è rimasto importantissimo perché usato per distinguersi dai Bisiachi e dagli Slavi anch’essi esperti parlatori di Italiano) che fortunatamente rappresentano la maggioranza della popolazione, e per questo, per un colpo di “reni” dell’orgoglio friulano, ora difendono strenuamente la “marilenghe”, perchè per troppo tempo è valso il binomio non-italiano-ignorante, e perchè ovunque nel resto d’Italia si è sempre parlato in dialetto senza vergogna, e questo se permettete rende almeno me invidioso, quindi discorrete pure quanto volete sul fatto che sia giusto che il Friulano sia una lingua e altre italiche parlate non lo siano, ma cercate di capire che il riconoscimento del Friulano è stato una tappa fondamentale per quella strada che si spera porti alla sopravvivenza di un idioma così antico, basato sul ladino e non sul latino, e così influenzato da italiano, slavo, tedesco, albanese, greco, ungherese e radici sconosciute ai linguisti da renderlo un prezioso ricordo di quante genti abbiano attraversato nei secoli le terre della nostra “Piccola Patria”, dai primi conquistatori Romani che hanno reso questa terra uno degli angoli più ricchi del mondo conosciuto, fino ai Cosacchi che per ultimi hanno lasciato questa terra da stranieri quando furono mandati dal reich per insidiarsi e prosperare in una terra molto più ricca della loro terra natia.

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  11. tra i tanti commenti vi sono alcune imprecisioni, è vero che il friulano ad un abitante di un altra regione è incomprensibile però è altrettanto vero che il friulano a chi gli parla in italiano risponde tranquillamente in italiano cosa che per esempio in altre regioni non accade. provate per esempio a chiedere qualcosa ad un trevisano..
    sarà forse vero che ai friulani, una parte ovviamente , piace il vino ma è altrettanto vero che tra il bere e l’ubriacarsi vi è una gran differenza.
    altrimenti direi al sign. villaggio che non si riesce a capire come un popolo di ubriaconi sia riuscito a ricostruire i propri paesi distrutti dal sisma a tempo di record e più belli di prima, abbia un ottimo servizio sanitario utilizzato da cittadini di altre regioni dicimo meno fortunate, abbia i club alpini che se è vero che nelle adunate ci danno dentro con il vino è altrettanto vero che si sono fatti conoscere per il loro altruismo e la buona volonta nell’adoperarsi per dare una mano quando c’è necessità. e ricordo che gli alpini sono un patrimonio non friulano ma di molte regioni italiane.
    ed ancora andrebbe precisato che il frulano è una lingua che si parla essenzialmente nei paesi ad estrazione originalmente agricola mentre nelle città si parla il dialetto veneto , ad udine per esempio si parla il dialetto udinese che è uno dei tanti dialetti veneti ,questo era la lingua dei commercianti che uscendo dalle porte della città viene sostituito dalla lingua friulana. poi per quel che riguarda l’accento regionale quello è una caratteristica di ogni regione che tutti avvertono salvo naturalmente i corregionari di chi parla.
    direi che villaggio nel dire le sue “boiate pazzesche” ha questa volta esagerato usando dei luoghi comuni che non trovano per fortuna riscontro nella realtà. parlare di querele mi sembra eccessivo penso sia sufficente fargli sapere che ha esagerato…

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  12. Caro Villaggio,
    da Friulano ti dico che faccio onorevolmente parte di questa stirpe, discendente multietnica delle più svariate popolazione mittel europee, gente che ha lavorato e lavora. Che piange 10 minuti e all’11 minuto ha gia le maniche tirate su ” come diciamo noi” e inizia a darsi da fare.
    Noi discendiamo da radici contadine e parliamo una lingua onorevole e saggia, semplice e non rozza, che ha termini che il tuo italiano, per esprimerli avrebbe bisogno di una frase da 15 parole. Forse anche per questo non parliamo tanto, non ci serve … i nostri muscoli più allenati sono nelle braccia e non nella lingua. Per cui povero Villaggio … tu mi fasis dul ( mi fai pena)

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  13. @ frz

    Sì, anch’io avrei evitato di minacciare querela. Avrei preteso le scuse, questo sì.

    @ Scrutatrice, GiulioL e lucianaele

    E fate bene, anzi, benissimo! 🙂

    @ streetcross, Roberto e EMMECI

    Grazie per i vostri commenti appassionati e … molto istruttivi. Bravi! Questa è la voce dei Friulani veri.

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  14. Cosa e come scrive Paolo V.
    E’ ,forse,…… un modo di esprimere una sua sofferenza: quella per gli italiani che non godono di un minimo di conoscenza della storia della filosofia.
    Forse è uno dei pochi che tenta di fare sinceramente cultura.
    Da leggere anche il suo :Giudizio Universale.

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