SAVIANO: SCORTA NEGATA, NIENTE PREMIO A LONDRA

La Metropolitan police non ha ritenuto opportuno assegnare la scorta a Roberto Saviano, da anni minacciato di morte dalla mafia e scortato, in Italia, 24 ore su 24,in occasione del ritiro del premio internazionale Pinter a Londra. Per la polizia inglese non era giustificata da motivi di sicurezza.

La decisione della MET Police ha suscitato molte polemiche:
è stata accusata, infatti, di non sostenere la libertà di parola (il che a me, onestamente, sembra eccessivo) e di lanciare un messaggio negativo. Secondo me, invece, il messaggio è più che positivo: in questi tempi di crisi è giusto risparmiare i soldi dei contribuenti.

Patetico, poi, mi sembra il dispiacere con cui l’organizzazione del premio ha spiegato di non aver potuto pagare una protezione privata, dal momento che la loro organizzazione non ha finanziamenti ed è senza scopo di lucro.
Alla fine, Saviano ha mandato un’amica a ritirare il premio (1000 sterline).

Ma io mi chiedo: con tutti i soldi che ha, derivati dalle vendite di libri, dai diritti dei film, dalle ospitate televisive ecc. ecc., non poteva pagarsi di tasca sua la scorta, anche a costo di spendere tutti i soldi del premio? Avrebbe certamente lanciato un messaggio positivo, visti i tempi di crisi.
Oppure la sua non era una motivazione sufficiente per recarsi a Londra facendosi carico delle spese per la sua sicurezza che qui in Italia gli paghiamo noi?

[fonte della notizia: Il Corriere]

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11 thoughts on “SAVIANO: SCORTA NEGATA, NIENTE PREMIO A LONDRA

  1. Tutte le volte che, sul mio blog, parlo di Saviano e della sua scorta, una mia lettrice di Napoli mi rassicura:”La scorta non serve, non corre veri pericoli. Se avessero voluto …”.

    Non so se ha tutti i torti. Auguro a Saviano lunga vita, in ogni caso.

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  2. @ 3theperfectnumber

    Sì, bravi gli inglesi. La raccolta? Mah, non so, magari la prossima volta, visto che il premio l’ha ritirato un’amica. 😉

    @ frz

    Anch’io penso che se avessero voluto … considerando anche tutti i morti illustri con tanto di scorta.

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  3. Condivido pienamente. Certamente Saviano rischia la pelle però si ritrova anche un po’ di “gloria” e di “palanche”.
    Non ci ho pensato prima: Forse non ha mai studiato l’inglese…

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  4. “Quarchedundepegi parla di “gloria” e “palanche”. Valgono una vita agli “arresti” di se stessi? Mah…
    E che dire della “condanna”? Quella malavitosa non ha un’esecuzione consequenziale alla sua emissione. Quindi resta sospesa, ed è già parte dell’esecuzione…
    Lunga vita a Saviano e al suo coraggio, tanto e non retorico.
    A presto, Es.

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  5. @ Quarchedundepegi ed Es

    Scusatemi ma rispondo a tutti e due insieme perché vorrei chiarire una cosa ad entrambi.

    Nessuno ha obbligato Saviano a scrivere “Gomorra”. Forse nemmeno lui immaginava né sperava il successo planetario che il libro ha avuto ma in ogni caso era ben consapevole dei rischi che correva. Quindi, “gloria”, “palanche” e “rischi” sono state le conseguenze. Ora, che rischi la vita e per questo abbia una scorta in Italia si può anche accettare ma, secondo me, come si è detto qualche commento fa, se avessero voluto, l’avrebbero già eliminato. Falcone e Borsellino, solo per citare i casi clamorosi, non avevano forse una scorta? Con la differenza che, in quanto dipendenti dello Stato e con gli stipendi modesti da magistrati, forse qualche diritto in più rispetto a Saviano ce l’avevano … putroppo non è servito a nulla.

    Quanto al premio, sono del parere che se Saviano avesse voluto, avrebbe potuto tranquillamente pagarsi una scorta privata e andare a ritirarlo. Non sarebbe andato a Londra in visita di Stato, non era stato invitato dalla regina o dal primo ministro, in fondo. Sarebbe andato a Londra da privato cittadino.

    Mi spiace dirlo ma secondo me ha solo voluto fare la vittima e farsi un po’ di pubblicità in attesa, forse, di un suo prossimo show televisivo.

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  6. “è stata accusata, infatti, di non sostenere la libertà di parola (il che a me, onestamente, sembra eccessivo)”
    a me non sembra per niente eccessivo, dopotutto si parla di una persona che è stata comunque minacciata, che abbiano fatto sul serio o no, non rischierei la vita di una persona per scoprirlo…

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  7. @ theratto

    Io rimango della mia idea, quella esposta nel commento sopra. Essere invitati da privati cittadini ad una premiazione non comporta alcun obbligo di scorta da parte dello Stato ospitante. Probabilmente fosse capitato ad un Inglese in Italia, la scorta l’avremmo pagata … noi siamo “grandi” e non badiamo a spese. Infatti, guarda un po’ come siamo ridotti. 😦

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