SALUTE DONNA: IN FRIULI – VENEZIA GIULIA, PRIMA IN ITALIA, UNA LEGGE SULL’ENDOMETRIOSI

mal-di-pancia-

Da poco, sulle reti Rai, è stata lanciata la campagna di sensibilizzazione sull’endometriosi, a cura del Ministero delle Pari Opportunità, presieduto da Mara Carfagna. Lo spot ha come testimonial d’eccezione l’attrice Nancy Brilli. Da anni, tuttavia, si parla di una legge che riconosca questa malattia, molto invalidante e anche subdola, come malattia sociale. Un progetto di legge, infatti, risale al lontano 2007 ma è fermo a Roma, nelle sedi parlamentari, come se avesse scarsa priorità. E invece l’endometriosi è una malattia piuttosto diffusa sulla quale, però, gli stessi medici hanno delle conoscenze alquanto parziali. Ed è per questo che la maggior parte delle volte le donne affette da questa patologia invalidante devono sopportare un vero e proprio calvario, di medico in medico, prima di trovare una risposta al loro problema. Ma anche quando la malattia viene diagnosticata, la soluzione non è immediata: è necessario intervenire chirurgicamente, e spesso un solo intervento non è sufficiente, la terapia è lunga e ha degli effetti collaterali piuttosto importanti.

Forse la maggior parte delle donne stesse non sa cosa sia l’endometriosi. Io non sono un’esperta ma, affidandomi ad Internet, tenterò di parlarne in modo sintetico e allo stesso tempo esauriente. Già ora mi scuso per eventuali imprecisioni.

Innanzitutto, cos’è l’endometrio? Si tratta di un tessuto mucoso che riveste la cavità uterina dove s’impianta l’uovo fecondato. Per questo motivo, se non è iniziata una gravidanza, il tessuto si sfalda e viene espulso attraverso il mestruo. (QUI trovate informazioni più dettagliate).

Nella donna affetta da endometriosi questo tessuto intacca, in modo evidentemente anomalo, altri organi quali ovaie, tube, peritoneo, vagina, intestino, provocando forti dolori nella zona pelvica, accentuati in prossimità e durante il ciclo mestruale. Non solo, ma ogni mese anche il tessuto endometriale “fuori sede” è soggetto a sanguinamento e comporta, quindi, un’irritazione dei tessuti circostanti, che dà luogo alla formazione di tessuto cicatriziale e di aderenze.

I disturbi della malattia sono spesso confusi, come dicevo, con altre patologie. Inoltre, l’endometriosi può comportare anche diversi disagi come dolore durante l’atto sessuale o post-coitale (64%), infertilità (30/35%), aborti spontanei, affaticamento cronico, aumento di infiammazione a carico delle mucose, colite, periodi di stitichezza alternati a diarrea. Questi ultimi sintomi possono facilmente essere confusi con quelli del colon irritabile ed è per questo che molte volte i medici sbagliano la diagnosi. (QUI trovate informazioni più dettagliate anche sulle tecniche di indagine e sulla terapia consigliata)

Si stima che circa il 10% delle donne in Europa sia affetto da endometriosi e che tale malattia porti, in percentuale variabile tra il 30% e il 40%, all’infertilità. In Italia le donne con diagnosi conclamata di endometriosi sono almeno 3 milioni, 14 milioni nell’Unione europea, 5,5 milioni nel Nord America e complessivamente 150 milioni nel mondo, con un’incidenza della malattia che si attesta intorno al 7-10 per cento di donne in età fertile.

Ad aggravare la situazione contribuiscono i tempi medi di diagnosi dalla prima comparsa dei sintomi, che avviene tipicamente in età giovanile: mediamente più di 10 anni.

Detto ciò, appare evidente quanto una legge sull’endometriosi sia necessaria. Mentre a Roma dormono, il Consiglio regionale del Friuli – Venezia Giulia ha presentato la proposta di legge “Disposizioni per la prevenzione e la diagnosi precoce dell’endometriosi”, primato nazionale che rende merito ad una regione autonoma che, a dispetto di quel che si insinua, non gode del privilegio stando con le mani in mano né sperpera i fondi che lo Stato le elargisce.

La proposta di legge è stata presentata dal consigliere regionale e vicepresidente della Commissione Sanità del Pdl Massimo Blasoni, ma il testo è stato sottoscritto anche dai colleghi del Pdl Franco Dal Mas, Bruno Marini, Roberto Novelli e Gaetano Valenti, dal consigliere regionale dell’Udc Giorgio Venier Romano, dal consigliere regionale della Lega Nord Ugo De Mattia e dal consigliere del Gruppo Misto Alessia Rosolen.

La proposta di legge ha lo scopo di sensibilizzare le istituzioni relativamente alla priorità di questa patologia, purtroppo ancora fino ad oggi sottovalutata, istituendo altresì il Registro e l’Osservatore regionale sull’endometriosi. In Friuli – Venezia Giulia è attiva anche, da ben dieci anni, l’Associazione Endometriosi Onlus che si batte per informare e sensibilizzare le donne fin dalla più giovane età, per arrivare ad una diagnosi precoce della malattia, ma anche per la formazione dei medici, in primis quelli di base, e gli specialisti ginecologi, urologi, chirurghi, radiologi, fisiatri, spesso impreparati a cogliere i sintomi. Le dottoresse Rosanna Filiputti, medico e componente la Commissione pari opportunità di Udine, e Gabriella Vaglieri, medico di base di Trieste, hanno, inoltre, chiesto la creazione di centri di eccellenza che offrano adeguata esperienza chirurgica laparoscopica e tecniche di procreazione assistita.

Dalle dichiarazioni del consigliere Blasoni (QUI potete vedere il VIDEO dell’intervista) la legge regionale ha buone possibilità di andare in porto a breve. Una speranza per molte donne e un esempio da imitare a livello nazionale.

[oltre a quelle citate, altre fonti sono: ilfriuli.it e italiah24.it]