28 settembre 2011

LE PAROLE CHE NON TI HO DETTO

Posted in affari miei, amicizia tagged a 6:22 pm di marisamoles

A ROSSANA

Sono giorni che mi tormento e non riesco a trovare le parole per esprimere quello che sento dentro. Proprio io che sono sempre stata più brava a scrivere che a parlare. Io che ho sempre bussato timidamente alla porta del tuo cuore per non disturbare, per non invadere il tuo privato che, a volte, chiudevi con il lucchetto. E io non riuscivo a capire il perché, io che ho ti sempre detto tutto. Ad esempio, sei stata la prima a sapere della mia seconda gravidanza, tenuta segreta a tutti, anche alla mia famiglia. Tu hai vissuto “in diretta” la mia minaccia d’aborto e per prima sei accorsa al mio capezzale. Per prima hai saputo della nascita di Matteo e, sempre per prima, sei corsa a conoscerlo.

Sono tante, troppe, le parole che non ti ho detto. Tante, troppe, quelle che ti ho scritto in lettere mai spedite. Ora mettere nero su bianco quello che sento mi costa molto perché, ancora una volta, mi sembra di non rispettare quella discrezione che hai sempre manifestato ed io non ho mai compreso. Talvolta ho pensato che il tuo silenzio fosse dovuto a questo: non volevi interferenze, volevi cavartela da sola, superare i momenti difficili mettendo in mostra quella forza con la quale hai reagito alle molte avversità che hai dovuto affrontare.

Ho deciso di scrivere queste righe dopo aver ritrovato la fotografia che ci ritrae, orgogliose, con la torta che avevamo preparato. Un pomeriggio intero chiuse in cucina, a ridere e scherzare, soprattutto quando vedemmo lo scarso risultato delle meringhe che avevamo pensato di preparare per non buttare via gli albumi rimasti dalla preparazione del pan di spagna. Ma il risultato finale, quel meraviglioso gâteau, come ti piaceva chiamarlo, ha ricompensato le molte fatiche e messo in secondo piano quel piccolo insuccesso.

Avevamo 22 anni e tutta la vita davanti. Abbiamo condiviso le soddisfazioni nello studio, culminate con le lauree brillantemente superate, i matrimoni, le nascite dei figli, i battesimi, tanti compleanni e tante estati al mare. Io che tentavo di abbronzarmi come te senza capire che la carnagione di una bionda non poteva competere con quella di una mora. Io bionda tu mora, così diverse eppure per certi versi tanto simili.
E poi la condivisione dello stesso lavoro, quella dedizione alla scuola che ci accomunava così tanto, noi diverse ma uguali nell’affrontare l’impegno nelle aule scolastiche.

Quante volte ho pensato che, andate in pensione, avremmo avuto più tempo da dedicarci. Ci saremmo incontrate al Caffè Viennese, come l’ultima volta, davanti ad una tazza di tè fumante e ci saremmo raccontate la vita da nonne, contando i fili d’argento tra i capelli, certamente lunghi perché tu non li avresti mai tagliati e io di sicuro non li taglierò mai più corti come feci allora, per il mio ventiduesimo compleanno.

In tutti questi anni ci siamo perse, ritrovate e poi ancora perse e ritrovate. Lunghi silenzi valevano più di mille parole. O forse ero io ad intepretarli male, quei silenzi. Ma mai, neppure per un momento, la mia vita è scorsa senza sentirti vicina pur se lontana. Nel mio cuore e nella mia mente ci sei sempre stata e vi rimarrai per sempre. Solo che ora sento un vuoto che nemmeno il pensiero di te, dei giorni felici passati assieme, potrà mai colmare.

Sono entrata in un tunnel di dolore e incredulità da cui non so quando uscirò né se ne uscirò.

Ciao amica cara. La “mia” Rossana, per sempre.

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17 commenti »

  1. Raffaele said,

    Che bella lettera, che bella amicizia, ma sarò tonto con ho capito il finale… avete litigato? Ti ha deluso per qualche motivo?
    Non ho capito il perchè del “tunnel di dolore ed incredulità”, ma forse sono faccende private e ti chiedo scusa per l’invadenza.
    La foto ritrae due belle ragazze ed una bellissima torta, non dubito di quanto siate state felici nell’amicizia e nella complicità, si vede dal vostro sguardo.
    Ciao

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  2. Raffaele said,

    Forse ho capito…. in ritardo, come sempre.
    Scusa

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  3. marisamoles said,

    Non devi scusarti, Raffaele. Sono io che sono rimasta nel vago che non ho detto le cose come stanno. “Lei è morta” non riesco nemmeno a pensarlo e se dicessi, come si è soliti, “Lei non c’è più” mentirei a me stessa perché Lei è qui, vicino a me, sento la sua voce e immagino il suo sorriso, lo stesso della foto.

    Non scusarti nemmeno per l’invadenza perché nel momento in cui si decide di pubblicare qualcosa di privato – tu sei un blogger e lo sai – quel privato non esiste più. Io dovevo scrivere questo post e ora sto decisamente meglio. Un po’ del dolore se n’è andato ma dal tunnel non uscirò tanto presto.

    Grazie.

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  4. espress451 said,

    Cara Marisa, è davvero impossibile pronunciare certe parole… Io continuo a fare giri di parole… Anche perché, come racconta bene Ozpetek in “Cuore sacro”, chi è “partito” è “sgusciato” in un’altra stanza. Non tutto ciò che c’è è visibile… Un abbraccio, Es.

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  5. Sono veramente toccanti le parole che hai scritto, e lo sono anche quello che non hai detto.
    Non ho potuto fare a meno di commuovermi.

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  6. marisamoles said,

    @ Es

    Grazie per aver riportato la citazione da Ozpetek: lui è uno dei registi che apprezzo di più e “Cuore sacro” dei suoi film è il mio preferito. E’ proprio vero: non tutto ciò che c’è è visibile. Questa consapevolezza è indispensabile per andare avanti.

    Un abbraccio anche a te.

    @ Scrutatrice

    Cara Veronica, se sono riuscita a commuoverti significa che sono stata capace di trasmettere i miei sentimenti ed è per questo che l’aver scritto quello che tenevo dentro mi ha fatto stare meglio.
    Grazie.

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  7. Sono capitata qui per caso, mi sono comossa.Quanto tempo per chiudere una ferita tanto profonda………….

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  8. LadyPaola said,

    gli occhi inevitabilmente si sono inumiditi… è una stupenda dichiarazione di affetto ed amicizia…

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  9. marisamoles said,

    @ 3theperfectnumber

    Io ti ho incrociata sul blog di qualche comune amica e ti ringrazio per essere passata di qua.

    Le ferite si rimarginano molto lentamente, purtroppo.

    @ LadyPaola

    Grazie per l’apprezzamento. Non che mi faccia piacere commuovere i lettori fino alle lacrime, ma se questo è l’effetto, significa, come ho già detto, che ho trasmesso davvero qualcosa.

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  10. Elisabetta said,

    Prof, cavoli… lei vuole farmi piangere!
    Comunque, per quanto possano essere utili delle parole, mi dispiace.

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  11. marisamoles said,

    Grazie, Elisabetta. Le apprezzo molto.

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  12. Diemme said,

    Pensavo a un’amicizia finita nell’incomprensione e invece no, siete sempre amiche, sempre uguali, sempre sorridenti, con quella magnifica torta in mano. Forse lei più sorridente, perché ti vede e sa che la rivedrai, tu meno, perché la solitudine brucia, e quel tempo che ci separa dal riabbracciare i nostri cari ci sembra infinito, invece è il tempo che staremo insieme ad essere infinito.

    Non ho avuto modo di parlartene, ma questo è un momento molto duro per la mia famiglia, un momento in cui sentiamo mio padre, morto da quasi vent’anni, più vicino che mai. E’ un momento in cui questi due mondi, quello dell’aldilà e quello dell’al-di-qua, si stanno parlando fittamente, per risepararsi ancora fino al momento in cui, dopo chissà quanto, torneranno per qualche attimo a comunicare ancora.

    Dedico a te e a Rosanna questa mia poesia, e ti abbraccio forte.

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  13. marisamoles said,

    Grazie per le belle parole e per la splendida poesia.

    Mi dispiace molto che tu stia attraversando un periodo difficile. Non ti chiedo nulla ma se vuoi parlarmene, sai che puoi farlo in privato, o via mail o telefono.

    Una abbraccio.

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  14. cavaliereerrante said,

    Un solo commento, @Professoressa Marisa : lei, era bellissima, e dubito che tutti questi anni l’ abbiano cambiata di molto ….
    Non nella tenerezza, non nella sensibilità …. non certamente nel modo di sentire una amicizia in cui ci sia stato tutto …. ma veramente tutto !
    Non ci è dato di più …. cara @Marisa …. ma ciò che siamo stati, ciò che siamo e che saremo …. se abbiamo lasciato in un altro/in un’ altra una traccia significativa di noi, se per noi la vita e un dono soltanto perchè – come scrisse un mio grande Amico Blogger che ora non c’ è più – ne possiamo donare una parte o tutta agli altri, beh …. allora Tu, cara Amica, o con i capelli innevati, o con il sorriso stanco, o disillusa, anche Tu, dalle miserie umane …. in quel Caffè Viennese sempreverde, in quel cuore ampio che hai costruito con amore ed impegno giorno dopo giorno, troverai sicuramente posto nell’ angolo più fiorito …. quello della memoria !
    @Bruno ….

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  15. marisamoles said,

    Grazie, Bruno. Sono commossa. davvero.

    Ti abbraccio.

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  16. io Patrizia said,

    Cara Marisa,
    grazie mille di avermi dato la possibilità di condividere questo tuo immenso dolore…
    Ora so bene che puoi comprendere il mio…
    Sono io a commuovermi per la tua dolcezza… in questi momenti, a volte pur negandolo, si ha tanto bisogno di una parola buona…
    Mi auguro che i nostri cari possano proteggere il nostro cammino e noi rasserenarci…
    Nei miei momenti di piena lucidità, a volte, penso che loro stessi avranno più pace nel vederci proseguire il nostro cammino…
    Nel frattempo… andrò a vedere “Cuore sacro” un film che non ho mai visto… e vedendolo penserò a te… ed un pò anche a loro…
    Mille grazie dal profondo,
    un sorriso per te…
    Patrizia

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  17. marisamoles said,

    Grazie a te, cara Patrizia.
    Guarda il film, se ti è possibile. Crudo, duro ma profondo ed emozionante. Io amo Ozpetek, ho visto quasi tutti i suoi film, che non sono mai banali, ma “Cuore sacro” è il mio preferito.

    Un abbraccio.

    Mi piace


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