LE GEMELLINE SIAMESI NON CE L’HANNO FATTA: HA CESSATO DI BATTERE IL LORO UNICO CUORE

Ha smesso di battere l’unico cuore che Lucia e Rebecca, le gemelline siamesi nate al Sant’Orsola di Bologna lo scorso giugno, avevano in comune.

Il caso aveva imposto una riflessione soprattutto in considerazione del fatto che, in previsione di un intervento chirurgico di separazione, una delle due neonate non avrebbe avuto la possibilità di sopravvivere. E poi, la situazione era nota ai genitori durante la gravidanza ma la mamma aveva deciso di non abortire. (ne ho parlato QUI)

«Abbiamo fatto loro assaporare la vita anche se ci hanno proposto di non farlo, cioè con l’aborto», dicono i genitori. «Le abbiamo accompagnate in questo breve ma intenso percorso — hanno aggiunto — resterà in noi la gioia di averle potute accogliere pur nella sofferenza di averle dovute lasciare così prematuramente».

Con tutto il rispetto per il dolore di questi genitori che hanno perso le loro figlie, onestamente non comprendo né condivido quella frase: “Abbiamo fatto assaporare loro la vita“. Perché? Hanno forse capito qualcosa della vita quelle due creaturine vissute in un incubatrice, all’interno di un “freddo” reparto ospedaliero, senza neppure vedere la luce del sole?

Scusate la sincerità. Forse sembrerò cinica ma ribadisco che questo dramma umano, pietoso finché volete, poteva essere evitato.

9 pensieri riguardo “LE GEMELLINE SIAMESI NON CE L’HANNO FATTA: HA CESSATO DI BATTERE IL LORO UNICO CUORE

  1. Ma sicuramente i genitori hanno sperato nel miracolo. O forse, semplicemente, non hanno voluto prendere la decisione di un aborto, per motivi etici, religiosi, convinzioni personali, come si può giudicare?

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  2. @ Ifigenia e Chiocciola (?)

    Io non giudico esprimo un parere. Ho più volte affermato di essere contro l’aborto ma in una situazione del genere, quando gli stessi medici lo consigliano, prevedendo un esito tragico, mi sembra che fosse l’unica soluzione.

    Sperare nel miracolo? Quale? Le bambine non avrebbero potuto vivere in simbiosi a quel modo; la prospettiva più felice sarebbe stata quella di far sopravvivere almeno una delle due. Di fatto ne sarebbe stata sacrificata una. Con queste premesse onestamente io non avrei portato a termine la gravidanza.

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  3. @ quarchedundepegi

    Visto che ho come interlocutore un medico, aggiungo anche questo: non credo nemmeno alla frase “Lasciamo che la natura faccia il suo corso”, almeno non in questo caso. Se avessero lasciato che la natura facesse il suo corso le piccole sarebbero sopravvissute qualche ora, credo. Ma nell’incubatrice, attaccate ai tubi, con le terapie farmacologiche ecc. mi pare che la natura sia stata forzata e purtroppo inutilmente.

    Tu che combatti le sofferenze gratuite, non credi che al posto di assaporare la vita queste povere creature abbiano, seppur senza rendersene conto, subito una sofferenza gratuita?

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  4. Cara Marisa,
    Sono perfettamente d’accordo con te. Quello che proprio non capisco è “il disegno” che si erano prefissate queste due gemelline. Checché se ne dica, non sono arrivate “per caso”. Esiste sempre un perché. Ancora non possiamo capire.

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