28 settembre 2011

ISABELLA FERRARI, LA PUBBLICITÀ DEI REGGISENI E LA COERENZA

Posted in donne, pubblicità, spettacolo, televisione, vip tagged , , , , , , a 9:10 pm di marisamoles

Il nuovo spot di una nota marca di lingerie ha, da qualche giorno, una testimonial d’eccezione: Isabella Ferrari. L’attrice, che si avvia verso la cinquantina, sfila seminuda, coperta solo da un brasiliano nero, in un’enorme camera da letto, raggiunge il comò, prende in mano un reggiseno bianco, si specchia e poi indossa un reggiseno nero. Meno male! Ero preoccupata: slip neri con reggiseno bianco non si possono guardare.

Poi la scena cambia: a bordo piscina, di nuovo seminuda, la Ferrari lascia andare sul filo d’acqua il reggiseno nero. Il tutto mentre il suo uomo, lo stesso che ad inizio spot se ne sta sdraiato sul lettone (non è dato sapere cosa i due abbiano fatto prima, comunque lei non se lo fila per nulla), si allontana da lei. Dulcis in fundo, il “motto” dello spot: per chi si ama. Eh, già, perché la narcisa Isabella, che sbandiera ai quattro venti di non aver fatto ricorso al chirurgo estetico né a photoshop, e si vede, a meno che proprio photoshop non le abbia fatto sparire l’ombelico, si accontenta dello specchio e dei suoi slip, visto che abbandona anche il reggiseno come lo straccio d’uomo con cui si accompagna, si fa per dire.

Uno spot come tanti altri, per carità. Di certo non più “scandaloso” di quello di un noto jogurt che, una volta mangiato, ci sembra di far l’amore con il sapore. Per chi si accontenta va bene pure quello. Almeno in questo caso, essendo la pubblicità incentrata su un capo di lingerie, la nudità non disturba, almeno non quanto quel poveraccio d’uomo che non viene degnato nemmeno di uno sguardo, se non all’inizio e alla fine, ma proprio di sfuggita.

Lo scandalo vero sta, però, nel fatto che la Ferrari, attrice «di sinistra», impegnata in film con Nanni Moretti, come Caos calmo in cui la scena di sesso hot è decisamente realistica, per non dire porno, musa teatrale di Marco Travaglio, si è lasciata coinvolgere nel movimento neofemminista del «Se non ora quando», tuonando contro la mercificazione del corpo delle donne.

Proprio a difesa delle sue scelte, diciamo così, artistiche, l’attrice osserva: «In un’epoca di svendita del corpo siamo tutti un po’ nauseati, ma una donna ha comunque il diritto di vestirsi e svestirsi, di innamorarsi e amare e io voglio stare in tutto questo nella sua pienezza, nella complessità dell’essere femminile che sento di avere, mentre le donne che usano solo il corpo hanno un linguaggio povero, riduttivo».

Quindi, le veline e attricette senza arte né parte, quelle, per intenderci, ospiti dell’Olgiatina, meritano tutto il disprezzo, mentre lei …

Stefano Filippi, su Il Giornale, commenta così, alla fine del suo articolo:

«Insomma, una velina che si spoglia è nauseante, mentre se lo fa un’attrice reduce dal Palasharp e che magari legge Kant fino a notte fonda è arte, e la scena (censurata) di sesso bollente con Nanni Moretti in Caos calmo è espressione di cultura.

Forse non è la stessa Isabella Ferrari che, quando ancora si chiamava Fogliazza, fu eletta Miss Teenager a 15 anni, a 16 si fidanzò con il cinquantenne Gianni Boncompagni e divenne famosa con i film dei Vanzina e i fotoromanzi. Anche lei ha usato la bellezza per fare carriera rinnegando poi il passato. Oggi la Ferrari sfoggia conformismo intellettuale, fa i girotondi, recita con registi à la page, calca i teatri leggendo brani di Indro Montanelli assieme a Marco Travaglio, manifesta contro i tagli ai fondi per lo spettacolo, fa la testimonial del Fatto Quotidiano, addita come miti femminili la Magnani e la Mangano. Ma alla fine, se gli [sic] chiedi perché si spoglia, risponde come una valletta qualunque che deve lanciare un calendario: «Il corpo femminile è nudo, principalmente».

Un bell’esempio di coerenza, non c’è che dire.

Sapete qual è la cosa che più mi disturba in questo spot? Lo spreco di una canzone bellissima, Per un’ora d’amore dei Matia Bazar, in assoluto una delle mie preferite.

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LE PAROLE CHE NON TI HO DETTO

Posted in affari miei, amicizia tagged a 6:22 pm di marisamoles

A ROSSANA

Sono giorni che mi tormento e non riesco a trovare le parole per esprimere quello che sento dentro. Proprio io che sono sempre stata più brava a scrivere che a parlare. Io che ho sempre bussato timidamente alla porta del tuo cuore per non disturbare, per non invadere il tuo privato che, a volte, chiudevi con il lucchetto. E io non riuscivo a capire il perché, io che ho ti sempre detto tutto. Ad esempio, sei stata la prima a sapere della mia seconda gravidanza, tenuta segreta a tutti, anche alla mia famiglia. Tu hai vissuto “in diretta” la mia minaccia d’aborto e per prima sei accorsa al mio capezzale. Per prima hai saputo della nascita di Matteo e, sempre per prima, sei corsa a conoscerlo.

Sono tante, troppe, le parole che non ti ho detto. Tante, troppe, quelle che ti ho scritto in lettere mai spedite. Ora mettere nero su bianco quello che sento mi costa molto perché, ancora una volta, mi sembra di non rispettare quella discrezione che hai sempre manifestato ed io non ho mai compreso. Talvolta ho pensato che il tuo silenzio fosse dovuto a questo: non volevi interferenze, volevi cavartela da sola, superare i momenti difficili mettendo in mostra quella forza con la quale hai reagito alle molte avversità che hai dovuto affrontare.

Ho deciso di scrivere queste righe dopo aver ritrovato la fotografia che ci ritrae, orgogliose, con la torta che avevamo preparato. Un pomeriggio intero chiuse in cucina, a ridere e scherzare, soprattutto quando vedemmo lo scarso risultato delle meringhe che avevamo pensato di preparare per non buttare via gli albumi rimasti dalla preparazione del pan di spagna. Ma il risultato finale, quel meraviglioso gâteau, come ti piaceva chiamarlo, ha ricompensato le molte fatiche e messo in secondo piano quel piccolo insuccesso.

Avevamo 22 anni e tutta la vita davanti. Abbiamo condiviso le soddisfazioni nello studio, culminate con le lauree brillantemente superate, i matrimoni, le nascite dei figli, i battesimi, tanti compleanni e tante estati al mare. Io che tentavo di abbronzarmi come te senza capire che la carnagione di una bionda non poteva competere con quella di una mora. Io bionda tu mora, così diverse eppure per certi versi tanto simili.
E poi la condivisione dello stesso lavoro, quella dedizione alla scuola che ci accomunava così tanto, noi diverse ma uguali nell’affrontare l’impegno nelle aule scolastiche.

Quante volte ho pensato che, andate in pensione, avremmo avuto più tempo da dedicarci. Ci saremmo incontrate al Caffè Viennese, come l’ultima volta, davanti ad una tazza di tè fumante e ci saremmo raccontate la vita da nonne, contando i fili d’argento tra i capelli, certamente lunghi perché tu non li avresti mai tagliati e io di sicuro non li taglierò mai più corti come feci allora, per il mio ventiduesimo compleanno.

In tutti questi anni ci siamo perse, ritrovate e poi ancora perse e ritrovate. Lunghi silenzi valevano più di mille parole. O forse ero io ad intepretarli male, quei silenzi. Ma mai, neppure per un momento, la mia vita è scorsa senza sentirti vicina pur se lontana. Nel mio cuore e nella mia mente ci sei sempre stata e vi rimarrai per sempre. Solo che ora sento un vuoto che nemmeno il pensiero di te, dei giorni felici passati assieme, potrà mai colmare.

Sono entrata in un tunnel di dolore e incredulità da cui non so quando uscirò né se ne uscirò.

Ciao amica cara. La “mia” Rossana, per sempre.

27 settembre 2011

E SONO TRE

Posted in amicizia, auguri, Compleanno blog, web tagged , , , , , a 6:11 pm di marisamoles


Un altro anno è passato. E sono tre. Trentasei mesi fa, il 27 settembre 2008, ho aperto questo blog ed ora mi trovo a festeggiare il terzo compleanno a pochi mesi dalla nascita di una nuova creatura il cui parto ho spiegato QUI. Ormai si può dire che mi sono lanciata in questo mondo di blogger continuando ad ottenere soddisfazioni e, soprattutto, divertendomi. Questa è la cosa più importante.

Anche se non sempre è così.

Ci sono momenti in cui si ha voglia di chiudere. È capitato a dei miei amici blogger, che poi fortunatamente hanno cambiato idea, ed è capitato pure a me anche se non ho esternato questa intenzione. Perché mai, nella vita di un blogger, capitano momenti come questi? Può succedere per motivi personali che fanno perdere la serenità o perché si è insoddisfatti di quello che si scrive o semplicemente perché ci si chiede “chi me la fa fare?”. Ecco, questa è una domanda che non ci si dovrebbe mai rivolgere. Non c’è nessuno che “ce la fa fare” ma deve esserci in noi quella spinta che ci fa continuare senza mai perdere il piacere di scrivere, per condividere con altri quelli che sono i nostri pensieri. Venendo meno quel piacere, alla fine ci si sente solo in obbligo, prima di tutto con noi stessi, e quello che dovrebbe essere un passatempo assume le caratteristiche di un lavoro che si deve fare, nel bene e nel male.

Insomma, tutto questo per dire che è normale passare dei momenti no – per me questo è uno di quelli e forse traspare dal tono del post – ma si può resistere e continuare. Il mio motto è: “verranno momenti migliori”. L’importante è non perdere mai la speranza.

Per festeggiare questo terzo compleanno, come di consueto, do un po’ di numeri.

Ad oggi sono state visualizzate più di 752.000 pagine del blog.

Il MESE in cui mi hanno letto di più: MAGGIO 2011 (55.394 visite)

Il numero totale dei commenti dell’ultimo anno: 2586 (una buona metà, comunque, sono costituiti dalla mie repliche!), quasi il doppio di quelli arrivati nei due anni precedenti.

I POST PUBBLICATI NELL’ULTIMO ANNO: 275

La TOP TEN dei miei post (accanto al titolo il numero di visualizzazioni):

1. MATURITÀ 2011: USCITE LE MATERIE DELLA SECONDA PROVA E I COMMISSARI ESTERNI 16.261
2. DA SAN NICOLO’ A BABBO NATALE: LA LEGGENDA DI SANTA CLAUS 12.421
3. LE FESTE DEL 2012: 29 APRILE, 6 MAGGIO E 3 GIUGNO 9.849
4. DIETROFRONT SULLE FESTIVITA’ SOPPRESSE DEL 2012: SALVE 25 APRILE, 1° MAGGIO E 2 GIUGNO 9.629
5. SCUOLA: PRECARI ASSUNTI IN 6-7 ANNI. TIROCINIO FORMATIVO ATTIVO AL POSTO DELLE SSIS 8.618
6. ESAME DI STATO 2011: COME SI CALCOLA IL VOTO FINALE 8.549
7. BARBARA PALOMBELLI SCRIVE A SARAH SCAZZI. LA LETTERA AL TG 5 NELLA VERSIONE INTEGRALE 8.440
8. ISRAELE IN EUROPA? PER BERLUSCONI SÌ, MA PER LA GEOGRAFIA … 8.039
9. ULLA PIPPA! CON QUEL LATO B … 7.861
10. LA DIETA DI KATE MIDDLETON PRIMA DELLE NOZZE: UN ESEMPIO DA NON SEGUIRE 6.424

Hanno visualizzato la HOMEPAGE del blog, sempre nell’ultimo anno, 95.404 persone.

Riflettendo sulla “classifica”, si può notare che alcuni post della Top Ten sono dedicati alla scuola e questo mi fa molto piacere perché in passato gli argomenti “frivoli” erano i più letti nonostante io tenga particolarmente agli articoli che chiamo “di servizio” perché aiutano i lettori interessati a muoversi meglio nella giungla delle leggi, decreti e circolari ministeriali.

Il prossimo anno, tuttavia, lo spazio dedicato alla scuola sarà drasticamente ridotto (di fatto già lo è adesso) in quanto gli articoli più specifici saranno pubblicati sull’altro blog, laprofonline.

Vorrei a questo punto, anche a costo di sembrare un po’ troppo autoreferenziale, soffermarmi a riflettere sul numero di visite e su quanto questo numero sia cresciuto in maniera quasi incredibile negli anni: alla fine del primo anno avevo totalizzato poco più di 45.000 visualizzazioni, lo scorso settembre ero arrivata a 300.000 ed ora mi rendo conto che il numero, in soli dodici mesi, è più che raddoppiato. Questa constatazione mi inorgoglisce e mi fa piacere pensare che così tante persone (anche se si sa che il numero di visualizzazioni effettivamente non corrisponde alle persone, ma a più di 750.000 click corrisponde comunque un bel po’ di gente!) si trovi bene in questo mio “salotto virtuale” e torni a trovarmi.

Infine, vorrei ringraziare i miei lettori abituali e, senza che nessuno si offenda, rivolgere un grazie particolare al più “vecchio”, il mio amico frz40, e alle più giovani, le tenerissime Veronica (Scrutatrice di Universi) e Marta a cui sono tanto ma tanto affezionata. Sperando che non si stufino di leggere e commentare, come fanno puntualmente, questa ormai “vecchia” blogger. 😉

Ciao a tutti e … al prossimo anno per un nuovo aggiornamento sui dati!

[immagine da questo sito]

26 settembre 2011

MINETTI SUPER-TESTIMONE DI NOZZE DELLA SORELLA

Posted in donne, matrimonio, politica, vip tagged , , , , , a 1:57 pm di marisamoles


Nei giorni scorsi andava in giro con la maglietta con su scritto: “Senza T-shirt sono ancora meglio”, tanto che il collega Stefano Zamponi (Idv) gliene aveva consegnata una al Consiglio Regionale della Lombardia con la scritta provocatoria “Finché non vedo non credo”. Sto parlando, naturalmente, della chiacchieratissima Nicole Minetti che sabato ha partecipato al matrimonio della sorella Angelica in veste, si fa per dire, di testimone di nozze. Eh, sì, la “veste” effettivamente era decisamente fuori luogo, considerato anche il fatto che si trattava di una cerimonia religiosa: un abitino corto, molto attillato, color rosa shocking che pare quasi essere la risposta al collega Zamponi: “Intanto accontententati di questo, poi vedremo”.

Ma nell’armadio non aveva nulla di più sobrio e maggiormente adatto all’occasione?
Come si dice, la classe non è acqua.

[foto Olycom da Il Corriere]

24 settembre 2011

LA FICTION “TIBERIO MITRI: IL CAMPIONE E LA MISS” FINALMENTE IN ONDA

Posted in spettacolo, televisione, Trieste tagged , , , , , , , a 5:35 pm di marisamoles


Saranno trasmesse lunedì 26 e martedì 27 settembre le due puntate della fiction, prodotta dalla Rai, “Tiberio Mitri: il campione e la miss“, ispirata alla vera storia del pugile triestino e della bellissima miss Italia 1948 Fulvia Franco.

La miniserie doveva andare in onda in primavera ma venne bloccata da questioni legate sollevate dagli eredi della coppia triestina. Dopo l’ok della magistratura, potremo vedere, quindi, su Rai 1 in prima serata la fiction interpretata da Luca Argentero e Martina Stella.

Per la trama e la vicenda raccontata nelle due puntate rimando alla lettura del precedente post QUI.
QUI, invece, potete vedere la video-intervista ai protagonisti realizzata da Daniela Lanni per La Stampa.

21 settembre 2011

IL NONSENSE DELLO SPOT INTERCULTURA

Posted in adolescenti, famiglia, figli, pubblicità, Satyricon, televisione tagged , , , a 5:32 pm di marisamoles

Da un po’ non mi occupo di spot pubblicitari, un po’ perché si vedono e sentono talmente tante scemenze che dovrei scrivere un post al giorno (se non di più) e un po’ perché alla fine le osservazioni e le critiche non scalfiscono nemmeno i creativi che continuano sulla loro strada: quella del nonsense, quando va bene.

Ogni giorno, nel primo pomeriggio, proprio quando cerco di fare una pennichella davanti alla TV, mi devo sorbire lo spot di Intercultura, quello di Matteo che, tornato soddisfatto a casa dalla sua esperienza in Cina, ospite della famiglia Yang, esterna la sua felicità nel tentativo di convincere altri diciassettenni, più o meno brufolosi, ad imitarlo.

Il suo racconto inizia con una bel, si fa per dire, paragone: “E’ come se tu fossi un pesce rosso e scopri di essere vissuto in un acquario“. Benissimo. Ora, però, vorrei chiedere al pesce rosso: “Tu, caro pesce rosso, ti sei mai reso conto di vivere in un acquario?”. Non so cosa mai potrebbe rispondermi, forse “Mah, è il mio ambiente, quello in cui mi hanno messo quei deficienti dei figli dei padroni di casa, mi danno da mangiare, cambiano l’acqua di tanto in tanto, ma molto spesso se ne dimenticano o, per meglio dire, litigano, figli e genitori, per decidere a chi spetti tale compito e, siccome non si mettono d’accordo, finisce che io sguazzo in una tal nebbia che il mondo esterno non è più visibile”. E poi forse replicherei: “Ma ti piacerebbe vivere in un altro posto, con un’altra famiglia?”. Che potrebbe mai rispondermi quel pesce rosso che, nel frattempo, comincerebbe a dubitare della mia sanità mentale? “Cosa dovrei fare, secondo te? Catapultarmi fuori dalla vasca e morire prima che qualcuno se ne accorga? Ma anche se cambiassi famiglia, in fondo sempre nel mio acquario sguazzerei”.

Fatti questi ragionamenti, mi chiedo: ma che caspita di paragone fa Matteo di Intercultura?

Poi lo studentello prosegue nel decantare la sua esperienza: “Adesso ho due papà, due mamme, tre fratelli e due paesi”. Ora io mi chiedo: ma il papà di Matteo, che gli ha proposto questo scambio in Cina, era consapevole delle conseguenze che questa esperienza avrebbe avuto sulla psiche del figlio?

Infine, c’è il problema della lingua: “Un giorno ho detto ‘ciao cavallo’ invece di ‘ciao mamma‘” e tutti a ridere per l’eternità. Siccome so che in quasi tutte le lingue del mondo la parola “mamma” è molto simile nella pronuncia, ho consultato il dizionario Cinese-Italiano e ho scoperto che “mamma” si scrive “mā” e “cavallo” “mǎ”, con la sola differenza nel segno grafico sulla “a”, simile a quelli usati per le brevi e le lunghe in latino. Non so se nella pronuncia ci sia qualche differenza ma credo che, rivolgendosi alla “madre”, il povero Matteo non poteva che voler dire “mamma”, di certo non “cavallo”. Perché mai prenderlo in giro a quel modo?

E veniamo al punto cruciale. Intercultura propaganda i soggiorni all’estero (tra l’altro parecchio costosi, possono richiedere anche più di 10mila euro, pur essendoci la possibilità di una borsa di studio) facendo credere ai ragazzi di trovare un’altra famiglia nel paese ospitante. Non solo, costringono questi poveri ragazzi a chiamare “mamma” e “papà” chi li ospita e a considerare “fratelli” i figli degli ospitanti. Per non parlare del resto del parentado, nonni, zii e cugini. Altro che scambio! Potrebbero chiamarlo “adotta una famiglia intera”.

Fin qui si potrebbe pensare che sia un modo per far sentire a proprio agio dei giovani che per periodi più o meno lunghi stanno lontani dalla propria famiglia, come se il “surrogato” che trovano all’estero possa compensare la carenza affettiva di cui naturalmente risentono.
Il bello è che anche alle famiglie ospitanti viene fatto una sorta di lavaggio del cervello. Ricordo che anni fa una mia conoscente, incontrata per strada, mi parlava con entusiasmo di un figlio che non mi risultava avesse. Sapevo, infatti, che aveva una figlia e, dai discorsi, era evidente che non parlasse di un neonato o comunque un bimbo piccolo che avrebbe potuto essere nato nel frattempo, visto che non ci si frequentava con assiduità. Poi ho scoperto che stava ospitando uno studente di Intercultura.

Tornando a Matteo dello spot, fossi sua madre gli direi: “Figlio mio, tornatene pure a quel paese, quello in cui ti ha mandato Intercultura. Poi, se rinsavisci, puoi anche tornare a casa, basta che non mi fai comprare dei pesci rossi che poi magari istighi al suicidio, nella convinzione che debbano provare un’esperienza diversa”.

20 settembre 2011

BELL’E PAPÀ

Posted in figli, lavoro, politica tagged , , , , , , , , , a 4:24 pm di marisamoles

“Mio figlio non è un trota qualunque”, pare abbia detto Antonio Di Pietro riferendosi alla carriera politica del figlio Cristiano. Ovviamente, l’allusione più che esplicita è al figlio di Umberto Bossi, Renzo, che poco più che ventenne ha ottenuto il suo “scranno” sicuro, lautamente ricompensato con 15mila euro mensili, al Consiglio Regionale della Lombardia. Pare anche che il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, abbia additato il rampollo del leader della Lega, che ha tribolato non poco per ottenere il diploma di maturità, come l’esempio a dimostrazione del fatto che l’università non serve. Peccato che il giovane Bossi la stia frequentando (oddio, “frequentando” in effetti è una parola grossa) e che il Cepu gli fornisca docenti a domicilio gratis per fargli superare gli esami.

Ma dopo la divagazione torniamo al giovane Di Pietro, poliziotto da diciannove anni, sposato con prole, candidato alle elezioni regionali in Molise. In segno di protesta al circolo di Termoli dell’Italia dei valori si sono dimessi in blocco contestando la sua candidatura come una scelta «familistica». Cosa, questa, che a Cristiano pare incomprensibile. Lui, infatti, è da dieci anni in politica, ha iniziato attaccando manifesti e studiando per fare il politico di professione. La prima candidatura è arrivata sei anni fa e lui di anni ora ne ha trentasette, quindi la gavetta l’ha fatta, eccome.

Guarda un po’, ha iniziato sei anni fa alle elezioni comunali a Montenero di Bisaccia, il paese di suo padre Antonio. Una spintarella da papà l’ha avuta, sì, ma solo all’inizio. Poi i cittadini di Montenero, capacissimi di ragionare con la propria testa, l’hanno votato e fatto risultare il primo degli eletti.

Una carriera politica limpida come il sole, dunque. Peccato che quelli di Termoli … «Credo siano stati manovrati da qualcuno. A livello regionale a Termoli avevano votato a favore della mia candidatura», tenta di spiegare ma il fatto è davvero incredibile. Addirittura quelli dell’Italia dei valori di Termoli hanno paragonato la candidatura di Cristiano Di Pietro a quella della Minetti: «Possono accostarmi a chi vogliono. Io ho il mio lavoro. Come la Minetti ha il suo», osserva.

Certo, ognuno fa il suo lavoro, anche Renzo Bossi lo fa e anche la Minetti. Il problema, secondo me, è: lo sanno fare o la spintarella implica che non sia così importante avere delle capacità? Senza fare illazioni, anche perché non conosco l’operato di nessuna delle persone citate, per me il dubbio rimane. So per certo, tuttavia, che molti giovani bravi e preparati sono a spasso perché non sono bell’e papà o papi, che dir si voglia.

[dall’intervista a Cristiano Di Pietro su Il Corriere]

19 settembre 2011

LA FINANZIARIA NON CANCELLA TUTTI I PATRONI: SAN GENNARO SALVO PER MIRACOLO

Posted in politica, religione, tradizioni popolari tagged , , , , , , , , , , , a 12:50 pm di marisamoles

La manovra finanziaria di Ferragosto, come si sa, ha stabilito che le festività religiose non tutelate dal Concordato, quindi tutte quelle relative ai santi patroni eccetto Pietro e Paolo (29 giugno), protettori della capitale, debbano essere accorpate alla domenica successiva (ne ho parlato QUI).
La decisione è stata accolta fin da subito con molto malumore, soprattutto da parte dei cattolici che si sono visti togliere una festa molto significativa. Ma si sono sollevate proteste anche da parte di chi, cattolico o no, ritiene discriminante mantenere la festa dei patroni di Roma a scapito degli altri santi. Senza contare che in alcune città d’Italia la festività del santo patrono è legata a tradizioni alle quali la cittadinanza non intende rinunciare.

Oggi è il 19 settembre e a Napoli si festeggia San Gennaro. Questo santo per i napoletani è un santo speciale, soprattutto perché ogni anno i fedeli aspettano con trepidazione il Miracolo: la liquefazione del sangue del vescovo e martire, custodito in un ampolla nella cattedrale cittadina. Un rito che si ripete da secoli (secondo la tradizione, il sangue di san Gennaro si sarebbe sciolto per la prima volta ai tempi di Costantino I, nel IV secolo) da cui dipende anche la sorte futura della popolazione. Pare, infatti, che dalla riuscita o meno del Miracolo dipenda la buona o la cattiva sorte dei napoletani per i successivi dodici mesi.

Alla fine, nella manovra approvata dal Senato ai primi di settembre si stabilisce che le feste religiose saranno accorpate alla domenica, per quanto riguarda gli effetti civili, solo a partire dal prossimo anno.
Si salvano, quindi, non solo San Gennaro ma anche San Francesco (4 ottobre) che, oltre a proteggere la cittadinanza di molti paesi e città è anche il patrono d’Italia, e Sant’Ambrogio (7 dicembre) la cui festa permette ai milanesi di riposarsi per due giorni, visto che l’8 si celebra l’Immacolata Concezione.

Per quest’anno, quindi, San Gennaro e tutti gli altri patroni sono salvi. Per il prossimo non resta che sperare in un miracolo ovvero in un ripensamento da parte dei politici. In fondo, in questi tempi di crisi, ci vorrebbe proprio una mano santa

18 settembre 2011

FRIULI DOC: E POI LO CHIAMANO EVENTO CULTURALE

Posted in cronaca, Friuli Venzia-Giulia, tradizioni popolari tagged , , , , a 9:03 pm di marisamoles


Chiude i battenti questa sera l’edizione 2011 di Friuli Doc che, come ogni anno, ha invaso le vie del centro storico di Udine con chioschi gastronomici e stand di aziende artigianali. Come ogni anno si sono verificati incidenti, risse, atti di vandalismo e casi di malessere dovuto all’eccesso nell’assunzione di alcol, tenendo occupati i mezzi di soccorso.

Qualche giorno fa il sindaco di Udine, Furio Honsell, aveva ammonito: non chiamatela sagra. Eh, già. Meglio chiamarlo evento culturale, peccato, però, che di cultura se ne veda poca, mentre vino e birra scorrono a fiumi, anche sui marciapiedi cittadini che rimangono imbrattati per giorni. Senza contare le chiazze di grasso lasciate dai chioschi gartronomici che servono perlopiù carne alla griglia e il tradizionale frico.

Leggo su Il Messaggero Veneto: Risse e litigi. Animi esacerbati e scarso spirito civico all’origine di episodi poco edificanti che hanno dominato la notte scorsa. Così sono fioccate le chiamate al comando provinciale dei carabinieri che hanno richiesto la presenza dei militari per accesi diverbi sviluppatisi in centro. Il più eclatante, dopo mezzanotte, ha richiesto l’intervento dei carabinieri al bar Pinocchio dove è scoppiata una rissa fra bande di albanesi e marocchini. Calci, pugni e anche una spranga sono volati nel locale, dove la vetrata è andata in frantumi. All’arrivo dei carabinieri sono state identificate 12 persone che saranno sentite.

Un successo dell’integrazione? Ma il dito non deve essere puntato sugli stranieri perché anche i friulani quando bevono vanno decisamente su di giri. E non sono mancati gli atti vandalici: auto in sosta danneggiate, paletti e segnali stradali divelti, giusto per fare un esempio. Anche in questo non vedo alcunché di culturale.

Forse le esibizioni hot hanno qualcosa di culturale e, soprattutto, un nesso con questa festa tutta friulana? Devono averlo pensato una spagnola che, in mezzo alla strada, sollevava la gonna rischiando di causare un incidente distraendo gli automobilisti maschi, e un transessuale che, prima di essere fermato dalla polizia, com’è successo alla “collega”, ha desistito.

Tre notti di schiamazzi e musica a tutto volume hanno disturbato il sonno di molti udinesi che abitano in centro e nelle zone limitrofe. Forse questo è l’aspetto culturale della festa?

PIPPA MIDDLETON E IL SUO LATO B PROTAGONISTI AD UN ALTRO MATRIMONIO

Posted in donne, matrimonio, vip tagged , , , a 7:35 pm di marisamoles


Altro matrimonio, altro vestito – di seta verde – ma lo stesso lato B, quello superammirato durante il Royal Wedding della sorella Kate con il principe William d’Inghilterra.

Stiamo parlando, è ovvio, di Philippa Middleton, detta Pippa, la sorella nonché damigella d’onore della sposa del futuro re d’Inghilterra. Il suo lato B ha spopolato per settimane sul web dopo le nozze reali ed ha suscitato molte discussioni, specie sul fatto che la bella Pippa, con la sua mise per nulla discreta, abbia in qualche modo oscurato lo splendore della fortunata sorella.

Invitata al matrimonio di una sua amica, ieri si è presentata in un abito di seta verde, molto morbido e arioso. Insomma, tutto sommato passabile ma, come nota il Daily Mirror, per nulla azzeccato nella scelta del colore. Il tabloid inglese intitola così l’articolo dedicato all’evento: Return of the derriere: Another wedding, another dress, but this time Pippa makes a fashion faux-pas. A parte la simpatia che suscita quel Ritorno del lato B (espresso con una parola presa in prestito dal francese), ci si chiede in cosa mai possa consistere il passo falso nel look. Presto detto: pare che per gli anglosassoni vestirsi di verde ai matrimoni non sia di buon auspicio per gli sposi. Possibile che la Pippa non ne fosse a conoscenza? Come ha fatto ad ignorare il vecchio detto “weddings and green should never be seen”, si chiede la giornalista autrice dell’articolo. Evidentemente è possibile visto che anche alle nozze della sorella aveva scelto un abito verde per il party serale.

Ma non è tutto: Pippa indossava delle calzature in camoscio con tacco molto alto e dovrebbe sapere che gli aristocratici considerano i tacchi alti inguardabili se indossati a nozze.
A questo punto, però, si potrebbe obiettare che lei è solo una borghese, quindi …
Un’altra invitata alle nozze reali, principessa lei stessa, si è presentata con tacchi altissimi eppure nessuno ha avuto nulla da eccepire: Charlotte Casiraghi, figlia di Caroline di Monaco, alle nozze dello zio Alberto.

Insomma, pare che la Pippa, nel bene e nel male, debba far parlare di sé e i fotografi, come al solito, non perdano occasione di immortalare il suo lato B, per la felicità dei maschietti che pare impazziscano per le sue forme. E dell’abito verde, così sconveniente, se ne infischiano.

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Studio di Psicoterapia Dr.ssa Chiara Patruno

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Le Parole Segrete dei Libri

Una stanza senza libri è come un corpo senz'anima.

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[...] ἀλλ᾽ ὥσπερ ἄνθρωπος, φαμέν, ἐλεύθερος ὁ αὑτοῦ ἕνεκα καὶ μὴ ἄλλου ὤν, οὕτω καὶ αὐτὴν ὡς μόνην οὖσαν ἐλευθέραν τῶν ἐπιστημῶν: μόνη γὰρ αὕτη αὑτῆς ἕνεκέν ἐστιν. Aristot. Met. 1.982b, 25

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Settanta: mancano solo 984 anni al 3000.

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Psicologia per Famiglia

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«Oὕτως ἀταλαίπωρος τοῖς πολλοῖς ἡ ζήτησις τῆς ἀληθείας, καὶ ἐπὶ τὰ ἑτοῖμα μᾶλλον τρέπονται.» «Così poco faticosa è per i più la ricerca della verità, e a tal punto i più si volgono di preferenza verso ciò che è più a portata di mano». (Tucidide, Storie, I 20, 3)

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Non tutto ciò che luccica è oro, ma almeno contiene elettroni liberi G.D. Bernal

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