LE FESTE DEL 2012: 29 APRILE, 6 MAGGIO E 3 GIUGNO


Nella manovra finanziaria appena varata dal governo è stato deciso di “abolire” le festività laiche spostandole alla domenica successiva. Salve, almeno per ora, le festività religiose concordatarie, definite in un trattato internazionale col Vaticano, mentre nel mirino del governo ci sono finiti anche i santi patroni delle città, pure loro spostati. Praticamente si salveranno solo i patroni della capitale, i santi Pietro e Paolo, la cui festività cade il 29 giugno, che, come, il Natale e l’Assunzione (ovvero, Ferragosto), è indicata in un accordo con la Santa Sede.

Calendario alla mano, festeggeremo la “liberazione” il 29 aprile, la festa dei lavoratori il 6 maggio e quella della repubblica il 3 giugno, posticipata di un solo giorno. Sono feste che personalmente avrei abolito anche senza manovre finanziarie ma tant’è …

Ora i più giovani sgraneranno gli occhi: quand’ero studentessa si festeggiava anche l’11 febbraio, data significativa in quanto ricorre l’anniversario dell’apparizione di Nostra Signora di Lourdes, in ricordo della Conciliazione, ovvero la firma dei cosiddetti Patti lateranensi (1929), tra papa Pio XI e Mussolini, con cui si concludeva l’annosa Questione Romana, sorta all’indomani della breccia di Porta Pia (20 settembre 1870). Non solo: c’era anche un’altra festa laica, 1l 4 novembre, che ricordava l’anniversario della vittoria nella Prima Guerra Mondiale e in cui si celebrava anche la festa delle Forze Armate.

Ma nemmeno le feste religiose, in passato, erano considerate intoccabili: per un periodo, credo negli anni ’80, le vacanze natalizie duravano di meno: si ritornava sui banchi di scuola il 2 gennaio in quanto la festa dell’Epifania era stata spostata alla domenica successiva. L’esperimento durò poco per le proteste degli studenti e delle famiglie. Noi docenti ci siamo sempre distinti per lo spirito di adattamento.

Ora, il problema non è festeggiare o meno un evento del passato. Quello vero è che, spostando la data, la festa perde ogni significato. Che senso ha festeggiare il 25 aprile al 29, il 1° maggio al 6 e il 2 giugno al 3? E poi io avrei una domanda per il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini: come la mettiamo con il calendario scolastico già fissato, sia a livello nazionale sia regionale?

LEGGI ANCHE L’ARTICOLO CORRELATO: LA MANOVRA DI FERRAGOSTO E LA SCUOLA: I PENSIONAMENTI SLITTANO DI UN ANNO

AGGIORNAMENTO DEL POST, 16 AGOSTO 2011

Scusate, dicono che il 2 giugno forse rimane dov’è (visto che cade di sabato e disturba poco) e che le altre feste potrebbero essere anticipate: il 25 aprile al 23 e il 1. maggio al 30 aprile (LINK). A parte il fatto che a casa mia mi hanno insegnato che le feste si posticipano e non si anticipano (per questioni di superstizione, credo), ma anche fosse, che differenza fa? M’immagino già un bel ponte di fine aprile! 🙂

NUOVO ARTICOLO CORRELATO: 2 GIUGNO: PARATA SI’ PARATA NO … EPPURE NEL 1976

22 pensieri riguardo “LE FESTE DEL 2012: 29 APRILE, 6 MAGGIO E 3 GIUGNO

  1. Hai ragione. L’insensatezza sta proprio nel fatto che la festa viene snaturata se la si festeggia in un giorno scelto a caso, senza nessun legame la data “reale”. Boh, a questo punto tanto valeva abolirle completamente…

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  2. @ Scrutatrice

    Secondo le ultime notizie, sentite al telegiornale, le feste potrebbero essere spostate o al lunedì o al venerdì, per evitare i ponti, dicono. Ma secondo me ha ancora meno senso. A parte il fatto che i “ponti” sollevano l’economia (anche se con i chiari di luna che ci attendono non so quanti potranno andare in giro), in ogni caso andremmo al lavoro durante i giorni che abbiamo sempre considerati festivi. Tanto vale, effettivamente, abolire queste feste.

    Piccolo particolare “familiare”: mio figlio è nato il 25 aprile ed è arrabbiatissimo.

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  3. @ Scrutatrice

    Onestamente non vedo quale sia il problema: quasi tutti devono andare a scuola o al lavoro il giorno del compleanno (a meno che non cada di domenica). Cosa cambia?
    Fra poco il governo ci dirà che dobbiamo tutti rimandare i festeggiamenti del compleanno la domenica successiva. 😦

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  4. Sì, lo so e lo capisco. Personalmente conosco persone nate il giorno di Natale o il Primo dell’Anno molto scontente, anche perché ci rimettono un regalo. Per non parlare di quelli nati il 14 febbraio …
    Lui almeno non ha di questi problemi. 🙂

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  5. E’ crisi, la Casta taglia le pensioni degli italiani, ma non tocca le proprie.

    Per i parlamentari il diritto al vitalizio scatta dopo soli cinque anni di mandato. Con contributi molto bassi. E con compensi incassati anche prima dei 50 anni. Così 2.307 tra ex deputati ed ex senatori si mettono in tasca ogni mese fino a settemila euro netti, un costo annuale per gli italiani pari a circa 200 milioni di euro.

    Firma anche tu e fai firmare perchè fin da subito il servizio reso al Paese valga come un normale anno di lavoro, ed anche i parlamentari ricevano la pensione come tutti gli italiani una volta raggiunti i requisiti che loro impongono a noi.

    Petizione online: LINK

    Un anziano, un giovane lavoratore ed ora purtroppo anche molte famiglie, non ce la fanno ad arrivare a fine mese e loro continuano a pesare in questo modo sulle nostre tasche. Chiedono sacrifici ma non sono disposti a farli!

    Una ingiustizia che deve finire, subito!

    Se hai qualche dubbio te lo toglierai sicuramente leggendo i dati in questa inchiesta.

    Via dunque fin da subito tutti i vitalizi, anche quelli già in corso, a meno che il parlamentare non abbia l’età per andare in pensione come un normale lavoratore.

    Io ho firmato, firma anche tu

    Marta Sartorini

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  6. @ Maria Sartorini

    Io qui evito di fare politica e accolgo questo Suo appello per quello che esprime: la volontà di “salvare” lo Stato non infierendo sui dipendenti pubblici (io lo sono) che hanno stipendi assai modesti né contro quelli che vorrebbero andare in pensione e si trovano costretti a rimanere al proprio posto per un anno ancora. Sembra giusto che i tagli comincino dai politici, se non altro per dare il buon esempio.

    Grazie.

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  7. Come si fa ad aumentare il pil se non c’è lavoro ? Le aziende saranno costrette a pagare queste giornate doppie perchè noi dobbiamo lavorare…..che senso ha ?

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  8. sono un dipendente pubblico il cui stipendio si aggira intorno ai 1.500,00 euro circa che tolte delle spese di luce, gas, telefono, carburante e assicurazione per l’auto con cui vado a lavorare, il mutuo da pagare, le tasse universitarie nonchè le spese per l’alloggio e il vitto di mia figlia che studia a torino, delle spese scolastiche delle altre 2 mie figlie, e tanto altro ancora, si riduce a “niente” ed i signori politici ci chiedono di fare ulteriori sacrifici? che fare? Non oso immaginare chi ha lo stipendio al di sotto del mio, mentre immagino i nostri politici che hanno stipendi e privilegi da far accapponar la pelle. E’ una Vergogna.

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  9. @ Corrado

    Purtoppo sei in buona compagnia. Siamo in molti sulla stessa barca e ci tocca remare, in un modo o nell’altro.

    Tutti quelli che fanno appello ai sacrifici non sanno nemmeno il significato della parola. 😦

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  10. Ma siamo o no nell’era digitale! e allora perchè una volta per tutte non si elimina il danaro contante…
    Sarebbe automaticamente eliminata l’evasione fiscale in quanto tutto diverrebbe tracciabile e nessuno si potrà più nascondere dietro un dito.
    Il giorno in cui questo avverrà proclamare un giorno di festa nazionale.

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  11. Personalmente abolirei il natale, la pasqua e tutte le feste religiose (che senso ha festeggiare i santi, che me ne frega….) mentre lascerei il 25 aprile e il primo maggio…..

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  12. @ mario biserni

    Be’, io potrei dire “che me ne frega del 25 aprile (compleanno di mio figlio a parte!) e del 1 maggio … ma non sono abituata a considerare validi esclusivamente i miei parametri.

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