L’ALTRA ME


I lettori più assidui se ne sono già accorti ma a qualcuno certamente sarà sfuggito che, esattamente un mese fa, ho aperto un altro blog.: laprofonline.

Nel post di Benvenuto, sulla homepage, spiego in poche parole quali sono gli obiettivi che mi prefiggo con questa nuova “fatica” (sempre piacevole, comunque). Ora vorrei approfondire il discorso in un modo un po’ originale: un’intervista tra “me” (Marisa) e “l’altra me” (la prof), anticipando, in un certo senso, qualche domanda che certamente alcuni lettori si saranno posti.

Marisa: Un altro blog? Ma non te ne bastava uno?
La prof: Be’, dipende. Se vogliamo prendere in considerazione il tempo che richiede la gestione di un blog, allora sì, effettivamente me ne poteva bastare uno. Ma credo che con un po’ di organizzazione si possa arrivare a gestire due blog nello stesso tempo e senza stress. Non è mica un lavoro, in fondo.

Marisa: Certo che no. Forse per questo hai atteso l’estate …
La prof: Effettivamente questo è il periodo migliore perché sono più libera. È una decisione che ho preso quasi di getto, anche se era da un po’ che ci pensavo.

Marisa: Pensavi ad un altro blog? Ma che cos’avrà di speciale?
La prof: Mah, non so se avrà qualcosa di speciale. Ho semplicemente sentito l’esigenza di avere un altro spazio in cui dedicarmi esclusivamente alla scuola. Il blog principale (che poi sarebbe il tuo, eheheh 🙂 ), è nato quasi tre anni fa per un’esigenza “professionale”: come ho spiegato più volte in altri post, doveva essere un “luogo” in cui condividere con i miei studenti dei materiali di lavoro. Poi, però, nonostante abbia dedicato ampio spazio alla scuola, è diventato un contenitore di un po’ di tutto: pensieri, riflessioni sul mondo contemporaneo, non solo quello della scuola e degli adolescenti, cronaca, curiosità, pagine di diario … insomma, mi è sembrato che non ci fosse più ordine e che in un tal marasma per i miei allievi sarebbe stato difficile trovare ciò che può essere utile per loro.

Marisa: Ok, ma i tuoi allievi ora saranno in vacanza …
La prof: Certamente. Ma per organizzare questo nuovo blog ci vuole tempo ed io questo tempo ce l’ho adesso. Quando riprenderà la scuola, a settembre, ci sarà un bel po’ di materiale già pronto e non dovrò pensarci a lezioni già iniziate.

Marisa: Ma nel post di Benvenuto ho letto che, oltre a curare le pagine (immagino che queste siano più “tecniche” e indirizzate perlopiù agli studenti), pubblicherai comunque dei post che hanno attinenza con il mondo della scuola. Anzi, vedo che l’hai già fatto … A scuola iniziata, avrai il tempo anche per questo “lavoro”?
La prof: Come ho già detto, è tutta questione di organizzazione. E poi, piano piano, smetterò di pubblicare qui gli articoli sulla scuola (almeno quelli “di servizio”), quindi è come se dividessi il “lavoro” sui due blog: per fare un esempio, invece di pubblicare dieci articoli su un blog solo, ne pubblicherò cinque su uno e cinque sull’altro, o comunque lo stesso numero in percentuali differenti. Il problema è che, almeno per ora, non riesco a “svezzare” il vecchio blog, quindi continuo a scrivere anche qui qualcosa sulla scuola, anche perché ci sono dei discorsi iniziati qui e che non mi sembra giusto lasciare in sospeso. Ogni tanto sono davvero indecisa: scrivo e poi mi chiedo “E questo, dove lo pubblico?”. Quando non riesco a decidermi, pubblico il post intero da una parte e dall’altra lo ripubblico parzialmente e rimando all’altro blog con il link. Insomma, un po’ complicata questa cosa …

Marisa: Ma il primo blog (che poi sarebbe il mio eheheh 🙂 ) è già ben avviato, ha un mucchio di lettori e si sa che anche i motori di ricerca mettono in evidenza i post pubblicati nei blog più frequentati. Non temi di perdere lettori qui e di non riuscire ad averne così tanti dall’altra parte?
La prof: Io non temo nulla, tantomeno di perdere lettori. Anche in questo caso, il discorso è quello che facevo prima: quelli che sono interessati al mondo della scuola potranno seguirmi dall’altra parte (per questo ho inserito l’RSS sulle due homepage), gli altri potranno continuare a leggermi qui. Dei motori di ricerca non mi preoccupo …

Marisa: Credo, però, che a tutti faccia piacere avere un blog di successo …
La prof: Cosa significa un “blog di successo”? Il successo dipende dal numero delle visualizzazioni? Se è così, pur avendone collezionate molte sul blog primario (quindi il merito è tutto tuo! 😉 ), ci sono altri colleghi blogger che sono seguiti ogni giorno dai lettori che leggono me in un mese o anche in sei mesi! Il successo, secondo me, è un fatto personale, a prescindere dalle statistiche. Se ritieni che un blog di successo sia quello più seguito, non sono d’accordo. Per me lo è quello che dà soddisfazione a chi lo amministra, per ciò che scrive, per il modo in cui scrive e comunica con gli altri.

Marisa: Ahi, ahi ahi, ti è sfuggito quel “colleghi blogger” che mi pare in contraddizione con ciò che hai scritto nel post sul cartellone preparato dai tuoi allievi di quinta
La prof: Quello era un tuo post, o no?

Marisa: Ok, touchée. Allora tu ti ritieni una blogger
La prof: L’hanno detto i tuoi studenti – ex, oramai – che poi sono anche i miei …. 😉

Marisa: Bene. Allora, abbiamo appurato che sei una blogger (io ci sto ancora pensando, eh!) e che, sempre leggendo il post di Benvenuto sulla tua homepage, hai addirittura l’ambizione di supportare gli studenti nello studio, informare le famiglie e gli studenti stessi sul mondo della scuola e instaurare un confronto con i colleghi docenti.
La prof: Ambizione? Oh, detta così, sembra così un brutto intento … No, diciamo che tra gli obiettivi che mi prefiggo ci sono anche quelli. Però, metto subito in chiaro una cosa: sto preparando dei materiali di supporto per gli studenti (specialmente di Latino), ma non pubblicherò mai le traduzioni delle “versioni”!

Marisa: Già, avresti una bella concorrenza!
La prof: Non è questione di concorrenza. So bene quali sono i siti più gettonati dagli studenti, diciamo così, pigri. Ho intenzione di offrire delle opportunità per ripassare determinati argomenti, per migliorare il metodo di studio, per informare e guidare i giovani che vogliono imparare e migliorare. Il mio intento è, prima di tutto, supportare i miei studenti, quelli di oggi e quelli di domani (sempre che ci riesca!), e poi tutti quelli che per caso arriveranno al mio blog in cerca di aiuto. Ma non mi propongo come l’esecutrice dei loro compiti!

Marisa: Giustissimo. Un’ultima domanda: dopo un mese, l’affluenza com’è?
La prof: Arridaje! Comunque, per il momento ho ottenuto circa la metà delle visualizzazioni che tu hai, in media, in un giorno. Contenta?

Marisa: E be’, sì. Un minimo di soddisfazione .. comincio a sentirmi un po’ blogger anch’io. 😉

[L’immagine è tratta da questo sito … e io non sono così figa! :(]

19 pensieri riguardo “L’ALTRA ME

  1. Uffa, ma perchè tutte le professoresse non sono informatizzate come te? 😦
    Trovo utilissima l’idea di aprire un blog per aiutare gli studenti e per instaurare un migliore rapporto con le famiglie…magari molti insegnanti facessero come te! Sarebbe anche un modo di conoscerci meglio l’un l’altro! 😉

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  2. ahahahah! Marisa, di la verità, più ti addentravi nella intervista, più ti sentivi davvero sdoppiata! mi è piaciuta molto!!!
    e non posso che approvare il proggetto dal momento che anche io mi sono sdoppiata su due fronti: blog e blog di cucina (anzi tre se consideriamo il blog di ricette light!)
    In bocca al lupo allora!
    sciau

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  3. @ Scrutatrice

    Grazie per l’apprezzamento. Comunque, sono tante le prof informatizzate solo che non sono capitate a te. 😦
    Dicono che in Italia le nuove tecnologie non sono sfruttate per la didattica. Che bugiardi! 🙂

    @ Cle

    Ah già, dimenticavo che anche tu hai l’altra te … però il blog di ricette light mi era sfuggito. Mi posti il link, per piacere?
    Sono contenta che l’intervista ti sia piaciuta.

    Grazie mille. Un abbraccio e … crepi il lupo! 😉

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  4. @ Scrutatirce

    Ma in effetti ho l’impressione che in provincia gli insegnanti siano più intraprendenti. Spero non si offendano i colleghi romani ma per due anni ho avuto un allievo di Roma che diceva che le scuole lì sono ancora ferme a Giurassico. Però penso scherzasse. 🙂

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  5. Sei sicuramente una prof. fuori dal comune, almeno rispetto a quelle che conosco io…in senso molto positivo intendo, ma la domanda che mi preme farti è questa: ma come fai a tenere questi 2 blog? Intendo quanto tempo ci dedichi? Dormi la notte? Considerato poi che scrivi post molto curati ed approfonditi e non ti limiti a mettere spesso cose scritte da altri o trovate su youtube (come il sottoscritto)… E non trascuri la casa, il marito ed i figli? Quante domande, sono proprio un ficcanaso..:) Un abbraccio e complimenti, ciaoooo

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  6. @ Raffaele

    Alle tue domande ho in pratica già risposto nell’ “intervista”. Effettivamente so che può apparire strano che io riesca a fare tante cose ma fin da ragazza mi sono abituata ad organizzarmi. I miei genitori, caso unico, mi pregavano di fermarmi … fra danza (e poi aerobica), lezioni di inlgese e di chitarra, impegni scolastici al liceo classico, amici, moroso ecc. dovevo per forza organizzarmi. E poi, dopo il matrimonio, ho preparato due concorsi quasi simultaneamente (vinti tutti e due) facendo 120 km al giorno per andare a scuola, senza contare che avevo il lavoro da svolgere a casa (correzione compiti ecc.). Ma non è finita: quando sono nati i bambini, non avendo nessun parente qui e non potendo permettermi una baby sitter a tempo pieno, ho dovuto per forza organizzarmi, dormendo poco la notte (mio figlio “piccolo” si svegliava tutte le notti 7-8 volte e ha continuato fino a tre anni 😦 ) e ancora adesso non riesco a dormire più di cinque ore.

    Ti basta? Posso anche continuare … per esempio, la terza abilitazione e il perfezionamento all’università li ho preparati con i bambini ancora piccoli, sempre avendo gli impegni di lavoro da onorare e nessun aiuto in casa. E poi … basta, basta! Però con l’età mi rendo conto che riesco ad organizzarmi un po’ meno (ma per fortuna i figli sono grandi e il marito poco esigente! 🙂 ) e talvolta penso che le 24 h sono troppo poche, ne vorrei di più.

    Quanto al secondo blog, per ora sono in vacanza e mi ci posso dedicare con tutta calma. Poi vedremo.

    Un ficcanaso? No, affatto. Mi ha fatto piacere risponderti. Anche perché so che non sei come un lettore (non abituale, per fortuna) che un paio di anni fa in un commento (che non ho pubblicato perché contenente offese personali da denuncia penale), stupendosi del fatto che io abbia ujn blog aggiornato e che tratti tanti argomenti, fece due ipotesi: !) o hai chi scrive per te 2) o non hai un ca**o da fare tutto il giorno e rubi i soldi allo Stato.

    Sulla prima ipotesi ci sto pensando. 😉

    Ciao.

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  7. Marisa, sei un mostro !!! (in senso buono e positivo) :)))
    Ti invidio e ti ammiro, io quando torno a casa dopo 10 ore di lavoro a malapena riesco a buttarmi sotto la doccia. Difatti il mio blog sopravvive in modo penoso, difatti un giorno si e l’altro pure penso di chiudere baracca e burattini e dedicarmi ad altro…
    Un abbraccio e continua così che sei grande.
    Ciao

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  8. Marisa ti accontento subito
    il nome è caratteristico
    menopanza.wordpress.com

    in realtà sto pensando di chiuderlo visto che non sto molto dietro al gruppo di dieta per cui misi su quel blog (che nacque prima di Ma che bontà, ma che ha fatto solo il 10% delle visite :O ) però… diciamo che assolve anche lui la sua piccola funzione informativa per quelle quattro gatte che ci arrivano!

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  9. @ Marisa

    Magari un fondo di verità c’era nelle parole del tuo studente…
    Della sua stessa opinione erano alcuni professori settentrionali che quest’anno sono stati nel mio istituto e che si lamentavano della qualità delle scuole del centro-sud, della loro carenza di “tecnologie” (dicevano che nel Nord Italia ogni classe aveva un suo computer ed era fornita di lavagne magnetiche, lavagne luminose…mentre da noi per trovare una lavagna luminosa bisogna avvertire giorni prima per dare inizio ad un sopralluogo della scuola…).
    Insomma, da quanto raccontavano, sembrava che le scuole di Roma facessero parte del Terzo Mondo!

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  10. @ Raffaele

    Le tue parole mi lusingano e un po’ m’imbarazzano! 😳

    Grazie. Anche tu sei una persona speciale. 🙂

    @ Cle

    Ho dato una sbirciata e me gusta mucho! 😉

    @ Scrutatrice

    Noi non abbiamo un computer per classe, magari! Abbiamo tre aule multimediali più due laboratori linguistici ma, essendoci più o meno 1300 allievi, puoi immaginare come anche qui si scannino. Il mio allievo romano era rimasto impressionato in particolare dall’utilizzo del badge per entrare. Che poi, al di là del fatto che qualcuno ha criticato l’iniziativa perché sembra di entrare in fabbrica, è solo una piccola parte di un immenso software che, tra le altre cose, dà la possibilità di sapere in tempo reale chi è in classe e chi è assente. Sai quanti genitori alle 8 e 30 telefonano in segreteria per sapere se il figlio è a scuola … 😦

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  11. @ Marisa

    La prof in questione viene da Verona e si vantava moltissimo di questa possibilità di cui godevano le scuole settentrionali (o almeno”da lei a Verona”…).
    Il sistema dei badge viene adottato anche in alcune scuole di qui e, come ogni cosa, c’è chi lo ritiene utile e chi, invece, ne è contrario.
    Io penso che non ci sia niente di male e che, dal punto di vista pratico, sia molto utile: permette di facilitare anche il conteggio di ritardi, uscite anticipate…

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  12. 😀
    WOW
    grazie mille per il riscontro positivo!
    va bene lo lascio in piedi 😉
    anzi mi impegno per inventarmi qualche ricettuzza nuova ultimamente sto un po’ fuori dalle righe!
    A presto!

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  13. @ Cle

    Concordo con Raffaele. E poi il tuo non è mica un sito giornalistico, lo puoi aggiornare quando vuoi. Le ricette non diventano mai “vecchie”. 😉

    @ icittadiniprimaditutto

    In che senso, scusa?

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  14. Nel senso che io le invio il logo della testata del mio blog, ovviamente se è d’accordo (e se mi manda la sua mail), e lei lo inserisce come banner/link nel suo blog e io faccio altrettanto, cioè inserisco il suo logo con la funzione di banner/link nel mio blog.
    Il mio indirizzo e-mail è il seguente: piercarlolava@gmail.com

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