3 agosto 2011

BURQA FUORILEGGE: APPROVATO IL PROVVEDIMENTO CHE NE PROPONE IL DIVIETO

Posted in donne, Legge, politica, religione tagged , , , , , , , , , a 4:22 pm di marisamoles

A lungo si è discusso sull’utilizzo del burqa da parte delle donne islamiche che vivono in Italia. In altri Paesi, come ad esempio la Francia, una legge che vieta il burqa in pubblico c’è già. In Italia, a tutt’oggi, è in vigore una Legge, la n. 152 del 22 maggio 1975 (in materia di Tutela ordine pubblico), il cui articolo 5 recita:

È vietato l’uso di caschi protettivi, o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo. È in ogni caso vietato l’uso predetto in occasione di manifestazioni che si svolgano in luogo pubblico o aperto al pubblico, tranne quelle di carattere sportivo che tale uso comportino.
Il contravventore è punito con l’arresto da uno a due anni e con l’ammenda da 1.000 a 2.000 euro.
Per la contravvenzione di cui al presente articolo è facoltativo l’arresto in flagranza.

Ma fino ad oggi le donne islamiche hanno potuto indossare il burqa o altri copricapi che nascondono in parte o tutto il volto perché le credenze religiose sono considerate un giustificato motivo. Rimane il fatto che, specialmente in tempi in cui l’ombra del terrorismo si fa inquietante, una legge che ponga il veto sull’utilizzo del burqa sembra urgente.

La Commissione Affari Costituzionali della Camera ha, quindi, approvato il provvedimento che propone il divieto, da parte delle donne islamiche, di indossare burqa e niqab e a settembre il ddl sarà esaminato in Parlamento.
La relatrice Souad Sbai del Pdl ha definito questa proposta di legge Un provvedimento necessario per raggiungere quanto prima un livello di civiltà e libertà che adesso manca per molte donne, segregate e totalmente senza diritti. Questa legge è per loro e vuole allo stesso tempo rappresentare un messaggio per tutti coloro che le vorrebbero sottomesse per la vita intera”.

Nel caso in cui il provvedimento passasse, le multe sarebbero salatissime: fino a 30mila euro di ammenda, che possono in alcuni casi anche trasformarsi in 12 mesi di reclusione per chi costringesse terze persone ad nascondere il proprio volto.

Contario a questa legge il Pd. Ritiene, infatti, questa proposta contraria alla libertà che le donne hanno di scegliere se coprirsi il volto o meno. Ma chi sostiene invece il provvedimento è convinto che le islamiche con il burqa (poche, tuttavia, in Italia) siano costrette ad indossarlo, altro che libera scelta.

Ne è convinta anche Mara Carfagna, ministro delle Pari Opportunità: Il velo integrale non è mai una libera scelta delle donne, ma un segno di oppressione culturale o fisica: vietarlo nei luoghi pubblici vuol dire restituire la libertà alle donne immigrate, aiutarle ad uscire dai ghetti culturali nei quali tentano di rinchiuderle e, quindi, lavorare per la loro integrazione.

Anche un uomo, un giornalista ex musulmano ed ora cristiano, Magdi Cristiano Allam, approva questa proposta di legge ed è convinto che solo le donne di sinistra difendano il burqua. Lo indossino pure loro, è il suo invito.

A DIFENDERE IL BURQA RESTA SOLO LA SINISTRA

La messa al bando della “gabbia di stoffa” che imprigiona il corpo della donna è in perfetta sintonia con la nostra concezione dei diritti fondamentali della persona

È una vittoria delle donne e una sconfitta del multiculturalismo. L’affermazione del valore non negoziabile della dignità della persona e la rinuncia all’ideologia che ci priva della certezza di chi siamo, imponendoci di azzerare la nostra civiltà per mettere sullo stesso piano tutte le religioni, le culture, i valori e le identità.

Il voto favorevole alla Commissione Affari Costituzionali della Camera alla messa al bando della «gabbia di stoffa» che avvolge imprigionando il corpo della donna dalla testa ai piedi, denominato burqa in Afghanistan e niqab in Medio Oriente, è in perfetta sintonia con la nostra concezione dei diritti fondamentali della persona, tra cui primeggia la pari dignità tra uomo e donna. Al pari della fede nella sacralità della vita e del rispetto della libertà di scelta, è un valore non negoziabile alla base della civiltà laica e liberale dell’Europa che si rifà, piaccia o meno, alle nostre radici giudaico-cristiane.
Sia che si parta da un percorso laico sia che si sia sorretti dalla fede cristiana, non possiamo che trovarci d’accordo sulla denuncia di una flagrante violazione della dignità della donna.

Se, oltretutto, sono gli stessi islamici che ci dicono che questa «gabbia di stoffa» non ha un fondamento coranico né è stata istituita da Maometto, come possono i nostri politici di sinistra arrivare ad essere più islamici degli islamici, difendendo il burqa nel nome della sottomissione all’ideologia del multiculturalismo? Ancor più scandaloso è il fatto che ci siano delle donne di sinistra che difendono un presunto diritto delle donne islamiche a vestirsi come pare loro. Per coerenza, in segno di solidarietà, queste onorevoli ideologizzate e femministe «à la carte» se lo indossino loro il burqa! Noi continueremo a batterci per la dignità di tutte le donne, a prescindere dalla loro fede, etnia e cultura.

ARTICOLO FIRMATO DA MAGDI CRISTIANO ALLAM, PUBBLICATO SU IL GIORNALE.IT

[fonti (oltre a quella già citata): mondonews24.com e quotidiano.net]

LEGGI ANCHE L’ARTICOLO CORRELATO: Mamma in burqa spaventa i bambini di un asilo a Latina. Ed è subito polemica

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6 commenti »

  1. Mi va benissimo se non si vedranno persone (che potrebbero anche essere uomini) per la strada in burqa. Mi limiterei a proibirlo unicamente per ragioni di ordine pubblico. Condannerei chi obbliga qualcun altro a indossarlo.
    Nella eventuale legge lascerei da parte le motivazioni della dignità. La salvaguardia della dignità del cittadino che “esiste” in Italia dovrebbe già far parte della Costituzione… e dovrebbe essere “sempre” applicata.

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  2. marisamoles said,

    @ quarchedundepegi

    Concordo. L’ultima osservazione, poi, è quanto mai condivisibile.

    P.S. Che mattiniero! Oppure vai a letto moooolto tardi. 😉

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  3. …qualche rara volta mi sveglio in piena notte e… la cosa migliore è svegliarsi bene e poi… riprendere il sonno.
    In questo momento sono in Liguria; sabato si torna a Lugano. E tu? Vai in ferie?

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  4. marisamoles said,

    @ quarchedundepegi

    Io non riuscirei a riprendere sonno …

    Ferie? Hai toccato un tasto dolente. 😦 A parte il fatto che io non pianifico mai nulla e prendo decisioni sul momento, quest’anno temo proprio di rimanere a casa. In ogni caso, ho imparato a godermi le ferie anche rimanendo entro le quattro mura domestiche … per il momento, però, sto lavorando sodo per mettere a posto i chili, anzi, quintali di carta che ho accumulato fra copie di esercizi, copie di verifiche, materiali scolastici vari e poi ci sono anche le copie delle copie ma pure le copie delle copie delle copie … insomma, sto facendo un bel ripulisti. Il fatto è che non vedo una fine … va be’ che ho tutto agosto davanti, ma non vorrei passarlo interamente a mettere a posto le carte.

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  5. frz40 said,

    Come sai, son contrario a burqa e niqab per un motivo ancor più semplice: il mio diritto di vedere in faccia chi sta vedendo la mia faccia.

    Se vuoi puoi aggiungerci, come dice quarc, i motivi di ordine pubblico ma non mi aventurerei nel campo dei diritti delle donne. Tra quelle che lo indossano ci sono certamente quelle che lo fanno con piacere.

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  6. […] La proposta di legge, approvata dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera, che prevede il divieto per le donne musulmane di indossare il burqa o il niqab fa ancora discutere. (ne ho già parlato QUI) […]

    Mi piace


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