11 luglio 2011

UCRAINA: PROTESTANO NUDE CONTRO LA RIFORMA DELLE PENSIONI. E QUI?

Posted in donne, Satyricon tagged , , a 3:51 pm di marisamoles


Le donne ucraine protestano nude contro la riforma delle pensioni che innalza l’età delle donne a 60 anni e quella degli uomini a 62. Ma come? Va be’ che l’Ucraina non fa parte della UE (l’obiettivo è di farla entrare nel 2017), ma qui da noi le donne non si sono denudate eppure ci mandano in pensione a 65 anni! Potevano pensarci quelle di “Se non ora quando?” … almeno avrebbero avuto una buona occasione per protestare e per … mettersi a nudo.

Ma, scusate, nella foto in alto non vi pare che il poliziotto stia approfittando dell’occasione per palpeggiare un po’? Qui da noi sarebbe scoppiato un putiferio!

Allora non è vero che tutto il mondo è paese … 🙄

[foto da Il Giornale]

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7 commenti »

  1. GiulioL said,

    Quelle che protestano in Ucraina nude sono le “femen”. E’ un gruppo femminista che da anni protesta in questo modo.
    Per quanto riguarda “se non ora quando” ricorderei che la loro protesta e’ contro il berlusconismo (e quindi anche l’autore dell’innalzamento delle pensioni) . Un articolo che ne parla delle femen
    Sono giovani, belle e molto arrabbiate. Ce l’hanno, dicono, con gli uomini, soprattutto quelli che vengono in Ucraina con in mente solo il sesso, in cerca di avventure con il portafoglio carico di euro o dollari, dall’Europa o dagli Stati Uniti. Per queste donne “l’Ucraina non è un bordello”, “il sesso non è in vendita” e “la bellezza salverà il mondo”: si chiamano Femen e ormai da qualche tempo sono più che una nota di colore nelle cronache locali, in particolare da quando hanno iniziato a buttarla in politica, puntando ad arrivare in parlamento con le prossime elezioni legislative del 2012.

    Il gruppo di attiviste ucraine, femministe un pò sui generis, ha preso di mira recentemente anche il primo ministro Mykola Azarov, colpevole secondo loro di essere maschilista nelle sue scelte, visto che il nuovo governo messo in piedi un paio di mesi fa è formato solo da uomini.

    Il premier, anche per dare un’altra stoccata al suo predecessore Yulia Tymoshenko finita all’opposizione, ha detto inoltre che la politica non è “cosa da donne”. Azarov è stato anche ben sostenuto dal presidente Victor Yanukovich, che ha rincarato la dose sostenendo che il gentil sesso deve stare in cucina e non occuparsi di cose pubbliche. Immediata la protesta di Femen e della loro leader Anna Hutsol, che in una lettera aperta ai due signori ne ha chiesto in sostanza le dimissioni, dicendo che in un Paese civilizzato certe dichiarazioni simbolo di una società arcaica non sarebbero state senza conseguenze.

    Naturalmente Azarov e Yanukovich sono ancora oggi al loro posto e le combattive signorine di Femen non perdono occasione per far parlare di sé con azioni di protesta che naturalmente mettono in primo piano importanti questioni (la diffusione della prostituzione e il turismo del sesso) e i loro fisici prorompenti. Anna e le sue compagne di lotta hanno l’abitudine di buttarsi mezze nude nelle fontane di Kiev, protestare nelle piazze in monokini, e talvolta si fanno bloccare dalla polizia che non senza qualche imbarazzo tenta di contenere tanto temperamento.

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  2. marisamoles said,

    @ Giulio L

    Grazie per le informazioni, molto gradite; io, comunque, volevo fare solo una battuta.

    Quanto alle proteste di queste femen stufe di quegli «uomini, soprattutto quelli che vengono in Ucraina con in mente solo il sesso, in cerca di avventure con il portafoglio carico di euro o dollari, dall’Europa o dagli Stati Uniti.» avrei qualcosa da dire. Non per difendere gli uomini ma mi sembra che alla fine l’obiettivo di molte sia quello di accalappiare qualche pollo, possibilmente ricco, e sistemarsi per il resto della vita. E’ success
    o ad un mio conoscente impreditore in Svizzera: viaggia spesso in Ucraina perché lì ha una filiale ( o aveva, non so se c’è ancora) della sua azienda. In uno di questi viaggi qualche anno fa ha incontrato una ragazza, abbastanza giovane, ricercatrice universitaria, quindi non proprio una del popolo. Finito il soggiorno, finita la storia …. o almeno lui ne era convinto. Ma un anno dopo la ragazza bussa alla sua porta con in braccio un bel “fagottino” di pochi mesi: suo figlio. Nemmeno una parola in tutti i mesi precedenti. Ma lui si assume le sue responsabilità (dopo il test del DNA, ovviamente), le propone una vita agiata in Svizzera ma lei rifiuta. Le basta che mantenga lei e il bambino e lui si vede costretto a fare avanti indietro tra Svizzera e Ucraina una volta al mese per veder crescere suo figlio, tra la’ltro l’unico maschio (dal precedente matrimonio ha due femmine) e l’unico che possa portare avanti il cognome .. sai, ci sono persone che tengono ancora al cognome.

    Questo è solo un esempio e non voglio assolutamente insinuare che tutte le ucraine siano così. Poi ci sono anche quelle un po’ in età che circuiscono i vecchietti e li costringono a fare testamento
    in loro favore oppure se li sposano … ma anche questa è un’altra storia.

    Ma veniamo in Italia. Io nelle varie proteste delle donne non ho mai sentito una sola parola contro la riforma delle pensioni. Ma sarò poco informata, evidentemente. E comunque, a te pare normale che si facciano delle propteste contro il berlusconismo? Che poi sono delle precise prese di posizione contro Berlusconi uomo e non contro il suo ruolo politico né tantomeno contro gli affari di governo. A me tutto questo non pare normale. Almeno queste femen sono folkloristiche. 🙂

    Infine, ho visto che è da molto tempo che non aggiorni il tuo blog: hai delle idee, sei informato su tutto … perché non riprendi?

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  3. GiulioL said,

    Per carità. Non credo che le ucraine sono tutte uguali. Non sono un esperto sinceramente. Conosco le femen perche ho alcune amiche femministe e me ne hanno parlato.Loro potrebbero spiegarti meglio di cosa parlano. Per quanto riguarda il blog in realtà io aggiorno un altro blog (che poi sono entrato in wordpress perche me l’ha chiesto un amico). Ci sono 300 articoli postati da me.Se ti va dacci un occhiata.
    ilmalpaese.
    Sul femminismo ho postato 3 articoli :

    suore e puttane
    femminismo la parola sconcia
    lo squallore maschilista del berlusconismo

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  4. GiulioL said,

    Qualche passaggio da ‘suore e puttane’ (che sembra anche una risposta alle tue domande):

    I più raffinati, per così dire, schierano donne a denigrare altre donne nel tentativo di scatenare quella che, se solo si scatenasse, chiamerebbero entusiasti una rissa da pollaio. Il sottotesto, il retropensiero divertito di chi manda in tv e mette in prima pagina le Santanchè da combattimento è il seguente: ecco, guardate, donne contro donne. Come se le donne non rispondessero alle categorie di ogni essere umano e non ce ne fossero di ladre e di oneste, di servili e di libere, di capaci e di inette. Gli argomenti più in voga, per denigrare chi crede che le donne siano capaci per prime di reagire al “sistema” piuttosto che adattarvisi, sono i seguenti: sono femministe, moraliste. Predicavano il libero amore ora si atteggiano a suore. Le brave ragazze contro le prostitute, le madri contro le puttane, il mondo diviso in Maria e Maddalena così come i libri sacri ci insegnano, come gli uomini in fondo desiderano. Le puttane per strada offendono il decoro urbano, in villa sono accompagnate dagli autisti.

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  5. GiulioL said,

    Torniamo al femminismo. Al giorno d’oggi, scrive Barbara (ah, siamo diventate amiche con la Grufferman. Fèisbuk è una mano santa!), molte donne arrabbiate e/o scontente non si definiscono femministe perché la parola non affascina, non è sexy, fa allontanare gli uomini, in questa epoca di ‘piacioneria’ a tutti i costi. Perché, per sopraggiunta, il femminismo è contro gli uomini, dice sempre la famosa opinione comune. Ma come si fa a far comprendere che non è contro gli uomini, bensì è una questione di crescita globale?

    Come si potrebbe chiamare quel movimento che:

    Vorrebbe urlare che le donne fanno i due terzi di tutta la fatica del mondo (in casa, fuori, per la famiglia, nei campi, gratis, costrette, schiavizzate…), mentre possiede solo l’un percento dei beni del mondo?
    Vorrebbe denunciare che le ragazze sono ancora vendute per obbligarle a prostituirsi o costrette a matrimoni combinati o prematuri?
    Vorrebbe raccontare che le donne (assieme ai loro piccoli figli) sono le prime e più numerose vittime in tempi di guerra, conflitto, povertà, fondamentalismo?
    Vorrebbe dire al mondo della piaga dei femminicidi in Italia?

    No, non si può chiamare femminismo, perché gli uomini – anche quelli occidentali – ne hanno paura e ne hanno paura anche quelle donne che hanno spesso conquistato il potere con le modalità maschili o – all’altro estremo – soggiacendo a sottomissioni indecenti, immorali ed indignitose per una donna.
    Il vero femminismo si fonda sui concetti di eguaglianza, tolleranza, compassione, tutta roba che scarseggia oggigiorno in giro

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  6. GiulioL said,

    Sul rapporto tra Berlusconi e le donne ti proporrei la traduzione di un articolo svedese. (sono solo alcuni passaggi quelli sotto)

    Federica Rossi Gasparrini diventò deputato parlamentare, e cercò quindi di far mantenere a Berlusconi le sue promesse alle casalinghe. Ad ogni incontro, Berlusconi non risparmiava battutacce. Inizialmente Federica sorrideva un po’ per essere educata, ma col tempo il suo ribrezzo cresceva, finché sentendosi ingannata chiese apertamente se al governo in realtà interessasse qualcosa delle casalinghe e delle loro richieste.
    “Certo che ci interessano le casalinghe”, rispose Berlusconi ridendo.
    “A patto che abbiano meno di 25 anni e portino la quarta”.

    La mia opinione è che la questione che riguarda Berlusconi e il genere femminile sia centrale per comprendere tanto questo bizzarro politico, quanto la società italiana odierna e il modo in cui lui l’ha plasmata. Oggi si usa spesso la condizione delle donne come metro di valutazione della democrazia e dello sviluppo di una società. Da questo punto di vista, l’Italia fa decisamente una pessima figura.
    Non è solo colpa di Berlusconi, d’altronde: il maschilismo ha radici profonde e numerosi estimatori in Italia. Questo non toglie che gli si possa rivolgere, a buon diritto, l’accusa di aver riproposto agli uomini italiani la concezione più retrograda della donna, elevandola a norma.

    Paradossalmente, i voti delle donne sono decisivi per i successi politici di Silvio Berlusconi, ma questo significa anche che le donne possono contribuire alla sua eventuale sconfitta. Un movimento femminile forte, intelligente e dinamico sarebbe probabilmente una delle poche forze nella società davvero in grado di far vacillare Berlusconi. La liberazione delle donne è un terreno totalmente sconosciuto al premier italiano.
    L’Italia è uno dei paesi europei con la più bassa rappresentanza femminile in parlamento. Sono donne solo il 21% circa dei membri della camera dei deputati ed il 18% al senato, di fronte a una media del 23% nell’UE e al 45% in Svezia. L’opposizione è più sensibile alle questioni delle pari opportunità rispetto ai partiti di governo e ha più donne tra i suoi deputati. Tuttavia, quando conta davvero, la rappresentanza e le richieste delle donne vengono messe facilmente da parte.

    La scarsa presenza femminile nei palazzi del potere è ovviamente una delle ragioni per cui l’Italia non ha mai sviluppato una politica per la famiglia degna di questo nome. L’Italia spende l’1,4% del PIL per bambini, anziani e altri servizi in favore della famiglia, contro il 3% della Svezia. Gli uomini politici italiani, enormemente privilegiati, non si sono mai posti problemi in proposito, dato che non hanno mai dovuto affrontarli personalmente. A casa loro, quelli erano e sono affari delle donne.

    Essere madre e lavoratrice è perciò ancora oggi problematico. Delle donne italiane in età lavorativa, solo il 46% aveva un impiego nel 2008, contro una media UE del 53%. Secondo la strategia decisa dai paesi dell’UE a Lisbona nel 2000, il 60% delle donne dovrà avere un lavoro fuori di casa a partire dal 2010. Quest’obiettivo è già stato raggiunto nell’Italia del nord, ma nel complesso il paese dista anni luce dalle peraltro timide ambizioni dell’UE.

    Mamme e figlie fanno la fila fuori dagli studi Mediaset quando si cercano nuove veline per i programmi. È uno spettacolo che per certi versi fa pensare a Cappuccetto Rosso e al Lupo, cosa di cui probabilmente tutte le parti in causa sono coscienti. Il fatto è che le speranze delle ragazze e delle madri rispondono ad un bisogno reale: per le giovani donne italiane, le possibilità di realizzarsi nella società italiana sono scarse. Se si ha la fortuna di essere carine e di avere le curve al posto giusto, sarebbe un vero peccato buttare via l’occasione di fare carriera in tivù.

    Se la mamma è la Madonna, la velina è la puttana moderna. Tutto molto semplificato, certo, ma questa è ancora la suddivisione fondamentale del genere femminile in Italia. Tutto ciò che vi è in mezzo rimane senza nome. Una donna che lavora non si può catalogare.

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  7. marisamoles said,

    @ Giulio L

    Ancora grazie per l’approfondimento. Tuttavia l’argomento “femminismo” non è mai rientrato nei miei interessi, né nell’età dell’adolescenza, quand’era molto sentito, né nella maturità.

    Quello che si dice sulle donne, poi, mi pare caratterizzato da luoghi comuni che lasciano il tempo che trovano.

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