RIECCO L’ESTATE E RIESPLODE LA POLEMICA SUI COMPITI PER LE VACANZE


Come ogni anno, puntuale arriva l’estate, iniziano le vacanze e si discute sull’utilità o meno dei famigerati compiti estivi.

“Compiti per le vacanze: sì o no?”. Con tale quesito è stato introdotto un servizio del TG1 andato in onda ieri nell’edizione serale (lo trovate a questo LINK). La questione è, come si è detto, annosa e parte, secondo il mio parere, da un presupposto sbagliato: i ragazzi italiani, secondo l’OCSE, hanno in media più compiti delle vacanze rispetto ai “colleghi” europei. Così esordisce il succitato servizio telegiornalistico.

Quello di cui non si tiene conto, però, è che gli studenti del Bel Paese hanno le vacanze più lunghe, ergo … i compiti sono necessari per non perdere il ritmo e rischiare di dimenticare tutto ciò che si è, talvolta molto faticosamente e con estremo sacrificio, appreso.

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GRAN BRETAGNA: LA LOTTERIA PER AVERE UN BAMBINO

Dopo la macchina per celebrare matrimoni self service (ne ho parlato QUI), ecco che dalla Gran Bretagna arriva un’altra trovata di cattivo gusto: la lotteria per avere un figlio.

Il nuovo gioco, la «IVF lottery», è stato inventato per venire incontro alle coppie che hanno problemi di fertilità, sempre numerose, a quanto pare. I biglietti, venti sterline l’uno, saranno disponibili online oppure nelle rivendite di giornali, i newsagent. All’inizio l’estrazione sarà mensile poi, a seconda del successo riscosso, potrà diventare bisettimanale.

Ma che cosa si vince effettivamente? Centrando il jackpot si otterrà il diritto a un pacchetto del valore di 25 mila sterline comprensivo di soggiorno in un hotel di lusso, di cure per la fertilità in una delle cliniche specializzate e convenzionate con «To Hatch» (l’Associazione britannica che aiuta le aspiranti mamme e gli aspiranti papà ad avere un figlio) e di autista per il tragitto dall’albergo al centro medico.

La lotteria, ovviamente, è aperta a tutti, compresi omosessuali, single e anziani, ma, nel caso di vincita, queste categorie dovranno “regalare” il premio alle coppie di loro conoscenza che desiderano avere un bambino. Immagino già che gli aspiranti genitori, magari un po’ sfortunati al gioco, arruoleranno parenti e amici più fortunati a cui, giustamente, rimborseranno il costo del biglietto.

La lotteria non ha ancora preso il via (partirà infatti il 30 luglio) ma l’iniziativa fa già discutere. Ci si chiede, infatti, se sia eticamente accettabile che la genitorialità venga affidata ad un gioco a premi. I responsabili della «To Hatch» spiegano che coi tagli imposti dall’austerità la sanità pubblica britannica non è più in grado di garantire il suo sostegno, la «IVF lottery» è dunque un modo di tenere viva la speranza di aspiranti mamme e papà che non hanno la possibilità economica di ricorrere alle cure private.

Sarò ripetitiva, ma anche in questo caso il mio commento è: che squallore!

[Fonte: Il Corriere]