2 giugno 2011

TRE AMICHE AL BAR

Posted in affari miei, amicizia, donne tagged , , , , , a 1:54 pm di marisamoles


Ieri, finalmente, mi sono concessa un pomeriggio di relax. Ho fatto un po’ di shopping (il vantaggio della clausura forzata causa correzione compiti, se non altro, ha il vantaggio di farmi risparmiare …) e ho incontrato un’amica che non vedevo da quattro-cinque mesi. Da ciò si può facilmente comprendere quanto poco tempo io abbia per le relazioni sociali.

Memore del fatto che la mia amica è perennemente in ritardo, le do appuntamento direttamente al bar. Stare in piedi in piazza, sotto gli occhi di tutti, ad aspettare mezz’ora, minimo, mi ha decisamente stufato. Del resto, se voglio coltivare, seppur saltuariamente, le amicizie e non perderle del tutto, devo arrivare a dei compromessi.

Io arrivo puntuale, come al solito (la lezione non riesco proprio ad impararla, è più forte di me: non sono capace di arrivare in ritardo) al bar scelto per l’incontro. Lei non c’è, ma rientra perfettamente nelle previsioni. Guardo il cielo: è nuvoloso, direi quasi nero. Si sente un brontolio lontano. Ora mi becco pure l’acquazzone, penso, ma decido di sedermi ugualmente all’esterno del bar. Almeno inganno il tempo fumando una sigaretta.

Si avvicina il cameriere – uno nuovo, altrimenti avrebbe intuito che stavo aspettando l’amica ritardataria, visto che andiamo sempre là a bere il caffè – e mi chiede: “Che ti porto?”. Lo guardo e, mentre sto per rispondere, mi chiedo come mai i camerieri e le commesse dei negozi mi diano sempre del tu. Va be’, ormai ci sono abituata. Brontolo tra me e me, ma in fondo quando mi danno del lei mi sento vecchia e quasi mi offendo.

“Aspetto la mia amica, grazie”, dico e lui si allontana. Non c’è molta gente ma dal tavolino vicino si sente provenire un chiacchierio che è impossibile ignorare. Io sono sempre discreta, intendiamoci, ma c’è gente che fa di tutto per costringere gli altri ad ascoltare. Aspiro una boccata, lascio andare il fumo per vedere se per caso si dirige da quella parte. No. Posso rimanere, quindi, in quella posizione. Se c’è una cosa che odio è fumare all’aperto e vedere con la coda dell’occhio i vicini che sventolano la mano per far andar via il fumo. Quindi, controllo sempre da che parte va.

Le mie vicine sono tre donne. Per tutto il tempo in cui, a malincuore, seguo la conversazione, non c’è alcuna occasione in cui si chiamano per nome, quindi le chiamerò: la mangiauomini, la ragazza madre e la divorzianda. Poi capirete perché.

Ad un certo punto la mangiauomini dice: “Domani, cazzo, devo lavorare anche se è festa”. “Ma ti pagano in nero?”, chiede la ragazzamadre. “Ovvio, ma devo arrotondare, ho una figlia da mantenere”. “Già, – interviene la ragazzamadre – gli uomini dei figli se ne fregano. Il padre di mia figlia non mi ha mai dato un euro e io ho dovuto pagare una commessa part time per i primi tre anni di vita della piccola”. Da ciò intuisco che questa ha un negozio. Non so però che attività svolga la mangiauomini, anche se ho capito che non se la passa bene.

“Gli uomini! Tutti stronzi!”, esclama la divorzianda. “Sai mica – continua rivolta alla mangiauomini- se c’è qualche viaggio low cost per donne presto single, così, giusto per accalappiare un uomo?”. Al che intuisco che la mangiauomini lavora per qualche agenzia turistica. “Ma sei matta! – risponde l’interpellata – Se vuoi venire con me a Santo Domingo … devo andare a controllare un villaggio. Ma non parlarmi di accalappiare uomini. Io quelli li uso e li getto. Fossi matta a cercare un uomo per conviverci.”

A quel punto, interviene la ragazzamadre: “Vero. Ma io ci sono cascata. Volevo una figlia e l’ho avuta. Del padre non me n’è mai fregato niente … però chissà come poi mi sono messa con uno stronzo …”. Le altre due la guardano con aria interrogativa. Penso che sappiano di chi stia parlando ma forse non lo considerano uno stronzo. “Massì, uno stronzo. Oggi, quei dieci minuti che ci vediamo per mangiare un boccone, mi ha rotto i coglioni perché diceva che, da seduta, mi si vedeva il culo e uno me lo stava guardando.” Le due amiche si guardano nuovamente e la mangiauomini fa: “Ma era vero?”. “Ovvio che no. Non vedi che ho ‘sto top che dietro ha ‘sta specie di coda .. ecco, forse quello stava guardando ‘sta coda e non capiva cos’era”. “Ah, gli uomini fanno i gelosi, ma cosa dovremmo dire noi? Il mio quasi ex marito non mi ha mai dato ‘sti problemi, almeno. Io, però, non posso insinuare nulla quando dice che va con gli amici …”, interviene la divorzianda. “Sì, gli amici! Gli uomini credono che siamo tutte sceme. – ribatte la mangiauomini – Fate come me: usare e gettare, altroché!”.

A questo punto osservo la mangiauomini: quarant’anni, più o meno, mora, occhi scuri, decisamente sovrappeso, piercing sul naso e su un canino … niente di che. Fossi in lei, penso, se un uomo si degnasse di venire a letto con me, me lo terrei stretto. Ma è evidente che non tutte la pensiamo allo stesso modo.

“Insomma – riprende la ragazzamadre – penso proprio che lo scaricherò. Mi viene una rabbia solo a pensare che ho lasciato perdere il padre di mia figlia che, però, da quando è padre in fondo non è male. Sempre meglio del mio attuale compagno”.

Attuale compagno, ripeto mentalmente. È come se io dicessi il mio attuale marito, oppure per ora sono ancora sposata. A tale precarietà non sono abituata, evidentemente. Ma la ragazza deve avere una trentina d’anni, non di più. Un’altra generazione. Mi sento più vicina alla divorzianda … come età, intendo.

“No, no – interviene la divorzianda – mai rimpiangere il passato. Guardiamo avanti. Io guardo avanti e vedo un bel fusto, trent’anni, non di più, davanti a me”. Non mi sento più tanto vicina alla divorzianda.
“Massì – riprende la mangiauomini – un trentenne a Santo Domingo lo trovi. Quattro scopate e via”. Rimango allibita, ma non solo io. “Mah, ti dirò, quella è la cosa che m’interessa meno – ribatte l’interpellata, quasi a voler prendere le distanze dall’amica e dal suo modo di vedere le cose – e poi a Santo Domingo mi sa che trovi solo uomini che cercano le ventenni dominicane, altro che. Non sarebbe meglio una crociera?”. Le altre due si scambiano un’occhiata. “Roba da vecchie – puntualizza la mangiauomini ed è come se pugnalasse direttamente al cuore l’amica, mentre la terza se la ride – comunque quando mi capita la crociera ti avverto”.

La chiacchierata sembra perdere vivacità. È arrivato il momento di riflettere. Poi la mangiauomini, a scoppio ritardato, si rivolge alla ragazza madre: “Senti, non fare cazzate. Non starai mica pensando a tornare insieme al padre di tua figlia? Io, il padre della mia non ricordo nemmeno che faccia abbia. Tu sei una scema, dovevi lasciarlo perdere, non permettergli di fare il padre, altroché. Inseminatore e basta”.

La mia amica sta arrivando trafelata. Si avvicina al tavolino dove sono seduta e: “Scusa il ritardo, non trovavo parcheggio!”, la solita scusa, non me la bevo più ma non faccio una piega. “Come va?”, mi chiede baciandomi.
Mezz’ora prima ero pronta a vomitarle addosso un po’ dei miei casini: gli ultimi compiti da correggere, le relazioni finali e i programmi da scrivere, le medie dei voti da preparare per gli scrutini, le ultime cose da fare in quinta prima dell’esame, i soliti problemi a casa, la dieta … “Io? Bene bene.”, è tutto ciò che mi esce dalla bocca.

N.B. Mi scuso per il linguaggio scurrile che solitamente nel blog non uso, ma i termini utilizzati erano proprio quelli. 😦

[nell’immagine: “Due donne sedute al tavolo di un bar”, di Pablo Picasso (1902), da questo sito]

Annunci

13 commenti »

  1. frz40 said,

    Un triste ritrattino delle donne d’oggi. Non di tutte, però. Almeno spero.

    Mi piace

  2. marisamoles said,

    @ frz

    Oltre che triste, avvilente. 😦

    Per fortuna non siamo tutte uguali, per ora.

    Mi piace

  3. Diemme said,

    Poveri uomini. Spero veramente che non ci misurino in base a certe rappresentanze.

    Mi piace

  4. L’hai raccontata molto bene. Aveva più il sapore di una novella che di una cronaca.
    Complimenti!

    Mi piace

  5. marisamoles said,

    @ Diemme

    Lo spero anch’io.

    @ Quarchedundepegi

    Be’, le cose dette erano quelle ma io ci ho ricamato un po’. 🙂

    Grazie, comunque. Felice che tu abbia apprezzato le mie doti narrative. Chissà che la prossima estate non riprenda il mio romanzo interrotto …

    Mi piace

  6. Quarchedundepegi said,

    E allora coraggio col romanzo.

    Mi piace

  7. marisamoles said,

    @ Quarchedundepegi

    Il fatto è che avevo scritto quasi 200 pagine e dovrei rileggerle tutte perché non ricordo pressoché nulla! 😦

    Mi piace

  8. frz40 said,

    Ti consiglierei di non rileggerle, Vinci un premi di sicuro !!!!!

    Mi piace

  9. marisamoles said,

    @ frz

    Per vincere un premio dovrei terminare il romanzo, ma per terminarlo devo per forza rileggere le 200 pagine già scritte. Tieni conto del fatto che non ricordo nemmeno tutti i nomi dei personaggi … 🙄

    Mi piace

  10. frz40 said,

    E’ ben per quello che ti dico di non rileggere! Pensa che cosa può elucubrare la critica !!! Altro che la Biennnale o il Campiello !!!

    Mi piace

  11. marisamoles said,

    @ frz

    Be’, allora non serve nemmeno che lo finisca … 😀

    Mi piace

  12. elisabetta said,

    La scorsa settimana sono andata al cinema e ho visto un film (non sto a dirti il titolo perché so già che qualcuno mi smentirebbe) ….
    Belle fotografie, belle riprese, probabilmente bravi anche gli attori…ma confesso che non ci ho capito niente… proprio niente….
    E non me ne vergogno visto che anche la critica non è stata delle migliori… il finale pure non esisteva e se c’è stato era solo perché ad un certo momento il film è finito e in sala si sono accese le luci…
    Quindi, cara Marisa, anche il tuo romanzo può terminare dove lo hai lasciato….
    Basta che ci scriva FINE….
    Ho scoperto che più le cose non si comprendono, più sono enigmatiche, più sono incomplete, più fanno parlare e purtroppo c’è tanta gente che pur di voler apparire migliore o più intellettuale di altre, si dichiara entusiasa di queste incomprensibili (almeno per i semplici come me) forme letterarie e cinematografiche.
    E poi, lasciare senza finale un romanzo è anche un modo di lasciare che la fantasia di ognuno ne tragga la sua personale conclusione….
    Pubblica il tuo romanzo Marisa, sono certa che sarà un successo… magari anche un Best Seller.
    Auguri!!!!

    eli

    Mi piace

  13. marisamoles said,

    Grazie per l’incoraggiamento, cara Elisabetta. Lo so che più le cose sono strane e prive di significato più sono apprezzate da certa critica. Ma per me quel romanzo rappresenta un pezzo della mia vita e non posso lasciarlo così, senza una conclusione. Come disse Claudio Magris, quando ritirò il premio delle Asturie:

    Scrivere è trascrivere. Anche quando inventa, uno scrittore trascrive storie e cose di cui la vita lo ha reso partecipe: senza certi volti, certi eventi grandi o minimi, certi personaggi, certe luci, certe ombre, certi paesaggi, certi momenti di felicità e disperazione, tante pagine non sarebbero nate.

    Io quelle pagine devo concluderle. Ci vuole tempo, che per ora è molto poco, ispirazione, che tarda ad arrivare, un po’ di disperazione, che non manca mai, e molta felicità, che in questo momento scarseggia.

    Per ora mi accontento di aver dato prova di quel po’ di talento che Quarchedundepegi, bontà sua, mi riconosce.

    E poi, a me scrivere piace ma lo faccio soprattutto per me. Pubblicare non è fondamentale.

    Un abbraccio. 🙂

    Mi piace


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Like @ Rolling Stone

parole, pensieri e pietre di Mauro Presini

Dottor Lupo Psicologo, Battipaglia Salerno

Consulenza Sostegno Diagnosi

Scaffali da leggere

Consigli di letture, recensioni e frasi tratte dai libri.

Willyco

in alto, senza parere

Macaronea

Considerazioni sparse di una prof (precaria) di lettere.

Diemme - La strada è lunga, ma la sto percorrendo

Non è vero che sono invincibile, mi rompo in mille pezzi anche io...è solo che ho imparato a non fare rumore. *** Amami quando meno lo merito, che è quando ne ho più bisogno (Catullo) - Non sprecate tempo a cercare gli ostacoli: potrebbero non essercene. Franz Kafka —- Non è ciò che tu sei che ti frena, ma ciò che tu pensi di non essere. Denis Waitley -- Non c'è schiaffo più violento di una carezza negata

viaggioperviandantipazienti

My life in books. The books of my life

Nonseinegato

Scuola, matematica... e altro

Non vado a scuola ma all'asilo

Pagina a traffico illimitato, con facoltà di polemica, di insulti...

Marirò

"L'esistenza è uno spazio che ci hanno regalato e che dobbiamo riempire di senso, sempre e comunque"

PindaricaMente

C'è una misura in ogni cosa, tutto sta nel capirlo (Pindaro)

Il mestiere di scrivere

LA SCUOLA DI SCRITTURA CREATIVA ONLINE - LABORATORI DIDATTICI E SEMINARI IN TUTTA ITALIA

dodicirighe

...di più equivale a straparlare.

marialetiziablog

salviamolascuolaprimadisubito.com site

Chiara Patruno - Psicologa

Psicologa Dinamica e Clinica presso l’ Universita’ La Sapienza di Roma, Facolta’ Medicina e Psicologia

Le Parole Segrete dei Libri

Una stanza senza libri è come un corpo senz'anima.

onesiphoros

[...] ἀλλ᾽ ὥσπερ ἄνθρωπος, φαμέν, ἐλεύθερος ὁ αὑτοῦ ἕνεκα καὶ μὴ ἄλλου ὤν, οὕτω καὶ αὐτὴν ὡς μόνην οὖσαν ἐλευθέραν τῶν ἐπιστημῶν: μόνη γὰρ αὕτη αὑτῆς ἕνεκέν ἐστιν. Aristot. Met. 1.982b, 25

Il ragazzo del '46

Settanta: mancano solo 984 anni al 3000.

Insegnanti 2.0

Insegnare nell'era digitale

i media-mondo: la mutazione nella connessione

Prove di pensiero di GIOVANNI BOCCIA ARTIERI

Psicologia per Famiglia

Miglioriamo le relazioni in famiglia, nella coppia, con i figli.

Studia Humanitatis - παιδεία

«Oὕτως ἀταλαίπωρος τοῖς πολλοῖς ἡ ζήτησις τῆς ἀληθείας, καὶ ἐπὶ τὰ ἑτοῖμα μᾶλλον τρέπονται.» «Così poco faticosa è per i più la ricerca della verità, e a tal punto i più si volgono di preferenza verso ciò che è più a portata di mano». (Tucidide, Storie, I 20, 3)

unpodichimica

Non tutto ciò che luccica è oro, ma almeno contiene elettroni liberi G.D. Bernal

scuolafinita

Un insegnante decente (CON IL DOTTOR DI MATTEO)

occhioallapenna

Buongiorno e leggerezza!

penna bianca

appunti di viaggio & scritti di fortuna

Pollicino Era un Grande

Psicologia e dintorni a cura della Dr.ssa Marzia Cikada (Torino e Torre Pellice)

la fine soltanto

un blog e un libro di emiliano dominici (per ingrandire la pagina premi ctrl +)

ACCENDI LA VITA

Pensieri, parole and every day life

CRITICA IMPURA

LETTERATURA, FILOSOFIA, ARTE E CRITICA GLOBALE

Laurin42

puoi tutto quello che vuoi ( whatever you want you can)

LE LUNE DI SIBILLA

"Due strade trovai nel bosco, io scelsi la meno battuta, per questo sono diverso"(R.Frost)

Il Blog di Raffaele Cozzolino

Pensieri, riflessioni, tecnologia, informatica

Ombreflessuose

L'innocenza non ha ombre

Into The Wild

Happiness is real only when shared

roceresale

faccio buchi nel ghiaccio

Alius et Idem

No sabía qué ponerme y me puse feliz.

A dieta...

...ma con una forte passione per il cibo e le rotondità!

Quarchedundepegi's Blog

Just another WordPress.com weblog

Ma che Bontà

Le ricette di Cle

Ecce Clelia

Storie e pensieri di una mente non proprio sana, messi in una bottiglia e lasciati andare verso ignoti ed ignari lettori, naufragati su questo sito.

OHMYBLOG | PAOLOSTELLA

just an other actor's blog

espress451

"In ogni cosa c'è un'incrinatura. Lì entra la luce" - Leonard Cohen

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: