ESAME DI STATO 2011: PUBBLICATE LE COMMISSIONI

Le Commissioni dell’Esame di Stato 2011 sono pubblicate sul sito del MIUR. Potete accedervi cliccando QUI.

Attualmente il server pare essere in tilt. Provare per credere!

Buona fortuna. 🙂

E IO CHE VOLEVO ESSERE DISCRETA …


Ecco, non è che io sbandieri ai quattro venti di avere un blog. Ci sono molte persone che mi conoscono e ne ignorano l’esistenza.

A scuola, poi, sono ancor più discreta, anche se so che le voci girano … eccome se girano. Ma io non mi faccio quasi mai pubblicità. Certo, i miei allievi sanno che ho un blog (chissà perché non dico mai che sono una blogger, non mi viene proprio) perché qualche post, spesso protetto dalla password, è indirizzato a loro.

Quelli di quinta, però, mi hanno fatto davvero una sorpresa (bella, s’intende!): hanno preparato un cartellone (come si usa fare, ormai da qualche anno, in occasione della “cena di matura”) e hanno svelato a tutti la mia attività di … blogger. Così almeno 1400 persone, se già non lo sapevano, ora sanno che ho un blog.

Che dire? Io volevo essere discreta ma voi mi avete fatto questa sorpresa ed ora la mia “fama di blogger” ha varcato i confini della blogosfera …

Comunque, GRAZIE, RAGAZZI!

E ora, finiti i festeggiamenti, pensate a studiare … e lasciate perdere le palline colorate.

ESAME DI STATO – PRIMA PROVA SCRITTA: COME SI FA L’ANALISI DEL TESTO (TIPOLOGIA A)

Pubblico qui, a beneficio dei miei studenti, ma non solo, un interessante contributo di Silvia Benatti, docente di Italiano e Latino al Liceo Scientifico “Carlo Alberto” di Novara, sullo svolgimento del tema d’Italiano (prima prova scritta) inerente alla Tipologia A.

Come si fa l’Analisi del testo di Silvia Benatti

L’analisi del testo è la prima delle prove presenti allo scritto di Italiano dell’esame di maturità.
L’autrice spiega in cosa consiste, quali sono le modalità dello svolgimento e come si possa essere in grado di analizzare anche un testo non letto nel corso dell’anno scolastico e magari scritto da un autore non trattato nel programma
.

La tipologia A della prima prova scritta dell’Esame di Stato ha come scopo quello di valutare il raggiungimento di obiettivi perseguiti durante tutto il corso di studi. Essi sono inerenti: alla conoscenza e all’uso delle tecniche di analisi, di cui viene richiesta l’applicazione a un testo di vario genere conosciuto e non; a una lettura critica, consapevole di tale testo, e a un’interpretazione fedele alla volontà comunicativa dell’autore; all’inserimento delle sue critiche formali e/o contenutistiche in un ambito tematico, letterario o più ampiamente storico-culturale; a un’esposizione corretta, coerente e adeguata.

Le sezioni in cui generalmente si articolano le richieste della prova sono dunque nell’ordine in cui vengono proposte: 1) Comprensione (o parafrasi); 2) Analisi; 3) Interpretazione (o Commento complessivo) e Approfondimenti.

I testi proposti dall’entrata in vigore del nuovo Esame di Stato sono stati testi poetici, narrativi, teatrali, di autori novecenteschi: G. Ungaretti (a. s. 1998/99), U. Saba (a. s.1999/00), C. Pavese (a. s. 2000/01), S. Quasimodo (a. s.2001/02), L. Pirandello (a. s.2002/03), E. Montale (a. s. 2003/04), Dante Alighieri (a. s. 2004/05), G. Ungaretti (a. s. 2005/06), Dante Alighieri (2006/07), E. Montale (2007/08), I. Svevo (2008/09) e P. Levi (2009/10).

Ognuna delle sezioni andrebbe esaurita in un singolo paragrafo evitando di collegare o trasferire elementi di sezioni diverse: ciò permette infatti allo studente di elaborare con maggior facilità un testo strutturalmente ordinato e coerente.

Molte informazioni sono già nella traccia
Dell’autore in genere vengono fornite alcune notizie per facilitarne l’inquadramento nel contesto d’appartenenza, anche nel caso in cui il candidato non ne abbia affrontato lo studio specifico. Dunque, oltre ai dati di natura bibliografica, in una nota introduttiva vengono sintetizzate le informazioni essenziali sulla poetica e sul panorama storico-letterario di riferimento.
Le indicazioni di svolgimento, infatti, offrono la possibilità di affrontare l’analisi di testi di autori di cui non viene data per scontata la trattazione specifica durante il curriculum scolastico. Può essere, perciò, prevista la possibilità di optare – relativamente agli Approfondimenti – tra percorsi diversi, ricollegandosi ad altri autori o a tematiche generali. Valga come esempio la richiesta relativa a tale sezione nella prova d’esame dell’anno scolastico 2001/02 che si riferisce alla poesia di S. Quasimodo, Uomo del mio tempo:

“Questa poesia è stata scritta nell’ultimo, atroce periodo della seconda guerra mondiale. Contestualizzala, scegliendo uno o più dei seguenti ambiti di riferimento:

► altre liriche dello stesso Quasimodo;
► testi poetici di autori a lui contemporanei o correnti artistico-letterarie coeve;
► la situazione socio-economica e politica dell’Italia nella prima metà del Novecento”.

In questo caso è chiaro che, possedendo le tecniche di analisi utili per una lettura critica e quindi una comprensione coerente del messaggio poetico, pur non avendo una conoscenza approfondita dell’autore, è possibile ottemperare esaurientemente alle richieste scegliendo di sviluppare il secondo e il terzo punto. Allora ci si riferirà per esempio a Montale (autore più diffusamente e frequentemente affrontato dalla maggior parte degli allievi) e alle conoscenze non solo più ampiamente letterarie, ma anche storiche e, auspicabilmente, artistiche riconducibili all’argomento. È dunque importante che il candidato legga attentamente tutte le consegne prima di gettare la spugna di fronte a un testo di qualsiasi genere di autore non affrontato o affrontato marginalmente durante l’anno scolastico. L’abitudine maturata nel corso di studi alla lettura critica e le conoscenze interdisciplinari relative ai periodi storico-culturali, alle correnti e agli autori più significativi possono, infatti, permettergli ugualmente di cimentarsi con successo nella prova.

Leggere attentamente le consegne
D’altra parte se il candidato possiede tali requisiti e decide di svolgere questa tipologia, è comunque sempre utile, anche se si tratti di autori o addirittura di testo sconosciuto, che egli legga con attenzione tutte le consegne relative a tutte le sezioni prima di cominciare il lavoro: esse costituiscono un percorso di svolgimento che è importante conoscere fin dall’inizio, anzi ancor meglio sarebbe se prima di affrontare in maniera sistematica la prima sezione, inerente alla Comprensione, l’allievo abbozzasse almeno sommariamente la seconda, e cioè l’Analisi, non solo sulla base delle consegne, ma seguendo criteri e procedimenti acquisiti durante il curriculum.
Questo per due motivi: il primo perché le richieste relative a questa sezione spesso suggeriscono una sorta di traccia al fine di facilitare la focalizzazione di termini-chiave, espressioni significative o figure retoriche utili a render chiaro a livello denotativo il testo e altresì a decifrarne il senso a livello connotativo; il secondo perché, in generale – come ben sa lo studente – le stesse scelte stilistiche dell’autore rivelano indizi utili alla comprensione dei contenuti a tutti i livelli. Ciò può costituire un valido aiuto sia che la sezione preveda di elaborare un riassunto, una divisione in sequenze, o che ponga quesiti sui singoli passi.

Valgano come esempio, tra gli altri, alcune delle richieste (punti 4 e 5) relative alla sezione Analisi riferita alla poesia di E. Montale Casa sul mare (sessione 2004): “2.4 Nella terza e nella quarta strofa si svolge un fitto dialogo con l’altra persona: sottolinea tutti gli elementi linguistici (pronomi, aggettivi possessivi, forme verbali) che indicano il ‘tu’ e l”io’ e interpreta il significato di questo confronto tra due destini” e “2.5 […] Che cosa significano le espressioni ‘l’ora che torpe’ del v. 18; ‘prima di cedere’ del v. 27; ‘solo chi vuole s’infinita’ del v. 22;… ‘l’avara mia speranza. A’ nuovi giorni, stanco, non so crescerla’ dei vv. 31-32”. Tali consegne offrono infatti un importante suggerimento, evidenziando punti nodali del testo da cui partire per procedere all’interpretazione della lirica a livello denotativo (ma anche connotativi), premessa ineludibile per sviluppare le indicazioni finali relative alla precedente sezione Comprensione della medesima prova: “Dopo una o più letture dell’intero testo, esponi (in non più di quindici righe) il contenuto informativo della lirica: con quale scena questa si apre. Quali scene o situazioni si susseguono strofa per strofa, quale tema è svolto nel dialogo tra il poeta e la persona (una donna) che gli sta accanto”.

Bisogna essere ‘scientifici’
Va poi ricordato che la tipologia A della prova di Italiano richiede l’elaborazione di un testo di natura in un certo senso ‘scientifica’, che prevede la conoscenza e l’applicazione di metodi e di tecniche specifiche, e un commento o approfondimento argomentato ricorrendo a conoscenze precedentemente acquisite: è dunque importante evitare giudizi scaturiti semplicemente dall’emotività e dal gusto personale o comunque non validamente sostenuti da elementi concreti e precisi, di natura tecnica, letteraria, culturale; su queste basi è invece, sì, auspicabile e apprezzabile che lo studente avanzi ipotesi o interpretazioni originali e personali.

Così come la sezione relativa all’Analisi va dunque esaurita giustificando sempre le citazioni tratte dal testo di riferimento e, commentando l’effetto o la finalità delle scelte stilistiche dell’autore che sono – in base alle richieste – via via oggetto di analisi, individuazione o catalogazione, parimenti la sezione relativa all’Interpretazione complessiva e agli Approfondimenti andrebbe caratterizzata da un impianto argomentativo scaturito da precise conoscenze pluridisciplinari, in cui l’aspetto espositivo risulti, quindi, strumentale e non esclusivo.

Un’ultima considerazione va riservata non solo alla correttezza degli aspetti più specificatamente formali – che va considerata un requisito di scontata e fondamentale importanza -, ma in particolar modo alla scelta del registro che deve essere formale e deve far ricorso in tutte le sezioni alla terminologia tecnica o specifica laddove sia necessario e a termini precisi anche a evidenziare sfumature di significati quando sia opportuno (qui si deve far appello a uno sforzo di impegno da parte degli studenti, in quanto spesso essi, pur possedendo un patrimonio linguistico relativamente ricco, non lo sfruttano, rischiando di banalizzare le loro affermazioni con l’uso di un vocabolario generico e approssimativo) e deve evitare in particolare toni intimistici o eccessivamente soggettivi, pur senza rinunciare all’originalità dello stile che è, se coerente e adeguata, indice di maturità critica e di familiarità con la scrittura e, a volte, anche di passione per ciò che si sta trattando.

[Fonte: Treccani.it]

DOPO LA PICCOLA ELENA, JACOPO: UN’ALTRA VITTIMA DI UN PADRE STRESSATO


Ancora una piccola vittima dello stress dei genitori, anzi, di un padre: Jacopo, 11 mesi, dimenticato per tre ore nell’auto dal padre, convinto di averlo portato al nido. Il fatto, incredibilmente simile alla vicenda della piccola Elena, è accaduto a Passignano sul Trasimeno, vicino Perugia.

Quando il padre si è accorto della dimenticanza, il piccolo era già agonizzante. Secondo le forze dell’ordine, che hanno inutilmente allertato il 118, la morte sarebbe stata causata da un arresto cardiocircolatorio dovuto ad una prolungata esposizione ai raggi solari all’interno dell’auto. Intanto il sostituto procuratore di Perugia, Mario Formisano, ha disposto l’autopsia sul corpo di Jacopo (in programma sabato), il sequestro dell’Opel Corsa e ha iscritto nel registro degli indagati il padre del piccolo con l’ipotesi di omicidio colposo.

Entrambi i genitori, all’annuncio della morte del figlioletto, si sono sentiti male e sono stati soccorsi all’Ospedale di Santa Maria della Misericordia di Perugia, lo stesso nososcomio nel cui obitorio è stato portato il piccolo Jacopo.

Dopo il salvataggio, da parte di alcuni passanti, di un neonato di tre mesi , abbandonato dai genitori nel parcheggio di un supermercato, un’altra piccola vittima dello stress? Sembra impossibile, soprattutto dopo la vicenda di Elena che ha colpito l’opinione pubblica, che non ci sia un po’ più di attenzione da parte dei genitori. Evidentemente la vita frenetica cui siamo tutti sottoposti continua a causare dei black out nel cervello dei papà troppo assillati dagli impegni. E santa Pupa – sulla cui esistenza crede fermamente la mia amica Diemme – si è distratta un’altra volta. Stressata anche lei?

[fonte: Il Corriere]

RAGAZZI IN BERMUDA A SCUOLA? A TRIESTE UN PRESIDE DICE NO


Io l’ho detto ai miei studenti, non lo mando a dire, l’ho detto e lo ripeto: anche se fa caldo, presentarsi in classe in bermuda non è bello. Siamo a scuola, non in spiaggia e se fa caldo, si sopporta. Stesso discorso vale per le ragazze: ne ho viste alcune in canotta e shorts. Ma stiamo scherzando?

“Perché non si può?”mi ha chiesto Giovanni, che da tempo arriva a scuola in bermuda. “Perché io, sinceramente, trovo quei pelacci antiestetici”. Ci ha pensato un attimo e poi ha replicato: “E se ci depiliamo?”. “Ancora peggio … come le femmine.”. E già, i peli sono i nemici delle donne e quasi quasi ritengo siano più fortunati gli uomini proprio perché non hanno bisogno di rasoi, ceretta e crema depilatoria. E si vogliono sottoporre a questa tortura anche loro?

Certo io sono solo un’insegnante e non posso vietare che i ragazzi si presentino in classe in bermuda e le ragazze mezze nude. Però un preside ha la possibilità di dire no.
E’ quello che ha fatto Raffaele Marchione, dirigente scolastico dell’Istituto Tecnico Nautico di Trieste. Ha fatto uscire una circolare in cui si legge: “Con l’approssimarsi della bella stagione si invitano allieve ed allievi dell’istituto ad indossare un abbigliamento adeguato durante le lezioni. Non saranno accolti studenti con abbigliamento da spiaggia (spalle scoperte, pantaloni corti o a mezza gamba)”.

Ma i ragazzi non ci stanno: Trieste è una città di mare, la scuola in questione è a due passi dagli stabilimenti balneari, nella zona del porto, fa caldo quindi … della serie Ecchissene … eccoli in bermuda, come se niente fosse. Ma il collaboratore scolastico, su invito del preside, alza la paletta rossa: “Così conciati non vi faccio entrare”.

Be’, c’era la circolare, erano stati avvertiti, affari loro. Niente affatto: il gruppo cui era stato vietato di varcare il portone dell’Istituto nautico, che ha fatto? ha chiamato la polizia e informato il Provveditorato.
Gli agenti arrivati all’istituto superiore “Tommaso di Savoia Duca di Genova” hanno raggiunto un compromesso con il dirigente dell’istituto: «Sono andati a parlare con il vicepreside e poi ci hanno riferito che per entrare avremmo dovuto lasciare le nostre generalità al bidello – riferiscono i ragazzi – rassicurandoci del fatto che non avremmo subito ripercussioni. Perché allora dovevamo lasciare il nostro nome e cognome?» Solo otto studenti, però, hanno accolto l’invito, ma solo perché dovevano affrontare la prova pre-esame per la qualifica della terza classe iniziata, con parecchio ritardo visto il contrattempo.

Gli altri studenti, invece, le ripercussioni le temono, eccome. Sul voto di condotta che, come si sa, fa media, quindi è sempre meglio meritarsi un nove che un sei.
A far da spalla al gruppetto indisciplinato, un professore che ha passato un po’ di tempo con loro, libri e quaderni aperti, seduto su una panchina della piazza Hortis su cui si affaccia l’istituto.
«Non rilascio dichiarazioni- ha riferito il professore – stiamo chiacchierando e non sto facendo lezione…» Ma gli altri studenti lasciati fuori da scuola non hanno dubbi: «Stanno ripassando con un loro insegnante».

Gli studenti hanno avuto il loro momento di celebrità. E il professore? Non ho parole.

[fonte e foto: Il Piccolo]