NATALE CON I TUOI E PASQUA … ANCHE!


La mia è sempre stata una famiglia unita. Unita e allargata, ma non nel senso che intendiamo noi oggi. I miei genitori sono sposati da cinquantotto anni, nessun/a nuovo/a compagno/a, nessun/a figliastro/a, nessun divorzio in famiglia, almeno nell’ambito della parentela diretta.
I miei genitori hanno sempre attribuito un valore profondo all’unità familiare. Sono stati l’elemento di coesione tra il nostro nucleo familiare (mamma, papà, figlio, figlia, nonna) e il resto del parentado. Fin da giovanissimi, i miei hanno sempre frequentato i cugini di entrambi e da questa amicizia sono nati dei matrimoni stranissimi, almeno ai miei occhi di bambina: mia nonna e una delle sue sorelle, ad esempio, hanno sposato due fratelli; uno dei cugini di mia mamma ha sposato la sorella di mio papà; una cugina di mia mamma ha sposato il fratello di mio papà. Insomma, come dice spesso mio marito, che mai è riuscito a destreggiarsi tra l’intricata parentela, un bel casino. Nel senso buono, naturalmente.

Ad ogni festa comandata, ci si incontrava tutti, a casa dell’uno o dell’altro. La domenica si usciva tutti assieme e io potevo giocare con le mie cugine, cosa che gradivo particolarmente avendo un fratello più grande che non è mai stato per me un compagno di giochi. D’estate si andava al mare la domenica e ogni famiglia portava qualcosa: ricordo ancora le lasagne della zia paterna e i dolci di quella materna, oltre, naturalmente, alle superbe melanzane impanate di mio papà. Un menù poco adatto per una giornata al mare, ma si usava così.

Due alberi genealogici che s’incrociavano, fino a formare un’unica grande pianta dai rami rigogliosissimi. Eh sì, perché, avendo dei cugini molto più grandi di me, ho vissuto la nascita dei pro-cugini e anche loro sono stati per me compagni di giochi. Diciamo che per loro io ero una specie di piccola mamma: me li stringevo al petto, li cullavo, fino ad addormentarli, cantavo per loro sulle note del juke box. Ho manifestato con loro i primi segni della mia vocazione: fare la mamma. Poi sono cresciuti e le mie cugine me li mandavano a lezione, intuendo fin d’allora che avevo un’altra vocazione: quella dell’insegnante.

Quando ripenso a come sono cresciuta io, un po’ mi sento in colpa nei confronti dei miei figli. D’altra parte, riflettendoci, non è stata del tutto colpa mia. Loro non sono cresciuti in simbiosi con i cugini, un po’ per la distanza (siamo, infatti, un po’ sparsi qui e là, non viviamo tutti nella stessa città) e un po’ perché nella famiglia di mio marito non c’è mai stata una frequentazione assidua con gli zii e i cugini. L’incontravo, e li incontro, solo in occasioni particolari: matrimoni, battesimi, anniversari, comunioni, cresime e funerali. Come se fosse una specie di parabola: nascita, crescita e morte. Non è il massimo, effettivamente.
Così i miei figli non hanno dei rapporti speciali, come li ho avuti io, con i loro cugini. Si sentono, si scrivono messaggi, a volte si incontrano per qualche ritrovo. Nulla di più.

Pensando alle feste, come ho detto, ci si trovava sempre tutti assieme: Natale o Pasqua, non faceva differenza. Per questo, almeno fino all’adolescenza, non ho mai pensato che ci fosse alcuna distinzione tra una festa e l’altra, nel senso che davo per scontato che si dovesse passare tutti assieme entrambe le ricorrenze. Crescendo, soprattutto dopo aver incontrato mio marito, ho iniziato ad allontanarmi da casa per Pasqua, ma andavo in montagna con quelli che poi sono diventati i miei suoceri e con le cognate. Sempre in famiglia stavo.

Dopo il mio matrimonio, le cose non sono granché cambiate. Solo nel 1986, appena sposati, siamo andati a Roma per Pasqua, a trovare una coppia che avevamo conosciuto durante il viaggio di nozze. Poi, dopo la nascita dei figli, la regola era: il giorno di Pasqua con i miei e il Lunedì dell’Angelo con i miei suoceri. Regola che raramente abbiamo trasgredito (solo un anno siamo andati da soli, con i bambini, sulla riviera romagnola), anzi, più volte abbiamo festeggiato la Pasqua tutti assieme, con genitori e suoceri. Naturalmente quasi sempre mio fratello si è unito a noi.

I miei figli, invece, fin dall’adolescenza hanno fatto proprio il famoso detto “Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi”. D’altra parte è giusto che sia così. E proprio per rispettare la “mia” tradizione sono in partenza per l’Austria con mamma, papà, fratello, cognata, nipote e fidanzato, e naturalmente mio marito. Noi non trasgrediamo, i miei figli sì. Ma va bene così.

Colgo l’occasione per augurare una FELICE PASQUA A TUTTI.

[immagine tratta da questo sito]

12 pensieri riguardo “NATALE CON I TUOI E PASQUA … ANCHE!

  1. Buon viaggio, cara Lady @Marisamoles, i miei auguri pasquali ti giungono con ritardo, ma non con minore affetto, stima e apprezzamento per ciò che sei e fai !
    Ti sia lieta la permanenza in Austria ed il ritorno, liete le tue incombenze alla ripresa dell’ insegnamento, lieto il tuo continuo apprendere ed insegnare ai tuoi amati studenti, le incomparabili bellezze della nostra lingua madre, la lingua di Ennio e Lucrezio, di Cicerone e Virgilio, di Orazio e Ovidio, di Seneca e Tito Livio, di Plinio e Tacito e dei tantissimi altri che ci fanno amare il vivere 🙂 !
    Un abbraccio !

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  2. @ frz

    Grazie, auguri anche a te e a tutti i tuoi. 🙂

    @ lordbad

    Letto il post: molto carino. Contraccambio gli auguri. Grazie per essere passato.

    @ Cavaliereerrante

    Breve gita nell’incantevole e ospitale Carinzia già finita. 😦
    Contraccambio gli auguri e ti ringrazio per la stima e l’apprezzamento che mi dimostri. Ma ti chiedo: perché, visto che ho ancora un giorno di vacanza, mi ricordi che poi devo ritornare al duro, anche se amatissimo, lavoro?!?
    Un abbraccio anche da parte mia. 😀

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  3. @ Cavaliereerrante

    Etiam nunc lugeo cogitando. 😦 Soprattutto se penso al pacco di compiti che non sono riuscita a correggere. D’altra parte, il clima gioioso della Pasqua austriaca poco si addiceva alla correzione dei compiti di Latino. Quindi, piangerò meglio domani. Ora vado a nanna.

    Buona notte.

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  4. Cara amica, che bello spaccato familiare che ci hai offerto, e quanti ricordi hai risvegliato!

    Anche la mia famiglia funzionava così, un po’ perché era la normalità dei tempi, un po’ per una tacita regola di endogamia piuttosto rispettata nella comunità ebraica, almeno quella di Roma, e quindi pure noi avevamo gli alberi genealogici piuttosto intrecciati; difficile che non si fosse parente di qualcuno, e capitava anche che qualcuno ti fosse contemporaneamente parente sia da un lato che dall’altro della famiglia, magari zio da parte di padre e cugino da parte di madre. Anche nella mia di famiglia divorzi non se ne conoscevano, le famiglie erano grandi e legatissime, e quella è l’idea di famiglia con cui sono cresciuta.

    I tempi poi, ahimé, sono cambiati. L’arrivo degli ebrei di Tripoli ha portato linfa nuova alla comunità ma, al di là di questo, è stato soprattuto una questione di tempi che cambiano, e di confini e mentalità che si sono decisamente allargati. Matrimoni misti a gogò, e col progresso se ne sono andati sia l’aspetto negativo della mentalità ristretta, sia il positivo della solidità familiare: ma il progresso non si può fermare, anche se più che progresso la cambierei semplice evoluzione, metamorfosi e trasformazione.

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  5. Più che una consuetudine dettata da tradizioni religiose ( i miei sono cattolici, anche se mia nonna, portando un cognome “di città” deve aver avuto qualche antenato ebreo), quella dei miei era veramente sentita come conseguenza di un legame di amicizia speciale che stringeva persone apparteneneti alle diverse famiglie. Se poi dall’amicizia sbocciava qualche amore, a maggior ragione i legami diventavano più stretti. Ma io da bambina non riuscivo a capire il valore di questa mia famiglia speciale. Lo capisco solo ora e capisco anche che i tempi sono cambiati e c’è un diffuso egoismo che porta a pensare solo a sé stessi. Le famiglie, anche i rami diretti, non s’incontrano più. Un gran peccato.

    Grazie per aver apprezzato il mio post rievocativo dei tempi che furono. Un abbraccio.

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  6. @ miulan

    Ciao e grazie per l’apprezzamento! 🙂

    Ho dato un’occhiata al tuo blog ma, per un motivo che non comprendo, la visualizzazione è strana, come se fosse una pagina di editing … non so spiegartelo. Però ho notato che in questi ultimi giorni WordPress è terribilmente lento e non so perché, ma ogni tanto lo fa.
    Se vuoi qualche consiglio “tecnico” (sempre nel limite delle mie modeste possibilità!), scrivimi pure all’indirizzo che trovi QUI.

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