BORA A TRIESTE: ALLA DERIVA LA GRU GALLEGGIANTE URSUS


Da più di cinquant’anni non soffiava così forte la bora a Trieste: raffiche fino a 170 km/h, novanta feriti, perlopiù persone anziane travolte dai refoli, cassonetti delle immondizie in mezzo alle strade, case scoperchiate, semafori, pali segnaletici e alberi divelti. Senza contare i numerosi motoscooter ribaltati e moltissime automobili danneggiate da tutto ciò che letteralmente è piovuto loro addosso sospinto irrefrenabilmente dall’incurante e impetuoso vento che soffia dal nord-est.

Danni ingenti, stimati dal primo cittadino, Roberto Di Piazza, attorno al milione di euro. La Regione, dopo un briefing tenutosi tra il vicepresidente della Regione Luca Ciriani e l’assessore alle Finanze Sandra Savino, ha chiesto lo stato di emergenza, stanziando in tutta fretta centomila euro per gli interventi urgenti. Bazzecole.

I triestini con la bora convivono da sempre. Ci hanno scritto anche una canzone, El tram de Opcina, il cui ritornello fa:

E come la bora che vien e che va
i disi che’l mondo se ga ribaltà
E come la bora che vien e che va
i disi che’l mondo se ga ribaltà
.

Ma un avvenimento in particolare ha fatto strabiliare tutti: la gru galleggiante Ursus, ottanta metri di altezza per parecchie tonnellate di peso, ha rotto gli ormeggi, a causa del vento fortissimo, e ha lasciato il Porto Vecchio prendendo il largo con una velocità incredibile per la sua stazza. Un fatto mai accaduto prima.
Fortunatamente è stata recuperata a più di tre miglia dalla costa, mentre andava alla deriva, dai rimorchiatori che l’hanno raggiunta, affrontando un mare spumeggiante e impossibile.

C’è chi dice che la potevano tranquillamente lasciar andare, che è orribile, che non serve più. Ma a Trieste Ursus è come la bora che vien e che va, non come una barca qualsiasi che, finché va, bisogna lasciarla andare.

La gru è salva e i triestini, almeno la maggior parte, sono contenti.

NOTA: il video “balla” parecchio, testimonianza di quanto difficile sia stato, per chi ha ripreso l’evento, stare in piedi con i refoli di bora a 170 km/h.

[foto da Il Piccolo]