LA SCOMPARSA DI DANIELE FORMICA


Se n’è andato a soli sessant’anni per un cancro al pancreas. Daniele Formica, attore prevalentemente di teatro e doppiatore, ha partecipato a numerosi programmi televisivi Rai degli anni Settanta e Ottanta.
L’ultima volta che l’ho visto in tv, vestiva i panni di uno stravagante cameriere nella fiction “Amiche mie”. (foto sopra)

Ci ha fatto ridere, come pochi comici d’oggi sanno fare, senza volgarità.
Io lo ricordo così, nella scenetta della Telescinesi e del casco di banane.

GRAZIE DANIELE.

[foto tratta da questo sito]

IL PANETTONE DI SAN BIAGIO


Se nella dispensa di casa c’è ancora un panettone avanzato da Natale che rischia di ammuffire o, almeno, di diventare stantio, allora è bene che lo apriate domani a colazione. Perché? Perché domani, 3 febbraio, la Chiesa ricorda San Biagio Martire. E allora? Che c’entra con il panettone? C’entra, c’entra, e ora vi spiego perché.

Biagio nacque a Sebaste, in Armenia, sul finire del III secolo d.C. Compiuti gli studi di medicina, intraprese la professione medica ma i suoi concittadini, nonostante non fosse né consacrato né ordinato, lo vollero investire della carica di Vescovo.
All’inizio Biagio non ne voleva sapere, poi, però, di fronte all’insistenza del popolo si risolvette ad accettare il ministero, anche se continuò a curare, oltre alle anime, anche il corpo dei suoi fedeli.

Un giorno capitò da lui una madre disperata perché al figlio, mentre mangiava del pesce, si era conficcata in gola una spina. Biagio accorse immediatamente al capezzale del fanciullo e, lasciate da parte benedizioni e unzioni, gli fece mangiare un pezzo di pane. La mollica portò con sé la lisca e il figlio della signora disperata riprese a respirare normalmente. Ovviamente non c’era nulla di miracoloso in quel gesto, tant’è che ancor oggi si mangia del pane per liberarsi da una spina di pesce che per caso si è conficcata nella gola. Ma la donna, fuori di sé dalla gioia per la salvezza del figlio, iniziò a gridare al miracolo.
La notizia giunse alle orecchie di Agricola, prefetto dell’imperatore Diocleziano per l’Armenia, che non gradì molto il fatto che la fama di questo vescovo si fosse così diffusa. Lo fece chiamare e, senza tanti complimenti, lo fece scorticare con pettini da cardatori e poi decapitare.
Per questo motivo Biagio, divenuto martire e poi santo, fu considerato il protettore dei cardatori e dei materassai (onore dovuto allo strumento che era stato usato per martirizzarlo) e a lui si attribuì anche il merito di proteggere dai malanni della gola, vista anche la stagione in cui cade il 3 febbraio, giorno a lui dedicato.

Detto questo, il panettone che c’entra? C’entra perché a San Biagio si attribuisce un altro “miracolo” che ha a che fare con il panettone.
Si racconta che, molto tempo dopo il martirio di San Biagio, quando il tipico dolce natalizio era già stato inventato, una donna milanese si fosse recata, poco prima di Natale, da Frate Desiderio perché le benedisse un panettone che aveva preparato per la famiglia. Questo frate doveva essere un po’ distratto, o troppo occupato, perché del dolce si dimenticò per giorni che poi divennero settimane. Altrettanto distratta, però, fu la donna che non lo reclamò. Così Desiderio, un bel giorno, si trovò davanti, nella sua canonica, il famoso panettone in attesa di benedizione e, convinto che la sua “padrona” non lo volesse più indietro, iniziò a mangiarselo. Giorno dopo giorno, boccone dopo boccone, del panettone non rimase più nulla, eccetto l’involucro che l’aveva custodito.

Il 3 febbraio, però, la donna si ripresentò al cospetto di Frate Desiderio, reclamando il suo panettone. Il religioso, che non si perse d’animo, probabilmente pensando a qualche scusa per giustificare la scomparsa del dolce, si recò nell’angolo dove giaceva ancora l’involucro vuoto del panettone e, con grande meraviglia, scoprì che la carta era gonfia e piena di un panettone grosso il doppio di quello che la donna gli aveva lasciato. Fu così che questa sorta di miracolo fu attribuita a San Biagio, il santo cui è dedicata tale giornata.

Da quel dì, non ben precisato, in realtà, la tradizione vuole che la mattina del 3 febbraio in famiglia si faccia colazione con il panettone, forse l’unico superstite dei dolci natalizi. Non si tratta di un modo come un altro per far fuori l’ultimo panettone, perché pare che al consumo del dolce, proprio nel giorno dedicato a San Biagio, venga attribuito il potere di preservare dai malanni della gola.

Non mi resta che augurare un … buon panettone a tutti!

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RUBY PRESTO MAMMA

La diciottenne marocchina Karima El Mahroug, meglio nota con il nome d’arte Ruby Rubacuori, sarebbe incinta. A pochi giorni dall’annuncio delle prossime nozze con il fidanzato Luca Risso, la notizia di una sua gravidanza sarebbe emersa dopo che la ragazza è stata vista uscire dallo studio di un noto ginecologo di Genova.

«Mi sposo in Comune fra tre settimane, e a giugno in chiesa”, ha annunciato Ruby al settimanale Oggi, sottolineando che il suo è un matrimonio d’amore e non d’interesse. «Non ho bisogno di permessi, sono entrata in Italia nel 2001 e ho tutto in regola, compreso un contratto di lavoro come cameriera», spiega, infatti, la marocchina. La conferma arriva dalle pubblicazioni di matrimonio affisse a Genova.

Il futuro marito e padre del bimbo che Karima porta in grembo ha 41 anni ed è l’amministratore unico delle due società che gestiscono l’Albikokka, risto-disco-bar con terrazza a strapiombo sul mare a Quarto dei Mille, e del Fellini, stesso target nel cuore di Genova. Per il fidanzamento ha regalato alla ragazza una veretta di diamanti che fa pendant con un bracciale tipo tennis: quindici carati in tutto. Meno male che Luca Risso, in occasione di un’intervista pubblicata su Oggi, ha mostrato un po’ di reticenza, dicendo: «Ma, in questo momento di crisi parlare di tutti quei carati…». Però alla fine ha sbandierato ai quattro venti quanto tenga alla bella marocchina ..

Insomma, che sia azzurro o rosa il fiocco da appendere alla porta non ha importanza. Quello che ci auguriamo è che questa buona notizia serva a far ravvedere la diciottenne. D’altra parte la giovane ha dichiarato che non intende fermarsi: «Voglio tre figli e che tutto quello che sta succedendo in questi giorni finisca presto.» E anche noi speriamo che di lei non si parli più almeno fino alle prossime nozze.

Cambiare vita, quindi, è possibile, forse non tutto è ancora perduto e meno male che a fare i figli da giovani ci pensano le ragazze straniere. In fondo Ruby una buona dote ce l’ha, un fidanzato ricco pure e chissà che non arrivi al nascituro un bell’assegno … non come quelli che di solito arrivano, da parte del governo, ai neogenitori italiani, che non bastano nemmeno a pagare la fornitura di pannolini per sei mesi.

[foto e notizia da Affaritaliani.it]