GIANNA NANNINI: DOPO PENELOPE MAGARI ARRIVA UN MASCHIO

Non smetterà mai di stupire Gianna Nannini, neomamma cinquantaquattrenne di Penelope. In un’intervista pubblicata su TV Sorrisi e Canzoni (n° 3/2011, pagg. 12-17) racconta la sua esperienza di genitrice attempata, mettendo anche in preventivo di avere, in futuro, un maschio.

Alla domanda “Quando immaginava di diventare madre si vedeva con un maschio o una femmina?”, la cantante senese risponde: Un maschio. Fino alle analisi ne ero convinta. Poi è arrivata Penelope e in un momento quell’immaginazione è svanita. Magari il prossimo sarà maschio .
Così si conclude l’articolo, per certi versi emozionante, in cui racconta l’attesa e la grande gioia di poter abbracciare la bimba a lungo desiderata. Un racconto simile a quello di tante altre mamme felici, se non fosse per l’età della donna, un’età in cui la maggior parte delle sue coetanee fanno i conti con vampate di calore e chili di troppo. In un certo senso l’esperienza della Nannini potrebbe fare invidia. Ma quando poi si pensa all’impegno che un bimbo richiede per molti anni, prima di conquistare una certa autonomia, cinquantaquattro anni sembrano davvero troppi. Non c’è nulla da invidiare ad una sessantenne alle prese con una bimba in prima elementare.

Sull’età, inevitabilmente, si sono scatenate molte polemiche, tutte affrontate dalla cantante con estrema indifferenza: Fondamentalmente è un problema loro: io mi sono meravigliata di tanto clamore. – afferma nell’intervista – Mi sembrava di essere tornata ai tempi in cui stavo a Siena e giravo con il maxicappotto: tutti a criticare. Me ne sono andata dalla provincia perché non sopportavo i giudizi e i pettegolezzi, e invece … io non sono pettegola, ognuno per me deve fare quello che gli pare. Certo è che Gianna le critiche se le va un po’ a cercare e un maxicappotto – in un’ “epoca” in cui presumibilmente andava di moda – non è proprio paragonabile ad una gravidanza a cinquantaquattro anni. Ma tant’è …

L’età, tuttavia, non è il solo fatto strano nella vicenda di questa maternità tardiva. Penelope, infatti, non solo dovrà fare i conti con una madre attempata, ma non avrà nemmeno un padre. Non credo sia necessario avere per forza una famiglia “normale”, i ruoli padre-madre non sono così vincolanti: è necessario che nella famiglia ci sia molto amore. […] la famiglia è importante indipendentemente da come è composta, del resto i problemi ci sono in tutte le famiglie, anche in quelle “normali”, osserva la cantante.

Ecco, è quel normale virgolettato che mi lascia interdetta. Eh sì, perché nel momento in cui ammette l’anormalità della sua esperienza, non mi pare che sia stata sincera affermando che le polemiche sulla sua maternità l’hanno stupita. E, certamente, non dovrà stupirsi se qualche strascico ci sarà, sulla sua storia, soprattutto nel momento in cui non ha escluso che il prossimo potrebbe essere maschio. Chissà se aspetterà i 60 anni o si deciderà prima?

[nella foto la copertina del CD Io e te da questo sito]

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GIULIA NICOLE: UNA MISS CON FIANCHI TROPPO LARGHI MA …


con due palle così! E brava Giulia Nicole Magro, Miss Italia mancata per un soffio (è arrivata seconda, nel 2010, preceduta dalla miss in carica Francesca Testasecca), diciottenne con il pallino della moda ma che, per il momento, si impegna nello studio, decisa a prendersi la maturità scientifica a Vicenza, la sua città.

Lunga chioma bionda, occhi azzurri, un corpo statuario, la ragazza ha un metro e ottanta per cinquantasette chili, roba da fare un’invidia pazzesca a molte (a me sicuramente!). Eppure nel mondo della moda la bellezza, quella vera e genuina, non basta: è stata invitata, dall’agenzia a cui si è rivolta, a perdere tre centimetri di fianchi perché 92 sembrano eccessivi, meglio 89. Ma lei non ci sta e osserva: “giuro che se mi chiedono ancora di dimagrire, mollo tutto. Non ho intenzione di fare la fame“. Sagge parole e un ottimo esempio per le sue coetanee che, con il mito della velina o dell’indossatrice anoressica, rischiano davvero di ammalarsi. E di anoressia, quella vera, naturalmente, si può anche morire.

Giulia Nicole alla salute ci tiene, anche a costo di rinunciare al suo sogno: «Ho fatto sport e continuo, ho una vita normale, vado a scuola faccio la quinta scientifico a Vicenza, mi sono divertita a partecipare a sfilate locali. Tutto qui. Se per essere una vera indossatrice devo cambiare, non ci sto. Ciò che chiedono è davvero assurdo».

Assurdo, certo. Ma per arrivare a definire assurde certe richieste ci vuole, soprattutto, una testa ben piazzata sul collo. E purtroppo molte ragazze, proiettate nel luccicante mondo delle passerelle e dei guadagni stratosferici, la testa rischiano di perderla. Senza nemmeno capire che, facendo il verso a Morandi, “una su mille ce la fa“. O forse anche meno.

[fonte: Il Corriere]

AGGIORNAMENTO DEL POST, 28 GENNAIO 2011

Alla fine ce l’ha fatta: Giulia Nicole sfilerà il primo febbraio per Renato Balestra nell’ambito delle manifestazioni dell’alta moda a Roma. Lo stilista, che l’aveva già notata a Salsomaggiore, dichiara di non avere alcun problema a far sfilare la modella veneta con i suoi abiti e precisa: «Bisogna premettere che una cosa è fare l’indossatrice e un’altra è partecipare al concorso di Miss Italia. Nello stesso tempo non escludo nemmeno che nella moda possa essere impiegata una modella con la taglia 44».

Anche il patron di Miss Italia, Patrizia Mirigliani, ha annunciato che fin dalla prossima edizione del concorso saranno ammesse ragazze con la taglia 44. Sul nuovo regolamento esprime il proprio apprezzameno anche Maurizio Costanzo: «Tempo fa fui io a proporre per primo di togliere le misure standard per le concorrenti di Miss Italia e oggi condivido la decisione di Patrizia Mirigliani di ammettere la taglia 44. Finalmente tornano le forme e forse questo è un antidoto all’anoressia».

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