13 gennaio 2011

TEST D’AMMISSIONE A MEDICINA: EQUO O INIQUO?

Posted in attualità, cultura, figli, Silvio Berlusconi tagged , , , , , a 9:22 pm di marisamoles

Due giorni fa è stato pubblicato su Il Corriere un articolo, presente sul numero in edicola di OK Salute, in cui il dottor Alberto Zangrillo, medico personale di Silvio Berlusconi, si lamentava del fatto che il figlio non avesse superato il test per essere ammesso alla Facoltà di Medicina. Secondo il medico, i test sarebbero iniqui e precluderebbero, per vari motivi, la possibilità di studiare Medicina a giovani ragazzi motivati. Come testimonia Zangrillo, in suo figlio, infatti, la “vocazione” era nata negli ultimi tre anni del liceo e, dopo l’Esame di stato, si era preparato con grande serietà tutta l’estate per superare il test d’ingresso. Ma aveva fallito e, da genitore, il dottore aveva accolto la cosa con grande delusione.

Zangrillo nell’articolo si dimostra contrario a questi test, almeno alla tipologia attuale, anche in quanto medico e professore universitario. Spiega così la sua contrarietà: dal mio punto di vista di medico e professore universitario, trovo che le modalità che regolano l’accesso alle facoltà di medicina siano deludenti e inique. A oggi, si decide in un quiz di poche ore del futuro, del progetto di vita di un giovane; si stabilisce in base a questa performance se quel ragazzo o quella ragazza potranno diventare dei buoni medici, se hanno attitudine per questa disciplina. Credo che rispondere a 100 domande in 100 minuti non ci dia alcuna garanzia di selezionare veramente le risorse migliori, quelle che saranno per esempio in grado di gestire quel particolare equilibrio psicologico richiesto a chi lavora in corsia e di condividere con gli altri quelle qualità umane che deve possedere chi è a contatto con i pazienti e la loro sofferenza. (LINK dell’articolo)

Insomma, troppe domande di cultura generale, che ben poco hanno a che vedere con la futura professione medica, e troppo poco tempo per rispondere: un minuto per quesito significa, infatti, che non si ha quasi la possibilità di rivedere le risposte. Da insegnante di liceo posso affermare che, tranne casi rari di docenti con il cronometro in mano durante le verifiche, gli studenti hanno sempre tempo sufficiente per svolgere le attività richieste e viene spesso consigliato caldamente di rivedere gli elaborati prima di consegnarli. Sono poco abituati, quindi, a fare la gara con il tempo. Consideriamo, inoltre, che la cultura generale, seppur importante, non è indispensabile per chi sceglie di proseguire gli studi con l’obiettivo di avviarsi alla professione medica. Allo stesso modo, chi decide di frequentare Lettere e Filosofia, ad esempio, non deve per forza possedere un’ottima conoscenza della matematica, della fisica e della chimica, anche se, frequentando il liceo, dovrebbe possedere delle discrete conoscenze in quelle materie.

Pronta la risposta di una dottoressa, prossima all’abilitazione alla professione medica. La lettrice de Il Corriere, infatti, scrive una lettera al quotidiano in cui si dichiara contraria a quanto asserito da Zangrillo e, con tono piuttosto ironico, riguardo al test di ammissione alla Facoltà di Medicina afferma che Esso, pur con molti limiti, ha al momento il grande, grandissimo merito di far si che i più bravi e preparati (pur senza conoscere alcun professorone o alcun parlamentare che possa dargli “un aiutino”) riescano a mettere a frutto gli anni di studio e le proprie conoscenze, e riescano a inserirsi nell’ambito della sanità, ambito che dovrebbe accogliere solo i “migliori” perché vi si gioca la vita delle persone, ma che spesso invece va ad accogliere “i più conosciuti” o “i più sponsorizzati” a discapito della qualità del servizio erogato.

Lasciamo stare il tono provocatorio, che corre lungo tutta la missiva: è più che evidente che la signora in questione ce l’ha con Zangrillo perché medico di fiducia del Presidente del Consiglio. La cosa che, secondo me, è sconcertate è che la dottoressa non abbia capito che il medico, nell’articolo su OkSalute, ha puntualizzato che le critiche mosse al test nascono dalla sua esperienza di medico e di professore universitario, non dal dispiacere, se non rancore, provato di fronte al fallimento del figlio. Nonostante tutto, la firmataria (il nome non è stato pubblicato, guarda un po’), della lettera continua ad attaccare Zangrillo: Certo, comprendo che il dottor Zangrillo preferirebbe per l’accesso alla facoltà di Medicina un concorso simile a quello per l’accesso alle Scuole di Specializzazione: là è probabile che suo figlio e i tanti, tantissimi “figli di” che affollano gli ospedali e le università, potrebbero arrivare addirittura primi. (LINK della lettera)

La risposta del medico non si è fatta attendere: nel pomeriggio, infatti, è stata pubblicata una lettera di Zangrillo in risposta alla neo-laureata in Medicina che avrebbe travisato le sue parole. Così replica il medico e professore universitario: Sottolineo che il centro del problema, come erroneamente interpretato, non è la mia vicenda personale e familiare. Ho infatti tutta l’autorevolezza per affermare che i test, così come sono concepiti, non permettono di individuare un buon medico in uno studente che si affaccia alla carriera universitaria ma sono ovviamente favorevole alla selezione. […] È migliore un test che privilegia quesiti di tipo logico e di problem solving rispetto a test puramente nozionistici che penalizzano completamente uno studente motivato. Ideale sarebbe inserire con gradualità uno schema che conducesse a definire dei parametri che lungo il percorso di studi, se non ottemperati, portassero prima a un richiamo e poi all’esclusione, magari entro l’arco del primo anno. Il tutto dovrebbe però configurarsi all’interno di un sistema più selettivo. Le nostre Facoltà sono intasate e rischiano di essere una fabbrica di persone insoddisfatte che non si sono mai confrontate con le loro reali potenzialità. La meritocrazia, non è soltanto una bella parola, ma deve tradursi in un sistema efficiente. (LINK dell’articolo)

Chi ha ragione? Per me Zangrillo.

[foto da Il Corriere]

Annunci

4 commenti »

  1. Personalmente credo che il test di ammissione così come è attualmente strutturato può garantire una selezione efficace. Tutti gli altri metodi passati in rassegna non rappresentano comunque una garanzia di correttezza ed efficace migliore rispetto al sistema attuale.

    Mi piace

  2. marisamoles said,

    @ Davide Marchisio

    Non conosco bene i test ma so di tanti giovani, molto motivati, delusi per non aver superato il test. Non credo che dalle conoscenze di cultura generale si riesca ad intuire che il candidato sia destinato a diventare un buon medico.
    Molto meglio, secondo me, sarebbe una selezione dopo il primo anno: chi conclude con una buona media tutti gli esami va avanti, chi rimane un po’ indietro ma ha valutazioni superiori al 25 ha un’altra chance, gli altri a casa. Sarò drastica, ma la penso così.

    Mi piace

  3. Luca said,

    Scrivo in ritardo di qualche giorno, ma con il piacere di condividere insieme punti di vista importanti.

    Selezionare è essenziale.
    Decidere le modalità per farlo, lo è altrettanto.

    I test a risposta multipla mirano a valutare principalmente le “conoscenze” di tipo mnemonico e nozionistico.
    Si tratta pertanto di verifiche di tipo strutturato.

    I problem solving appartengono alla categoria semistrutturata e pertanto adatti a valutare “abilità” e “competenze”.

    Essendo l’accesso alle università italiane ancora libero a partire da qualunque scuola superiore, ed essendo ogni scuola superiore dal professionale al liceo classico specificamente indirizzate verso obiettivi formativi diversi, ci si aspetta che la scrematura di ingresso per le università sia basata su parametri oggettivi che valutino principalmente le “conoscenze”, in quanto le abilità e le competenze variano grossomodo da istituto ad istituto ed andranno soprattutto apprese e formate in itinere presso le università attraverso gli esami ed i corsi specifici.

    Selezionare l’ingresso alle università in base alle “abilità” e “competenze” piuttosto che le sole “conoscenze”, sarebbe equivalente ad affermare che si vuole privilegiare quella parte della società che per un motivo o per l’altro ha avuto la possibilità di acquisirle.

    Se un familiare è medico, potrà preparare il figlio fornendo “abilità” e “competenze” di medicina migliori qualunque scuola superiore egli abbia fatto.
    Idem con qualsiasi altro mestiere.

    Il mio invito è quello di non farsi raggirare dal saio dei buoni propositi.

    Se potessi pubblicare le mie opinioni sul Corriere….. quante cose avrei da dire.

    Mi piace

  4. marisamoles said,

    Ciao Luca! Mi mancavano i tuoi commenti lucidi e pacati. 🙂

    Sono d’accordo con te che nei test bisogna valutare le conoscenze e non le competenze e abilità. Ma almeno potrebbero impostare i questiti sulle conoscenze specifiche per una determinata facoltà. Per Medicina, ad esempio, a che serve conoscere I Promessi Sposi o la Divina Commedia?
    E poi, secondo me, non ha molto senso pretendere che i candidati rispondano a 100 quesiti in 100 secondi. Anche se è vero che un bravo medico a volte deve saper prendere delle decisioni in fretta, capita che quando si agisce d’istinto anziché affidarsi alla riflessione si sbagli.

    Io credo che tu possa esprimere le tue opinioni anche suIl Corriere (ci dev’essere uno spazio per i lettori), ma se ti accontenti di farlo qua io ne sono felice. 😀

    Mi piace


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Like @ Rolling Stone

Immagini, parole e pietre lanciate da Mauro Presini

Dottor Lupo Psicologo, Battipaglia Salerno

Consulenza Sostegno Diagnosi

Scaffali da leggere

Consigli di letture, recensioni e frasi tratte dai libri.

Willyco

in alto, senza parere

Macaronea

Considerazioni sparse di una prof (precaria) di lettere.

Diemme - La strada è lunga, ma la sto percorrendo

Non è vero che sono invincibile, mi rompo in mille pezzi anche io...è solo che ho imparato a non fare rumore. *** Amami quando meno lo merito, che è quando ne ho più bisogno (Catullo) - Non sprecate tempo a cercare gli ostacoli: potrebbero non essercene. Franz Kafka —- Non è ciò che tu sei che ti frena, ma ciò che tu pensi di non essere. Denis Waitley -- Non c'è schiaffo più violento di una carezza negata

viaggioperviandantipazienti

My life in books. The books of my life

Nonseinegato

Scuola, matematica... e altro

benvenut* su alerino.blog

pagina a traffico illimitato, con facoltà di polemica, di critica, di autocritica, di insulti...

Marirò

"L'esistenza è uno spazio che ci hanno regalato e che dobbiamo riempire di senso, sempre e comunque"

PindaricaMente

C'è una misura in ogni cosa, tutto sta nel capirlo (Pindaro)

Il mestiere di scrivere

LA SCUOLA DI SCRITTURA CREATIVA ONLINE - LABORATORI DIDATTICI E SEMINARI IN TUTTA ITALIA

dodicirighe

...di più equivale a straparlare.

marialetiziablog

salviamolascuolaprimadisubito.com site

Chiara Patruno - Psicologa

Psicologa Dinamica e Clinica presso l’ Universita’ La Sapienza di Roma, Facolta’ Medicina e Psicologia

Le Parole Segrete dei Libri

Una stanza senza libri è come un corpo senz'anima.

onesiphoros

[...] ἀλλ᾽ ὥσπερ ἄνθρωπος, φαμέν, ἐλεύθερος ὁ αὑτοῦ ἕνεκα καὶ μὴ ἄλλου ὤν, οὕτω καὶ αὐτὴν ὡς μόνην οὖσαν ἐλευθέραν τῶν ἐπιστημῶν: μόνη γὰρ αὕτη αὑτῆς ἕνεκέν ἐστιν. Aristot. Met. 1.982b, 25

Il ragazzo del '46

Settanta: mancano solo 984 anni al 3000.

Insegnanti 2.0

Insegnare nell'era digitale

i media-mondo: la mutazione nella connessione

Prove di pensiero di GIOVANNI BOCCIA ARTIERI

Psicologia per Famiglia

Miglioriamo le relazioni in famiglia, nella coppia, con i figli.

Studia Humanitatis - παιδεία

«Oὕτως ἀταλαίπωρος τοῖς πολλοῖς ἡ ζήτησις τῆς ἀληθείας, καὶ ἐπὶ τὰ ἑτοῖμα μᾶλλον τρέπονται.» «Così poco faticosa è per i più la ricerca della verità, e a tal punto i più si volgono di preferenza verso ciò che è più a portata di mano». (Tucidide, Storie, I 20, 3)

unpodichimica

Non tutto ciò che luccica è oro, ma almeno contiene elettroni liberi G.D. Bernal

scuolafinita

Un insegnante decente (CON IL DOTTOR DI MATTEO)

occhioallapenna

Buongiorno e leggerezza!

penna bianca

appunti di viaggio & scritti di fortuna

Pollicino Era un Grande

Psicologia e dintorni a cura della Dr.ssa Marzia Cikada (Torino e Torre Pellice)

la fine soltanto

un blog e un libro di emiliano dominici (per ingrandire la pagina premi ctrl +)

ACCENDI LA VITA

Pensieri, parole and every day life

CRITICA IMPURA

LETTERATURA, FILOSOFIA, ARTE E CRITICA GLOBALE

Laurin42

puoi tutto quello che vuoi ( whatever you want you can)

LE LUNE DI SIBILLA

"Due strade trovai nel bosco, io scelsi la meno battuta, per questo sono diverso"(R.Frost)

Il mondo di Ifigenia

Svegliati ogni mattina con un sogno da realizzare!

Il Blog di Raffaele Cozzolino

Pensieri, riflessioni, tecnologia, informatica

Ombreflessuose

L'innocenza non ha ombre

Into The Wild

Happiness is real only when shared

roceresale

faccio buchi nel ghiaccio

Alius et Idem

No sabía qué ponerme y me puse feliz.

A dieta...

...ma con una forte passione per il cibo e le rotondità!

Quarchedundepegi's Blog

Just another WordPress.com weblog

Ma che Bontà

Le ricette di Cle

Ecce Clelia

Storie e pensieri di una mente non proprio sana, messi in una bottiglia e lasciati andare verso ignoti ed ignari lettori, naufragati su questo sito.

OHMYBLOG | PAOLOSTELLA

just an other actor's blog

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: