UNA POESIA PER NATALE: CARO GESU’ BAMBINO …


Come ogni anno volevo dedicare ai miei lettori una poesia per Natale. Ma ero un po’ stufa dei soliti poeti noti e arcinoti. Insomma, volevo una poesia diversa da quelle che mi rimandano alla mia infanzia e che si tramandano di generazione in generazione. E allo stesso tempo, desideravo trovare un testo che potesse far riflettere su questo nostro mondo che, ahimè, non è più nemmeno capace di emozionarsi per una ricorrenza che dovrebbe ricordarci di chi siamo figli e invece ci ricorda solo che dobbiamo correre a prendere i regali, altrimenti che Natale sarebbe.

Alla fine, l’ho trovata. Non è nemmeno nuova, nel senso che gira nel web da un bel po’ d’anni. Tuttavia, non la conoscevo così come non conosco la sua autrice, Giuliana Martirani, che ho scoperto essere napoletana, docente universitaria di Geografia Politica ed Economica e di Politica dell’ ambiente, nonché membro di Pax Christi, del MIR, collaboratrice in numerose altre esperienze pacifiste, ecologiste, della solidarietà, nonviolente. (per la biografia, clicca QUI)

Ecco la poesia. Non la commento perché si commenta da sé.
E ancora Buon Natale a tutti.

Caro Gesù Bambino, ti voglio avvisare…
Caro Bambino,
ora che di nuovo nasci bambino sulla Terra,
ti voglio avvisare:

Non nascere nella cristiana Europa:
ti metterebbero solo solo davanti alla Tv
riempiendoti di pop corn e merendine
e ti educherebbero a essere competitivo,
uomo di potere e di successo,
e a essere un “lupo” per altri bambini
semmai africani, latinoamericani o asiatici.
Tu che sei l’Agnello mite del servizio.

Non nascere nel cristiano Nord America:
ti insegnerebbero che sei superiore agli altri bambini,
che il tempo è denaro,
che tutto può essere ridotto a business, anche la natura,
che ogni uomo “ha un prezzo”
e tutti possono essere comprati e corrotti;
e ti eserciterebbero a sparar missili e a fare embarghi
che tolgono cibo e medicine ad altri bambini.
Tu che sei il Principe della pace.

Evita l’Africa:
ti capiterebbe di nascere con l’aids
e di morire di diarrea, ancora neonato
oppure di finire profugo in un Paese non tuo
per scappare a delle nuove stragi degli innocenti.
Tu che sei il Signore della Vita.

Evita l’America Latina:
finiresti bambino di strada oppure ti sfrutterebbero
per tagliar canna da zucchero o raccogliere caffè e cacao
per i bambini del Nord del mondo
senza mai poter mangiare una sola tavoletta di cioccolato.
Tu che sei il Signore del creato.

Evita anche l’Asia:
ti metterebbero “a padrone” lavorando quattordici ore al giorno
per tappeti oppure scarpe, palloni e giocattoli
da regalare… a Natale… ai bambini del Nord del mondo,
e tu andresti scalzo e giocheresti a calcio con palloni di carta o pezza.
Tu che sei il Padrone del mondo.

Ma soprattutto non nascere… di nuovo in Palestina:
alcuni ti metterebbero un fucile, altri una pietra in mano
e ti insegnerebbero a odiare i tuoi fratelli… di stesso Padre:
gli ebrei, i musulmani e i cristiani.
Tu che ogni anno sei inviato dal Padre per darci il suo amore misericordioso.

Caro Bambino, a pensarci bene,
devi proprio rinascere in tutti questi posti
ma non nei cuori dei bambini,
e dei Paesi “piccoli e deboli”:
là ci stai già,
ma nei cuori dei grandi e dei Paesi “grandi e potenti”
perché come hai fatto tu stesso:
Dio potente che diventa bambino impotente, rinascano anch’essi:
piccoli, innocenti e finalmente… deboli.

(da Il drago e l’agnello)

RIFORMA UNIVERSITÀ È LEGGE: IL TESTO APPROVATO AL SENATO


La riforma Gelmini è legge. L’aula del Senato ha infatti dato il via libera definitivo al testo sull’università approvandolo con 161 sì, 98 no e 6 astenuti. Hanno votato a favore Pdl, Lega e Fli. Hanno votato contro Pd e Idv. Si sono astenuti (anche se al Senato vale come voto contrario) Udc, Api, Svp e Union Valdotaine. «La riforma verrà attuata fin dal prossimo anno accademico» ha annunciato il ministro dell’Istruzione nel corso della registrazione di Porta a Porta. La Gelmini ha sottolineato che entro i prossimi sei mesi tutti gli adempimenti e i decreti attuativi saranno approvati.
(LINK della fonte)

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