SI PUÒ DIRE BUON NATALE?

Ormai viviamo in una società multietnica. Questo è sotto gli occhi di tutti. Nelle scuole, soprattutto, sono molti i bambini stranieri, le nuove generazioni che, di fatto, cresceranno qui e, con ogni probabilità, si sentiranno più italiani dei loro genitori.

Di integrazione culturale ho parlato più volte, sempre con un certo scetticismo perché, almeno per gli immigrati adulti, è sempre molto difficile integrarsi e spesso il concetto di integrazione viene confuso con l’annullamento delle proprie tradizioni e l’accettazione incondizionata della cultura del Paese ospitante. Ma le cose stanno diversamente. Nessuno chiede a nessuno di rinunciare alle proprie tradizioni e alla propria religione. Semmai, l’integrazione si dovrebbe basare sul rispetto reciproco e la libertà di professare, ad esempio, la propria religione senza per questo sentirsi discriminati.

Purtroppo, però, accade sovente che i discriminati siano proprio gli Italiani, specialmente i bambini che frequentano le scuole materne ed elementari. Ogni anno, a Natale, le maestre si pongono il problema della celebrazione di una festa che non è più condivisa dalla totalità degli scolari. E così succede che scompaiano dalle scuole gli addobbi natalizi, né albero né presepe, non si preparino più i “regaletti” per i genitori (ricordo ancora, con una certa emozione, un rametto di agrifoglio in pannolenci che avevo preparato in seconda elementare per mamma e papà) e guai a proporre delle recite sul tema della natività. Tutt’al più si può osare un timido accenno a Babbo Natale, ma parlare di Gesù Bambino è del tutto improponibile.


Succede, così, che non volendo ferire la sensibilità dei bambini che professano altre religioni (specie i mussulmani), alla fine si provoca non poca delusione nei piccoli che a casa sentono parlare di questa festività e di tutti gli oggetti e i personaggi che la animano. Ovviamente, la presa di posizione di alcune scuole suscita il malcontento e le proteste delle famiglie. Ad esempio, le mamme milanesi chiedono spiegazioni all’assessore all’Istruzione di stanza a Palazzo Marino. (come riporta Repubblica nell’ed. milanese del 20/12)

Proteste a parte, gli esperti che ne pensano? I cattolici, ovviamente, dissentono ma anche gli studiosi delle religioni sono dell’avviso che sacrificare, in nome della tolleranza, le proprie tradizioni sia un grave errore. «Quel che ci serve – spiega Ugo Perone, docente di Filosofia delle religioni all´Università del Piemonte orientale e inventore, negli anni Novanta a Torino, di uno dei primi “calendari multietnici” – è una cultura dell´accoglienza, non la rimozione di aspetti autentici e profondi come il cristianesimo è tuttora in Italia».

Ma siamo sicuri che gli auguri di Buon Natale possano non essere ben accetti?

Qualche giorno fa a scuola ho avuto modo di fare una chiacchierata con uno studente, che non frequenta una delle mie classi, che so essere straniero. Alla fine, prima di fargli gli auguri, mi sono informata sulla religione da lui professata. “Sono cristiano ortodosso, non si preoccupi. Anche noi festeggiamo il Natale e poi, anche se così non fosse, che male può fare un augurio se è sincero? Perché gli auguri di Buon Natale dovrebbero offendere qualcuno? Questa è una tradizione, chi non la condivide non ne subisce comunque alcun danno, ma gli farà piacere l’augurio in ogni caso, come se fosse buon ferragosto”.

Allora, rincuorata da questo “saggio” quindicenne, prendo il coraggio a quattro mani e AUGURO A TUTTI I MIEI LETTORI

10 pensieri riguardo “SI PUÒ DIRE BUON NATALE?

  1. Secondo me chi a scuola non vuole festeggiare, non festeggi. Non si può rinunciare alle proprie tradizioni solo perchè si ha vicino qualcuno che la pensa diversamente. In questo noi italiani siamo proprio stupidi, vi risulta che in qualche paese musulmano rinuncino alle loro abitudini o tradizioni solo perchè ci sono degli occidentali ? credo proprio di no, ma se noi vogliamo continuare a farci del male da soli, continuiamo pure sui questa strada che ci riusciamo benissimo…. Buon Natale Marisa

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  2. Sono romena e mi trovo in Italia da piu di 12 ani.Ho un figlio di 14,con quale parlo spesso di somilianze e diversita culturali ,di attegiamenti ,di religione e integrazione.Le diro che i ragazzi non hanno pregiudizzi!
    A volte, per le feste, porta acasa degli amicheti di diverse culture ed religioni…e bello guardarli perche sono molto contenti e non hanno la curiosita di capire sempre cosa si festeggia !
    Secondo me,il problema non sono i ragazzi, ma alcuni genitori e chi da reta a loro!
    Mi auguro che i crocefissi tornino nelle aule e che Dio aiuti chi “ha il coltelo dalla parte del manico” di salvaguardare Italia e la sua cultura e non dimenticare che un paese multietnico e un paese con piu tradizioni, con una cultura arrichita .
    spero con tutto il cuore che Gesu Bambino ci pori piu pace e piu serenita…
    Buon Natale a tutti! e scusate l’italiano scarsso..

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  3. @ Raffaele Quarchedundepegi e Cristina

    Grazie per i vostri commenti. Confortata dalla condivisione che manifestate nei confronti di ciò che ho scritto, vi faccio gli auguri affettuosi di Buon Natale! 🙂

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  4. Salve prof.
    bella riflessione e soprattutto è stato un bel gesto l’averla riportata, spero solo che faccia riflettere molti. La strada per l’integrazione è lunga, ma non è detto che non sia percorribile. Inoltre non è giusto privarsi delle proprie tradizioni, come lo è il Natale, soprattutto per i bambini…sono questi i ricordi che rimangono per sempre.

    Colgo l’occasione per augurarLe un FELICE NATALE e un sereno Anno Nuovo. 🙂

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  5. Ciao Josè e bentornato! 🙂

    Mi fa piacere che tu apprezzi questa riflessione e grazie per la condivisione che manifesti.

    Anche a te auguro di cuore un Felice Natale e che il 2011 ti riservi nuove gioie e soddisfazioni … specie nello studio. (sai com’è, la deformazione professionale … noi prof non pensiamo ad altro 😉 )

    Spero di risentirti presto. Sono felice che tu continui a seguirmi qui e che ti ricordi della tua “vecchia” prof. 🙂

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  6. @ M. Antonella

    Ciao carissima! Mi fa piacere risentirti e ancora grazie per i complimenti che non mi fai mai mancare! 🙂

    Ti auguro un 2011 ricco di soddisfazioni … noi insegnanti ne abbiamo davvero bisogno.

    Ti vengo a trovare presto, non dubitare.

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