13 dicembre 2010

GLI INSEGNANTI, I MENO PAGATI DI TUTTI I DIPENDENTI PUBBLICI

Posted in lavoro, MIUR, scuola tagged , , , , a 3:28 pm di marisamoles


Riporto per intero un articolo apparso sul sito di Tuttoscuola.com:

L’annuale Budget dello Stato che il dipartimento del Ministero dell’Economia e delle Finanze pubblica a fine anno conferma anche per il 2011 la previsione che il personale della scuola sarà fanalino di coda nelle retribuzioni dei dipendenti pubblici, come era già successo per il 2010.

La media generale del costo annuo medio persona, che corrisponde sostanzialmente alla retribuzione media percepita, è di 42.511 euro per dipendente pubblico.

Il costo annuo medio persona per i dipendenti del ministero dell’istruzione è invece pari a 39.640 euro, ed il più basso in assoluto tra i dipendenti di tutti i comparti pubblici.

Stanno di gran lunga meglio degli insegnanti i dipendenti del ministero della salute per i quali il Budget 2011, confermando il dato 2010, prevede un costo annuo medio persona di 55.645 euro e anche quelli del ministero dell’ambiente con 55.193 euro oppure i dipendenti del ministero delle politiche agricole e alimentari con 55.127 euro. Per non parlare poi dei dipendenti del ministero della giustizia per i quali il Budget 2011 prevede un costo annuo medio persona pari a 54.141 che nel 2010 hanno avuto, comunque una previsione di 55.481.

Tra il top stipendiale dei dipendenti della sanità e quello degli insegnanti il Budget fa registrare una differenza di costo medio annuo persona di 16.005 euro, pari al 40% rispetto al costo medio dei docenti.

Il Budget consente anche di constatare che i costi complessivi per le retribuzioni nelle amministrazioni centrali dello Stato ammonteranno per il prossimo anno a 73,2 miliardi di euro, con un sensibile risparmio rispetto ai 77,4 miliardi indicati nel budget nel 2010 e ai 76,7 miliardi del 2009. Le politiche di contenimento della spesa pubblica del ministro Tremonti hanno indubbiamente avuto effetto.

C’è bisogno di aggiungere altro?
E adesso, per favore, non obiettate che gli insegnanti lavorano meno e hanno più vacanze. Nel tal caso, non garantisco che le mie risposte ai commenti siano pacate come sempre.

[l’immagine è tratta da questo sito]

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13 commenti »

  1. frz40 said,

    E’ difficile commentare dati di questo tipo, non conoscendo il numero, le mansioni e la composizione delle quallifiche delle singole categorie.

    C’è un modo per comparare mela con mela?

    Gli stessi insegnanti hanno responsabilità e carichi di lavoro molto diversi tra loro ed è ingiusto se, come credo, sono pagati allo stesso modo.

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  2. marisamoles said,

    @ frz

    Se si parla di media, poco importa conoscere numero, mansioni e composizione delle qualifiche delle singole categorie. Il problema è che per gli insegnanti, l’unica differenza stipendiale è data dall’anzianità di servizio. Poi onestamente non so se la media contempli tutti i dipendenti del MIUR. Fatti due conti, mi pare che la media sia troppo alta, considerando solo gli insegnanti.

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  3. frz40 said,

    La media è quella cosa per cui se uno mangia un pollo e l”altro non ne mangia, tutti e due hanno mangiato mezzo pollo.

    Ora, correggimi se sbaglio, se nella scuola ci sono ad esempio tanti supplenti che vengono pagati solo per le ore nelle quali insegnano, ognuno di loro conta per uno e abbassa la media.

    Così se in altri settori della PA, il mix del personale retribuito ha mediamente mansioni e responsabilità di più alto livello, il loro costo medio sarà giustamente più elevato.

    Se vogliamo lamentarci della retribuzione di un insegnante, non possiamo riferirci alla media dei dipendenti della PA ma a dipendenti di altri ministeri con mansioni e responsabilità equivalenti a quella di un insegnante. Poi, magari, avrai pure anche ragione di lamentarti, ma il costo delle mele dev’essere paragonato con il costo di altre mele.

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  4. marisamoles said,

    @ frz

    Volevo dire che se il confronto è fatto in base alla media, la media vale sia per gli insegnanti sia per i dipendenti degli altri ministeri. Sempre media è e quella dei docenti è decisamente più bassa. Lo sarebbe comunque anche se il dato si riferisse a tutto il personale del MIUR (come credo e ho già ipotizzato).
    Non credo, comunque, che i supplenti con cattedra orario incidano molto perché costituiscono una minoranza. Quando “avanzano” delle ore, di solito sono gli stessi docenti della scuola a spartirsele.

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  5. Giorgio said,

    @marisa
    Con tutta la mia simpatia, ma se il dato si riferisse a tutto il personale del MIUR a maggior ragione dovremmo tener conto, come dice giustamente frz, del differente mix di mansioni e responsabilità.
    Facciamo un paio di esempi: il Ministero della Salute o quello dell’Ambiente, considerato che le materie in questione sono operativamente in carico alle Regioni, nel loro organico dovrebbero avere personale con funzioni di coordinamento e controllo, per cui non certo di basso livello retributivo (gli uscieri sono una minoranza in questi Ministeri e le pulizie le fanno ditte esterne). Stessa considerazione si potrebbe fare per il Ministero della Giustizia. Visitando qualsiasi tribunale ci si può rendere conto del rapporto che c’è tra numero di giudici ed addetti alle cancellerie (tutti ovviamente laureati) e personale di basso livello (uscieri, addetti agli sportelli, centralinisti, etc.).
    Il MIUR invece è condizionato dalla grande presenza di personale che si colloca sul livello retributivo basso. Ad esempio, nell’anno scolastico 2007-2008 vi erano (circa) 700.000 insegnanti a tempo indeterminato e 142.000 a tempo determinato. Vi erano poi circa 100.000 insegnanti impegnati in supplenze brevi ed il personale non docente era pari a circa 261.000 addetti.
    Ora, i numeri saranno certamente cambiati, ma presumendo che i tagli siano stati sostanzialmente proporzionali tra personale docente e personale non docente, quest’ultimo rappresenta il 24,5% del totale! (ho escluso volutamente dal conteggio i 100.000 delle supplenze brevi che, dalle lamentele che sento nelle scuole, non vengono praticamente più utilizzati dal MIUR).
    Sicuramente i bidelli e gli addetti alle segreterie abbassano la media e…se tanto mi dà tanto…anche di parecchio, credo. A meno che non abbiano stipendi quasi pari agli insegnanti.

    Però, il tema vero a mio parere sono in generale le retribuzioni in Italia (specialmente se guardiamo alle “nette”).

    Facciamo un esempio, ti prego di non prenderla come una polemica, solo come una “consolazione” 🙂

    Il costo medio annuo 2008 dei quadri (sono impiegati direttivi al massimo livello, solitamente laureati e con responsabilità di poco inferiori ai dirigenti) dell’industria metalmeccanica (una delle meglio pagate del settore privato, il tessile abbigliamento ed il commercio sono notevolmente a livelli inferiori) era di 39.279,24€.
    L’impiegato “tipo” (5° livello) costava 29.870,12€.
    L’operaio “tipo” (4° livello) costava 28.412,78€.
    (fonte: Ministero Lavoro e Prev. Sociale).
    Anche considerando gli aumenti contrattuali intervenuti fino ad oggi (miserelli), i numeri sono ben lontani da quelli di cui parlavamo sopra.

    Non dico niente sull’orario di lavoro, temendo le tue ire 🙂 🙂 🙂 ma anche, soprattutto, essendo assolutamente convinto (in netta opposizione alla cultura imperante nel mio Nord-Est) che non è la quantità che porta al risultato, ma la qualità.
    L’importante è “come” si spende il proprio tempo e non “quanto” se ne spende.
    Ancora un caro saluto

    Mi piace

  6. marisamoles said,

    @ Giorgio

    Di fronte a due esperti di numeri e statistiche getto la spugna. 😥

    Mi limito a far notare che quando intendo tutto il personale del MIUR, faccio riferimento non solo ai docenti e al personale ATA, ma anche ai presidi, i dirigenti provinciali e regionali, gli ispettori … insomma, tutti i dipendenti del ministero. Nel confronto, infatti, si parla di personale dei ministeri non di insegnanti, anche se l’articolo che ho riportato nel titolo parlava di insegnanti.
    Per fare un esempio, io che ho un’anzianità di più di 25 anni sono sotto di circa 6mila euro rispetto alla media e sono un’insegnante. Ciò mi fa pensare che il dato sia riferito ai soli insegnanti perché i dirigenti scolastici e il personale direttivo percepiscono stipendi decisamente più alti che alzerebbero la media.

    Insomma, a me pare che l’obiettivo dell’articolo fosse quello di provare che, nell’ambito della pubblica amministrazione, sulla scuola si tenda a risparmiare di più. E questa non è una novità. 😦

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  7. Giorgio said,

    @marisa
    penso anch’io che spesso certi modi di presentare le cose siano funzionali a ben altri scopi che l’informare.
    Più che esperto di statistiche, in realtà, per mia professione, è sull’economia e sui costi che riesco a dire qualcosa.
    A tal proposito ti segnalo che tutte le cifre dell’articolo e tutte le mie sono riferite al costo del lavoro.
    Da quello che scrivi del tuo stipendio mi par d’intuire (correggimi se sbaglio) che tu ti riferisca al tuo stipendio lordo, per capirci quello che si mette nella denuncia dei redditi.
    Il costo è cosa ben diversa dalla retribuzione lorda.
    Il costo è dato da: retribuzione lorda + contributi sociali a carico dell’azienda.
    I contributi variano da contratto a contratto e spesso da azienda ad azienda, ma più o meno valgono il 36% (circa 29% INPS e 7% INAIL) della retribuzione lorda.
    Vale a dire che se uno riceve in un anno una retribuzione lorda di, per esempio, 35.000€, il suo costo per l’azienda è di 47.600€.
    In altre parole la retribuzione lorda annua media del MIUR è di circa 29.000€.
    Quella del Quadro dei metalmeccanici che davo io è intorno ai 29.500€ (e stiamo parlando di un quasi dirigente…).
    La netta, infine, dipende dalle varie tasse a carico del dipendente.
    Spero di esser stato abbastanza chiaro, cosa che non sempre mi riesce facile. 🙂
    Buona serata.

    Mi piace

  8. marisamoles said,

    @ Giorgio

    Io ti ringrazio per la lezione di economia (ho sempre pensato che un’enorme lacuna dei liceali sia quella in diritto ed economia, discipline non insegnate al classico e allo scientifico e che la gelmini non ha introdotto nemmeno nei licei riformati 😦 ), ma nell’articolo leggo:

    La media generale del costo annuo medio persona, che corrisponde sostanzialmente alla retribuzione media percepita, è di 42.511 euro per dipendente pubblico.

    quindi faccio riferimento alla retribuzione. Ovviamente i dati sono lordi. Se quello indicato fosse lo stipendio al netto, farei salti di gioia … mentre adesso faccio salti mortali per far quadrare il bilancio familiare! 😦

    Ancora grazie per la tua pazienza: farmi ragionare sui numeri è quasi un’impresa disperata … ne sa qualcosa frz! 😉

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  9. frz40 said,

    E bravo Giorgio. E’ quel che cercavo di spiegare anch’io.

    Aggiungo che mio figlio che è uno dei quadri ai quali fai rifderimento, di ore settimanali ne fa 50/55 come minimo, senza alcuna retribuzione aggiuntiva.

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  10. marisamoles said,

    @ frz

    «E’ quel che cercavo di spiegare anch’io»

    L’ho appena detto: è un’impresa disperata! 😉

    Non credo, comunque, che tuo figlio per contratto debba lavorare 50/55 ore …

    Mi piace

  11. frz40 said,

    Confermo “disperatissima” ! 🙂

    Per contratto no, ma per amor del lavoro e della pagnotta, sì. 🙂

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  12. Giorgio said,

    @marisa
    Felice di esserti stato in qualche modo utile.
    Replico:
    il fatto che l’articolo dica che il costo corrisponde “sostanzialmente alla retribuzione media percepita” la dice lunga sulla qualità dell’informazione.
    Ripeto che il costo ha in sè anche i contributi a carico azienda per cui NON può corrispondere alla restribuzione, per sua ovvia natura e composizione.
    Viste le cifre, considerando la composizione che citavo con forte presenza di personale non docente ed il confronto con il costo del privato, sono più propenso a considerare il dato dell’articolo come costo ed a ribadire i contenuti di quanto ho scritto.
    @frz
    anch’io sono quadro, nel tessile/abbigliamento però, per cui uno dei settori privati della fascia “bassa” 😦
    @marisa
    non avrei voluto affrontare il tema orario, ma frz mi dà l’imbeccata: non posso che confermare, le 50-55 ore settimanali per un Quadro sono la normalità.
    Da questo, due considerazioni:
    io credo che se le retribuzioni sono considerate a livello di totale annuo anche le ore di lavoro vadano viste in quest’ottica. Non ha alcun senso paragonare due numeri con basi temporali diverse.
    Ribadisco che per me è più importante la qualità del lavoro che non la quantità, ma poichè le misure della qualità sono sempre difficili, almeno misuriamo le quantità con parametri omogenei.
    Oltre a ciò, penso che il poter perdere il posto di lavoro per crisi economica o per licenziamento non sia una variabile indipendente.
    Avere una certa retribuzione sempre e comunque garantita, indipendentemente dai fattori di crisi d’azienda o di sistema o dai ricatti più o meno leciti dei datori di lavoro non è un “plus” irrilevante.

    La conclusione: non si può ridurre il giudizio sulla congruità della retribuzione senza tener conto dell’orario di lavoro, delle energie spese, dell’esistenza o meno di garanzie contrattuali di vario genere, di benefit, di soldi e di tempo spesi per raggiungere il posto di lavoro, dei fattori ambientali del luogo di lavoro e dell’investimento personale anche nel tempo libero, per citare solo i principali parametri.
    Come dire: i soldi non sono tutto, nella vita! 🙂

    Ancora un caro saluto

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  13. […] Il Corriere e Leggo.it; immagine da questo sito] ARTICOLI CORRELATI: Gli insegnanti, i meno pagati di tutti i dipendenti pubblici e Brunetta: … gli inseganti non sono pagati poco per quel che […]

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