GELMINI AGLI STUDENTI UNIVERSITARI: LA RIFORMA NON VI DANNEGGERÀ. IL VIDEO

Mentre gli studenti universitari sono in agitazione in tutta l’Italia (secondo il MIUR, però, solo uno studente su 100 è contrario alla riforma), il ministro si difende e, soprattutto, con decisione prende le difese di una riforma che ritiene indispensabile per rilanciare l’università italiana, agli ultimi posti nelle classifiche internazionali.

«Ragazzi questa riforma vuole aiutarvi, non danneggiarvi». Il ministro Mariastella Gelmini lancia agli studenti un messaggio su YouTube. «Non vi fate strumentalizzare dai baroni e dai centri sociali – spiega il ministro -. Questo ddl mette voi al centro, non c’è un solo punto del provvedimento che possa danneggiarvi. È per voi, per eliminare privilegi e sprechi, per spazzare via i concorsi-truffa, le parentopoli».
Per la Gelmini «bisogna avere il coraggio di fare le riforme» e lei si è assunta questa responsabilità. L’Italia, secondo il ministro, ha bisogno di questa riforma perché gli atenei italiani oggi sono agli ultimi posti delle classifiche internazionali.

A chi le rimprovera il fatto di non aver messo a disposizione dei fondi per questa riforma, risponde addossando la responsabilità ad altri di questa situazione: «Non è vero che i soldi sono stati pochi. Purtroppo sono stati spesi male per finanziare corsi inutili, sedi distaccate di cui si poteva benissimo fare a meno, iniziative che sono servite a qualcuno ma non certo agli studenti».

A sorpresa, Gianfranco Fini spezza una lancia in favore della riforma universitaria. A conclusione di un incontro all’Università di Lecce, il presidente della Camera si è espresso in questi termini: «Martedì prossimo la riforma dell’università sarà approvata ed è una delle cose migliori di questa legislatura». Fini non solo appoggia la riforma per assicurare «un futuro migliore per i nostri figli», ma ritiene che l’eventuale bocciatura possa essere «un clamoroso errore». Riferendosi agli studenti in agitazione, osserva: «chi protesta deve anche porsi il problema del perché c’è in Italia un così alto numero di disoccupati laureati. C’è un problema di oggettiva qualità dei titoli di studio e di collegamento delle università con le realtà economiche». E in merito ai fondi che non ci sarebbero, sostiene che «l’unico rischio della riforma dell’università è che sia sottofinanziata, ma è sbagliato radicalmente contestarne lo spirito».

[fonte: Il Corriere]