4 novembre 2010

QUANDO IL MEDICO NON È … PAZIENTE

Posted in cronaca, Friuli Venzia-Giulia, salute tagged , , , a 2:08 pm di marisamoles

Quando ci si deve recare dal proprio medico di base, solitamente ci si aspetta una coda interminabile prima che arrivi il nostro turno. Ma noi siamo pazienti, in tutti i sensi, e attendiamo, forse sbuffando un po’, di entrare nell’ambulatorio dove, il più delle volte, restiamo pochi minuti e ce ne usciamo con qualche ricetta o impegnativa per un esame medico.

Quello che è capitato ad una signora di Cervignano (Udine) è davvero singolare: la paziente aveva bisogno di un’impegnativa, quindi non si aspettava nessun rischio per la sua incolumità. Che male può fare, in fondo, un foglietto di carta? Nessuno, ma bisogna tenere conto dello stato di salute, mentale, del medico che ce lo rilascia.

L’ignara signora, accortasi che la prescrizione conteneva delle inesattezze, l’ha fatto notare alla dottoressa che, visibilmente alticcia, ha avuto una reazione per nulla … professionale! Racconta la paziente: La dottoressa non stava nemmeno in piedi, all’inizio pensavo stesse soltanto poco bene. Le ho chiesto di prepararmi l’impegnativa ma mi sono accorta che era sbagliata e le ho fatto notare la cosa. A quel punto sono stata aggredita. La dottoressa ha iniziato ad urlare e a lanciarmi contro le forbici, il portapenne e tutto quello che le passava per le mani. Ho cercato di calmarla ma invano. Ad un certo punto mi ha colpita con un pugno in faccia e, per evitare che mi allontanassi, mi ha chiusa dentro l’ambulatorio a chiave.

La malcapitata, però, è riuscita a recuperare le chiavi dalla scrivania del medico e, una volta libera, si è recata dai Carabinieri a denunciare lo spiacevole episodio. Arrivati sul posto, i Carabinieri hanno trovato la dottoressa in un visibile stato di ebbrezza e per calmarla sono stati costretti a far intervenire un altro medico.

La vittima di questo spiacevole episodio auspica che la vicenda venga ora segnalata all’Azienda sanitaria numero 5 e all’Ordine dei medici della provincia di Udine che, qualora fossero confermate le accuse, potrebbero decidere di prendere provvedimenti nei confronti della dottoressa.

Be’, è proprio il caso di dire che, entrando in un ambulatorio medico, noi dobbiamo essere pazienti ma non possiamo essere del tutto sicuri che il medico lo sia.

[fonte: Messaggero Veneto]

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6 commenti »

  1. Raffaele said,

    Probabilmente la dottoressa aveva dei problemi , per ubriacarsi come ha fatto ed aggredire la paziente. Ringraziando e’ un caso singolare ed isolato, molto più frequentemente si verificano invece casi di pazienti maleducati che aggrediscono ed insultano dottori e dottoresse ( in special modo). Allora veramente occorre una buona dose di savioir fare ed educazione per mantenersi professionali e non cadere nelle provocazioni. Essendo amico di molti medici, sono venuto a conoscenza di tanti di questi casi…..penso che le lunghe attese in sala d’ attesa facciano perdere la pazienza a molti.

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  2. marisamoles said,

    @ Raffaele

    Effettivamente questo è un caso singolare. Normalmente sono i pazienti ad essere poco pazienti in sala d’attesa.
    Poi, le donne sono quelle che perdono più facilmente la calma. Mi spiace ammetterlo ma è così.

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  3. Quarchedundepegi said,

    Perchè considerate normali le lunghe attese? O non è mancanza di organizzazione? oppure addirittura mancanza di rispetto verso il paziente?
    Sarei dell’idea che il “paziente” dovrebbe essere un po’ meno paziente… e che dovrebbe ricordare all'”Addetto ai lavori” che è pagato per curare non per creare “sofferenze”.

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  4. marisamoles said,

    @ quarchedundepegi

    Mah, da paziente ti posso dire che ci sono dei medici -specialmente dottoresse!- che parlano parlano … così tengono ciascun “malato” venti minuti e fanno ritorno a casa dopo le nove di sera (la mia ex dottoressa). Ci sono però dei “malati” che parlano parlano … così fanno perdere un sacco di tempo ai medici (questo succede talvolta con la mia attuale dottoressa che di suo sarebbe alquanto sbrigativa).

    Credo che protestare non servirebbe a nulla e poi non sarebbe nemmeno corretto stabilire dei tempi massimi per ogni paziente. Innanzitutto non sappiamo se chi è nell’ambulatorio e ci sta mezzora ne ha davvero necessità; in secondo luogo, la mia ex dottoressa diceva che a volte i pazienti vanno dal medico solo per parlare, perché sono soli o perché hanno bisogno di qualcuno che li ascolti. Insomma, una specie di psicoterapia gratuita! Confesso che in passato ne ho approfittato anch’io … 😦

    Ma che ne pensi della dottoressa ubriaca?

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  5. Raffaele said,

    Ci sono medici che nn visitano più i pazienti o forse nn sarebbero neppure capaci di farlo, ma sono lesti a prescrivere visite specialistiche e farmaci in abbondanza. Altri che invece nn si limitano a svolgere il compitino, ma cercano di andare a fondo dei problemi e quindi sono più scrupolosi nell’ analizzare i problemi dei pazienti. Ma resta cmq il problema dei tempi d’ attesa lunghissimi, che i medici potrebbero risolvere, ma chissà perché sembra nn abbaino interesse a farlo. La prima causa e’ il numero di pazienti per ogni medico, fino a mille. Il secondo, l’ orario di apertura degli ambulatori, che e’ ridicolo, 2 o 3 ore al giorno, mentre basterebbero almeno 6 ore al giorno per ridurre il problema. Poi i medici potrebbero mettere i bigliettini in sala d’ attesa, qualcuno lo fa e questo aiuta a ridurre i tempi, poi potrebbero limitare le visite degli informatori, fuori dal’ orario di visita..

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  6. @marisa
    La dottoressa ubriaca è un controsenso così come sarebbe un controsenso l’autista di un pullmann di linea alticcio o ben bevuto. Dovrebbe essere punito o, per lo meno, diffidato.

    Se i medici devono curare, alle volte lo fanno molto meglio se “ascoltano”. E, se devono ascoltare, devono prendersi il tempo per farlo, ma non devono far soffrire gli altri. È solo questione di organizzazione e onestà.
    Il paziente, direttamente o indirettamente, paga. Quindi ha dei diritti… e dei doveri. Fra i diritti c’è quello di essere rispettato.

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