4 novembre 2010

IL MISTERO DELLA VALIGIA ROSSA A MALPENSA … OVVERO COME SI ALTERANO LE STATISTICHE

Posted in attualità, viaggi tagged , , , a 5:20 pm di marisamoles

La segnalazione di un viaggiatore, Andrea Magnoni, al Corriere ha davvero dell’incredibile: pare che una valigia rossa, senza etichette e contenente solo vecchie riviste e polistirolo, alteri le statistiche che riguardano i tempi di consegna del bagaglio ai viaggiatori dei voli di linea arrivati a Malpensa. Ecco come:

«Viaggio moltissimo e ho notato più volte come a Malpensa, sul nastro trasportatore di bagagli, appaia spesso una valigia rossa come prima valigia consegnata. La fortunata valigia fa fermare il cronometro che appare sui monitor che indica il tempo trascorso tra l’atterraggio e la consegna del primo bagaglio. Purtroppo dopo la valigia rossa, il nulla per 20 minuti prima che le altre valigie appaiano sul nastro. Ieri sera di nuovo si è presentata per prima e solitaria più che mai la solita valigia rossa. Stufo di essere preso in giro, ho guardato bene la valigia, constatando che non vi era alcuna etichetta di viaggio che indicasse la destinazione e la provenienza. Ebbene, l’ho aperta, certo del fatto che non appartenesse a nessuno, e al suo interno ho trovato solo delle vecchie riviste e del polistirolo. Ecco dunque svelata l’ennesima truffa degli operatori della Sea: i tempi medi di consegna bagagli, che vanno ad influenzare statistiche internazionali e rating sulla qualità del servizio dell’aeroporto, sono truccati con questo stratagemma all’italiana. In allegato fotografie della valigia, del suo contenuto e del monitor del nastro, che indica solo 2 minuti di tempo di consegna (minuti realmente trascorsi: 16).»

Non ho parole.

[foto e notizia da Il Corriere]

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16 commenti »

  1. frz40 said,

    Il Paese dei furbetti, tanto per cambiare.

    Ma mi chiedo, come sempre in questi casi, cui prodest tutto questo?

    Alla SEA per le statistiche internazionali? Non penso.

    Alla SEA per il contratto d’appalto con l’aeroporto?. Non penso.

    In entrambi i casi la SEA non troverebbe mai il personale disponibile a fare questi trucchetti.

    Vuoi vedere che c’è invece qualcuno intressato ad intascare un qualche incentivo personale?

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  2. giusymar said,

    Sono arrivata ieri a Malpensa, con volo da Francoforte.
    Purtroppo non avevo ancora letto questo post e quindi non ho pensato di fare una foto alla valigia.
    Ma ieri mentre aspettavamo l’arrivo delle valigie abbiamo sentito partire il nastro ed è uscita una valigia tutta scalcagnata e vistosamente “usata”. Dopo…il nulla per altri 10 minuti. Naturalmente, all’arrivo della prima valigia, si era stoppato il tempo di rilascio.
    Non ti posso sicuramente dire se è stato un caso, ma….leggendo quanto sopra…mi vengono davvero dei dubbi.

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  3. Quarchedundepegi said,

    Il mondo deve proprio essere dei “dritti”?
    Che tristezza!

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  4. marisamoles said,

    @ frz

    Anch’io mi chiedo cui prodest, ma non so rispondere. 😦

    @ Giusymar

    I dubbi sono legittimi …. anzi, mi pare che proprio non ce ne debbano essere più!

    @ Quarchedundepegi

    Va bene fare i “dritti” ma rimane sempre la domanda: cui prodest?
    Comunque concordo: che tristezza!

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  5. LucaZ said,

    Il Sig Magnoni a quanto pare è piuttosto disinformato: la società che gestisce il volo da lui effettuato (Air Berlin) si chiama AVIAPARTNER e non SEA.
    Prima di accusare una “ennesima truffa di Sea e dei suoi operatori” avrebbe fatto meglio a informarsi.
    E pensare che, come sostiene lui, “viaggia moltissimo”…
    Avanti con il qualunquismo e i luoghi comuni… Ecco la vera tristezza!
    Cordiali saluti a tutti
    Un onesto dipendente Sea

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  6. marisamoles said,

    @ Luca Z

    Io mi sono limitata a pubblicare una lettera inviata al Corriere. Ho anche visto che sul quotidiano erano arrivati molti commenti a supporto della segnalazione del signor Magnoni. Ho motivo di credere che ci sia qualcosa sotto se molti viaggiatori sostengono di aver visto una valigia “abbandonata” sul nastro trasportatore e poi il nulla per molti minuti. Indipendentemente dalla società che gestisce il volo del signor Magnoni, credo che sia necessario conoscere, da parte degli utenti, la verità su questo curioso “mistero”.

    Non ho mai dubitato, almeno io, che alla SEA, o in altre società, ci siano lavoratori onesti che svolgono al meglio e con coscienza il proprio lavoro. Tuttavia, in questo caso credo che i lavoratori c’entrino poco: è la società, qualunque essa sia, che deve spiegare come mai una valigia venga “consegnata”, a nessuno, in tempi brevissimi fermando il timer, mentre i viaggiatori, proprietari dei bagagli che vengono distribuiti, debbano attendere a lungo prima di prenderne possesso.

    Grazie per la Sua precisazione.
    Saluti.

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  7. Temitope.A said,

    Quando si dice che la necessità aguzza l’ingegno

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  8. marisamoles said,

    @ Temitope.A

    Eh, già! 🙂

    Molto interessante il tuo blog. Ho sbirciato un po’, ma mi ripropongo di tornarci con calma.

    Posso chiederti, per curiosità, come sei arrivato qua?

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  9. LucaZ said,

    Infatti la mia critica è rivolta a chi lancia accuse infondate o denigra senza cognizione di causa. Nel caso specifico l’accusa del Sig Magnoni risulta decisamente fuori luogo e oltrechè offensiva.
    Ciò non toglie che anche Sea Handling (che non è Sea Spa) possa adottare l’utilizzo di tali bagagli, ma, ripeto, la lamentela dello zelante passeggero doveva essere indirizzata ad altro handler (se la mia tv Sony ha un difetto, non accuso pubblicamente Philips di dolo…).
    Per completezza di informazione (e qui mi rivolgo a tutti coloro che parlano “per sentito dire”) faccio presente che tali bagagli “fantasma” (appesantiti di proposito) vengono utilizzati unicamente per disincagliare eventuali bagagli leggeri/sferici/impigliati/ecc. che possono essere rimasti sui km di nastro “nella pancia dell’aeroporto”. Le tempistiche di riconsegna NON scattano al passaggio della prima valigia, ma vengono rilevate MANUALMENTE da un addetto del gestore del volo preposto alla riconsegna.
    Spero di aver fatto chiarezza.
    Saluti

    Il mio blog su Malpensa

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  10. marisamoles said,

    @ Luca Z

    Grazie per le informazioni e i chiarimenti.

    Per altri chiarimenti si rimanda a questo LINK.

    Ribadisco che non era mia intenzione accusare nessuno ma solo riportare una segnalazione su cui riflettere assieme ai miei lettori.
    Le spiegazioni portate da un addetto ai lavori credo siano uno strumento utile per chiarire quello che, in un primo momento, era apparso un mistero.

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  11. Temitope.A said,

    @ marisa

    Non sarei sincero a dire di essere capitato qui per caso. Ritengo che il punto forte di internet sia la partecipazione e che il circuito dei blog, dopo l’opensource, incarni meglio di altre realtà questo aspetto. Quindi per, spudoratamente :D,invogliare alla partecipazione sul nostro blog, ritengo non ci sia miglior modo che partecipare a quello di altri. Spero che, dicendo cose interessanti in casa altrui, venga voglia a loro, di visitare la mia. 🙂 Mi vergognerei profondamente a spammare.
    Noi siamo in due su manentscripta, ancora inesperti, a dir la verità.

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  12. marisamoles said,

    @ Temitope.A

    Evviva la sincerità! 🙂

    In ogni caso, ci dev’essere stato almeno un post che ha attirato la tua attenzione … forse questo o forse l’altro. Mah!

    Qui siete tutti i benvenuti, a patto che i commenti siano pertinenti, civili e … simpatici. Ricordo, ahimè, l’accoglienza tutt’altro che calorosa riservatami tempo fa da un “simpatico” blogger che non condivideva l’opinione che avevo espresso commentando un suo post: “Mi è sempre sembrato penoso che qualcuno venisse su altri blog a segnalare la propria esistenza, lasciando qui e là tracce del proprio indirizzo internet.”. Dicono che il mondo è bello perché è vario, ma nella blogosfera mi sa che c’è molto “vario” e poco “bello”.

    Per fortuna, aggiungo, io non la penso affatto come il “simpatico collega”. 😀

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  13. volare said,

    Caro Luca Z, capisco ch tu sia un dipendente onesto della Sea e il tuo prendere le difese di chi ti da’ il pane da vivere e’ ammirevole, ma il viaggiatore viaggia e non guarda di certo i contratti di subappalto tra Sea e un altro gestore in qualche volo. Per il viaggiatore e davanti al mondo intero, la Sea gestisce l’aeroporto e deve pure prendersi le responsabilita’ dell’ operato delle societa’ subapaltate.
    Eppoi questa storia del cronometro che scatta dopo due minuti quando le valigie in realta’ arrivano molto dopo e’ una ver presa in giro… Tu che sei dipendente Sea sai dirmi sen per caso vi siano incentivi economici in caso di consegna rapida dei bagagli? Fosse cosi’, potrebbe essere che qualche tuo collega non onesto trucchi i dati della consegna per arrotondarsi lo stipendio!

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  14. marisamoles said,

    @ volare

    Nel suo ultimo commento Luca Z ha spiegato che «tali bagagli “fantasma” (appesantiti di proposito) vengono utilizzati unicamente per disincagliare eventuali bagagli leggeri/sferici/impigliati/ecc. che possono essere rimasti sui km di nastro “nella pancia dell’aeroporto”. Le tempistiche di riconsegna NON scattano al passaggio della prima valigia, ma vengono rilevate MANUALMENTE da un addetto del gestore del volo preposto alla riconsegna.»

    Mi pareva fosse chiaro. Per gli incentivi, lascio che ti risponda lui.

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  15. LucaZ said,

    Mi rendo perfettamente conto (e parlo per esperienza di tanti anni in vari reparti, sempre a contatto con il pubblico) che il viaggiatore medio non abbia una corretta visione del vastissimo “mondo” aeroportuale, ci mancherebbe! E proprio per questo motivo condanno “la presunzione” di chi pretende di puntare il dito ed emettere sentenze basate su facili luoghi comuni e prive di ogni fondamento cognitivo.
    Provo a fare un po’ di chiarezza: innanzitutto l’aeroporto è di proprietà (termine improprio, ma serve a dare un’idea) di Sea Spa, che mette a disposizione le strutture aeroportuali (area checkin, area imbarchi, piazzale aeromobili, nastri riconsegna bagagli, posteggi, aree commerciali, ecc) ricavandone un introito “di affitto”. Per esempio, un aereo Alitalia sosta in una piazzola per 1 ora: la compagnia Alitalia paga a Sea Spa 1 ora di posteggio. La compagnia Lufthansa occupa 7 banchi di checkin per 2 ore: la compagnia Lufthansa paga a Sea Spa 2 ore di utilizzo di 7 banchi. E così via per mille e più altri esempi…
    All’interno degli aeroporti ci sono compagnie aeree che utilizzano proprio personale per svolgere determinate funzioni. Per esempio mi risulta (ma potrei sbagliare) che a Roma il checkin dei voli Alitalia venga effettuato da personale Alitalia. A Malpensa TUTTI i voli vengono gestiti da società di handling. Sea handling si occupa di voli quali Air One, Easy Jet, Alitalia e svariati altri. Aviapartner è un’altra società di handlig e si occupa, per esempio, dei voli Air Berlin (quello del Sig Magnoni).
    Cosa significa tutto ciò? Semplice: significa che l’ipotetico Sig Rossi che parte per NY con volo Alitalia, troverà una bella e sorridente signorina di Sea handling che gli farà checkin, che il suo bagaglio verrà caricato sull’aereo da personale di Sea handling, che il suo aereo verrà rifornito da personale di Sea handilng e verrà poi “messo in pista” sempre da personale di Sea handling. Quindi se il Sig Rossi in questione ha un problema o una lamentela, deve considerare SOLO un addetto di Sea handling come proprio referente.
    Ovviamente la stessa cosa è valida per quanto riguarda i voli gestiti da Aviapartner.
    Tutto ciò senza considerare altri handlers, quale per esempio Ata, che si occupa con proprio personale di alcune competenze (checkin), lasciandone altre a Sea (piazzale)…
    Dubito fortemente che il passeggero medio (quello che utilizza l’aereo una volta ogni 3 anni per andare sul Mar Rosso) sappia queste cose (e moooolte, moooolte altre…) considerando che spesso chiede dove si faccia il “checkup”, dove sia “il binario”, se la patente sia un documento valido per l’espatrio e tante altre “amenità”. Da un passeggero che orgoglioso sottolinea di viaggiare spesso, invece, ci si aspetta un minimo di conoscenza in materia in più.
    Tanto per fare un altro esempio: valigie come quella incriminata vengono inviate sui nastri per “fare pulizia”, come già spiegato in precedenza. Poniamo il caso che tale valigia venga inviata alle ore 18.50 da un addetto di Sea handling in previsione dello sbarco alle ore 19.00 delle valigie di un volo Alitalia sul nastro nr2. Sullo stesso nastro un addetto di Aviaparter sbarca i bagagli di un volo Air Berlin atterrato alle ore 18.40. Il Sig Magnoni, che ha viaggiato con Air Berlin, si trova davanti al nastro nr2 alle ore 18.50. Vede una valigia rossa sul nastro e cosa pensa subito? Sono atterrato da 10 minuti e questi imbroglioni della Sea (!!!) mandano una finta valigia per farmi credere che hanno già iniziato a sbarcare i bagagli (operazione che, come il buon senso dovrebbe suggerire, comporta minimo 20/25 minuti)… La foto inviata dal Sig Magnoni immortala il display che indica che sul nastro bagagli del suo volo, guarda caso, era prevista la riconsegna bagagli anche di un volo da Oporto gestito da Sea handling…
    Ricordo a tutti i non addetti ai lavori che la tessera “frequent flyer” non denota competenza in materia aeroprtuale e che è assimilabile alla tessera del supermercato, alla raccolta bollini del benzinaio o quella delle pizze da asporto…
    Per quanto riguarda la questione dell’orario che indica la riconsegna del primo bagaglio, ribadendo che non scatta automaticamente al passaggio della prima valigia (banalissimo luogo comune sbandierato a profusione senza cognizione di causa su svariati siti e forum) ma viene digitato manualmente da un addetto dell’handler del volo, non posso giurare sulla buona fede dell’addetto in questione (di qualsiasi handler si tratti, beninteso) non lavorando nello specifico del settore bagagli. Di sicuro ci sono dei tempi minimi da rispettare (se non erro a Malpensa sono 27 minuti) pena infrazioni (e, di conseguenza, sanzioni) e può essere che per non far figurare un disservizio l’addetto di turno “bari” su questi tempi…
    Sempre tornando all’episodio balzato agli onori della cronaca, i bagagli del sig Magnoni sarebbero stati sbarcati 2 minuti (!!!) dopo l’atterraggio del volo (solo Superman ci riuscirebbe, anche il più sprovveduto viaggiatore lo capirebbe) e ciò comporta un evidente errore (in buona fede o cattiva fede non saprei) da parte di un addetto Aviapartner. Mi domando: in tutto ciò cosa c’entra Sea Spa?!? Ricordo che, per farla semplice, Aviapartner paga a Sea Spa un affitto per l’utilizzo delle strutture aeroportuali e gestisce in proprio il singolo volo e del proprio operato risponde ai suoi clienti (i passeggeri).
    A conclusione di questa lunga precisazione (mi scuso per aver monopolizzato troppo spazio) ci tengo a precisare che non difendo Sea per “servilismo” (ho di recente vinto una causa nei suoi confronti per un decennale torto subito…), ma semplicemente perchè proprio non sopporto i luoghi comuni e i sapputelli che si ritengono i depositari del “verbo”. E anche perchè, in qualità di dipendente di Sea Spa, mi sono sentito tirato in causa da uno dei tanti “fenomeni” che quotidianamente transitano da un aeroporto come Malpensa…
    Aggiungo inoltre che ritengo cosa molto grave che il Sig Magnoni si sia preso la libertà di aprire un bagaglio non ben identificato (il fatto che non abbia etichette non significa che non appartenga a nessuno) senza prendersi la briga di contattare un addetto aeroportuale o un agente di pubblica sicurezza (la zona arrivi/riconsegna bagagli è piena zeppa di entrambe le categorie…). E nella sua lettera se ne vanta pure… Alla faccia di privacy e sicurezza…
    Saluti, LucaZ

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  16. LucaZ said,

    Dimenticavo una cosa: quando Volare, riferendosi a Sea, parla di “responsabilita’ dell’ operato delle societa’ subappaltate” non capisco a cosa si stia riferendo.
    Provo a spiegarmi ulteriormente sempre rimanendo sul pezzo: l’aeroporto (Sea Spa) offre delle tratte aeree che una compagnia interessata (Air Berlin) può coprire con i propri aeromobili. La compagnia in questione, ritenendo troppo oneroso l’impiego in loco di proprio personale, affida la gestione dei propri voli a una società di handling (Aviapartner) tra le varie disponibili, in base a costi e prestazioni.
    La società di gestione di Sea a Malpensa si chiama Sea handling.
    Aviapartner è concorrente di Sea handling e, per la proprietà transitiva, lo è anche di Sea Spa.
    Mi rimane il dubbio sulle “società subappaltate”…
    LucaZ

    PS: quasi quasi mi decido a tenere sul mio blog un corso base di materia aerportuale per neofiti… 🙂

    Mi piace


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