DA “IO CANTO” A “TI LASCIO UNA CANZONE” I BAMBINI CANTERINI HANNO GIÀ STUFATO


Audience decisamente in calo per i programmi condotti da Gerry Scotti e Antonella Clerici che vedono protagonisti dei giovanissimi talenti canori. Sulla formula di questo show ho già espresso il mio dissenso (QUI, QUI e QUI), soprattutto in considerazione del fatto che i bambini e gli adolescenti canterini sono sfruttati per ottenere qualche punto di share in più. Prova ne sia anche la decisione di riproporre i due format a nemmeno un anno dalla precedente edizione e in concomitanza fra loro.

Ho già sottolineato in uno dei post linkati il parere contrario di chi davvero se ne intende di bambini talentuosi nel canto: L’Antoniano di Bologna. Ho anche messo in risalto la diversità tra le due trasmissioni citate e il sempreverde spettacolo dell’Antoniano, “Lo zecchino d’oro”. Qui i bambini sono realmente trattati da bambini, si esibiscono con canzoni adatte alla loro età, abbigliati e acconciati in modo adeguato. Nelle trasmissioni della Clerici e di Scotti, invece, sia l’abbigliamento sia le canzoni non sono affatto adatti ai piccoli protagonisti che paiono scimmiottare i grandi.

Mi consola il fatto che la pensi come me anche un vero esperto di televisione: Aldo Grasso. Già a settembre, quando le due trasmissioni erano ai blocchi di partenza, aveva espresso la sua contrarietà ad esibire i bambini in questo tipo di show. Oggi leggo su Il Corriere, in un articolo firmato dal giornalista, che in ogni caso i due programmi della Rai e di Mediaset pare abbiano già stufato.

“Io canto”, condotto col consueto garbo da Gerry Scotti, è passato da una media del 25% di share (gennaio-marzo 2010, sabato sera), ad una del 19,8% (venerdì sera, contro «I migliori anni»), lasciando sul campo quasi un milione di spettatori nel passaggio. Per quanto riguarda “Ti lascio una canzone”, il programma passa da oltre il 33% della prima edizione (primavera 2009, in onda il sabato) all’attuale 21,7% di share, con una perdita di circa un milione e mezzo di spettatori. La Clerici resta leader di una serata che, calcio a parte (d’appeal soprattutto per gli uomini), non brilla certo per ricchezza d’offerta., osserva Grasso.

Ovviamente non si può fare a meno di osservare, a proposito del format, il suo sfruttamento decisamente eccessivo (tre edizioni in due anni, per di più su due reti, pur con alcune diversità fra i due programmi). E anche il pubblico se n’è accorto: mentre i fan di Scotti e dei “suoi” bambini hanno un’età varia –dai più piccoli ai nonni, in genere un pubblico familiare- ormai i fedelissimi della Clerici sono gli over 65, evidentemente incantati dai suoi riccioli d’oro e dalle forme generose, più che non dai piccoli cantanti, anche se è vero che sono soprattutto le donne a gradire maggiormente lo spettacolo. Forse sono le stesse che si dilettano a provare le ricette proposte da “La prova del cuoco” e che apprezzano soprattutto la frizzante conduzione di Antonella, genuina proprio come una torta appena sfornata.

Insomma, credo che questo continuo “sacrificio” dei bambini –non dimentichiamo quelli di Bonolis e del suo “Chi ha incastrato Peter Pan?”- in nome dell’audience debba finire. Restituiamo ai bambini la loro dignità di bambini e facciamoli cantare le canzoni dello Zecchino. Lasciamo Scotti e la Clerici ai loro consueti programmi di successo e magari aspettiamo che qualche nuovo conduttore si faccia strada tra il “ciarpame” della Tv, sia come conduzione sia come programmi, con qualche idea geniale. È da un po’ che non ce ne sono: a me viene in mente, ad esempio, Alessandro Greco e il suo “Furore”, un programma gradevolissimo e ben condotto che, nonostante tutto, ebbe vita breve.


A proposito di Alessandro Greco, in queste settimane sta conducendo un programma davvero adatto ai bambini: “Il gran concerto”, in onda il sabato mattina alle 10 e 30 su Rai3. Un programma certamente innovativo, anche se non è alla sua prima edizione, in cui protagonisti sono proprio loro, i bambini dai cinque anni di età in su che si divertono con le sette note. Stanno in piedi sul podio e dirigono una vera orchestra, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da Alessandro Milani. L’obiettivo è quello di avvicinare i più piccoli alla musica, seguendo i ritmi, imparando a conoscere gli strumenti musicali, il tutto sulle note delle più famose arie classiche, da Mozart a Bach. (LINK). Ma lo spettacolo, inizialmente programmato per la domenica mattina, è ora relegato al sabato, giornata in cui la maggior parte dei piccoli sono a scuola, se escludiamo quelli che frequentano le materne. Una trasmissione pensata per loro, in cui i bambini sono i veri e proprio “registi”, di cui pochi, credo, conoscono l’esistenza. Mi chiedo perché non si ritenga degno questo show della prima serata. Forse perché Alessandro Greco, pur bravissimo e simpatico, non ha il fascino di Scotti, della Clerici o di Bonolis? Eh già, perché poi quello che conta è il conduttore non la trasmissione e chi la anima.

Non mi resta che concludere con una triste riflessione: la Tv ormai ha abdicato dal ruolo educativo che un tempo aveva. Il “ciarpame”, la cronaca nera esibita nei vari talk show e i gossip, che infarciscono sempre più i telegiornali oltreché i programmi dedicati, fanno più share.

12 pensieri riguardo “DA “IO CANTO” A “TI LASCIO UNA CANZONE” I BAMBINI CANTERINI HANNO GIÀ STUFATO

  1. SE,I MIGLIORI ANNI DI CONTI PUR AVENDO LA LOTTERIA,CON CANTANTI PROFESSIONISTI, HA MENO AUDIENCE DI TLUC,CHE SI PRETENDE….CINQUE MILIONI E MEZZO DI MEDIA A PUNTATA NON SONO POCHI,CONSIDERATO COSA PASSA IL CONVENTO IN QUESTO PERIODO.

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  2. @ ailicis

    A parte questo, nell’articolo di Aldo Grasso si mette in evidenza il calo di audience tra le passate edizioni dei due programmi (di cui uno è praticamente il clone dell’altro) e l’attuale. In questo senso possiamo dire che i bambini canterini abbiano stufato.

    Quanto alla noia e ripetività dei palinsensti, è meglio stendere un velo pietoso. 😦

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  3. In primis ti ringrazio per la segnalazione del programma di Greco che non perderò – poi per aggiungere un pensierino posso dire che i bambini inteneriscono ma si esauriscono presto come prodotto televisivo soprattutto se paragonati al mondo adulto, ritengo pertanto che spettacoli basati sui minitalenti non vadano ripetuti a breve distanza ma necessitino del tempo di decantazione prima di essere nuovamente sorprendenti – sul ruolo educativo della Tv ritengo sia impensabile ritornare alla sua passata funzione, la società si è evoluta e con essa i media che la rispecchiano.

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  4. Io mi stupisco, in particolare, che non esistano più programmi per bambini e ragazzi (a parte quelli che vanno in onda sul digitale e sulle payTv). Ricordo i tempi di Bim Bum Bam e Solletico (che guardavo insieme ai miei bimbi). Oggi al posto del primo ci sono i corteggiatori della De Filippi (non commento ché è meglio!) e La vita in diretta. Solo su Rai 3 c’è qualcosa nel primo pomeriggio, ma non certo i contenitori di un tempo.

    Insomma, al proliferare di programmi serali con bambini ma non per bambini, corrisponde la sparizione della vecchia Tv dei Ragazzi. Questo intendo per “programmi educativi”.

    Se parliamo di “evoluzione della scoietà”, a me pare che sia più appropriato il termine “involuzione”. 😦

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  5. L’universo della comunicazione, e in particolare la galassia audiovisiva, sono sensibilmente influenzati dall’avvento delle novità tecniche che ne stanno modificando le caratteristiche.

    Il telespettatore contemporaneo oramai, è interattivo ed abituato a desacralizzare la visione, a non concepire l’autorità dell’immagine ed è consapevole che basta poco per ribaltare i ruoli e diventare egli stesso protagonista dell’acquario elettronico.

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  6. Il problema è che quando c’è in televisione un programma che fa successo te lo ripropongono finchè non viene da lanciare la TV dalla finestra!!!

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  7. @ Psycho-Trutzy

    Concordo, anche se, per non far danni a terzi, conviene sempre spegnerla. Poi, indubbiamente c’è anche il telecomando. Tuttavia, come utente vorrei vedere qualcosa di diverso e di più istruttivo. Non tanto per me che guardo poco la Tv per mancanza di tempo, durante il giorno, e troppo sonno ( 😦 ) la sera, quanto per i più giovani che passano ore e ore davanti al teleschermo.

    Grazie per essere passata di qui. 🙂

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