LA FESTA DI HALLOWEEN È NATA IN EUROPA


La prima volta che ho sentito parlare di Halloween, lo confesso, è stato in occasione della visione del film “ET, l’extraterrestre”. Correva l’anno 1982 e il film di Spielberg fu un successo planetario. Chi non ha mai visto, almeno una volta, il simpatico, ma un po’ inquietante, omino alieno che con il suo dito storto indicava il cielo esclamando “telefono casa”? Piaceva ai grandi e ai più piccoli e credo abbia determinato il successo europeo della festa di Halloween.

Ora, i più tradizionalisti sono portati a pensare che sia una festa staccata dalle nostre tradizioni europee, in particolare da quelle latine. Una sorta di carnevalata fuori stagione, un’altra occasione, l’ennesima, per dare una mano al commercio. Quello che turba i più è il fatto che sia legata alla nostra religiosissima tradizione di Ognissanti: che c’azzecca, direbbe qualcuno, una festa in cui si celebrano tutti i Santi del Paradiso, con una mascherata, con i dolcetti e scherzetti e con le zucche simpaticamente intagliate e illuminate? Un’americanata, niente di più.

E invece la festa di Halloween ha origini antichissime ed è tutta europea. Risale addirittura ai Celti che la notte tra il 31 ottobre e il 1 novembre festeggiavano il …. Capodanno. Eh già, perché a fine ottobre, concluso il lavoro nei campi, i contadini si preparavano a passare l’inverno chiusi nelle loro capanne. Qual era il modo migliore per prepararsi ad un lungo periodo di clausura e di inattività? Quello di fare un po’ di bisboccia. Ma anche gli antichi Celti avevano i loro dei e qualsiasi festa doveva essere dedicata a qualcuno di loro. In questa occasione i riti erano tutti in onore di Samhain, il Signore della Morte e il Principe delle Tenebre. I Celti credevano che alla vigilia di ogni nuovo anno, cioè il 31 Ottobre, Samhain chiamasse a sé tutti gli spiriti dei morti, che vivevano in una landa di eterna giovinezza e felicità chiamata Tir nan Oge. In un certo senso, dunque, festeggiare questa divinità aveva lo scopo di scacciare la paura della morte e degli spiriti.

I Celti si riunivano nei boschi e sulle colline per la cerimonia dell’accensione del Fuoco Sacro e, vestiti con maschere grottesche, sacrificavano gli animali al dio Samhain. Per ritornare al villaggio nel buio della notte si facevano luce con delle lanterne costituite da cipolle intagliate al cui interno erano poste le braci del Fuoco Sacro.
In Irlanda si diffuse la tradizione di lasciare qualcosa da mangiare e del latte da bere fuori dalla porta, in modo che gli spiriti passando potessero rifocillarsi e decidessero di non fare degli scherzi agli abitanti della casa.

Detto questo, la domanda è: qual è il nesso tra questa festa in onore di un dio pagano e quella religiosa di Ognissanti? Il nome stesso può suggerire la risposta: in inglese Ognissanti si dice All Hallows’ Day; la vigilia del giorno di Ognissanti, cioè il 31 ottobre, si chiama All Hallow’ Eve. Queste parole si sono trasformate prima in Hallows’ Even, e da lì ad Halloween il passo è stato breve.
Va da sé, dunque, che la Chiesa ci abbia messo lo zampino, come ha fatto con altri riti pagani nati prima della diffusione del Cristianesimo. Non potendo combatterli, essendo ben radicati nelle popolazioni anglosassoni, li trasforma in feste religiose.

Ma un’altra domanda può sorgere spontanea: come mai allora la festa di Halloween è tradizionalmente legata alle usanze americane? Perché tra il 1845 e il 1850, a causa di una malattia che devastò le coltivazioni di patate, circa 700mila Irlandesi emigrarono in America, portando con sé le loro usanze, tra cui anche quella di festeggiare Halloween. L’abitudine di mascherarsi deriva probabilmente dall’usanza celtica di indossare pelli di animali e maschere mostruose durante i riti di Samhain e dell’accensione del Fuoco Sacro, per spaventare gli spiriti e tenerli lontani dai villaggi.
Anche la tradizione che vede i bambini americani – ma ormai anche quelli europei – andare casa per casa e bussare chiedendo “dolcetto o scherzetto?” (“Trick or treat? In Inglese), può essere spiegata con l’antica usanza celtica di lasciare cibo e latte fuori dalla porta, nella speranza di ingraziarsi gli spiriti ed evitare le loro malefatte.


E le zucche? Be’, gli Irlandesi emigrati in America scoprirono che si prestavano ottimamente per la costruzione delle tradizionali lanterne e sostituirono con le zucche le cipolle usate dai Celti. Quest’ultimi, d’altra parte, non potevano conoscere le zucche, essendo un ortaggio originario dell’America Centrale, in particolare del Messico. Quindi, la tradizionale Jack o’lantern, simbolo incontrastato di questa festa, è ricavata da una zucca solo da circa un secolo.

Dopo aver esposto brevemente la storia di questa festa, non mi resta che augurare A TUTTI

[LINK della fonte della notizia; fonte per le immagini]

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26 thoughts on “LA FESTA DI HALLOWEEN È NATA IN EUROPA

  1. @ LadyPaola

    Grazie a te. Nemmeno a me è stata mai simpatica questa festa però ci tenevo a precisare che in fondo non è la solita americanata. Ovvero, gli Americani l’hanno trasformata in una festa consumistica come tante altre ed esportata nel mondo, ma non l’hanno inventata loro.

    @ Quarchedundepegi

    Nel senso che non sopporti la festa di Halloween, immagino. 😉

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  2. Bellissimo e interessante articolo! Sapevo qualcosa perchè, studiando lingue e culture straniere, alla fine volente o nolente ti ci imbatti, in queste tradizioni, però è sempre bello rinfrescare la memoria e imparare cose nuove.
    Ed è questo il punto: bisogna “imparare” cosa nuove, conoscerle. Quello che non sopporto è quando la gente, per partito preso, dice “odio Halloween perchè non è una cosa italiana”. Perchè questa chiusura? Io non lo festeggio (a parte un anno, che con i miei amici ho fatto un po’ una carnevalata per divertimento) però credo sia interessante saperne di più.

    Ciao Marisa!

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  3. @ Valentina

    Certo, conscere le cose è fondamentale per comprenderle. Poi ci possono anche non piacere. A me, per esempio, non è mai piaciuto tanto nemmeno il Carnevale, anche se mi vestivo in maschera e andavo alle feste. Ho sempre detestato, però, la stagione: faceva sempre troppo freddo!
    Per questo Halloween pare che il tempo sia clemente. Saranno contenti i bambini. Però trovo che qui l’atmosfera sia troppo diversa rispetto a quella americana. Alla fine è un surrogato del Carnevale.

    Ciao e buon week-end. 🙂

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  4. Non bastava il carnevale? Però se piace ai bambini, allora va bene così anche se ieri mi avranno suonato 1000 volte il campanello, messo chewingum nel citofono e stressato abbastanza 🙂

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  5. Cara Marisa, al tuo interessante e bel “racconto” aggiungo solo che
    Rambaldi (scomparso da poco ) per ideare il suo ET si ispirò ad un gatto della razza Sphynx.
    Un sorriso di buon mattino
    Mistral

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  6. @ Mistral

    Avevo sentito anch’io qualcosa a proposito della creazione del simpatico alieno. Grazie per avermelo ricordato.
    In confidenza, quando uscì il film mio marito – allora fidanzato – disse che ET assomigliava a mia nonna. 😦
    Probabilmente fu una specie di vendetta perché mia nonna, non ricordando il suo nome, continuava a chiamarlo “coso”. 🙂

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  7. Cara Marisa,
    ti aggiungo qualcosina anch’io di interessante a proposito.
    Mia nonna mi ha sempre raccontato da piccola, prima ancora che vedesse l’avvento di Halloween, che i riti di cui parli erano esistenti anche qui da noi in Salento. Lei aveva i nonni in una grande casa colonica in campagna. La notte di Ognissanti su ogni balcone, terrazza… al buio… si accendevano le lanterne fatte rigorosamente di zucche e si suonavano poi i tamburelli per fare rumore e rompere il silenzio del buio, eppure Halloween non sapevano nemmeno che fosse! Da piccola ricordo in campagna un signore che ancora metteva nel viale le lanterne di zucche intagliate, e francamente non ne capivo la ragione… ‘per illuminare la notte dei morti’, diceva… e a me faceva un po’ specie devo dire!
    Quando però è arrivata questa festa tutta americana e ho chiesto a mia nonna di ricordare quei racconti, ho fatto una ricerchina… beh… in fin dei conti noi… qua sotto in Salento (ma vale pure per la Sicilia e l’antica festa del Giorno dei morti)… siamo discendenti dei Normanni, qualcosa doveva esserci in comune con l’Europa del Nord. I Normanni portarono con loro tradizioni e rituali che col tempo sono morti, ma alcuni rimasti nella memoria e nella realtà di grandi centri rurali, come il rito del fuoco a gennaio, o i riti ‘dei passaggi’… esattamente come questo della notte di Ognissanti!
    Quando i nostri emigranti sbarcarono in America, portarono con loro molti di questi rituali che si fusero con quelli preesistenti già portati dalle popolazioni del nord Europa di cui parli.
    Per questo non mi piace il business ‘di ritorno’, tutto americano. E’ giusto che si sappia, soprattutto tra i ragazzi, quanto di europeo, e nel mio caso salentino, ci sia in alcune feste che sembrano solo surrogati di altro. E’ come se si facesse un ‘copia-incolla’… senza sapere invece che l’originalità era tutta europea… nostrana… e sarebbe interessante ritrovare riti e tradizioni antichi, ancestrali, che avevano davvero il senso del religioso (perché era quasi ‘liturgico’, oltre che magico, l’amore per la terra e l’appartenenza alle stagioni) nonostante con la chiesa, che li fece in seguito suoi come dici, non avessero nulla a che fare…
    Ti abbraccio: Maria Rita

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  8. @ Maria Rita

    Ma che belle e interessanti le notizie che riporti! Effettivamente, come dici, il sud dell’Italia è stato territorio dei Normanni. Mia nonna, siciliana, al suo paese era chiamata “l’inglesina” perché bionda con gli occhi azzurri. Chissà perché si pensa ai siciliani come agli arabi, tutti scuri con capelli neri e occhi marroni. Probabilmente la sua famiglia aveva proprio origine normanna. Pensa che mio papà, napoletano, da giovane aveva i capelli biondi (ora ne ha pochi e più scuri, anche se non bianchi!) e occhi azzurri. Eppure l’origine della famiglia è spagnola e pare che i suoi antenati siano arrivati a Napoli con i Borboni.

    Insomma, che storie! I riti sono sempre affascinanti. Le tradizioni culturali fanno parte della nostra società sempre più variegata ed è giusto che rimangano nella memoria dei giovani, per non perderle definitivamente.

    Alla prossima festa. Ti abbraccio e grazie mille per questo prezioso commento.

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  9. Ho sentito parlare di Halloween quando facevo le superiori negli anni 70, durante le lezioni di inglese. Per cui quando arrivò anche da noi ero in qualche modo preparata.
    L’ho trovata una festa divertente, e non consumistica se vissuta in modo creativo. Ho preparato dolcetti da regalare e cucito vestiti per le mie figlie, cosa che faccio anche a carnevale e appena posso.
    Insomma, dipende da come viviamo le cose.

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  10. … vero Marisa, anche la mia famiglia è piena di ‘vichinghi’… benché io sia (peccato!!!) ‘un ibrido’, eh eh eh…

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  11. Pingback: DOLCETTO O SCHERZETTO? DOLCETTO, OVVIO! | Marisa Moles's Weblog

  12. Stasera prima di uscire da casa, ho ricevuto la visita di un gruppetto di ragazzini tutti truccati e alcuni anche mascherati che tutti insieme mi hanno chiesto : ”dolcetto o scherzetto”? Erano tutti simpatici ma ahimè non ho potuto accontentarli perchè sprovvista di dolcetti e loro gentilmente hanno sorvolato sullo scherzetto. Che bravi ragazzini, ti pare? Dolce notte. Isabella

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