23 ottobre 2010

SCUOLA: “CLASSI SEPARATE PER I DISABILI”, PROPONE FONTANINI. E SCOPPIA IL CASO

Posted in adolescenti, bambini, Friuli Venzia-Giulia, scuola tagged , , , , , , , , a 5:55 pm di marisamoles


Il Presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini, Lega Nord (non avevamo dubbi!), ex insegnante, tra l’altro, se n’è uscito con una proposta choc: istituire delle classi “dedicate” (non può dire “differenziali”, visto che sono state abolite nel 1977) per i disabili. Motivo? Per loro, i disabili, le lezioni nelle classi “normali” sarebbero troppo difficili da seguire e poi la loro presenza rallenterebbe il ritmo nello svolgimento dei programmi.

Tale esternazione ha avuto luogo niente meno che in occasione di un convegno organizzato a Palmanova dal Consorzio per l’assistenza medico-pedagogica (Campp) e dall’Azienda per i servizi socio-sanitari della Bassa friulana. Il che equivale a “parlar di corda in casa dell’impiccato”.
Reazione della platea? Un buuuuuu fragoroso al quale, però, Fontanini ha risposto con argomenti validi, almeno a suo dire.

Per non passare per un innovatore in tal senso, il Presidente della Provincia di Udine ha fatto riferimento ad un modello, quello tedesco: «In Germania – spiega – ci sono percorsi differenziati per i ragazzi con disabilità e io penso che quello sia un buon modello, capace di dare frutti migliori». Certo, sarebbe meglio che i ragazzi con qualche problema avessero un’attenzione più “dedicata”, mentre succede che gli insegnanti di sostegno, che dovrebbero seguirli nelle classi assieme ai normodotati, facciano “più assistenza che appoggio durante le lezioni. Non c’è nessuno, inoltre, che durante l’anno verifica il loro lavoro. E allora – conclude Fontanini – sarebbe meglio pensare a classi dedicate e a personale specializzato. Ma non è nostra competenza e la mia è una posizione personale».

Meno male che la competenza non è della provincia e la sua è solo una posizione personale. Cominciavo a preoccuparmi.

[fonte: Messaggero Veneto]

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9 commenti »

  1. frz40 said,

    E’ un problema che, purtroppo, mi tocca da vicino. Ho un nipotino che ha dei problemi, ha inizato ora a far la prima elementare e per curarsi deve sovente assentarsi per qualche giorno.

    Francamente non sono in grado di giudicare quale sia la soluzione per lui migliore; con gli altri credo che ne possa trarre più svantaggi da emarginazione che altro; una classe ‘dedicata’ mi terrorizza, l’insegnante di sostegno potrebbe essere una soluzione sulla carta. Ma in pratica?

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  2. Bibi said,

    In germania erano famosi anche per le “colonie elioterapiche” mi pare di ricordare..sì è sempre meglio rapportarsi con la Grande Germania.
    Peccato..perchè se non avesse attaccato nel 1941 la Russia..adesso altro che studiare l’inglese..
    a.y.s. Bibi

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  3. marisamoles said,

    @ frz

    Ti rispondo riportando parzialmente il testo di un commento che ho lasciato sul blog di Pino Scaccia (LINK) che ha scritto un post sull’argomento:

    Posso capire la drammaticità di questo “problema”, ma da insegnante alcune cose le devo dire, e non sono per nulla belle.
    Premetto che trovo “oscena” la proposta di Fontanini. Detto questo, so quanto sia difficile gestire dei bambini e dei ragazzi con disabilità all’interno di classi che ormai sono sempre più numerose; se in teoria ci dovrebbe essere un limite massimo di 21 allievi per l’inserimento di 1 allievo con handicap, nella realtà dei fatti spesso ci sono delle deroghe (non si sa né come né perché!), oltre alla presenza di allievi “difficili” ma senza certificazione e di bambini extracomunitari che a mala pena conoscono qualche parola di italiano.
    In una situazione così descritta è evidente che i miracoli non si possono fare.
    Le cose però potrebbero andare meglio se lo Stato nominasse più insegnanti di sostegno. Ci sono, intendiamoci, ma quasi sempre devono assistere più allievi, con disabilità anche gravi, ed hanno un monte ore limitato. Qualche settimana fa è uscita su tutti i giornali la notizia di una madre che doveva andare a scuola per portare il figlio in bagno. Cose del genere sono scandalose, ma nello stesso tempo danno un quadro eloquente della situazione.

    La proposta di Fontanini è inaccettabile, ma qualcosa si deve pur fare e quel qualcosa deve farlo lo Stato perché gli insegnanti da soli non ce la possono fare. Certo, sarebbe più comodo seguire tutti i disabili contemporaneamente: si risparmierebbe anche se verrebbe messa a dura prova la salute dell’insegnante di sostegno che, di fronte a situazioni dissimili ma ugualmente drammatiche, finirebbe per impazzire.

    Personalmente mi rendo conto di una cosa: se per migliorare la situazione ci vogliono maggiori risorse, nella politica dei “tagli” voluta da Tremonti (ricordiamo che la Gelmini non è l’unica responsabile perché la legge 133 l’ha firmata assieme al ministro dell’economia e a Brunetta) non c’è spazio per una soluzione seria a questo “problema”. E, come al solito, la scuola va avanti grazie alla buona volontà dei docenti che, come ho già detto, fanno quello che possono.

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  4. marisamoles said,

    @ Bibi

    Io ho studiato l’Inglese, il Francese e lo Spagnolo … mi sono sempre rifiutata di imparare il Tedesco … a dispetto anche della “mia” Trieste Austro-ungarica! 😉

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  5. Bibi said,

    Scusa l’off topic ma pensa che ho studiato per parecchi anni il Tedesco e pur non avendola mai amata come lingua, devo ammettere che ha un suo fascino perverso. Volendo ci si può anche innamorare di chi parla tedesco in un certo modo…
    Ciò nonostante ho un blocco mentale ed un rifiuto totale nel parlarlo.
    Tornando invece a “bomba”, concordo che la soluzione migliore sarebbe un maggior numero di insegnanti di sostegno che possano affiancare i bambini a cui serve appunto un maggior supporto.
    E questo non solo nel caso di bambini disabili ma anche semplicemente per bambini che hanno problemi di inserimento e penso ai bambini degli immigrati che hanno enormi difficoltà. Nello specifico un bambino ucraino di una coppia regolarmente venuta in italia non riusciva a d inserirsi non conoscendo l’italiano e rischiava di perdere l’anno.Con un supporto finanziato in parte dai genitori ed in parte da un gruppetto di amici..il ragazzo è riuscito ad essere “solo” rimandato.
    Lo Stato è assente ed allora bisogna ingeniarsi.
    a.y.s. Bibi

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  6. RAFFAELE said,

    UNA PROPOSTA DA IMBECILLI !

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  7. marisamoles said,

    @ Raffaele

    Commento sintetico ed eloquente.

    Concordo!

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  8. gianfalco said,

    Si vantavano di averlo duro, ora gira in carrozzella. Il cervello.
    LINK

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  9. […] A questo proposito, mi chiedo se non sia più utile stanziare dei fondi per l’insegnamento dell’italiano agli stranieri (attualmente devono accontentarsi di una ventina di ore, un numero esiguo, evidentemente, per chi ha poca dimestichezza con la lingua) o per portare sostegno ai diversamente abili, visto che il ministero non sembra preoccuparsene molto. Ah, già, dimenticavo che secondo il presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini, per i disabili sarebbe meglio creare delle classi separate … […]

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