BARBARA PALOMBELLI SCRIVE A SARAH SCAZZI. LA LETTERA AL TG 5 NELLA VERSIONE INTEGRALE

BARBARA PALOMBELLI SPIEGA PERCHÉ HA SCRITTO LA LETTERA A SARAH SCAZZI >>>

“Cara Sarah Scazzi tu che sei finita sfigurata e putrefatta,tanto che il medico legale ti ha dovuto nascondere allo sguardo di tua madre Concetta … ”

La chiama “principessa”, Barbara Palombelli. In una lettera accorata ma non priva di note macabre, si scusa con la piccola Sarah, si scusa se, guardando i poster dei gruppi rock dark appesi alle pareti della camera da letto, abbiamo avuto su di lei dei sospetti, l’abbiamo giudicata male, l’abbiamo dipinta come una bad girl, senza pensare che poster come quelli sono appesi in tutte le camere delle nostre figlie.

Una lettera di scuse, forse diversa da come l’avremmo scritta noi tutti che, volenti o nolenti, abbiamo assistito a quest’assalto mediatico su un caso di omicidio, un caso in cui è stato spesso dimenticato il ruolo della vittima. Mentre l’attenzione mediatica è rivolta alla famiglia degli zii di Sarah, ci siamo dimenticati di lei. Lei, ragazzina innocente, è passata in secondo piano e ci dimentichiamo che, quando sulle pagine dei giornali viene descritto il suo assassinio, il collo attorno al quale l’orco stringeva la corda, aiutato dall’orchessa, sua figlia, era quello di Sarah.

La Palombelli ne parla ricordando l’aspetto esile, quel vestito fucsia che tante , troppe volte le abbiamo visto addosso nei filmati di famiglia, il bel sorriso, gli occhi da cerbiatta … magra, bella, bionda, da far invidia a chissà quante altre. Da far invidia soprattutto ad una ragazza, più grande, l’amica del cuore.
Si scusa con Sarah, la Paolmbelli, per aver curiosato nei suoi diari, per aver cercato qualche segreto, forse inconfessabile.

Ma, purtroppo, le pagine erano quelle del diario sbagliato.

LINK PER VEDERE IL SERVIZIO DEL TG 5 IN CUI LA PALOMBELLI LEGGE LA LETTERA A SARAH.

AGGIORNAMENTO DEL POST, 18 OTTOBRE 2010

Pubblico di seguito la lettera che Barbara Palombelli ha letto durante il servizio del TG5 di ieri sera. Non essendo reperibile una versione scritta, ne ho trascritto il testo ascoltando il video del servizio. Pertanto, la punteggiatura è determinata dalle pause che la Palombelli ha fatto durante la lettura, nonché dalla coesione del testo. Mi scuso fin d’ora se la trascrizione non dovesse essere precisa.

Cara piccola Sarah, occhi da cerbiatto, cara piccola Bambi che ti sei consegnata ai tuoi cacciatori crudeli e senza cuore, dobbiamo tutti chiederti scusa, devi perdonarci.
Ti abbiamo usata, ci siamo buttati sulla tua scomparsa, abbiamo scavato nella tua vita, ti abbiamo sospettata di essere fuggita chissà dove, di essere una ragazzina forse un po’ leggera.
Abbiamo letto il tuo diario segreto con sguardi non innocenti come invece era il tuo. Ci siamo permessi di frugare tra i tuoi amati peluches. Stavamo per condannarti per dei manifesti horror, gli stessi che sono su tutti i muri delle stanze delle nostre figlie.

Cara Sarah, con quell’acca in fondo al tuo nome che ti faceva sentire importante; la tua firma ripetuta nei profili di Facebook dove però andavi di nascosto, dalla biblioteca comunale. Ti eri inventata un’identità: Sarah Baffi, l’Ammazzavampiri. Ma non ce l’hai fatta contro di loro: loro, i vampiri, i tuoi parenti, non ce l’hanno fatta ad amarti. Eri e sei troppo diversa da loro, sembri scesa dal castello delle fate, bellissima principessa in un regno di orchi e di streghe.

Tu avevi solo quindici anni e la colpa di essere bionda, magra e carina come tutte le ragazzine vorrebbero essere e non ci riescono. Ti bastava poco per essere felice: un matrimonio, una gita a Roma, un buon gelato, un gioco, una foto da appendere alla parete. Tu, principessa che sei finita sfigurata e putrefatta dopo quaranta giorni in un pozzo, tanto che il professor Strada, che ti ha sezionato e analizzato, ti ha nascosto persino alla tua mamma, quella mamma impietrita, mamma Concetta che al tuo funerale guardava lontano.

Noi che, senza conoscerti, ti abbiamo incontrato nei telegiornali e sui giornali, ti abbiamo mangiata proprio come l’umidità di quel pozzo, un pezzettino al giorno, piano piano, senza sprecare nemmeno una briciola della tua tragica favola. Era troppo bella quella favola e la magia del tuo volto e del tuo sorriso è riuscita, come in un incantesimo, a far salire gli ascolti in tutte le trasmissioni.

Ora che stai uscendo di scena per lasciare spazio ai tuoi assassini e alla rivelazione del male, in cui hai vissuto forse senza saperlo oppure sì, ora che tutta l’Italia partecipa all’indagine nazionale su di te che non ci sei più, ora è proprio arrivato il momento di pregare, pregare per te e per noi, per il nostro lavoro, per voi che state vedendo queste immagini.

Non ti dimenticheremo.
Sarah, perdonaci se puoi.

AGGIORNAMENTO DEL POST, 20 OTTOBRE 2010

Pare che le parole della Palombelli rivolte a Sarah, nel servizio andato in onda sul TG5 domenica sera, non siano piaciute al direttore Clemente Mimun.
La giornalista, che da qualche anno collabora con le reti Mediaset, avrebbe lasciato la sua “postazione” nella redazione del TG5. Mediaset, però, chiarisce: «Barbara Palombelli non può avere lasciato il Tg5 per il semplice motivo che non fa parte della testata di Clemente Mimun». La giornalista lavora infatti per Videonews, la testata Mediaset che produce tra gli altri Domenica Cinque, Mattino Cinque, Pomeriggio Cinque e Matrix, programmi ai quali Barbara Palombelli partecipa spesso come opinionista. Poiché la sede di lavoro di Videonews è all’Aventino, si sarebbe trasferita lì; solo per sua comodità aveva una scrivania al Palatino, dove ha sede la redazione del TG5. (LINK della fonte)

Da un colle all’altro, dunque, il “viaggio” è stato breve. Rimane il sospetto che il “trasloco” sia stato causato proprio dal servizio di domenica scorsa. L’importante è che la giornalista e Mimun si siano chiariti perché lei è stata coraggiosa ad essersi scusata, anche a nome della categoria, per l’assalto mediatico sul caso di Sarah Scazzi, e una “punizione” non sarebbe stata giusta. Purtroppo, però, il reality horror show da Avetrana continua, e non sappiamo quando finalmente si spegneranno i riflettori.

A Sarah voglio dedicare, infine, questi versi del poeta latino Marziale:

Una pesante zolla non ricopra le tenere ossa e per lei
tu, terra, non essere pesante: ella non lo fu per te.