AMICI 10: CHE NOIA LA DIATRIBA TRA JURMAN E ZERBI DI SABATO POMERIGGIO!

Ieri è andata in onda la seconda puntata del pomeridiano di “Amici 10”, condotta da Maria De Filippi. La scorsa settimana abbiamo conosciuto i partecipanti a questa decima edizione e appreso le novità del regolamento: la suddivisione tra titolari e aspiranti (in attesa della formazione definitiva della classe), due percorsi distinti per i concorrenti cantanti e ballerini ed il giudizio espresso da commissioni esterne. Questa è, soprattutto, la novità che si aspettava da tempo, vista la parzialità ostentata dai “maestri” nelle passate edizioni.

Ieri abbiamo assistito solo a cinque performances dei titolari: quelle di Vito, Michelle e Debora per la sezione ballo e di Antonio e Annalisa per i cantanti. Il resto della puntata è stato dedicato ad un aspirante cantante, Daniele Blaquier, che si è esibito in quattro pezzi da sottoporre al giudizio della commissione interna per aspirare alla titolarità del banco. Il tutto si è svolto in quaranta minuti, pochissimi dei quali occupati dall’esibizione del cantante. Per il resto, di fronte agli occhi dei telespettatori, del pubblico in sala, delle commissioni esterne ed interne, ha avuto luogo un’inutile, noiosa e a tratti insopportabile diatriba tra Luca Jurman e Rudy Zerbi. Alzi la mano che non ha sbuffato più di una volta in quei quaranta minuti!

Ora, non voglio nemmeno esprimere la mia opinione sulla performance di Daniele che, se non altro per aver sopportato pazientemente la discussione piuttosto accesa dei due “maestri”, merita tutta la mia comprensione. Vorrei, invece, riflettere sul ruolo dei due “paladini” a difesa del buon canto.

Come si saprà certamente, durante la passata edizione Luca Jurman ha fatto solo qualche sporadica apparizione durante il serale e si è sobbarcato il carico di una mission impossible: quella di portare a livelli accettabili l’esibizione del cantautore Enrico Nigiotti e, di conseguenza, prolungare il più possibile la sua permanenza al serale. Impresa disperata e naufragata nello spazio di un paio di serate, se non erro. Dopodiché, Jurman ha assistito stranamente silenzioso alle restanti tappe del programma, salvo dire la sua in separata sede, ovvero di fronte ai suoi fedelissimi fan, in occasione di qualche concerto.

Jurman ha sparato a zero sul programma della De Filippi: ha detto che non gli piaceva nel modo più assoluto la piega che aveva preso, giudicando in maniera assai negativa il ruolo a volte condizionante dei discografici che avevano spesso esaltato come talenti indiscutibili persone che, sempre secondo Jurman, non possedevano qualità eccelse. In particolare, durante un concerto tenuto a Varese il 26 marzo scorso, ai suoi fan ha spiegato così l’abbandono del programma: “Ci sono troppi interessi che a me non piacciono. A questo punto è meglio così”.

Ora, ritornando nella “scuola” di Amici, su cui aveva sputato, anzi vomitato critiche a non finire, che cosa si poteva aspettare di meglio? I discografici sono ancora là e i giornalisti pure. Tutti pronti a supervalutare i concorrenti sin dalle prime esibizioni. C’è pure Rudy Zerbi, che discografico non è più nei fatti ma dell’antica attività ha conservato tutta la mentalità, con il quale Luca Jurman non poteva che arrivare allo scontro.

Quello che stupisce, però, è che, per quanto riguarda il giudizio espresso dai due su Daniele Blaquier, ci siamo trovati di fronte ad un capovolgimento dei ruoli: Jurman, sempre molto prudente nell’elogiare i cantanti e nel definirli talenti, salvo poi coltivare quelli in cui ha davvero creduto (Marco Carta, Alessandra Amoroso e Valerio Scanu, per intenderci), ieri ha difeso a spada tratta l’aspirante concorrente, definendolo un vero talento; Zerbi, invece, senza aver smesso i panni del discografico e, quindi, proiettato nella direzione del “talento da guadagni stratosferici”, ha definito il povero Blaquier “noioso e ripetitivo” nel suo modo di cantare.

Per arrivare alla decisone di non ammettere nella scuola l’aspirante cantante, ci sono voluti ben quaranta minuti, buona parte dei quali occupata dalla diatriba Jurman-Zerbi. Alla fine, il giudizio è stato unanime: no, sia per i giornalisti che per i discografici e per Vessicchio. Quest’ultimo, tuttavia, deve aver avuto un ripensamento durante la pubblicità, visto che in un primo tempo aveva espresso parere favorevole nei confronti di Daniele. Quando, però, si è rientrati in studio, ha ammesso che Amici non è lo spazio adatto per il concorrente, pur avendolo definito, poco prima, un talento.

Che la diatriba tra Jurman e Zerbi abbia confuso le idee anche al maestro Vessicchio? In questo caso, andrebbe perso l’unico esempio di giudizio lucido e competente che la scuola di “Amici” era riuscita ancora a conservare.