9 ottobre 2010

PADOVA: DOCENTE ESASPERATO DÀ UN MORSO SUL COLLO ALL’ALLIEVO DISUBBIDIENTE. DENUNCIATO DAI GENITORI

Posted in adolescenti, cronaca, famiglia, figli, Mariastella Gelmini, riforma della scuola, scuola tagged , , , , , , , , , , a 2:17 pm di marisamoles

A leggere la notizia c’è da non crederci: uno studente dell’Istituto tecnico Cardano di Piove di Sacco (Padova), di fronte all’invito del prof a togliersi le cuffie dell’IPod, sarebbe rimasto indifferente, tanto da scatenare l’ira dell’insegnante. Quest’ultimo, evidentemente esasperato, avrebbe prima schiaffeggiato e poi morso sul collo l’allievo indisciplinato che sarebbe ricorso alle cure dei sanitari: venti giorni di prognosi e una bella denuncia per il docente che avrebbe abusato dei mezzi di correzione e causato lesioni al ragazzo, al culmine di una furibonda lite. Pare siano addirittura volate sedie e banchi.

Fin qui la notizia. Ora, però, vorrei riflettere sull’episodio e dimostrare che nessuno, in questa penosa vicenda, ha completamente torto e nessuno ha completamente ragione.

Iniziamo dall’allievo: se ascoltava la musica con le cuffie durante la lezione, è evidente che qualcuno glielo lascia fare. Non so che materia insegni il prof denunciato, tuttavia so che qualche collega, specie quelli che insegnano delle discipline che implicano un lavoro manuale (disegno, plastica ecc) permettono l’ascolto della musica che, in alcuni casi, favorirebbe anche la creatività.
È evidente che il ragazzo ha sbagliato, anche se, ripeto, forse qualche insegnante glielo permette altrimenti non capisco l’iniziativa e non credo sia isolata. Ha sbagliato soprattutto a non ubbidire; per prima cosa le regole si rispettano, anche quelle dettate dal singolo insegnante che deve dire ai ragazzi quello che devono e non devono fare, quello che possono fare e quello che è assolutamente vietato. Deve, inoltre, essere chiaro sulle eventuali punizioni, in modo che ogni studente sappia esattamente a cosa va incontro nel momento in cui trasgredisce. In parole povere, si chiama “patto formativo“.

Analizziamo ora l’atteggiamento dell’insegnante. Ha fatto bene a chiedere allo studente di togliersi le cuffie e a pretendere che ubbidisca immediatamente. Il mancato rispetto da parte del ragazzo nei confronti del docente porta quest’ultimo a perdere credibilità se non pretende che le regole vengano osservate. Di fronte al rifiuto dell’allievo, presumibilmente, ha perso la pazienza. Se si è arrivati ad una lite, con conseguenze simili a quelle di un alterco scoppiato in qualche saloon del far west, è evidente che ha agito d’impulso, esasperato dall’atteggiamento del ragazzo che forse non era nuovo a questo tipo di insubordinazione. Altrimenti non mi spiego come si possa arrivare a quel punto. Tuttavia, un docente è prima di tutto un esempio da seguire: cosa ha trasmesso alla sua classe, schiaffeggiando e mordendo sul collo l’allievo? Un atteggiamento lesivo, a livello fisico e psicologico, che assomiglia più ad una reazione istintiva animalesca piuttosto che umana.
Cosa avrebbe dovuto fare, quindi, il professore? Al rifiuto, sollecitare il ragazzo ad eseguire l’ordine. Poi, di fronte all’impassibilità dello studente, mettere una nota sul registro, affidare la classe alla sorveglianza del personale ausiliario e portare il reo dal Dirigente Scolastico. Quest’ultimo avrebbe redarguito il ragazzo, avvertito la famiglia e, probabilmente, riunito il Consiglio di Classe per eventuali provvedimenti disciplinari.

Veniamo ora alla reazione dei genitori. Indubbiamente hanno un figlio maleducato e ne devono essere coscienti. Chi si comporta così con degli adulti che esercitano una legittima autorità, normalmente fa di peggio entro le mura domestiche. Diciamo che la gioventù d’oggi è restia a rispettare le regole e in famiglia l’educazione è assai difficile da impartire. Tuttavia, di fronte all’episodio descritto, avrebbero dovuto prima pretendere un chiarimento e poi punire il figlio (forse l’hanno fatto, non è dato saperlo).
Da genitore, avrei accettato uno schiaffo ma il morso non l’avrei tollerato. Credo, quindi, che la denuncia l’avrei fatta, senza colpevolizzare il solo insegnante, però.

In sintesi, secondo il mio parere gli unici che hanno agito in modo legittimo sono i genitori. Per quanto possano essere indulgenti nei confronti del figlio e forse un po’ carenti dal punto di vista educativo, non hanno sbagliato ad agire per vie legali.

Infine, un docente può ben arrivare all’esasperazione, ma deve, in quanto essere razionale, agire trattenendo gli istinti.
Leggendo i commenti sul Gazzettino (il quotidiano che riporta la notizia) ho potuto constatare che la maggior parte si dimostra solidale con il docente e condanna, senza nemmeno conoscerli, i genitori definendoli incapaci di educare il figlio. C’è pure qualcuno che difende il prof adducendo come motivo di tale esasperazione la riforma Gelmini. È vero, a scuola quest’anno il clima non è dei migliori e si percepisce molto malumore. Tuttavia, considerare il ministro Mariastella Gelmini corresponsabile di quanto è accaduto nell’istituto di Piove di Sacco mi sembra quantomeno azzardato.

[l’immagine è tratta da questo sito]

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7 commenti »

  1. Raffaele said,

    Ci sono dei ragazzi che in un braccio di ferro psicologico con un insegnante ne escono vincenti. Questo perchè a mio avviso, non essendo un insegnante non ne sono certo, c’è poco da fare per contrastare bulli, furbetti o indisciplinati nelle scuole italiane. Mentre un insegnante vorrebbe fare il suo lavoro, magari c’è il fenomeno di turno che si fa bello con il resto della classe, facendo vedere di essere immune ai richiami del professore. Quest’ultimo cosa può fare ? rivolgersi alle famiglie, quando sappiamo tutti che al giorno d’oggi le famiglie difendono i figli anche quando hanno torto marcio ? Lo cacci di classe ? Si può fare ? Purtoppo un esempio negativo rischia di condizionare anche gli altri studenti che vorrebbero comportarsi diversamente. In questo caso il prof. ha sicuramente perso la pazienza, probabilmente non era la prima volta che veniva provocato e messa in discussione la sua autorità. Perchè nelle scuole oggi non è quasi più possibile bocciare ? Oppure allontanare definitivamente dalla scuola chi non merita di rimanervi ? E’ solo questione di soldi e finanziamenti ? Gli studenti di oggi saranno la classe dirigente del Paese in futuro, speriamo bene.

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  2. marisamoles said,

    @ Raffaele

    Certamente ci sono degli istituti (specie i professionali) dove esistono situazioni assai difficili da gestire. Tuttavia, il prof con il suo gesto ha comunque offerto un esempio negativo laddove, probabilmente, c’è bisogno di modelli positivi da far seguire agli allievi.
    La scuola boccia, eccome. Forse è più difficile alle medie ma alle superiori, specialmente negli istituti tecnici e professionali, ci sono le più alte percentuali di bocciature e anche di 5 in condotta che obbligano gli allievi a ripetere l’anno.
    Le famiglie difendono i figli, è vero. In questo caso, tuttavia, come ho detto, i genitori hanno fatto bene a denunciare il comportamento inaccettabile dell’insegnante (ho pure detto che uno schiaffo, da mamma, l’avrei accettato, ma il morso no!). Ciò non toglie che si sottolinei, giustamente, anche il torto del figlio.

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  3. Raffaele said,

    @ Marisa
    Non l’avevo detto, ma davo per scontato che, pur esasperato, un insegnante non debba mai fare cose simili. Da modello positivo quale dev’essere, diventa immediatamente un esempio negativo. Volevo solo sottolineare che probabilmente il prof. era a livelli di stress estremi..Ciao

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  4. valentino1 said,

    Cara professoressa, vedo che non e’ molto solidale con il suo collega. Giustamente lei critica chi tira in ballo, in negativo, la famiglia del bullo, perche’ non si puo’ giudicare senza conoscere. Non le e’ venuto il dubbio che, forse, nella cronaca riportata dal giornale qualcosa manchi? Dov’e’ la versione del professore? Lei difende sia lo studente (se aveva le cuffiette vuol dire che qualcuno glielo aveva permesso) sia i genitori, che hanno fatto bene a sporgere denuncia. Davvero? Che eroi questi genitori che si ritrovano un figlio del genere! Mi dica, professoressa, che messaggio hanno trasmesso i genitori, al figlio, con quella denuncia? Tra l’altro, se legge tra le righe dell’articolo, sembra che quel professore non sia affatto un violento, anzi, aveva fama di essere molto disponibile e amato dagli studenti. Lei lo ha gia’ condannato. Per fortuna che, come si legge nella sua autopresentazione, lei ha esperienza con gli studenti e li conosce molto bene. Sembra che ci sia qualche lacuna… cognitiva per quanto riguarda i suoi colleghi. Non voglio difendere la categoria alla quale anch’io appartengo, ma suggerire piu’ prudenza e …. misericordia. Infine, me lo lasci dire, tutto il mio disprezzo (parola forte, vero?) per i genitori di quel ragazzo arrogante, maleducato e viziato.

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  5. marisamoles said,

    @ Valentino 1

    Mi dispiace che abbia frainteso l’analisi fatta dell’accaduto. Basta scorrere velocemente le scritte in grassetto per rendersi conto che non do assolutamente ragione o torto a nessuna delle componenti (allievo, professore e genitori). È anche evidente che, non conoscendo i fatti, mi sono basata esclusivamente su quanto riportato dal quotidiano, quindi non posso essere certa che i fatti si siano realmente svolti come descritto. Si sa quanto i giornalisti “ricamino” sulle notizie.

    Detto questo, da insegnante posso comprendere l’esasperazione cui si è spesso condotti dall’atteggiamento insolente e maleducato degli allievi (e, se ha letto bene, non ho difeso il ragazzo ma ho semplicemente ipotizzato che qualcuno gli lasci ascoltare la musica durante le ore), tuttavia da madre non posso accettare una reazione così violenta da parte del prof. Credo anche che questo atteggiamento abbia comportato una sanzione disciplinare da parte dell’istituzione, altrimenti sarebbe molto grave.
    D’altra parte, non ho “assolto” i genitori in quanto educatori, ma ho condiviso la loro decisione di denunciare l’insegnante. Il messaggio che hanno offerto al ragazzo, se sono stati in grado di elaborare correttamente l’accaduto, è che la violenza, anche se apparentemente legittima, non deve essere usata. Lei li disprezza, ed è libero di farlo, io no. E la solidarietà con la categoria non c’entra nulla. Il docente in questione sarà senz’altro bravo, disponibile e amato. Ma analizzando QUESTO EPISODIO, non si può certo appoggiare la sua reazione. Questa, tuttavia, è solo la mia opinione.

    Dico spesso che noi combattiamo una guerra che dura nove mesi all’anno, fatta di battaglie quotidiane. Ma è una guerra in cui non si può usare la violenza, né come strumento di difesa né di attacco.

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  6. giovamartino said,

    Su Internet ho trovato quest’articolo …

    VERGOGNA!!! Si tratta del professor […], del Liceo Classico […] di A ….!

    [ARTICOLO MODIFICATO DALL’AMMINISTRATORE PERCHE’ CONTENENTE DATI PERSONALI NON DIRETTAMENTE RIFERIBILI ALLA NOTIZIA COMMENTATA]

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  7. marisamoles said,

    @ giovamartino

    Mi dispiace ma la persona di cui si parla nell’articolo che hai sottoposto alla mia attenzione non è direttamente riconducibile ai fatti di cui tratta il mio post. Il docente che ha morso l’allievo è un quarantenne che insegna in provincia di Padova mentre quello di cui parla il “tuo” articolo riguarda un anziano docente in servizio in tutt’altra parte e molto lontano dal Veneto.

    Io ho pubblicato il post perché sono interessata a trattare fatti che riguardano la scuola e l’educazione. Gli scoop, veri o falsi che siano, non mi interessano.

    Grazie comunque.

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