CLAMOROSO: LA GELMINI “CONDANNATA” A PAGARE LO STIPENDIO ESTIVO AI PRECARI

La notizia viene dal quotidiano Bresciaoggi, quello della città natale di Mariastella Gelmini, per intenderci. La Corte d’appello di Brescia ha condannato il Ministero della Pubblica Istruzione a risarcire con oltre 13 mila euro una professoressa bresciana per gli anni di servizio prestati da precaria, senza percepire lo stipendio nei mesi estivi. La docente si è rivolta al Tribunale contro un’abitudine vietata da una Direttiva della Corte di giustizia europea, recepita anche dalla legislazione italiana ma finora mai applicata. Ora avrà gli stipendi estivi degli ultimi 5 anni, con gli interessi. Tredicimila euro, mica bruscolini!

La sentenza a seguito del ricorso (numero 87/10) è stata pronunciata l’8 luglio scorso dalla sezione Lavoro della Corte d’appello, costituita dal presidente Angelo Tropeano e dai consiglieri Antonella Nuovo e Anna Luisa Terzi. Costituisce un precedente importante per migliaia di precari che ogni anno si vedono negare lo stipendio estivo, pur sapendo di essere riassunti a settembre.
«La Corte ha ristabilito un principio, e mette lo Stato di fronte all’alternativa di continuare così e pagare di più o di mettersi in regola», spiega l’avvocato dell’insegnante, Paolo Lombardi. La professoressa chiederà il risarcimento (può farlo subito e ottenerlo), anche se è prevedibile che il Ministero di Gelmini ricorrerà in Cassazione.

La docente, di cui non è stato diffuso il nome, sosteneva che i vari contratti a tempo determinato fossero illegittimi in quanto stipulati per soddisfare un fabbisogno di personale permanente, e quindi anche alla pubblica amministrazione doveva essere applicato il principio di conversione dei rapporti a termine illegittimi in rapporto a tempo indeterminato. Il Tribunale in prima istanza ha ricusato in toto le richieste, mentre la Corte d’Appello le ha in parte accolte, riferendosi a quanto stabilito dalla Corte Europea. I giudici europei, facendo riferimento alle norme nazionali (art. 36 del dl 165/2001) affermano che la sanzione risarcitoria prevista per l’illegittima stipulazione di contratti a termine nel settore pubblico «non può ritenersi a priori strumento inadeguato», come sosteneva la ricorrente, ma può perseguire gli scopi della Direttiva, che tendono a sanzionare l’uso abusivo di contratti a tempo determinato.

Il danno risarcibile «dovrà essere individuato calcolando la differenza tra quanto effettivamente percepito dai lavoratori e quanto avrebbero percepito se fossero stati da subito inquadrati a tempo indeterminato, ossia tenendo conto della retribuzione dei mesi estivi con gli interessi di legge». La professoressa li avrà per gli ultimi 5 anni, essendo gli antecedenti caduti in prescrizione.

L’avvocato è soddisfatto perché «è il principio che conta». Ora si sa che le conseguenze di un comportamento illegittimo, sono illegittime.

5 pensieri riguardo “CLAMOROSO: LA GELMINI “CONDANNATA” A PAGARE LO STIPENDIO ESTIVO AI PRECARI

  1. Al suo posto mi vergognerei…..Ma si rende conto dei danni che provoca alla scuola,agli studenti,considerati NUMERI,ALLE CONSEGUENZE CHE QS TAGLI , LE PLURICLASSI GLI ACCORPAMENTI DI PIù ISTITUTI SCOLASTICI DI DIVERSI PAESI PROVOCA NELLA NS SOCIETA’!!!!!!!!!!!!!!!
    PICCOLI CENTRI moriranno,
    l’Offerta formativa degli studenti sempre più carente
    La sicurezza degli studenti che convivono nella stessa aula con altri di età a volte superiore anche di 4 anni ,i DANNI PSICOLOGICI che ne derivano
    ma non gliene può fregare niente….ma io mi chiedo ha il coraggioo di guardarsi allo specchio???? Ha rovinato i nostri figli,il loro futuro,ha violato il DIRITTO ALLO STUDIO dei bambini, che non sono e non devono essere considerati NUMERI….con la tua riforma hai disgustato l’Italia tutta di destra ,di sinistra e di centro,sia da un punto di vista geografico che politico…..spero che qualche giudice ti condanni a pene ben più gravi….
    sicurezza

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  2. L’evidenza dei fatti è che ci sono moltissimi professori che ogni anno sono nominati a Settembre dai provveditorati con un contratto di insegnamento fino al 30 giugno (tempo determinato).
    Luglio ed Agosto lo stato li risparmia a danno dei laureati, plurispecializzati ed abilitati. Di questi professori la scuola ne ha bisogno ogni anno e quindi a tutti gli effetti dovrebbero essere inseriti di ruolo, ovvero assunti a tempo indeterminato.

    Questo evidenza, nota agli operatori del mondo della scuola, dimostra due cose :
    1) che in Italia lo stato vuole risparmiare sui professori e non su altre categorie o settori. Anche la sinistra lo faceva ma molto di meno rispetto alla destra.
    2) che è una bugia colossale di questo governo affermare che i professori precari sono in esubero rispetto alle esigenze (per colpa di governi irragionevoli) , altrimenti perché ogni settembre li chiamano? E’ solo una piccola percentuale in soprannumero. Non è stato un errore della sinistra ad abilitare troppi professori. Del resto una certa parte di questi lavora nelle paritarie ( che purtroppo al Sud non pagano).

    Conclusioni : Sentenza giustissima !! Speriamo che le cose, le menti o le persone cambino. Molto dipende da noi. Lo stato è del popolo Italiano non dei governanti.

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