LA MORATTI OFFRE IL MONUMENTALE PER RICONGIUNGERE SANDRA E RAIMONDO VIANELLO

Molte polemiche ha suscitato la tumulazione della salma di Sandra Mondaini nel cimitero di Lambrate, mentre tutti si aspettavano che facesse un ultimo viaggio per raggiungere il suo Raimondo a Roma, al Verano. Già ieri, poco dopo la conclusione del funerale, sul sito di Tgcom è stata aperta una petizione online per ricongiungere i due coniugi dopo la scomparsa di Sandra, a cinque mesi di distanza dal marito Raimondo (ne ho parlato nell’aggiornamento di questo post).
In poche ore sono state raccolte tremila firme. In seguito alla testimonianza di affetto di tanti fan della coppia, il sindaco di Milano, Letizia Moratti , ha dichiarato di essere disponibile ad ospitare al cimitero monumentale del capoluogo lombardo entrambi i coniugi Vianello: Sì, Sandra e Raimondo riuniti insieme al Famedio, il pantheon dei cittadini illustri milanesi, se la famiglia lo vorrà….

Pare che sia stata la stessa Sandra a voler riposare accanto alla madre nel cimitero di Lambrate e che i domestici filippini, che si sono occupati delle esequie, abbiano voluto rispettare la volontà dell’attrice. Varie congetture sono state fatte per dare un significato a questa strana richiesta della Mondaini. Prima di tutto che al Verano non sia possibile tumulare anche le spoglie dell’amata moglie di Raimondo perché non appartenente, per nascita, alla famiglia Vianello. Ma da Roma fanno sapere che non vi sarebbe alcun ostacolo al ricongiungimento dei Vianello, ma che al momento non è stata fatta alcuna richiesta da parte degli eredi che devono, comunque, esprimere questa volontà.

Qualcuno ha cercato di spiegare la decisone di Sandra in modo originale e simpatico, per sdrammatizzare un po’ e ricordando l’ironia con cui hanno sempre convissuto, sul palcoscenico e in casa, Sandra e Raimondo. Ad esempio, Massimo Gramellini ha scritto un gradevole articolo, dal titolo “Tombe separate”, su La Stampa di oggi. Vi rimando alla lettura di questo post di frz40 che ne ha parlato, esprimendo anche il suo personale punto di vista.

Il sindaco Moratti, nell’offrire un posto alla coppia più famosa della Tv italiana nel Famedio, che fa parte del cimitero monumentale di Milano, in cui sono sepolte personalità come Manzoni e Cattaneo, ha commentato: Al Famedio riposano uomini di grande spessore culturale e civile, personalità nei vari settori. È un po’ lo specchio della nostra società, e io credo che Raimondo e Sandra siano un bellissimo esempio per i giovani. Un esempio positivo di famiglia serena, ma capace anche di bisticciare… una famiglia normale. Di loro ho il ricordo di una gentilezza e di una simpatia che, attraverso la televisione, entravano nel cuore.

Sull’esempio che Sandra e Raimondo sono stati per tante generazioni non c’è nulla da obiettare. Ma, sinceramente, non credo che a loro, specie a Raimondo, farebbe piacere avere come vicini di tomba Manzoni e Cattaneo. Un Mike Bongiorno e un Corrado andrebbero meglio.

[fonte: Il Corriere]

I CESARONI BATTONO SANTORO E IL SUO ANNOZERO: QUANDO LA FICTION PREVALE SULLA POLITICA


Proprio ieri ho dedicato un post alla fiction più amata dagli Italiani: I Cesaroni. Oggi leggo su Affari Italiani.it che la famiglia della Garbatella, con i suoi problemi di relazione e le sue avventure al limite del paradosso, piace ancora agli Italiani, piace anche più della politica. La puntata di ieri ha, infatti, battuto in termini di audience il debutto della nuova edizione di Annozero, che pareva fosse destinata a non andare mai in onda dopo le “incomprensioni” intercorse tra la Rai e il conduttore Michele Santoro.

I Cesaroni hanno battuto pure Fini, protagonista negli ultimi mesi di una querelle infinita circa la proprietà della famosa casa a Montecarlo. Un dibattito che, stando alle premesse, sembrava destinato ad appassionare i fan di Santoro. E invece, evidentemente quelli de I Cesaroni sono di più.
Che la gente sia un po’ stufa dei dibattiti televisivi è possibilissimo. Quello che, invece, a molti sembra inverosimile è che ci si possa appassionare a delle fiction che, secondo alcuni, non rappresentano per nulla lo specchio della realtà e trasmettono un’idea falsata della vita quotidiana delle famiglie italiane.

Per cercare di capire meglio questo vero e proprio fenomeno televisivo, Affari Italiani. It ha rivolto alcune domande alla professoressa Maria Bettetini, docente di Estetica e Filosofia della Comunicazione all’università IULM di Milano.
Ad esempio, le è stato chiesto: «La televisione, il mondo dello spettacolo e dell’arte in generale, cosa rappresentano o per lo meno dovrebbero rappresentare?»
Rappresentano un mondo parallelo. – osserva la Bettetini – Non necessariamente falso, ma un mondo ‘altro’, in cui la realtà viene letta e proposta in base a scelte che di volta in volta possono essere di diversa natura: politica, tecnica, dettata dalle leggi dell’auditel. Come ogni rapporto estetico dovrebbe sempre presupporre un tacito accordo tra emittente e pubblico: questo sa, conosce e accetta di assistere e partecipare a quella ‘finzione’ che ne costituisce l’elemento caratterizzante.

Non sempre, però, finzione vuol dire “menzogna” e la Bettetini spiega che si può parlare di ‘immagini menzognere’ solo quando quelle immagini e il mondo artistico parallelo vogliono esser fatte passare per la realtà. Sta poi allo spettatore decifrare il messaggio che la fiction vuole trasmettere, senza considerarlo vero ma almeno verosimile. Quindi, conclude la professoressa, Una finzione nell’estetica è necessaria e non assume una connotazione morale, al contrario la menzogna esiste solo quando c’è inganno.
Questo concetto di tv ingannevole risale agli anni ’50 in cui si riteneva che la televisione fosse una finestra sul mondo. Ora, però, la questione è affrontata diversamente perché si è capito che la tv racconta una parte di mondo e la racconta in un certo modo. Dall’onestà di chi decide come raccontare dipende se essa possa aiutare o meno a capire il mondo reale.

La famiglia Cesaroni è, quindi, una sorta di paradigma della famiglia allargata, che non si può negare esista davvero e sia ormai molto diffusa. Le situazioni in cui i protagonisti sono calati, le dinamiche che si instaurano tra di loro, il modo in cui affrontano le problematiche della vita quotidiana sono, se non reali, almeno verosimili e certamente non ingannevoli. Anche Alessandro Manzoni, nella stesura dei Promessi Sposi, ha costruito una storia fittizia ma calata in un contesto storico reale, basandosi sul presupposto che la rappresentazione non reale ma verosimile possa evitare di trarre in inganno il lettore.

Insomma, quando guardiamo I Cesaroni sappiamo di assistere a delle avventure televisive e non ad una cronaca, intesa come rappresentazione reale e oggettiva di un fatto. E grazie alla bravura degli attori abbiamo l’impressione di essere lì con loro, di ridere, piangere, scherzare insieme a loro. Qualche volta rivediamo nella loro storia una parte della nostra storia personale ma questa immedesimazione è, ovviamente, temporanea, sappiamo che alla fine della puntata la finzione termina e rimane davanti agli occhi di tutti noi la nostra realtà che, forse, ci fa piangere di più e ridere di meno. Nessun inganno, nessun tentativo di influenzare la nostra mente, come accade, invece, quando si assiste ai dibattiti televisivi, specie quelli di Annozero.

Santoro è un grande affabulatore. Io preferisco la spontaneità un po’ rozza dei Cesaroni da cui mi sento meno ingannata.