19 settembre 2010

GELMINI: VIA IL “SOLE DELLE ALPI” DALLA SCUOLA DI ADRO. LA REPLICA DEL SINDACO LANCINI

Posted in Mariastella Gelmini, MIUR, politica, scuola tagged , , , , , , , , , , , a 11:24 am di marisamoles

Ne ho parlato giorni fa in un post “satirico” (questo è il LINK). Il polo scolastico di Adro, che riunisce la scuola per l’infanzia, la primaria e la media, tutte scuole pubbliche la cui apertura non ha comportato alcuna spesa per lo Stato, deve rimuovere i simboli padani, il “sole delle Alpi”, disseminati in ogni dove. Lo chiede, in una lettera indirizzata al sindaco del paese in provincia di Brescia, il direttore dell’Ufficio Scolastico della Lombardia, Giuseppe Colosio, adeguatamente istruito, a quanto pare, dallo stesso ministro del MIUR Mariastella Gelmini.

Nonostante le lodi del ministro che, nei giorni scorsi, erano state spese nell’apprezzamento dello sforzo fatto dall’intera (?) comunità per dotare il polo scolastico di attrezzature all’avanguardia, nella nota di Colosio si osserva che il simbolo scelto per “marchiare” l’intero edificio ha suscitato polemiche a non finire e quindi è dovere dell’amministrazione evitare che la politica di parte entri nella scuola: la delicatezza della funzione impone di intervenire anche in caso di solo sospetto, per evitare ogni possibile strumentalizzazione.

Stupito il sindaco di Adro, Danilo Oscar Lancini, che, secondo quanto riferito da Sky, avrebbe ossservato: «Mi sembrava che il ministro avesse capito che il Sole delle Alpi è un simbolo del territorio e non di un partito». Stupore ingiustificato, a parer mio: la Gelmini sarà pure bresciana, quindi conterranea di Lancini, ma è a capo del ministero della Pubblica Istruzione che ha sede in viale Trastevere a Roma. E da Roma, come si sa, i soldi non arrivano mai quando servono. Quindi, perché non costruire, attraverso l’autotassazione dei cittadini, una scuola pubblica e, in modo palesemente provocatorio, marchiarla con il simbolo della Padania? Avrebbe dovuto capire, il sindaco, che il gesto provocatorio avrebbe suscitato la reazione da parte del ministro che, nella sua veste pubblica, deve difendere l’italianità.

Il tentativo, un po’ patetico, in verità, del sindaco di giustificare la sua scelta asserendo che il “sole delle Alpi” è un simbolo antichissimo e preesitente alla Lega, dunque, non direttamente riconducibile ad un partito politico, è apparso fin da subito un modo per aggiustare il pasticcio e, diciamolo, per attirare l’attenzione mediatica su questo paesino abitato da cinquemila anime, della cui esistenza, altrimenti, la maggior parte degli Italiani non avrebbe mai saputo.

Ora al ministro non resta che inoltrare un’altra richiesta: cambiare il nome della scuola. Con tutto il rispetto per il curriculum professionale dell’ex senatore Gianfranco Miglio, non si può negare il ruolo attivo che ebbe, negli anni Novanta, nella progettazione di uno Stato Federale, ai limiti del modello secessionista.

Secondo me, intitolare una scuola a Ugo Foscolo, Alessandro Manzoni o Dante Alighieri sarà banale ma senz’altro meno sospetto.

[fonte: Il Corriere]

AGGIORNAMENTO DEL POST, 20 SETTEMBRE 2010

“Se me lo chiede Bossi, tolgo il ‘sole delle Alpi’ dalla scuola”, così il sindaco di Adro, sulla scia delle polemiche della settimana scorsa.
Riporto da Tuttoscuola.com:

Che il sole delle Alpi non sia anche il simbolo della Lega sono in pochi a crederlo, ma a chiarire definitivamente questa querelle ci ha pensato il Fatto Quotidiano, diretto da Antonio Padellaro, che è andato a spulciare il registro dei simboli registrati, scoprendo che

Dal 1998 il sole delle Alpi è un marchio registrato dalla società editoriale Nord Scarl che controlla l’universo mediatico del Carroccio, dal quotidiano La Padania alla radio di via Bellerio“.

Non potendo più negare l’evidenza, Danilo Oscar Lancini ha spiegato al telefono con Apcom:
Prima di essere sindaco, sono un militante della Lega Nord . In qualità di militante ho giurato fedeltà al movimento e il movimento, oggi, è capitanato dall’onorevole, ministro Umbero Bossi. Se domani mattina Umberto Bossi mi dice: ‘Togli i simboli’, non aspetto il giorno dopo.

Ecco, credo che queste parole non solo attestino la “malafede” di Lancini quando tentò di giustificare la presenza nel polo scolastico dei simboli della Lega adducendo come pretesto la preesistenza del “sole delle Alpi” alla Lega Nord. Affermare di essere un militante di un partito prima che sindaco di una città, a mio modo di vedere, è assai grave.
Si è chiesto, il sindaco, cosa ne pensino quelli che non hanno votato per lui? O è stato eletto all’unanimità?

AGGIORNAMENTO, 22 SETTEMBRE 2010

Oggi, durante il question time, è stata discussa alla Camera la rimozione dei simboli del “sole delle Alpi” dalla scuola di Adro. Tale simbolo, a detta del ministro Gelmini, ha una valenza politica e quindi dovrà sparire dalla scuola di Adro, dove per volere del sindaco leghista Oscar Lancini compare circa 700 volte.

PER VEDERE IL VIDEO DELLA DICHIARAZIONE DEL MINISTRO CLICCA QUI

AGGIORNAMENTO, 14 OTTOBRE 2010

Dopo la rimozione dei settecento simboli, operata a tempo di record e con una spesa assai più modesta rispetto ai 30mila euro chiesti dal sindaco Lancini, la questione sembrava finita lì. E invece no! Il sindaco non molla e avverte: “Ho chiesto l’ausilio di tecnici riferendomi con questo termine sia ad avvocati civilisti e penalisti che a esperti di diritto amministrativo”. Un pool di esperti per ripristinare i “soli delle Alpi” indebitamente rimossi, secondo il parere di Lancini.

La decisione di procedere alla rimozione dei simboli era stata assunta dal Consiglio d’Istituto della scuola di Adro che, in sintesi, aveva accolto l’invito del ministro Gelmini e del direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale che aveva inviato al sindaco una lettera, a nome del ministro.

Non resta che attendere gli eventi: passerà, il sindaco di Adro, dalle parole ai fatti oppure no?

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6 commenti »

  1. RAFFAELE said,

    Al redattore dell’articolo non è simpatica Mariastella Gelmini.
    Questo è quanto appare da una lettura sommaria.
    Parrebbe che il “fatto” di infestare la scuola (PUBBLICA) del simbolo di un partito politico passi in secondo piano, fatto salvo il “patetismo” verso il sindaco leghista, più fanatico che politico.
    Ancora quando ero ragazzino, nel mio paese persistevano sulle pareti esterne di alcune case e del campanile i simboli del partito fascista e delle frasi di Mussolini. Il fascio littorio ha ossessionato per qualche decennio il popolo italiano e, ancora oggi, ne rimangono testimonianze sparse ovunque.
    Emulazione?

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  2. marisamoles said,

    @ Raffaele

    Be’, detto in confidenza, la Gelmini non è simpatica a molti! 🙂

    E’ vero che ancora si trovano testimonianze del ventennio, ma c’è una bella differenza tra l’ “archeologia” e il fatto in questione.
    Comunque no, non credo si tratti di emulazione. Secondo me il sindaco voleva attirare l’attenzione su di sé e sul suo paese. Se non avesse disseminato ovunque il “sole delle Alpi”, nessuno avrebbe saputo che si può avere una scuola perfetta senza chiedere soldi allo Stato. Questo sì, per me, è un modello da seguire, anche perché non credo che in futuro la situazione possa migliorare e le nostre scuole hanno bisogno di una ventata di novità.

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  3. Aggiungo solo dei piccoli dettagli a quanto da voi esaustivamente detto : Anche Hiltler faceva riferimento alla croce uncinata come ad un simbolo di antico uso e con valenze storiche…per fortuna si sta bloccando l’iniziativa con reazioni più o meno legittime e/o eclatanti, poco importa, basta raggiungere il traguardo ovvero, che la scuola pubblica deve rimanere immune da qualsiasi forma di propaganda e a nessuno deve essere concesso di utilizzare quel luogo per pubblicizzare se stesso e/o un partito – abbiamo uno Stato democratico, ci basta quello! Semmai dobbiamo cercare di farlo funzionare meglio!

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  4. marisamoles said,

    @ Loretta

    Quoto in toto.

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  5. […] Oscar Danilo Lancini, sindaco di Adro, in provincia di Brescia, è balzato agli onori, si fa per dire, delle cronache per aver piazzato ben settecento simboli del Sole delle Alpi nel polo scolastico del suo comune. (ne ho parlato QUI) […]

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  6. […] non è in grado di pagare la mensa dei figli. E poi magari succede come, qualche tempo fa, nella famosa scuola di Adro, dove da un giorno all’altro quaranta bambini, figli di morosi, sono stati costretti a […]

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