STEFANO FILIPPONI A X FACTOR: VERO TALENTO O FA SOLO TENEREZZA?


Una delle voci che sembra ottenere un grande consenso nell’attuale edizione di X Factor è quella di Stefano Filipponi, un ventiduenne di Macerata su cui ha scommesso per prima, ai casting, Mara Maionchi che si è commossa fino alle lacrime nel sentirlo cantare e poi parlare.

La trasmissione di Rai 2 premia il talento, è indubbio. La ricerca dell’ X Factor fa sì che nessuno dei partecipanti debba essere scontato o banale. Sicuramente Filipponi è una persona speciale:
appassionato di musica fin da piccolo, a 14 anni ha iniziato a studiare canto e dal 2007 si “è dato” alla lirica, frequentando una scuola di Ancona. È anche musicista: da dieci anni suona il sassofono contralto.

Al di là delle capacità vocali, quello che colpisce in Stefano è l’espressione orale: è, infatti, balbuziente. Quando parla s’inceppa parecchio, mentre cantando le parole fluiscono libere nell’aria, senza tentennamento alcuno. Il giovane racconta che ha iniziato a balbettare all’età di cinque anni, in seguito ad un’operazione alle tonsille. Lui non ne ha un preciso ricordo né sa se l’intervento in sé possa essere stato un trauma tale da portare a tali conseguenze. Sono i suoi genitori a testimoniarlo.

Quello che non si può negare è che Stefano, nonostante il suo carattere schivo e la difficoltà di comunicazione, mentre canta, pur davanti alle telecamere, al pubblico in sala e alla giuria (i giudici, come è noto, sono la Maionchi, Elio delle Storie Tese, la Tatangelo e Ruggeri), sembra a suo agio.
Ieri sera, tuttavia, nell’esecuzione della canzone di Benigni «Quanto ti ho amato» ha tradito una forte emozione. Ancora più commosso è sembrato di fronte all’esternazione del gradimento da parte del pubblico che si è esibito in una standing ovation, e alla commozione che la sua canzone ha suscitato nella giuria, specie nelle due signore, Lady Tata (come Facchinetti chiama la Tatangelo) e Mara Maionchi. Più scettici, invece, i due uomini: come hanno fatto notare Ruggeri e Elio, se la performance di Stefano era ben lungi dalla perfezione, l’impressione è che i problemi del ragazzo travalichino le sue doti canore, influenzando il pubblico che potrebbe essere propenso a premiarlo perché fa tenerezza.

Per sciogliere il dubbio non rimane che attendere le prossime puntate: probabilmente le performance saranno migliori man mano che prenderà maggiore confidenza con la scena. Ieri sera, a parte il bel video in cui Stefano pedalava su una bici portando sulle spalle un grande cuore, è sembrato abbastanza impacciato e sono d’accordo con le osservazioni fatte dai due giurati. Per dire la verità, Elio, colpito dall’affetto dimostrato dal pubblico, in un primo momento era stato reticente: non voleva rovinare quel momento magico con le critiche. Poi si è sbottonato e l’ha seguito a ruota anche Ruggeri.

Personalmente credo che tutte queste delicatezze nei confronti del cantante possano creare dei favoritismi e non lo aiutino a crescere. Finché Stefano non sarà in grado di dimostrare tutte le sue potenzialità (che sono sicura possieda), rimarrà sempre il dubbio che il suo talento passi in secondo piano nel giudizio del pubblico.

Sono sicura che possieda l’X Factor, che per lui “è toccare il cuore della gente”, ma non basta emozionare, deve tirare fuori la grinta e far vedere che il suo talento è migliore di quello dei compagni. Per il momento sta dimostrando un grandissimo coraggio e si sa che audaces fortuna iuvat.

[fonte per le notizie sul cantante: Davide Maggio]

UDINE: MAMMA E NEONATA SALVATE IN EXTREMIS


In queste ultime settimane la cronaca ci ha riportato degli episodi di malasanità riguardanti il parto che appaiono impossibili ai nostri giorni. Morire di parto non si può, non si deve. Per una mamma che si salva, d’altra parte, non esiste nessuna consolazione al fatto che il bimbo che portava in grembo non ce l’ha fatta. Per un padre che perde il suo bambino e un marito che perde la sua compagna non c’è nulla di più triste che sentirsi abbandonati e dover dire addio al progetto di vita che il destino ha voluto irrealizzabile.

Talvolta, però, i miracoli accadono. Ovvero, ci sono delle strutture sanitarie in grado di affrontare le emergenze da sala parto senza sacrificare la vita di nessuno e senza provocare in un padre o marito una ferita profonda che difficilmente potrà mai rimarginarsi.
Il miracolo o forse sola la dimostrazione che non è sempre necessario affidarsi a Dio, ma semplicemente a dei bravi medici, è accaduto a Udine, nella clinica di Ostetricia diretta dal professor Diego Marchesoni.

Una giovane donna, 27 anni d’età, all’ottavo mese di gravidanza, è stata salvata in extremis da un’emorragia che, in una situazione già compromessa dalla fuoriuscita della placenta dall’utero, poteva costituire un serio rischio per la vita della gestante. Il parto cesareo era stato programmato per oggi, ma domenica scorsa era stato fatto ricorso ad un ricovero urgente per salvare la vita alla madre e alla piccola. L’emergenza è scattata poco prima delle 14 quando il professor Marchesoni era in spiaggia a Lignano. Raggiunto da una telefonata, il direttore della clinica si è precipitato in sala operatoria: è entrato alle 14.30 ed è uscito alle 20.

Così il professor Marchesoni racconta l’intervento: «Quando è nata la bambina abbiamo iniettato le sostanze coagulanti per limitare l’emorragia, ma nonostante tutto la signora, alla quale è stato asportato l’utero e parte della vescica, ha perso molto sangue. A un certo punto aveva la pressione a 40». Ma l’equipe del professore, composta da quattro chirurghi, due urologi, tre anestesisti, due radiologi internisti e altrettanti neonatologi, con la collaborazione di diversi infermieri, ha portato al felice esito della vicenda.
Marchesoni, nell’articolo pubblicato sul Messaggero Veneto, si lamenta del fatto che tutti sono pronti a puntare il dito contro la malasanità, mentre della buonasanità non si parla per nulla. Per lo stesso motivo sto scrivendo queste righe, perché è giusto che di ciò che funziona veramente, in quest’Italia sempre più “traballante”, si parli, anche per dare una speranza a chi, purtroppo, leggendo le cronache rischia di perderla del tutto.

L’unico rammarico: la giovane donna non potrà avere altri figli. Sarà sufficiente il sorriso della sua bambina per superare questo dolore?