SCUOLA: PRECARI ASSUNTI IN 6-7 ANNI. TIROCINIO FORMATIVO ATTIVO AL POSTO DELLE SSIS


Proprio ieri ho aggiornato un articolo in cui parlavo della “questione precari”. Secondo un’indagine di ItaliaOggi, considerando l’andamento delle assunzioni e dei pensionamenti nell’ultimo anno, i precari della scuola, 240mila secondo le stime, sarebbero assunti in … ventiquattro anni.
Mai fare i conti in tasca al ministro Gelmini! Infatti, i suoi conti sono differenti, visto che secondo lei gli insegnanti non di ruolo potrebbero essere assunti nell’arco di 6 o 7 anni. Vediamo come.

Innanzitutto secondo le stime del ministero il numero sarebbe 220mila, non 240mila. In che significherebbe che almeno 20mila sarebbero già stati sistemati. Il condizionale è d’obbligo, considerando che ognuno dà i numeri come vuole ma, di fatto, quelli certi dovrebbero essere divulgati dal ministero. Il lavoro sarà loro garantito dal “decreto salva precari”, dagli accordi con le Regioni e dai pensionamenti previsti per i prossimi anni.

Oggi, a Palazzo Chigi, il ministro Gelmini, ha ricordato che nel 2009 i tagli effettuati nella scuola ammontavano a 42 mila unità ma con 30 mila pensionamenti sono scesi in realtà a 12 mila. Quest’anno il taglio previsto era di 25 mila posti ma sono scesi a duemila considerando le uscite per pensione. Dunque in totale si tratta 14 mila persone senza posto. Abbiamo motivo di credere che a queste 14 mila persone sarà trovato un lavoro.

Oltre ad affrontare la questione scottante del precariato, Mariastella Gelmini ha anche presentato il nuovo regolamento sulla formazione degli insegnanti e la loro assunzione a tempo indeterminato. In breve, dopo l’abolizione delle SSIS (scuole di specializzazione postlaurea), è previsto per gli aspiranti docenti un Tirocinio Formativo Attivo della durata di un anno, in cui i futuri insegnanti potranno “passare dalla teoria alla pratica”, approfondendo anche lo studio della lingua Inglese (forse in vista della possibilità di insegnare le proprie materie in questa lingua al quinto anno delle superiori) con l’obbligo di acquisire la certificazione al livello B2, e quello delle nuove tecnologie. Gli aspiranti saranno, inoltre, formati in modo specifico per far fronte alle esigenze degli allievi disabili.
Il numero di nuovi docenti sarà deciso in base al fabbisogno e, di conseguenza, non si verificherà più l’incresciosa situazione che vedeva l’accesso illimitato alla professione creando il precariato. Ci saranno poi lauree specifiche per ciascuna classe di abilitazione. Il ministro preannuncia, infine, una selezione severa che punterà sulla valutazione del “saper fare”, cioè insegnare, piuttosto che del “sapere”, ovvero le conoscenze specifiche nelle discipline che si andranno ad insegnare.

[fonte: La Repubblica]

SULLE NUOVE REGOLE PER DIVENTARE INSEGNANTI VEDI ANCHE QUESTO LINK AL SITO DEL MIUR.

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