LA SCUOLA? UFFA CHE NOIA. UNO STUDENTE SU TRE LA ODIA


Non è affatto consolante la lettura dei risultati di un’indagine condotta sul web (promossa da Comunicazione Perbene, associazione no profit, su un campione di 1.600 studenti frequentanti la scuola media e superiore), che riguarda il rapporto degli studenti italiani con la scuola. Nella migliore delle ipotesi … si annoiano.

Noia a parte, si nota una certa insofferenza rispetto agli obblighi scolastici: due ragazzi su tre odiano le materie scolastiche e non sopportano più compiti in classe e interrogazioni. Non solo, dicono che i docenti sono troppo vecchi, come i programmi delle varie discipline, e che l’uso delle nuove tecnologie è solo una chimera.

La maggior parte, il 73%, non si sente a proprio agio fra i banchi di scuola, vista come luogo di tortura (21%) in cui gli insegnanti “tradizionali” non sono affatto graditi (63%), mentre sarebbe auspicabile fossero come il professor Keating del film “L’attimo fuggente”, interpretato da un bravissimo Robbie Williams che fa lezione saltando sulla cattedra e legge poesie agli studenti invece che fargliele studiare!

La scuola, poi, vista come edificio, è decisamente triste: si potrebbe abbellirla, ad esempio, con dei murales (31%), cosa che spesso viene fatta abusivamente nottetempo da studenti annoiati. Non serve specificare che a volte il contenuto è indecente e le scritte ingiuriose nei confronti di qualche insegnante non troppo amato, cosicché tempestivamente il Dirigente manda in missione speciale i bidelli armati di pennello e pittura bianca per cancellare quelle meraviglie d’arte moderna che, però, non ottengono l’apprezzamento che meritano. Sempre secondo gli studenti, ovviamente.

Le nuove tecnologie, dicevamo, aiuterebbero non poco ad ammazzare la noia: utilizzare smartphone, iPad e videogiochi in classe (67%) sarebbe davvero una figata, per utilizzare un linguaggio consono. Sicuramente i new media aiuterebbero lo studio di materie vecchie e noiose e anche il rapporto con compagni e insegnanti ne trarrebbe giovamento (60%).

I docenti, che hanno l’età dei nonni (39%), sono poco preparati (27%) e, vestendo gli abiti dei carnefici pronti a torturare le innocenti vittime, non cercano neppure di instaurare un rapporto con gli studenti (19%).
I libri sono considerati “mattoni” che spaccano la schiena e li brucerebbero volentieri (51%), mentre i soliti compiti in classe e interrogazioni sono del tutto inutili (55%) ed è decisamente ridicolo imparare le cose a memoria (33%). In questo quadro così edificante, pensare alla ripresa delle lezioni dà il voltastomaco (47%).

Ma si può studiare volentieri dentro lo spazio angusto di un’aula? Certo che no! Le classi sono fatiscenti (61%), le pareti sporche e con colori deprimenti (43%), le sedie scomode e i banchi in stato pietoso (71%). Questa è l’unica cosa su cui concordo, anche se non lo ritengo un valido motivo per perdere la voglia di studiare.

A questo punto vorrei chiedere alla Gelmini: che ne pensa, ministro? In particolar modo, vorrei chiederle se ritiene una brillante idea l’elevazione dell’età pensionabile delle donne e la conferma dei programmi vecchi (da svolgere, però, in minor tempo e con qualche aggiunta qua e là, al di fuori di qualsiasi logica). Sul primo problema ho già parlato altrove, sul secondo lo farò al più presto.

Fin qui l’indagine (potete trovare altri dati a questo LINK). Ma al di là di questo quadro edificante, vorrei condividere con i miei lettori una mia personale esperienza di qualche anno fa.
Grazie all’interessamento di un team di psicologi che avevano il compito di offrire ai docenti qualche strumento per comprendere meglio la realtà dei nostri giovani, nel liceo in cui insegnavo sono stati proposti, classe per classe, dei brain-storming. Uno di questi aveva come domanda-stimolo la seguente: “Come vorrei stare a scuola?”. Questi sono i risultati (ho evidenziato le “voci” più significative):

• seduto
• bene
• in compagnia
disteso, sdraiato
• tranquillo
poco
• me stesso
• divertirmi
• essere felici, sereni
• volentieri
scalzi
senza matematica
senza compiti nel pomeriggio e d’estate
• non fare Dante
senza studiare
• non fare i “Promessi Sposi”
senza professori
• con la ricreazione più lunga
• pizze meno costose
• prendere le bibite senza centesimi (prezzi “tondi”)
• lavandini più alti
più lussuosa (la scuola)
• a mio agio
• specchi più grandi nei bagni
• scuola più moderna
• banchi più grandi e più nuovi
• bagni più puliti
venire a scuola più tardi
• un calendario sul muro
• battiscopa senza buchi
• aule a gradoni come quelle di scienze
• aule senza pedane
con un avvallamento sotto la cattedra
• la TV in classe
• un computer per banco
playstation
videoregistratore
DVD
• tapparelle migliori
• giardino più grande
• lavagne interattive
stare sul divano
• gite più frequenti, più lunghe e meno costose
collegamento satellitare
• lezioni più interessanti
• più argomenti di attualità
aula con il climatizzatore
aula senza il patibolo
• niente libretti
• poter masticare il chewing gum in classe
• venire con volontà
• no educazione fisica la prima ora
animali in classe
delle cuccette (tipo quelle dei treni)
una piscina
• aule più grandi
• scelta del programma
• lezioni-dibattito
• lo stipendio agli studenti
più scioperi
• parità tra studenti e insegnanti al bar (servono prima i docenti)
niente regolamento
• Dirigente Scolastico fuori

Le “voci” più gettonate sono state:

1. in compagnia (7 preferenze)
2. me stesso (7 preferenze)
3. lo stipendio agli studenti (7 preferenze)
4. tranquillo (5 prefernze)
5. divertirmi (5 preferenze)
6. a mio agio (5 preferenze)

In conclusione, gli anni passano e gli studenti non cambiano. Nemmeno la scuola, però. Gli insegnanti, troppo poco … almeno la maggior parte.

CHE TRISTEZZA! 😦

[l’immagine è tratta da questo sito]