MALEDUCAZIONE STRADALE


Ultimo week-end di agosto e il traffico, per l’ennesima volta, va in tilt. Bollino rosso, attenzione, meglio partire o venerdì o lunedì. Le raccomandazioni vanno bene per chi può programmare il viaggio come gli pare, anche se poi le cosiddette “partenze intelligenti” rischiano di causare ingorghi e code comunque proprio perché tutti seguono i consigli sulla circolazione stradale. (ne ho parlato QUI).

Ma come la mettiamo con chi, sventurato, deve fare un viaggio, per altro breve, in giornata? E deve per forza recarsi là dove le code interminabili hanno caratterizzato tutti i week-end d’agosto? In questo caso, val poco la volontà di essere intelligenti, visto che non si può scegliere. Ma nel momento in cui ci si trova imbottigliati nel traffico e si impiegano due ore per coprire un tragitto che richiede al massimo 50 minuti, non si può far altro che pensare di avere come compagni di viaggio, anzi di coda, degli emeriti deficienti!

Le code si formano sempre nelle zone cruciali, non si sa perché. Ovvero, ci si chiede come mai , se la situazione si presenta tristemente uguale da anni, non si possa porvi rimedio. Tuttavia, quello che fa più rabbia, oltre al disinteresse di chi dovrebbe ovviare al problema e non lo fa, è la maleducazione degli automobilisti. Oltre che deficienti, perché si muovono con il bollino rosso, sono anche maleducati perché tentano di fare i furbetti e a volte ci riescono.

Ieri, io e mio marito ci siamo dovuti recare a Trieste, e non per turismo. All’andata, grazie all’avviso fornito da Società autostrade che informava sui 13 chilometri di coda dal nostro casello allo svincolo tra la A4 e la A23, abbiano fatto il viaggio prendendo la strada statale. Non vi dico la felicità di mio marito che sbuffava ad ogni semaforo e ad ogni lumaca che, pur essendo il limite di 70 Km/h, andava a 50. Ad ogni modo siamo arrivati a destinazione in un’ora e mezza, impiegando 40 minuti in più rispetto all’autostrada.

Il bello è arrivato al ritorno. Convinti che ormai tutti fossero partiti e ci fossero in giro quattro o cinque deficienti, abbiamo fiduciosi imboccato la superstrada. Peccato, però, che in questo caso nessun cartello ci avesse avvisato della coda che, inevitabilmente, si era formata a 6 km dal famigerato casello del Lisert. Una volta imbottigliati, non c’è stato nulla da fare: seppur intenzionati, ma dovrei dire rassegnati, a tornare a casa prendendo la statale, abbiamo per forza dovuto percorrere quasi tutti i 6 chilometri, causa l’assenza di altre uscite dalla superstrada.
Mio marito, sapendo di dover prendere la prima uscita, si è posizionato a destra sulla carreggiata. Di fronte a noi avevamo un camper austriaco e si sa quanto gli austriaci siano pazienti ed educati, almeno finché non seguono i pessimi esempi che gli automobilisti italiani offrono sulle strade e autostrade.
Ad un certo punto, il possessore di una BMW (mi chiedo come mai i meno pazienti non girino in Panda) si è stufato di fare la coda e ha superato tutti percorrendo la corsia di emergenza. Ora, tutti sanno che si tratta di una manovra vietata e severamente punita. Ma quando uno comincia, è davvero difficile che altri non lo seguano: mica sarà lui l’unico furbo e gli altri tutti imbecilli! Così, un po’ timidamente altre macchine hanno iniziato a percorrere la corsia di emergenza.
Assistendo alla “fuga dei furbetti”, mio marito mi guarda e mi dice: “Sta’ a vedere che anche l’austriaco lo fa. Bell’esempio diamo agli stranierei!”. In effetti il camper che ci precedeva in coda aveva iniziato a marciare sempre più verso destra, fino a posizionarsi mezzo sulla corsia normale e mezzo su quella di emergenza. Ma procedeva così, senza sembrare intenzionato a fare il furbo anche lui.
Quando le automobili dei furbetti hanno iniziato a strombazzare perché il camper impediva loro la marcia sulla corsia di emergenza, abbiamo capito: l’Austriaco si era messo a quel modo per impedire che i soliti maleducati la facessero franca ed evitassero la fila.

Non appena siamo arrivati all’uscita che precede il casello, anche il camper ha svoltato e ci ha preceduti per qualche chilometro. Anche l’austriaco, come noi, aveva deciso di imboccare l’uscita e continuare il viaggio sulla statale. Anche lui, come noi, ha atteso che la linea continua, che delimita la corsia di emergenza, diventasse tratteggiata. Anche lui, come noi, ha messo regolarmente la freccia per indicare l’intenzione di uscire dalla superstrada. Anche lui, come noi, si sarà sentito un imbecille di fronte all’atteggiamento menefreghista di chi è convinto che i fessi marcino sulle corsie regolari e i più intelligenti su quelle di emergenza. Ma anche lui, come noi, sarà stato gratificato dalla considerazione di essere educato.

Noi siamo arrivati a destinazione in due ore (impiegando per il viaggio di ritorno ben un’ora e dieci minuti in più rispetto all’autostrada). L’austriaco ci avrà messo un’enormità di tempo in più. Anche noi, come l’austriaco, ci siamo sentiti gratificati dalla considerazione di essere educati e di non lasciarci influenzare dai tanti esempi di maleducazione stradale.

Saremo arrivati a destinazione più tardi dei furbetti ma, oltre che più educati, alla fine siamo noi i più intelligenti … almeno non abbiamo rischiato una multa salata.

6 pensieri riguardo “MALEDUCAZIONE STRADALE

  1. MMMHHH la multa non evita la maleducazione – siete stati più intelligente perchè accettate norme di comportamento che servono a regolare la vita di tutti nel bene e nel male – siete stati più intelligenti perchè rispettate le norme che aiutano la civile convivenza – siete stati più intelligenti perchè vi siete adattati alle norme concernenti la condotta dei membri di una società. – è ora di finirla di associare gli italiani alla furbizia e alla mafia, ma per farlo è necessario che gli italiani smettano di fare i furbi e i mafiosi!

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  2. Sono rientrato lunedi 30 agosto 2010 e ho percorso circa 3800 km per i vari paesi tra cui la Polonia e l’Austria e vi posso garantire che i cosi detti furbetti esistono anche li.Comunque il buon esempio e sempre una bella cosa e sono fiero di essere italiano che rispetta le regole stradali anche in altri paesi.

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