26 agosto 2010

MAMME ULTRACINQUANTENNI: GIANNA NANNINI, LE ALTRE E LA QUESTIONE ETICA

Posted in attualità, donne, famiglia, figli, spettacolo, vip tagged , , , , , , a 9:50 pm di marisamoles

Finalmente ho trovato qualcuno che la pensa come me! Mesi fa avevo espresso i miei dubbi sulla decisione presa da donne vip (Heather Parisi) e sconosciute (la 58enne di Torino) di diventare madri a cinquant’anni e oltre. Avevo concluso la mia riflessione dicendo che i bambini hanno bisogno di mamme giovani e non di nonne e che pensare alla maternità a 50 anni e più rappresenta la realizzazione di un desiderio legittimo, se vogliamo, ma alquanto egoistico.

La giornalista Maria Luisa Agnese, dalle pagine del quotidiano Il Corriere, esprime i miei stessi dubbi. Riferendosi alla gravidanza della cantante 54enne Gianna Nannini che sta tenendo banco in questi giorni sulla carta stampata e nei telegiornali, la Agnese osserva che, al di là del fatto che ci sia o non ci sia un padre per questo bimbo in arrivo (si parla, infatti, di fecondazione in vitro ma né la cantante né l’entourage hanno rilasciato alcuna dichiarazione), Gianna sembra fare un figlio a un’ età in cui fino a ieri (e in buona parte ancora oggi) le donne diventavano nonne. Un bambino di sicuro molto amato ma destinato in anticipo ad affrontare la vita in solitaria, ad essere senza famiglia almeno per come l’ abbiamo intesa finora, senza fratelli, senza nonni o con nonni davvero anziani e non in grado di svolgere le preziose funzioni solidali che hanno acquisito nella famiglie contemporanee. Senza contare che quando lui/lei avrà 15 anni la mamma ne avrà 70 e chissà se avrà l’energia e lo spirito necessari per trattare con un adolescente in evoluzione (anche se oggi molte nonne settantenni fanno da vice mamma).

Quello che preoccupa, e che si pone come problema etico, è che questo possa divenire a breve un modello e che invece di essere l’eccezione, le mamme cinquantenni possano divenire la regola. L’egoismo, insomma, potrebbe prevalere sul buon senso. Ma, si chiede la Agnese, se era davvero tanta la voglia di maternità di Gianna, perché non pensare all’adozione? Be’, in questo caso però la legge italiana ha delle lacune: non conosco i particolari della vita privata della cantante ma si vocifera che non abbia un compagno e che, come successo per altre vip, ad esempio l’attrice Jodie Foster, sia ricorsa ad un donatore (magari anche due, visto che l’età di lei è quella della menopausa). In Italia l’adozione è riservata alle coppie non ai single. Per lo stesso motivo, ritengo che sia ingiusto fare un figlio “da sole”, ma in questo caso, almeno, non ci sono leggi che lo impediscano.

La domanda che, alla fine dell’articolo, la giornalista del Corriere si pone è se una scelta del genere, a priori considerata egoistica, non possa essere invece una scelta di generosità e atto di fiducia nella vita, fatta nella convinzione che alla fine i figli si fanno perché diventino cittadini del mondo e non per tenerli per mano fuori tempo massimo. Ed è davvero difficile rispondere a quello che lei definisce un “rompicapo etico”.

[FONTE: Il Corriere; foto dal sito noiblogger.com]

AGGIORNAMENTO DEL POST, 28 AGOSTO 2010

Vi invito a leggere, sull’argomento, un interessante articolo pubblicato sul Corriere e firmato dalla psicologa e psicoterapeuta Silvia Vegetti Finzi.
Nell’articolo, dal titolo “Tante ombre che vengono nascoste. Così si alimentano solo illusioni”, condivido questa riflessione a proposito dei bambini tanto desiderati e fatti nascere anche “fuori tempo massimo”:

Ma il mio pensiero va in primo luogo ai figli del desiderio, bambini molto amati che dovranno comunque affrontare un divario di età con la madre di cui non conosciamo ancora gli effetti a lunga scadenza. È vero che l’avanzamento della speranza di vita (per le donne 84 anni) comporta una riformulazione del calendario biografico, ma purtroppo si prolunga la vecchiaia piuttosto che la giovinezza. A questo le ragazze non pensano quando sfogliano i cataloghi della felicità. Poiché nell’immaginario tutto è possibile, sembra facile rinviare a «data da destinarsi» una decisione, quella di avere un figlio, che ostacola altri programmi come lo studio, il mantenimento del posto di lavoro, la carriera, l’indipendenza economica… la realizzazione di sé. Ma spesso l’inesorabile scorrere del tempo non consente facili inversioni e le promesse del «più tardi» rischiano di trasformarsi in amare delusioni.

Anche la Vegetti Finzi la pensa come me.

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NOVITÀ SCUOLA 2010: BOCCIATI GLI ALLIEVI “ASSENTEISTI” E PIÙ DIFFICILE ARRIVARE AL 100 ALL’ESAME DI STATO

Posted in adolescenti, Mariastella Gelmini, politica, riforma della scuola, scuola, valutazione studenti tagged , , , , , , , a 2:46 pm di marisamoles


I nuovi regolamenti per gli Istituti di Istruzione Secondaria di II Grado (leggi: scuole superiori) portano delle novità per chi si appresta a iniziare il prossimo anno scolastico.

In primis, viene finalmente messa in primo piano la questione delle assenze, spesso ingiustificate, ovvero giustificate dalle famiglie ma senza un motivo valido, e assai frequenti soprattutto per i maggiorenni che possono firmare da soli il libretto.
Come si sa, la frequenza alle lezioni è obbligatoria e lo studio è, oltre che un sacrosanto diritto, un dovere cui non ci si può sottrarre. E non parliamo soltanto di “scuola dell’obbligo”, che comprende anche il biennio delle superiori (una volta si fermava alla terza media). Infatti, chi, assolto l’obbligo scolastico, intende proseguire gli studi (la maggior parte dei giovani, ormai) ha il preciso dovere di impegnarsi nello studio e di frequentare le lezioni.
Tuttavia, in passato è capitato di promuovere persone che avevano accumulato numerose assenze, partendo dal presupposto che tali assenze erano comunque giustificate. Per un periodo, inoltre, gli studenti sono stati esonerati dall’obbligo di presentare il certificato medico per le assenze che si protraevano per più di cinque giorni, obbligo rientrato lo scorso anno. Se non altro, in questo modo si evita che i furbetti se ne approfittino, anche se effettivamente la richiesta del certificato medico serve ad attestare l’assenza di malattie che possano costituire un pericolo per la salute della comunità.

Cosa cambia, dunque, da settembre? Chi non frequenterà almeno i tre quarti dell’orario annuale, ovvero supera il limite dei 50 giorni, rischia la bocciatura. Con l’avvio della riforma delle superiori, dunque, la vita degli “assenteisti” abituali senza motivi validi si farà più dura. Ovviamente, però, in casi eccezionali sono previste deroghe, in quanto è possibile che le assenze frequenti o prolungate siano giustificate da patologie particolari che possano essere oggettivamente dimostrate. Ma, in generale, chi non rispetta il limite minimo, come si legge nel regolamento ministeriale, viene escluso dallo scrutinio finale, quindi costretto a ripetere l’anno.

Per gli studenti che dal prossimo iniziano a frequentare il triennio sarà più difficile raggiungere il voto massimo all’Esame di Stato (leggi: Maturità) che è 100.
Nel nuovo Regolamento (vedi anche il DM n° 99 del 16 dicembre 2009) si legge, infatti, che nei licei e negli istituti tecnico-professionali il punteggio “base”, ovvero il cosiddetto “credito” che dipende dal curriculum scolastico, sarà di 25 punti, cioè il massimo, solo per gli allievi che avranno una media compresa tra il 9 e il 10, non più fra l’8 e il 10, come avveniva in passato.
Per ora la nuova disposizione si applica ai ragazzi del terzo e quarto anno, nel 2011 si andrà a regime anche in quinta.

Il vero problema sarà convincere i professori a usare anche il 10 come voto, che è una rarità nelle pagelle dove ci si ferma il più delle volte all’8 o al 9. Alcuni insegnanti, infatti, sono restii ad “alzare” i voti, anche in presenza di studenti meritevoli sia per capacità sia per impegno, considerando, erroneamente, un 8 già un ottimo voto.
A questo proposito, leggo sul quotidiano Il Messaggero alcune osservazioni fatte da un preside romano, Mario Rusconi, che è anche vice presidente dell’Anp, l’associazione di categoria. Sulla necessità di utilizzare tutta la gamma dei voti, Rusconi osserva: Oggi questo non avviene. I più risicati nel dare voti alti sono i docenti di italiano e latino, mentre quelli di matematica, chimica e fisica sono più disponibili. Comunque da quest’anno è vero che ci sarà una maggiore rigidità nell’attribuire i crediti e mi aspetto, proprio per questo, che i docenti usino tutti i voti a loro disposizione. Quanto alla severità crescente della scuola c’è stato un ritorno al rigore in questi anni che è positivo, ma con qualche esagerazione. Ad esempio sta maturando l’idea che il 5 in condotta si possa dare anche senza che ci siano stati 15 giorni di sospensione. Qualcuno ne sta abusando.

Per quanto mi riguarda, nelle valutazioni non sono mai stata “risicata” ma solo giusta, mettendo dei nove e dei dieci in pagella anche nel I quadrimestre, quindi fidandomi dei miei ragazzi e costringendoli a quel minimo di responsabilità che aiuta a crescere: come dire “mi fido, vi do 9 e 10, ma non deludetemi”. Al contrario sono rimasta spesso sconcertata nel vedere dei ragazzi davvero bravi, pieni di 8 e 9 nelle varie discipline, ma con delle insufficienze in matematica e, un po’ meno, in fisica. Ho anche assistito inerme alla fuga di qualche “buona testa” convinta di essere una nullità per un 4 in matematica. Evidentemente a Roma succede il contrario rispetto a Udine.

Quanto al 5 in condotta, Rusconi mi sembra poco informato: quella di attribuire l’insufficienza in condotta anche senza una sospensione di almeno 15 giorni non è un’idea, è un dato di fatto. In uno dei suoi tanti ripensamenti, il ministro Gelmini ha, infatti, tolto il vincolo della sospensione lunga, lasciando agli insegnanti la decisione di attribuire il 5 in condotta tenendo conto delle diverse situazioni, del ripetersi di episodi analoghi a quelli che hanno determinato una qualche sanzione disciplinare e, soprattutto, considerando il “pentimento” o meno degli studenti sanzionati e il loro reale impegno per migliorare il comportamento.
Detto questo, non credo proprio che se ne possa abusare.
Piuttosto, direi che sono finiti i tempi del “bravo, 7+” degli sketch di Cochi e Renato.

[LINK fonte]

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