“VIA I GAY DAL PIAVE: DEVONO FARSI CURARE”. LO DICE UN SINDACO … DI SINISTRA

Una campagna di “pulizia” del Piave, ordinata dal sindaco. Per una volta, però, sotto accusa non sono le acque, piuttosto torbide, dei nostri fiumi, ma i … gay.
Accade a Spresiano, un paese in provincia di Treviso, dove pare che sul greto del fiume, ad ogni ora del giorno e delle notte, si svolgano degli incontri a luci rosse, prevalentemente gay. Si sospetta, anche, che non si tratti semplicemente di incontri “clandestini” tra amanti, ma di prostituzione. Ciò, secondo il sindaco, è un male, è da perseguire perché ne va del decoro del paese. Via, quindi, ai controlli a tappeto per tutta l’estate: si inizia domani e le forze dell’ordine saranno occupate in questa attività fino al 22 settembre.

Fin qui nulla di male. Ovvero, se si tratta di atti illeciti e di “malcostume”, è bene che la polizia eviti che qualche ignaro passante si ritrovi a dover fare da spettatore ad un poco gradito spettacolo osé. Specialmente se si tratta di ragazzini. Come racconta l’assessore De Nardi, è accaduto che alcuni minori si siano trovati addirittura accerchiati da persone che hanno fatto intendere in maniera esplicita le proprie intenzioni.

La gente protesta: bisogna intervenire. È giusto, ribadisco. E il dovere del primo cittadino è quello di garantire ai suoi concittadini la sicurezza e al suo paese un certo decoro. A maggior ragione se si tratta di difendere il decoro del fiume sacro alla Patria, quel Piave che tutta l’Italia conosce grazie al “mormorio” di cui si parla nella celebre canzone.
Il sindaco Missiato dichiara: Non voglio giudicare nessuno ma sono contro il malcostume. Può essere che qualcuno si offenda, allora io rispondo che rispetto tutti. Ma devo anche far rispettare la legge, per cui chi va fuori dalle regole e dal buon senso dev’essere allontanato. Parole sante, oserei dire. Però, nel proseguire con le sue dichiarazioni, ho l’impressione che tutto questo “rispetto” lo dimostri solo a parole. Infatti esprime un suo personalissimo giudizio sui gay:
Sono delle persone ammalate, devono essere comprese e posso comprenderle. Però non possono offendere, andando ad occupare un territorio dove ci sono persone che non sono della loro stessa tendenza. Devono farsi curare, se sono curabili, altrimenti devono stare dentro le loro mura, perché non possono invadere la libertà altrui.

Bene. Il sindaco dice che loro non possono offendere chi non appartiene alla stessa “sponda” (visto che parliamo di fiumi, perdonatemi la licenza). Ma il signor Missiato si rende conto che è proprio lui ad offendere, dando giudizi gratuiti sulle persone che non la pensano come lui?

La cosa che, però, fa maggiormente riflettere è che il sindaco di Spresiano è di sinistra: ma come, l’omofobia non era di destra?

Leggendo questa notizia mi è venuta in mente una canzone di Gaber, un cantautore che ho sempre apprezzato, specie per la sua ironia, e, onestamente, non mi sono mai chiesta se fosse di destra o di sinistra. Vi lascio il video (anche per sdrammatizzare un po’): un piccolo omaggio ad un uomo che sul prossimo la sapeva ben lunga!

[fonte e foto: Il Corriere del Veneto]

AGGIORNAMENTO DEL POST, 25 AGOSTO 2010

Il sindaco di Spresiano, Riccardo Missiato, non si è perso d’animo e non ha rinunciato alla sua battaglia contro gay, lucciole e nudisti che degradano il greto del fiume Piave. Ha fatto costruire, infatti, un fossato lungo il fiume per evitare l’accesso ai litorali di auto e motorini.
Il fossato antisesso è largo 80 centimetri e profondo 60 e si trova in prossimità delle sponde del Piave, tra Lovadina e Palanzon. Missiato giustifica con queste parole la scelta operata: «Filo spinato e palizzata costavano troppo e così ecco l‘intervento ecologico con una ruspa a scavare una scolina per impedire l’accesso alle macchine».

[fonte: Il Gazzettino]

4 pensieri riguardo ““VIA I GAY DAL PIAVE: DEVONO FARSI CURARE”. LO DICE UN SINDACO … DI SINISTRA

  1. Forse essere gay oggi è di “moda”.
    Indipendentemente da tutto penso che possa essere disdicevole e controproducente essere troppo apertamente gay.
    Esistono infatti “bande” di eterosessuali che, qualche volta, dimostrano in modo violento il loro “dissenso”.

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  2. @ quarchedundepegi

    Ormai l’outing va di moda e non mi piace. Insomma, i fatti privati, soprattutto certi fatti privati, devono rimanere tali.

    Ma tu, da medico, andresti a dire a un gay che è malato e deve farsi curare? Sarebbe come dire ad una trentenne vergine che è malata e ha bisogno di cure. O no?

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  3. Rispondere seriamente a questa domanda è estremamente difficile; inoltre non si può assolutamente generalizzare.
    Rispondo che, senza generalizzare, esistono omosessuali (raramente di sesso femminile) che desiderano essere curati e/o non accettano la loro situazione.

    In ogni caso questa situazione non è assolutamente paragonabile alla trentenne vergine.
    Forse sarebbe da curare la quattordici o quindicenne che si sente a disagio “perchè non l’ha ancora fatto”!

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  4. @ quarchedundepegi

    La mia domanda voleva essere provocatoria, per mettere in evidenza che ci sono quelli che considerano anormali persone o situazioni che non rientrano nella norma.

    Certo, se un omosessuale chiede di essere curato è perché lui stesso non accetta la sua anormalità. Ma credo che queste siano eccezioni e comunque non si può negargli un aiuto. Più che una cura farmacologica, un sostegno psicologico.

    Quanto al discorso delle ragazzine, sono perfettamente d’accordo!

    Grazie e a presto.

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