9 pensieri riguardo “SCUOLA: IL TAR NON CONCEDE LA SOSPENSIVA SUGLI ORGANICI

  1. Ciao Marisa,
    scusa se scrivo qui ma non so quale sia il posto deputato per il mio intervento.
    Sono uno studente al III anno di Filosofia e un domani mi piacerebbe insegnare. Tu sai se c’è qualche novità in merito alla forma con cui i giovani laureati potranno abilitarsi? (dato che hanno soppresso la SiS?)

    Inoltre volevo chiederti quale grammatica usi nel bienno per insegnare latino e quale manuale di letteratura nel triennio.
    Grazie per la tua cortese attenzione, spero di non averti disturbato,
    un cordialissimo saluto,
    Matteo B.
    Torino

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  2. Caro Matteo,

    troverai tutte le informazioni che ti servono al link riportato in quest’altro mio post.
    Ammiro il tuo coraggio … proporsi di insegnare di questi tempi è un atto veramente coraggioso! 🙂

    Al biennio utilizzo i testi del Flocchini (ce ne sono vari, rispondenti alle diverse esigenze, anche se non mi sono trovata bene con tutte le edizioni!). La letteratura per il triennio è un problema: io insegno allo scientifico e i testi sono spesso troppo ampi per il poco tempo che abbiamo (calcola che ora terminiamo la grammatica essenziale, morfologia e sintassi senza tanti approfondimenti, in terza, ma con la riforma lo studio della grammatica si protrarrà praticamente per tutto il quinquennio, visto che ci sono meno ore ); al contrario, ho usato lo scorso anno un manuale in cui i pochi testi riportati erano praticamente tutti tradotti. Comunque, è anche vero che chiedere ai ragazzi una traduzione autonoma dei testi d’autore è praticamente inutile: la scaricano dal web. 😦 Ovviamente chi vuole davvero imparare, non bara, ma sono pochi.

    In bocca al lupo per il tuo futuro … scrivimi quando vuoi, non disturbi affatto! 🙂

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  3. Cara Marisa,
    grazie della premura con la quale mi hai risposto.
    Oggi l’univerisità è davvero frustrante. I docenti ti insultano perché non sai niente e ti dicono che hai perso 5 anni, ma i miei voti sono sempre stati alti! E quindi? e quindi succede che alle superiori spesso ci sono docenti che IGNORANO la propria materia, altre volte sono preparati ma fanno poco perché il livello della classe è scarso, così chi va bene arriva anche a 9 ma su contenuti troppo esigui. Poi va all’università e ti dicono che non sai tutti i significati dell’uso del SI in latino o non sai tutte le sfumature del congiuntivo e che non è possibile!! Ma io dico, se me non me l’hanno detto, che ci posso fare? E vi ricordo cari docenti che quegli insegnanti ch emi hanno preparato così male, sono usciti dalla vostra facoltà! Addirittura fino all’anno scorso c’era una prof. di letteratura latina che spiegava il medesimo programma che avevo portato la mia insegnante di italiano delle superiori più di 15 anni fa!!
    Sono molto scoraggiato! Non si rendono conto che le cose non si possono controllare a valle, ma a monte. Il ministero dà un programma? Bene dovete fare quello, allora così sì ch ei docenti all’università possono esigere.
    Dal prossimo anno accademico tutti gli iscritti a lettere faranno 2 versioni come prova d’accesso, e in base all’esito verranno destinati a laboratori biennali biennali. Mentre tra il ’99-2007 si erano dimenticati di inserire una norma, e di fatto ci si poteva laureare senza portare, negli esami di lett.latina, la lingua!!! Poi se ne sono accorti e ora stanno correndo ai ripari.
    So che le mie possibilità di lavorare saranno molto scarse….ma sono disposto anche a cambiare provincia, o addirittura regione in base a dove le graduatorie sono più libere. Spero di poter fare un master per poter aprirmi anche altri sbocchi.
    Quindi, per favore, docenti del liceo lavorate più che potete o per lo meno in classe dite sempre cosa avete fatto e cosa avreste dovuto fare, così gli alunni sanno l’ammontare del loro debito un domani che qualcuno richiederà la riscossione….

    Scusi lo sfogo personale!!
    Un cordialissimo saluto
    complimenti per il blog, l’ho messo tra i preferiti.
    Matteo
    Torino
    Studente di Filosofia

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  4. Ps: noi di letteratura nel torinese usiamo il libro della Prof.ssa Garbarino, che si usa anche per sostenere l’esame all’università ovvero:
    versione liceale: Opera (4voll)
    versione universitaria: Storia e letteratura latina (unico vol).

    Con la riforma quante ore rimangono per latino?

    E ancora: è vero che a lato pratico è meglio abilitarsi in a 51 anziché in a 52: alla fine a 52 di obbliga a studiare in un percorso molto duro e alla fine hai solo greco che da noi ormai viene dato solo al biennio, nel senso che al trienno del classico si spezza per evitare che gli incompetenti abbiano ambedue le lingue.

    Rinnovo i saluti
    Matteo
    Torino

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  5. Caro Matteo,

    io ringrazio te: fa un enorme piacere confrontarsi con un ragazzo “saggio” e obiettivo come te … e fa ben sperare sulla “qualità” (parola che piace tanto alla Gelmini!) dei docenti di domani.

    Purtroppo so che lì a Torino i docenti universitari rompono parecchio: ho avuto il piacere di leggere qualche commento di Luca Ricolfi e se vuoi sapere cosa ne penso, leggi QUI, per favore.

    Non so di chi sia realmente la colpa, ma sono convinta che si possa fare un fifty fifty. Nel tuo commento hai messo a fuoco alcune problematiche e questo dimostra che tu, bravo studente che si sente dire asino, hai fatto una buona analisi e un’onesta autocritica e hai capito come stanno le cose. Spesso i programmi non si riescono a completare o alcuni argomenti si affrontano in modo sommario per mancanza di tempo. Se poi aggiungiamo che ci si deve adeguare al livello della classe perché la preparazione degli allievi che provengono dalla scuola media è sempre più bassa, allora abbiamo già individuato due seri problemi.

    Quanto ai curricula universitari, pensa che io, laureata in Lettere, non ho mai, dico mai, fatto un esame scritto, né di italiano né di latino! In compenso, quando ho sostenuto l’esame per il concorso ordinario a cattedre per insegnare Italiano, Storia e Geografia alla scuola media, ho dovuto portare venti autori di latino, con relativa scelta antologica. L’ho fatto dopo il 1979, anno in cui è stato abolito l’insegnamento del Latino alle medie. 😦

    Passando ai testi di letteratura latina, qui da noi il non plus ultra è Gian Biagio Conte: ho studiato sui suoi libri all’università ma al liceo scientifico diventa un po’ più difficile.
    Le ore di Latino con la riforma divenatno 3 per anno allo scientifico … per gli altri Licei ti rimando alla lettura di quest’altro mio post.

    L’abilitazione nella A52 è limitata ai classici che sono, in genere, meno numerosi degli scientifici. Con il riordino dei licei ci sono, comunque, delle variazioni e il latino, sebbene perda delle ore allo scientifico, è esteso anche agli altri licei.

    Sfogati pure quanto vuoi e se hai tempo, cerca la voce “scuola” nelle categorie che trovi alla tua destra e … ne hai per tutta l’estate! 🙂
    Puoi trovare notizie su di me e sul mio lavoro anche nella “pagina” Hanno detto di me (purtroppo, però, i link interni non funzionano).

    Saluti e a presto.

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  6. Un consiglio per Matteo: se hai constatato di avere delle lacune, non piangerti addosso, ma studia per colmarle. Non è mai troppo tardi per imparare cose nuove.
    Quanto alle abilitazioni da conseguire, io ti consiglierei di cominciare dalla 52, che indubbiamente offre meno possibilità lavorative, ma, credo, più gratificazioni professionali. Io, in verità, mi sono pentito di non essermi abilitato nella 52… Ma non ho abbandonato l’idea di conseguire in futuro anche questa abilitazione.
    Nei Classici si studieranno sempre il Latino e il Greco, ma non so che fine farà il Latino negli altri Licei. Questa materia perde ore ovunque, non solo allo Scientifico!

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  7. Grazie a tutti!
    Per fortuna quelle che ho raccontato sono solo esperienze indirette, che però faccio mie perché ero lì lì dallo scegliere lettere classiche… A filosofia, per fortuna, non abbiamo di questi problemi. Da noi sono ben consapevoli che ci possono essere studenti che non hanno mai visto una pagina di filosofia e quindi con 4 moduli istituzionali (antica-medievale-moderna-contemporanea) spiegati un po’ in fretta, ti danno la possibilità di metterti alla pari. Invece vedo che a lettere è proprio una strage: l’altro giorno il docente di storia della lingua latina [bravissima donna] ha detto: “tanto lo sappiamo tutti che in questa facoltà gli unici a bocciare siamo noi di latino e geografia!”. Il problema è che non devi bocciare se fai esami rivolti a un’utenza troppo disomogenea, devi fare di tutto per livellarla.
    Grazie per i consigli.
    Un cordiala saluto!
    Matteo.

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  8. A mio parere, la scuola e l’università di qualità non bocciano “a tutta forza”, ma mettono in atto tutte le strategie possibili e immaginabili perché chi vuole apprendere possa farlo con i migliori risultati.
    Per questo la scuola dovrebbe organizzare attività di tutoraggio, guidare nello studio i ragazzi più fragili, offrire qualcosa in più degli ormai tradizionali e superati sportelli e corsi di recupero ad ore. Utilissimo potrebbe rivelarsi, ad esempio, lo svolgimento dei compiti per casa sotto la guida dell’insegnante.
    Per ora, però, tutto ciò è realizzabile solo grazie al volontariato di pochi docenti davvero innamorati della propria professione.

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  9. Sì, Andrea, hai ragione. E il successo del “modello finlandese” ne è una conferma.
    Il fatto è che in Italia per troppo tempo la scuola è andata avanti grazie al “volontariato” dei docenti. Pensare al bene dei nostri studenti è sicuramente una priorità, ma io non sono più disposta a lavorare “gratis” perché, in questo modo, la nostra professionalità non è riconosciuta. Ho espresso il mio pensiero in altri post e probabilmente li hai letti. Se per caso ti è sfuggito, ti invito a leggere questo.

    Le mie affermazioni non devono indurrti a pensare che io non sia innamorata della mia professione: il fatto è che questo grande amore alla fine non solo non è apprezzato da studenti e famiglie che considerano il nostro lavoro una missione, dove tutto è dovuto o quasi, ma porta anche lo Stato a non considerare i meriti che ognuno di noi certamente ha. Ricorda che siamo una delle poche categorie di lavoratori in cui la progressione della carriera si basa esclusivamente sull’anzianità e che il lavoro “straordinario” (corsi, sportelli, progetti vari, incarichi di coordinamento ecc. ecc.) viene pagato senza che sia seriamente valutata la ricaduta sugli allievi.

    A proposito di attività accessorie, ti faccio un esempio: io mi occupo dello sportello d’ascolto (CIC), sia in veste di referente sia in quella di operatrice. Per fare ciò, ho frequentato corsi e sono stata seguita da una psicologa. Non ho, però, alcun titolo professionale aggiuntivo: sono un’insegnante con delle competenze particolari. Forse può sembrare ingiusto, ma se non ci fossimo noi ad occuparci di questo servizio, gli studenti avrebbero un’opportunità in meno per migliorare e migliorarsi.
    Per l’attività di sportello c’è un compenso orario che rientra nelle attività di non insegnamento: più o meno 7 euro lordi!
    Io lo faccio perché mi piace e sono convinta che sia utile ai ragazzi, ma se penso al compenso e lo paragono ai 9-10 euro l’ora esentasse (leggi: in nero) richiesti da una donna delle pulizie per l’aiuto domestico, allora m’indigno. Anche se poi continuo a farlo …

    Ciao ciao. 🙂

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