10 luglio 2010

ADDIO AL MAESTRO LELIO LUTTAZZI: LE ACQUE DELLA SUA TRIESTE ACCOGLIERANNO LE SUE CENERI

Posted in canzoni, Friuli Venzia-Giulia, spettacolo, televisione, Trieste tagged , , , , , , a 5:42 pm di marisamoles


Era tornato a vivere a Trieste due anni fa, dopo 54 anni di “esilio”, sicuro di trovarvi non solo la calorosa accoglienza della sua gente ma anche l’eterno riposo. Così, infatti, allora aveva commentato il suo ritorno: «Sono a Trieste da due giorni, per il resto della mia vita» (articolo de Il Piccolo del 14 novembre 2008. LINK).
Aveva spiegato che molte volte l’aveva sfiorato l’idea di tornare a vivere nella sua città e, guardando il golfo dall’incantevole Piazza dell’Unità d’Italia, aveva espresso il desiderio di trovar casa proprio là. Fu così che gli arrivò, nel 2008 appunto, «l’offerta d’affitto di un appartamento a Palazzo Pitteri: sei finestre su Piazza Unità. Di fronte a un’offerta di questo tipo, io e mia moglie abbiamo perso la testa».

Mai, nei 54 anni passati lontano dalla città natia, aveva dimenticato la parlata tanto cara ai triestini: «Sentirmi intorno il dialetto triestino, che se vogliamo è ibrido e “grosso”, con questa “L” piena che ricorda tanto un bicchiere di terrano, ma alle mie orecchie suona come una bella musica. Mi propongo di fare indigestione di dialetto, non lo parlo da mezzo secolo a parte in rare occasioni, ad esempio quando ho incontrato Missoni. Avevo una voglia pazza di parlarlo di nuovo».
E per due anni Luttazzi ha potuto esprimersi liberamente nel suo dialetto, perché a Trieste, io lo so bene, è quasi impossibile non parlarlo. Perché i triestini, anche a costo di apparire ignoranti e irrispettosi nei confronti dell’Italiano, parlano in dialetto con tutti, anche nelle interviste televisive, anche quando uno straniero chiede loro delle informazioni su una via. Sono fatti così, amano il loro idioma e non vi rinunciano mai.

Lelio, noto al grande pubblico in veste di musicista con la passione dello swing, aveva anche composto e cantato tantissime canzoni in dialetto. Una di queste, El can de Trieste, era la mia preferita. Tuttavia da ragazzina avevo apprezzato Luttazzi come conduttore della nota trasmissione radiofonica “Hit Parade”, antesignana delle classifiche televisive come la Superclassifica show, quando ancora MTV era lontanissima dal nostro immaginario. Nell’intervista al Piccolo di due anni fa, Luttazzi aveva confessato che la madre, maestra elementare, voleva che si esprimesse solo in italiano; lui, però, amava troppo il suo triestino, tanto che prima di andare in onda in diretta alla radio, dovevano segnargli gli accenti acuti e gravi nei testi da leggere.

Accanto alla composizione, amava anche suonare il pianoforte, studiato per pochi anni, grazie anche all’insegnamento di don Crisman, il parroco di Prosecco, e coltivato da “dilettante” per tutta la vita. All’intervistatore che gli chiedeva se lo suonasse ancora, Lelio rispose: «Raramente, magari quando c’è una cena con amici e me lo chiedono. Allora strimpello per un’oretta, sempre swing. Anche se suonassi ancora per esibirmi lo farei sempre a modo mio, sullo stile dell’epoca d’oro americana degli anni ’50, con quelle armonie così diverse dal pop».

Dopo due anni passati nella sua città, osservando la vivace animazione di Piazza Unità d’Italia dalle finestre di palazzo Pitteri, i suoi occhi si sono chiusi per sempre. Non potrà più ammirare lo splendido spettacolo del golfo di Trieste al tramonto, la candida sagoma del castello di Miramare, l’inconfondibile figura triangolare del santuario di Montegrisa che svetta sull’altopiano, tanto da essere soprannominato affettuosamente il “formaggino”, o la luce abbagliante del faro della Vittoria con la sua incessante intermittenza. Le mani di Luttazzi non scorreranno più agili sui tasti del pianoforte, la sua voce non intonerà più le canzoni triestine tanto amate, quelle canzoni che per lungo tempo hanno mantenuto stretto il suo legame con la città natale e che hanno ricordato a tutti il suo amore per Trieste.

I suoi concittadini potranno salutare Lelio per l’ultima volta oggi, nella camera ardente allestita presso il palazzo comunale: ancora una volta nell’amata piazza Unità. L’ultima volontà è stata quella di riposare per l’eternità nell’abbraccio forte e sicuro del suo mare: le ceneri saranno sparse, infatti, nel golfo di Trieste.
Proprio come recita il ritornello di una nota canzone triestina, Santi ricordi, (parole di L.G. Crociato, Musica di E. Leban – 1898):

Sì, sì, Trieste, mi te amo sempre,
amo i tui fiori, li go sul cuor;
qua go la cuna, qua go la tomba,
viva Trieste, tera d’amor!

chi nasce a Trieste, vi ha la culla ma vuole anche trovarvi la tomba, perché questa è una terra d’amore, impossibile da dimenticare.

[foto da Il Piccolo]

Annunci

FIRHALL: NIENTE BIMBI, SIAM SCOZZESI

Posted in attualità, bambini, figli tagged , , , a 2:00 pm di marisamoles

La notizia mi ha lasciata a bocca aperta: a Firhall, un paesino delle Highlands scozzesi, sono stati banditi i bambini e gli adolescenti al di sotto dei 16 anni. Un paese di adulti, insomma, per non dire di vecchi, perché senza giovani coppie (sono ammessi, infatti, gli ultra quarantacinquenni con figli che abbiano superato i sedici anni.), il destino è questo. Un paese in cui gli abitanti si definiscono persone tranquille che amano la lettura e la meditazione, e non sopportano bambini urlanti nei parchi e nelle piazze, tantomeno i vagiti dei neonati.

Il regolamento del paese lo definisce child-free, neanche fosse un vanto tipo drug-free. E chi non ci sta, se ne deve andare. Stesso destino immagino debbano seguire anche i sedicenni delle coppie over45 se mai decideranno di sposarsi e di mettere su famiglia.
Non credo, tuttavia, che per i giovani andarsene via da Firhall possa essere considerato un sacrificio: un paese in cui il massimo della mondanità consiste nel ballo liscio (immagino con un’orchestra che suoni con un volume non troppo alto!) e nel gioco delle bocce, come potrebbe essere allettante per dei giovani, anche nel caso in cui non abbiano intenzione di mettere al mondo dei figli?
C’è da dire, però, che gli abitanti del paesino scozzese concedono ai più giovani di essere ospitati per alcuni periodi che non superino le tre settimane consecutive e i tre mesi complessivi all’anno. Insomma, i nonni possono godersi i nipotini almeno per un po’ di tempo e senza trasferirsi forzatamente dai figli.

Ma i divieti a Firhall sono anche altri: è vietato far starnazzare oche in giardino, far razzolare conigli e non si possono allevare le api. Posso supporre che il ronzio diventerebbe insopportabile per una vita così tranquilla e impedirebbe la lettura e la meditazione. Unici animali ammessi: i cani. E se abbaiano che succede? Forse gli tirano dietro i libri.
Vigono anche altre severe restrizioni: non è possibile ospitare più di tre adulti per casa e non è consentito stendere i panni all’aperto. Mi chiedo: i panni fanno rumore? Credo di no, a meno che il paese in questione sia particolarmente ventoso. Ne concludo che questi qui abbiano non solo le orecchie sensibili ma anche gli occhi. Il bello è che, dalle interviste che ho potuto leggere in vari siti, gli abitanti di Firhall sono felici di vivere così. E pare che le case lì abbiano dei prezzi convenienti: sarà forse l’unica ragione per cui sottostanno ad un regolamento così rigido. E dire che ho sempre pensato che gli scozzesi fossero parsimoniosi solo nelle barzellette!

[fonte: Il Giornale]

ANNA SCRIGNI

Storie di Viaggi e di Città

Scelti per voi

Selezione di post che hanno attirato la mia attenzione scelti per voi dalla blogsfera

wwayne

Just another WordPress.com site

Diario di Madre

Con note a margine di Figlia

Scrutatrice di Universi

Happiness is real only when shared.

Dottor Lupo Psicologo-Psicoterapeuta. Battipaglia (SA)

Psicologo Clinico, Terapeuta EMDR di livello II, Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale, Terapia Metacognitiva Interpersonale.

Scaffali da leggere

Consigli di letture, recensioni e frasi tratte dai libri.

Willyco

in alto, senza parere

Macaronea

Considerazioni sparse di una prof di lettere.

Diemme - La strada è lunga, ma la sto percorrendo

Non è vero che sono invincibile, mi rompo in mille pezzi anche io...è solo che ho imparato a non fare rumore. *** Amami quando meno lo merito, che è quando ne ho più bisogno (Catullo) - Non sprecate tempo a cercare gli ostacoli: potrebbero non essercene. Franz Kafka —- Non è ciò che tu sei che ti frena, ma ciò che tu pensi di non essere. Denis Waitley -- Non c'è schiaffo più violento di una carezza negata

viaggioperviandantipazienti

My life in books. The books of my life

oןısɐ,ןןɐ ɐɯ ɐןonɔs ɐ opɐʌ uou

pagina a traffico illimitato, con facoltà di polemica, di critica, di autocritica, di insulti, di ritrattazioni, di sciocchezze e sciocchezzai, di scuola e scuole, buone e cattive, di temi originali e copiati, di studenti curiosi e indifferenti, autodidatti e eterodidatti, di nonni geniali e zie ancora giovani (e vogliose), di bandiere al vento e mutande stese, di cani morti e gatti affamati (e assetati)

Marirò

"L'esistenza è uno spazio che ci hanno regalato e che dobbiamo riempire di senso, sempre e comunque"

PindaricaMente

C'è una misura in ogni cosa, tutto sta nel capirlo (Pindaro)

Il mestiere di scrivere

CORSI DI SCRITTURA CREATIVA, ATTUALITA' EDITORIALE, DIDATTICA E STRUMENTI PER LA SCRITTURA

dodicirighe

...di più equivale a straparlare.

marialetiziablog

salviamolascuolaprimadisubito.com site

Studio di Psicoterapia Dr.ssa Chiara Patruno

Psicologa - Psicoterapeuta - Criminologa - Dottore di Ricerca Università Sapienza

Le Parole Segrete dei Libri

Una stanza senza libri è come un corpo senz'anima.

onesiphoros

[...] ἀλλ᾽ ὥσπερ ἄνθρωπος, φαμέν, ἐλεύθερος ὁ αὑτοῦ ἕνεκα καὶ μὴ ἄλλου ὤν, οὕτω καὶ αὐτὴν ὡς μόνην οὖσαν ἐλευθέραν τῶν ἐπιστημῶν: μόνη γὰρ αὕτη αὑτῆς ἕνεκέν ἐστιν. Aristot. Met. 1.982b, 25

Il ragazzo del '46

Settanta: mancano solo 984 anni al 3000.

Insegnanti 2.0

Insegnare nell'era digitale

la mutazione nella connessione

Prove di pensiero di GIOVANNI BOCCIA ARTIERI

Psicologia per Famiglia

Miglioriamo le relazioni in famiglia, nella coppia, con i figli.

Studia Humanitatis - παιδεία

«Oὕτως ἀταλαίπωρος τοῖς πολλοῖς ἡ ζήτησις τῆς ἀληθείας, καὶ ἐπὶ τὰ ἑτοῖμα μᾶλλον τρέπονται.» «Così poco faticosa è per i più la ricerca della verità, e a tal punto i più si volgono di preferenza verso ciò che è più a portata di mano». (Tucidide, Storie, I 20, 3)

unpodichimica

Non tutto ciò che luccica è oro, ma almeno contiene elettroni liberi G.D. Bernal

scuolafinita

Un insegnante decente (CON IL DOTTOR DI MATTEO)

la fine soltanto

un blog e un libro di emiliano dominici (per ingrandire la pagina premi ctrl +)

ACCENDI LA VITA

Pensieri, parole and every day life

CRITICA IMPURA

LETTERATURA, FILOSOFIA, ARTE E CRITICA GLOBALE

Laurin42

puoi tutto quello che vuoi ( whatever you want you can)

LE LUNE DI SIBILLA

"Due strade trovai nel bosco, io scelsi la meno battuta, per questo sono diverso"(R.Frost)

Il mondo di Ifigenia

Svegliati ogni mattina con un sogno da realizzare!

Ombreflessuose

L'innocenza non ha ombre

Into The Wild

Happiness is real only when shared

Alius et Idem

No sabía qué ponerme y me puse feliz.

A dieta...

...ma con una forte passione per il cibo e le rotondità!

Le Ricette di Cle

Ricette collaudate per ogni occasione

Messaggi in Bottiglia

Il diario di Cle

OHMYBLOG | PAOLOSTELLA

just an other actor's blog

espress451

"In ogni cosa c'è un'incrinatura. Lì entra la luce" - Leonard Cohen

La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: