31 luglio 2010

ESODO D’AGOSTO: TRAFFICO DA BOLLINO NERO. PARTI INTELLIGENTE E ARRIVI DEFICIENTE

Posted in attualità, Satyricon, vacanze tagged , a 12:39 pm di marisamoles

Oggi, 31 luglio, inizia il cosiddetto esodo d’agosto: milioni di automobili (ma la crisi dov’è?) si riverseranno, per tutta la giornata, sulle strade e autostrade della nostra penisola. Lunghe code si sono già formate ai caselli e lungo i valichi di frontiera, anche se in effetti i confini sono aperti. Il perché delle code? Mistero.

La Società Autostrade ha reso noto che i cantieri non ci saranno, ad eccezione di quelli che non si possono chiudere, nemmeno temporaneamente. C’è da scommetterci che quelli sulla Salerno -Reggio Calabria saranno ancora tutti aperti: pare che in quel tratto di strada i lavori siano sempre urgenti.

Da giorni ogni notiziario radio-televisivo mette in guardia i turisti in procinto di partire: nel prossimo week-end (oggi e domani) traffico da bollino nero. Non rosso, badate bene, proprio nero. C’è da dire, però, che si può adottare la strategia delle “partenze intelligenti” : per evitare il traffico, infatti, si consiglia di partire prima delle 6 del mattino e dopo le 14.
Bell’idea. Peccato, però, che per fare i viaggiatori intelligenti, tutti decidano di partire durante quelle fasce orarie. Ecco che, inevitabilmente, il traffico va in tilt a causa di una massa di automobili che, contemporaneamente, si mette in viaggio, guidata diligentemente da persone intelligenti che mica si fanno fregare.

Insomma, si parte intelligenti ma si arriva a destinazione … deficienti.

Buon viaggio a tutti, comunque.

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29 luglio 2010

QUEL FASTIDIOSO PRURITO INTIMO … PUBBLICITÀ AL FEMMINILE: LA POLVERINA “ROSA” E LE CONSUMATRICI DISTRATTE

Posted in donne, pubblicità, salute tagged , , , a 6:39 pm di marisamoles

Già da un po’ di tempo pensavo di scrivere un post sulle numerose pubblicità, che ci martellano in TV a tutte le ore, dedicate ai “fastidiosi” problemi femminili. Sembra, infatti, che le donne siano sfigatissime, mentre gli uomini sono belli, abbronzati e muscolosi quando si radono con la lametta che funziona con pelo e contropelo, profumatissimi guidano auto costose e rimorchiano donne semi-dee che, presumibilmente, non sono affatto afflitte dal genere di malanni che colpiscono solo le comuni mortali.

Partendo dall’alto, per le donne di una certa età c’è il problema della dentiera, risolto, almeno per quanto riguarda la postina, da un adesivo super che fa riscoprire alla sventurata, anzi ex sventurata, il piacere di mangiarsi una bella fetta di torta alle nocciole. Gliela offrono, ovviamente, le gentili signore a cui recapita la posta e a me sorge spontanea una domanda: ma quanto dura il suo giro per recapitare tutta la corrispondenza? E di seguito: quanti chili ingrassa la signora ogni mese? Ma per questo ci sono subito pronte le compresse bruciagrassi che, assunte dopo i pasti abbondanti, si mangiano le calorie in eccesso.

A metà del fantastico corpo femminile, culla insospettabile di ogni tipo di afflizione, ci sono le ascelle. D’estate devono essere depilate e profumate, onde evitare che qualche malcapitato, specialmente in autobus, svenga nel caso si avvicini un po’ troppo ad una donna.
I deodoranti sono di tutti i tipi: quelli antitraspiranti e pure quelli che inibiscono la crescita dei peli superflui per lungo tempo. La scelta può essere indirizzata verso lo spray, il gel, lo stick, il roll-on … tutto per rendere la donna più desiderabile e permetterle di schiaffare in faccia al partner l’ascella profumata.

Ma andiamo un po’ più giù, sorvolando sulle tette cadenti per le quali c’è sempre la possibilità di spalmarsi una crema rassodante che fa apparire il seno di una donna in età come quello di un’adolescente.
Uno dei problemi veramente seri di una donna è la pancia. Che succede, ad esempio, quando si mangia troppo e magari ci si nutre di alimenti che favoriscono il gonfiore? Niente, perché c’è sempre la possibilità di assumere le pastiglie contro il meteorismo e l’aerofagia. Se poi il transito intestinale è più bloccato del traffico cittadino all’ora di punta, ecco che un miracoloso yogurt, quello con il bifidus, che manco si sa se esiste davvero, fa sparire in pochi giorni l’antiestetica pancetta. Naturalmente, se ci si veste di verde l’effetto è davvero miracoloso. Indossando la maglia nera, bisogna attendere un po’ più di tempo e mangiarsi quattro yogurt alla volta.
Lo stesso effetto sgonfia-pancia è prodotto dai cereali ricchi di fibra che permettono alle donne d’indossare il bikini, meglio se rosso, senza alcun timore di far figuracce in spiaggia con l’addome reso abnormemente gonfio dall’intasamento intestinale.
Se, poi, il problema è l’opposto, cioè la fastidiosa diarrea, ora c’è un prodotto, vecchio ma nuovo nella sua praticità d’assunzione anche senz’acqua e ovunque ci si trovi, che allontana per sempre il timore di fare la fila alla posta, e perdere il turno, nel caso di un improvviso attacco.

Ma lasciamo stare la pancia e andiamo ancora più sotto, diciamo alla zona inguinale: lì i problemi sono molteplici e affliggono le donne di tutte le età.
Quelle che non sono ancora in menopausa, possono stare tranquille “in quei giorni lì” perché ormai gli assorbenti rispondono a tutte le esigenze: non ci si sporca, se disgraziatamente il flusso è un po’ più abbondante del solito, sono sottili ma assorbono a meraviglia e non si vedono, nemmeno indossando i pantaloni bianchi, hanno le ali che impediscono le fuoriuscite laterali e, appartenenti all’ultima generazione, ci sono pure quelli che non fanno sentire il calore tanto che sembra di fluttuare sui petali blu.
Poi non bisogna trascurare le piccole perdite giornaliere: i salvaslip sono adattissimi a questa funzione e sono talmente impalpabili da essere paragonati ad un velo di cipria. Così, sprizzando freschezza da tutti i pori, le donne sono felici di passare tutta la giornata in ufficio e non rimpiangono la mancanza di un bidet nei servizi igienici a disposizione del personale.
E che dire di quelle sventurate, non più tanto giovani e con la tendenza al prolasso della vescica, che prima avevano il timore di trovarsi nell’ascensore in compagnia di un uomo? Ora hanno a disposizione degli specifici assorbenti, ultrafiltranti e profumati, che le fanno gioire mentre pedalano in bicicletta e accolgono, sorridenti, ammiccanti e in coppia, l’uomo di turno nell’ascensore, pronte a salire in sua compagnia anche al ventesimo piano di un grattacielo.

Quello che, però, affligge maggiormente le donne di ogni età è il fastidioso prurito intimo. Per ovviare a tale problema c’è la pomata da spalmare proprio lì … in questo modo si spegne l’incendio. Ma, se il colore preferito è il rosa, si può acquistare la polverina che risolve il problema in tempo per il party serale. A proposito dello spot, tutti ricorderanno la ragazza che confida il suo problema alle amiche e che le rende edotte del suo acquisto in farmacia. La polvere “rosa”, a fine giornata, la fa stare meglio e può divertirsi senza pensare più a grattarsi.
Da un po’ quella pubblicità non si vede e il motivo c’è: il Centro Antiveleni della Fondazione Maugeri di Pavia, già a gennaio, ha denunciato dei casi di intossicazione dovuti ad una scorretta assunzione della polverina il cui utilizzo è locale, trattandosi di lavanda vaginale. Alcune consumatrici distratte, o forse tratte in inganno dal fatto che la stessa ditta pubblicizza un prodotto “verde” da utilizzare come colluttorio, hanno sciolto la polverina nell’acqua del bicchiere, anziché in quella del bidet, e l’hanno bevuta.
Le donne coinvolte vanno da una età minima di 15 a un picco di 87 anni. I 16 casi osservati dal centro di Pavia si sono poi aggiunti alle segnalazioni di altri Centri antiveleni italiani, tra i quali quello del Niguarda di Milano, «portando il numero complessivo di uso errato del farmaco a 50 circa, con omogenea provenienza delle chiamate da tutte le regioni d’Italia», come riferisce la Fondazione.

Consumatrici distratte, pubblicità non chiara oppure qualcos’altro? Be’, un sospetto c’è: la polverina contiene benzidamina, un principio attivo che pare abbia effetti euforizzanti se assunto per via orale insieme ad alcolici.
Allora mi vien da pensare che le protagoniste dello spot siano particolarmente euforiche proprio perché, come sostiene la ragazza vestita di rosa, “il rosa fa stare meglio”. Ciò, credo, non valga per le 87enni …

Ma ammettendo che si tratti di consumatrici distratte, a qualcuna di loro verrebbe in mente di applicarsi un assorbente per l’herpes labiale?

[fonte: Il Corriere; l’immagine è tratta da questo sito]

27 luglio 2010

FUMATORI IN SPIAGGIA: CI VUOLE UN PO’ DI CIVILTÀ PER NON TRASFORMARLA IN UN POSACENERE

Posted in attualità, società tagged , , , , a 11:12 pm di marisamoles


Chi ha il vizio del fumo – compresa la sottoscritta, ahimè – non rinuncia alla sigaretta nemmeno in spiaggia. Particolarmente gradita è, almeno per me, quella che si fuma dopo aver fatto il bagno, gratificante almeno quanto la sigaretta dopo l’amore … ma non fumate in camera da letto, per piacere!

Il problema che si pone un fumatore educato, che fuma fuori casa, è dove spegnere il mozzicone. Le città scarseggiano di cestini per i rifiuti dotati anche di posacenere e così ci si arrangia come si può: si butta la cicca ai margine della strada, ai piedi di un albero, nei tombini … Proprio per questo, alcuni sindaci hanno stabilito delle sanzioni per i fumatori incivili e si sta pensando anche di vietare il fumo in macchina, un po’ perché distrae, ma anche a causa dell’insana abitudine di buttare il mozzicone fuori dal finestrino. Cosa, tra l’altro, pericolosa perché può accadere che la sigaretta, buttata maldestramente, se ne ritorni nell’abitacolo oppure che il guidatore sbadato centri in pieno un ciclista che lo sta superando.

Il problema più urgente è, però, quello relativo all’inquinamento: un mozzicone impiega da uno a cinque anni per degradarsi e se si calcola un consumo medio di 15 sigarette al giorno per fumatore, 180 milioni di mozziconi, 66 miliardi ogni anno finiscono in parte nell’ambiente. Un bel danno, non c’è che dire.

Ma il fumatore in spiaggia come fa a liberarsi del mozzicone? Nella maggior parte delle spiagge ci sono i contenitori per le immondizie ma non i portacenere. Forse negli stabilimenti più chic si trovano ombrelloni dotati anche di posacenere, asportabili in modo da poter essere facilmente svuotati all’occorrenza. Tuttavia, se si possono togliere, è facile che qualcuno se li porti a casa, anche se poi non li utilizzerà mai più. Chi ruba, infatti, lo fa per il puro gusto di impossessarsi di una cosa non propria e con la convinzione, del tutto errata, di fregare il prossimo.

Proprio per sensibilizzare i fumatori al rispetto dell’ambiente marino, l’associazione Marevivo distribuirà, tra il 7 e l’8 agosto, 80mila posacenere in 250 spiagge italiane. L’iniziativa, in collaborazione con Jti, Japan Tobacco International, è denominata “Ma il mare non vale una cicca?”. Sicuramente è lodevole lì’impegno dei volontari ma mi chiedo che cosa facciano le alter migliaia di fumatori che non frequentano quelle spiagge e, soprattutto, che si recano al mare per tutto il resto dell’estate. Eppure basterebbe poco per evitare che le spiagge si riempiano di cicche.

Lo stabilimento che frequento solitamente a Lignano Sabbiadoro rifornisce tutti i fumatori che affittano un ombrellone di un “posacenere” costituito semplicemente da uno stampino per muffins in alluminio (tipo domopack, per intenderci). Disseminati sulla spiaggia si trovano, inoltre, degli originali posacenere a forma di sigaretta in cui si può leggere una scritta che recita più o meno così: “Se non fumi è meglio, ma se fumi almeno spegni il mozzicone qui”.

Quando mi reco in Austria, in piscina o nelle spiagge attrezzate sulle sponde dei laghi, vicino alla cassa si trovano dei posacenere dotati di una base appuntita, tipo quella dell’ombrellone, che permette di sistemarli ovunque, conficcandoli sul prato, e non ne ho mai visto uno abbandonato: tutti quelli utilizzati vengono riposti nello stesso posto in cui si trovano quelli vuoti. Non ho mai nemmeno visto qualche furbetto appropriarsi del posacenere nascondendolo tra gli asciugamani.

Dalla civiltà di un popolo si misurano le strategie adottate per la risoluzione di un problema. Noi siamo forse ancora un po’ lontani da quel grado di civiltà.

[fonte: Affari Italiani.it]

ORGANICI DI FATTO 2010/2011: PUBBLICATA LA CIRCOLARE DAL MIUR

Posted in scuola tagged , a 9:51 pm di marisamoles

Per leggere il testo integrale della C.M. 59 del 23 luglio 2010, avente come OGGETTO: Anno scolastico 2010/2011- adeguamento degli organici di diritto alle situazioni di fatto, questo è il LINK.

SANREMO A RISCHIO PER BELEN? E INTANTO PER ALFONSO SIGNORINI È FASTIDIOSA

Posted in Festival di Sanremo, pubblicità, spettacolo, televisione, vip tagged , , , , , , , , , , a 6:34 pm di marisamoles

Nel suo editoriale del numero di TV Sorrisi e Canzoni in edicola oggi (n° 31, 31 luglio 2010), Alfonso Signorini dice di Belen Rodriguez: “Non ne posso più di Belen e dei suoi tiramolla”. Credo si riferisca alla love –story della show-girl argentina con il tristemente noto fotografo – paparazzo – agente, e chi più ne ha più ne metta, Fabrizio Corona.

Capisco che, per un direttore di giornale, il “tiramolla” possa risultare fastidioso, anche perché non si fa in tempo a diffondere una notizia che subito arrivano le smentite. Ma mi pare che, soprattutto per quanto riguarda il settimanale scandalistico “Chi”, diretto anch’esso da Signorini, queste love – story complicate siano la manna che piove dal cielo. E poi, inutile nasconderlo, Belen riscuote moooolti consensi fra il pubblico maschile che, magari di nascosto, una sbirciatina alle riviste di gossip la danno.

Insomma, per Signorini la Rodriguez è fastidiosa alla pari dell’afa e delle zanzare: “Afa, Belen e zanzare: che estate fastidiosa” è, infatti il titolo dell’ultimo editoriale (può essere letto anche a questo LINK ). Fin qui, nulla da eccepire, ognuno si tiene i fastidi suoi, anche se per togliersi dai piedi Belen non basta il condizionatore o il fornelletto ammazzazanzare. Quello che però stupisce è che sulla copertina di TV Sorrisi e Canzoni campeggi la foto di …. Belen. Sì, proprio lei, in compagnia dell’inseparabile compagno di spot Christian De Sica (che ha gentilmente commentato un mio post tempo fa e che tranquillizzo subito: non parlerò di lui, questa volta!).

La foto di copertina rimanda all’articolo “esclusivo” che tratta del prossimo spot del gestore telefonico di cui i due sono testimonial. Non leggo l’articolo, ma faccio una considerazione: questa copertina mi sembra quantomeno inopportuna, anche se mi rendo conto che mettere in stampa un giornale non è cosa che si possa fare in poco tempo, così come le eventuali modifiche non si possono realizzare su due piedi, tantomeno quelle che riguardano la copertina.
Perché, dunque, quella copertina appare inopportuna? Perché è recente la notizia della chiusura di due importanti discoteche milanesi per traffico di stupefacenti. Una delle testimoni ascoltate, riguardo all’illecito, è proprio Belen che ha ammesso di aver frequentato uno dei due locali e di aver fatto uso di cocaina, anche se pare non all’interno della discoteca. A tal proposito, l’argentina cita anche un’amica e soubrette lei stessa, Francesca Lodo, che pare si sia affrettata a querelarla. Belen, infatti, nel corso della testimonianza resa nel 2007, all’interno dell’inchiesta “Vallettopoli”, ha dichiarato: «Ho fatto uso di cocaina insieme a Francesca Lodo, a casa sua, solo due volte nei primi giorni di gennaio 2007. In entrambe le occasioni la droga me l’ha data Francesca. Non so dove Francesca la prenda, ma sono certa del fatto che ne fa assai uso. Lei mi invitava spesso ad andare nei bagni dell’Hollywood, le domeniche sere in cui stavamo insieme con tutti i componenti del gruppo Lele Mora, ma io non la seguivo perché temevo l’effetto della cocaina». (fonte: Il Corriere )
Che sia vera o meno l’accusa rivolta alla Lodo a noi interessa ben poco. Che la Rodriguez abbia dichiarato di temere gli effetti della cocaina, ci rincuora un po’. Quello che è d’uopo sottolineare, però, è che ci sia stata da parte della show-girl l’ammissione di averne fatto uso. A nulla può servire il tentativo di difesa da parte del fidanzato Corona che s’infuria per il danno d’immagine, che deriva dalla diffusione di questa notizia, alla bella Belen.

Il danno, in effetti, potrebbe esserci. Pare, infatti, che l’avvenente argentina sia tra i candidati alla conduzione del Festival di Sanremo 2011, ma la notizia ha suscitato subito delle polemiche. Voci di dissenso si sono alzate in coro, tra cui quella del sindaco della cittadina ligure, Maurizio Zoccarato, che si è affrettato a dichiarare: «Chi mette la faccia sul Festival di Sanremo deve essere una persona perbene» e ha annunciato che si opporrà nel caso in cui la Rai scegliesse Belen Rodriguez come conduttrice del 61° Festival della canzone italiana.

Che dire? La maledizione di Morgan colpisce ancora? O è solo che il Festival ha bisogno di pubblicità che duri nel tempo? L’anno scorso è iniziata ad ottobre, quest’anno addirittura ad agosto!
Va be’ che si tratta pur sempre di una località turistica balneare, ma il Festival è tutt’altra cosa.

[foto tratta da Wikipedia]

AGGIORNAMENTO, 29 LUGLIO 2010
BELEN COME MORGAN? ASSOLUTAMENTE NO

Dalle pagine del quotidiano Il Secolo XIX, il cantante Morgan, al secolo Marco Castaldi Castoldi, che lo scorso anno era stato estromesso dalla gara del Festival per le sue dichiarazioni sulla droga (leggi QUI), ribatte, infastidito, sul parallelo che molti hanno fatto tra la sua vicenda e quella di Belen.

La differenza è molto chiara. Per quanto riguarda Belen, bisognerebbe tenerla fuori dal Festival al di là della droga, perché non rappresenta nulla. Paragonarla al mio caso è pura follia: la mia estromissione è divenuta motivo di dibattito sociale alto. Belen, invece, della droga ha dovuto parlare sotto costrizione, afferma il cantante, riferendosi alla testimonianza che la Rodriguez ha fornito, in veste di persona informata sui fatti, agli inquirenti che, nel 2007, si occupavano dei vari scandali legati a “Vallettopoli“.

Al giornalista che gli fa notare che la sua è stata un’apologia della droga, Morgan risponde: Ma quale apologia! Quella di Belen è apologia perché lei si va a fare lo sballo in discoteca, che è una cosa che io ho assolutamente ripudiato.

Insomma, per Morgan niente più sballi né balli … ma intanto non sarà nemmeno più tra i giudici della prossima edizione di XFactor. Che anno sfortunato, considerati anche i diverbi con la ex moglie Asia Argento!

24 luglio 2010

LE MOZZARELLE BLU E LA CAPRESE DEI PUFFI

Posted in affari miei, attualità, famiglia, salute, Satyricon tagged , , , a 11:35 am di marisamoles

È da circa un mese che si parla delle ormai tristemente famose “mozzarelle blu”. Tale anomalia dipenderebbe da un batterio, lo pseudomonas fluorescens (sa molto di stabiloboss), che avrebbe contaminato il latte, e di conseguenza altri prodotti caseari come la mozzarella, proveniente dagli stabilimenti di un’industria tedesca, la Jaeger, che rifornisce anche degli hard-discount italiani.

È di ieri la notizia, riportata dal quotidiano La Stampa, che l’anomalo color blu delle mozzarelle sarebbe stato riscontrato anche in un prodotto che si autoproclama italiano: la mozzarella Granarolo. Subito si è gridato allo scandalo: la Codacons, infatti, denuncia che, se la ditta italiana si rifornisse da quella tedesca per produrre i latticini, allora la pubblicità, nota a tutti per la mucca Lola, sarebbe ingannevole.
Il presidente della Codacons cita, infatti, le pubblicità dell’azienda relative al “Latte Alta Qualità”, che parlano di mucche italiane selezionate, di filiera garantita e controllata e di latte garantito e certificato ogni giorno con controlli più numerosi e approfonditi di quelli di legge.

Da parte sua, la Granarolo, si difende e smentisce categoricamente che l’azienda utilizzi il latte tedesco e assicura che effettua regolarmente analisi, nell’ambito dei propri sistemi di autocontrollo, sia sul processo produttivo, sia sulle acque, che non evidenziano alcuna irregolarità; è stata sottoposta recentemente a controlli da parte delle Autorità sanitarie, nell’ambito dei quali sono stati prelevati campioni ufficiali (acque e mozzarelle) che sono stati analizzati e risultano perfettamente conformi.

Intanto, però, nelle case degli Italiani si è diffusa una strana fobia: tutte le mozzarelle acquistate, delle diverse ditte italiane ed estere, vengono aperte ore prima del consumo per osservare eventuali mutamenti cromatici. Ciò, tuttavia, comporta un rischio ignoto ai più: se tenuto per molto tempo a temperatura ambiente, con il caldo che fa in questi giorni, nel latticino rischia di proliferare una colonia di batteri di vario genere che, anche ammesso che la mozzarella rimanga candida, potrebbe avariare in poco tempo il prodotto e procurare un fastidioso mal di pancia. A meno che non si attenda che la mozzarella cambi colore riponendola nel frigorifero. Ma non si sa mai che la trasformazione si attui solo a temperature più alte …

Insomma, io d’estate adoro mangiare la caprese, il tipico piatto campano a base di mozzarella e pomodoro: che faccio? Mi fido delle ditte italiane, cosa alquanto ingenua da fare visto le ultime notizie, o aspetto di consumare la caprese dei Puffi?

[fonte: Il Corriere ]

23 luglio 2010

“MIO FIGLIO È STATO BOCCIATO. MALEDETTE LE PROF”. LO SFOGO DI UNA MAMMA FURIOSA

Posted in adolescenti, famiglia, figli, scuola tagged , , , , , , a 9:30 pm di marisamoles

Per caso sono capitata su un blog e ho letto un post in cui l’autrice dava libero sfogo –un po’ troppo libero, in effetti – all’ira che l’ha colta dopo aver avuto la notizia della bocciatura del figlio.
Le lettere in cui la scuola comunica la non ammissione all’anno successivo – questa, in termini tecnici, è la dicitura esatta – del proprio figlio non fanno certo parte della corrispondenza più gradita che arriva mezzo posta. Posso capire l’amarezza provata, soprattutto in considerazione del fatto che la notizia ha colto la signora in contropiede: non se l’aspettava. E questo, invece, mi lascia un po’ dubbiosa: una bocciatura non avviene mai senza preavviso, i segnali ci sono, il libretto “canta”, i colloqui con i docenti sono lo strumento più utile per non avere sorprese.

Non conosco la signora in questione, non conosco il figlio né la scuola frequentata. Non so nulla della situazione, quindi non posso affermare con certezza che questa mamma furiosa abbia ragione o torto. Quello che mi ha lasciata interdetta è stata la pubblicazione, sul suo blog, di due lettere spedite all’insegnante di Latino e a quella di Storia, ree, a quanto sembra, di aver danneggiato il povero allievo che, con quelle due insufficienze “decise a tavolino” sommate ad altre due “reali”, si è giocato un anno di scuola.
Insomma, sembra quasi che, una volta seduti per iniziare lo scrutinio, i docenti si sfreghino le mani esclamando: “Vediamo chi possiamo bocciare oggi!”.

Non pubblico le due lettere (questo è il LINK del blog, per la lettura integrale del post il link non rimanda alla pagina desiderata, mi dispiace. Prego di leggere il commento n° 10 a questo post), ma vorrei soffermarmi su alcuni passaggi. Prima, però, faccio una premessa: una lettera, anche se serve a sfogare la rabbia, non va mai spedita ad un docente, tantomeno se risulta offensiva in alcune sue parti. Dico questo per due ragioni: primo, è meglio avere un colloquio e guardarsi vicendevolmente negli occhi; secondo, perché, come dicevano gli antichi, verba volant scripta manent. Recentemente, in un post, ho messo in guardia i genitori inca***ti (questo è il LINK) che rischiano una querela per diffamazione.

L’esordio della missiva indirizzata alla professoressa di Latino è scioccante:

Arida. Arida come una pianta secca. Questo è lei, professoressa …… E, come una pianta secca che non può fare frutti così lei, che non ha avuto figli, scarica le sue frustrazioni per la sua sterilità e fisica e morale sui figli degli altri così come ha fatto con il mio, Mario

Primo errore: mai mescolare i fatti privati con quelli professionali. Che l’insegnante non abbia avuto il dono di un figlio non significa che debba scaricare le sue frustrazioni sui figli degli altri. Mi pare un luogo comune ormai passato di moda. Ma anche fosse, se la prenderebbe con tutti; perché con il solo povero Mario? Forse perché ha una madre un po’ troppo “diretta”, che dice quello che pensa? In effetti il dubbio viene e la mamma di Mario ne è convinta, visto che in uno dei commenti scrive che Mario avrebbe dovuto essere rimandato in matematica e in inglese se avessero fatto le cose giuste. Hanno aiutato tutti tranne il mio Mario. E’ stato l’unico bocciato. E sai perché? Perché io mi sono permessa di contestare la professoressa di latino …. Io, tuttavia, non credo che un docente possa arrivare a prendersela con il figlio per colpire la madre. Poi, cosa vuol dire le “cose giuste”? Non è che se uno ha due materie insufficienti, gliene affibbiano altre due per farlo fuori.

Ma veniamo ai fatti meno personali. La prof di Latino, sempre secondo questa mamma, oltre ad essere vendicativa, è stata molto abile nel coinvolgere i colleghi rendendoli partecipi della sua vendetta: Già da febbraio se l’era prefisso e c’è riuscita a bocciarlo in combutta ” in primis ” con la professoressa di matematica e poi, per pararsi le chiappe, anche con gli altri professori. Poi, visto che il Preside presiede le sedute degli scrutini, anche lui, o lei, si è fatto convincere. E bravi: tutti contro il povero Mario per far piacere alla prof di Latino. E poi si spiffera in giro che tra prof non c’è collaborazione, che ognuno si fa i fatti propri, anzi qualche volta si odiano pure vicendevolmente!

Ma non è tutto: la signora, che non so quale mestiere faccia, è in grado di giudicare i progressi del figlio nell’apprendimento del Latino, dato che nella lettera scrive: Mario il latino lo sa e lei sa benissimo che lo sa perché è stato seguito, fin dal primo momento, da una professoressa vera che sa che la scuola è anche maestra di vita … Va be’, capita che con un insegnante privato i ragazzi facciano dei progressi, ma poi …. Poi, secondo la mamma di Mario, succede che a scuola l’insegnante, che ovviamente ha già deciso, sin da febbraio, di bocciare il malcapitato, adotti le strategie più efficaci per raggiungere lo scopo: Mario ha studiato giorno e notte per accontentarla e lei, che ripeto aveva già deciso e da tempo la sua sorte, l’ha fatto cadere all’interrogazione e con autentica perfidia ha giocato anche sotto il profilo psicologico rimandando più volte un’interrogazione annunciata da tempo. A questo punto questa collega mi pare proprio un’ingrata: l’allievo si fa in quattro per “accontentarla” – mica per colmare le sue lacune! – e poi lei lo boccia!
Poi si va avanti spostando l’attenzione sui genitori e sugli scarsi mezzi di cui dispongono per fare giustizia, mentre i docenti decidono il bello e il cattivo tempo. E i figli? Quelli sono delle vittime … a questo punto mi chiedo se più degli insegnanti o dei genitori.
Non mi stupisco, infine, che la prof sotto accusa abbia sbattuto il telefono in faccia alla furiosa genitrice … ma mi chiedo: com’è che la madre ha avuto il numero? Scarsa tutela della privacy, a quanto sembra.

Ma veniamo ora all’altra vittima dell’ira funesta di questa madre: la docente di Storia. Con lei, diciamo, la signora usa un tono un po’ più soft, eccezion fatta per l’accusa di “voltafaccia” e “tradimento”. Questa mamma è delusa perché la stimava, credeva fosse una persona corretta, e invece … Alla fine, puntuale, arriva la “maledizione”: Che il rimorso per il suo comportamento vigliacco possa accompagnarla per il resto della sua vita. E la conclusione della lettera non poteva essere più esplicita: “Con disgusto”.

Questo per quanto concerne le lettere, ma è nei commenti che la signora dà il meglio di sé. Ad esempio afferma: “Mario, mio figlio, andrà in un altro liceo e userò tutte le mie conoscenze per inserirlo in una sezione con insegnanti qualificati e sotto il profilo umano e sotto il profilo della preparazione didattica e sono stata ingenua a non averlo fatto prima”. Già, con le conoscenze si arriva dappertutto, ma è sicura che le sue conoscenze si prodigheranno per aiutarla, ovvero per trovare la sezione giusta, quella in cui al figlio sarà assicurata la promozione perché seguito da persone competenti e umane? Io nutro dei dubbi: con quel carattere

Poi ad un lettore, che le consiglia un ricorso al Tar, replica: se ci fossero stati gli elementi richiesti dalla legge per impostare il ricorso ti assicuro che sarei andata immediatamente da un avvocato. Purtroppo non ci sono … Avevano progettato di bocciarlo e hanno sistemato registri e verbali. Be’, come accusa mi sembra un po’ pesante. Ma anche ammettendo che abbiano “sistemato registri e verbali”, cosa che rappresenta un vero proprio reato, quello di falso in atto pubblico, la signora ignora che il Tar non mette mai in discussione la valutazione degli insegnanti, né i voti singoli né il voto finale, ma cerca solo degli eventuali vizi di forma.

C’è da dire, inoltre, che questa mamma ha una visione un po’ distorta della scuola in cui, secondo lei, c’è qualcosa che non va … Prendono di mira dei ragazzi e non si sa in base a quali criteri li perseguono. E non si può fare nulla perché gli insegnanti hanno sempre il coltello dalla parte del manico. Chi non è leccaculo viene tagliato fuori. Allora, dico, io, se il figlio cambia scuola, è sicura che la situazione sia diversa oppure è disposta lei a fare la leccaculo?

Quindi esprime ancor meglio la rabbia e il disgusto provati con l’unica frase che davvero mette in luce il suo stato d’animo: “Le maledico”, ovviamente riferendosi alle prof incriminate.

A questo punto io non so cos’altro dire. Solo una cosa: la signora, sempre nei commenti, afferma: Mi sembra di essere stata bocciata io. In effetti, fossi in lei mi sarei sentita “bocciata” pure io … come madre.

P.S. Nel profilo della signora “roseilmare”, la mamma di Mario, leggo che, tra le altre cose, le piace il bon ton. Eppure, nelle due lettere io noto una certa caduta di … stile.
Poi, tra le cose che odia elenca tutto il mio ufficio: se è così, perché critica quegli insegnanti che non ci mettono passione nel proprio lavoro? Incominci ad appassionarsi lei al suo.

[post aggiornato il 25 luglio 2010]

21 luglio 2010

“VIA I GAY DAL PIAVE: DEVONO FARSI CURARE”. LO DICE UN SINDACO … DI SINISTRA

Posted in politica, società tagged , , , , , a 6:49 pm di marisamoles

Una campagna di “pulizia” del Piave, ordinata dal sindaco. Per una volta, però, sotto accusa non sono le acque, piuttosto torbide, dei nostri fiumi, ma i … gay.
Accade a Spresiano, un paese in provincia di Treviso, dove pare che sul greto del fiume, ad ogni ora del giorno e delle notte, si svolgano degli incontri a luci rosse, prevalentemente gay. Si sospetta, anche, che non si tratti semplicemente di incontri “clandestini” tra amanti, ma di prostituzione. Ciò, secondo il sindaco, è un male, è da perseguire perché ne va del decoro del paese. Via, quindi, ai controlli a tappeto per tutta l’estate: si inizia domani e le forze dell’ordine saranno occupate in questa attività fino al 22 settembre.

Fin qui nulla di male. Ovvero, se si tratta di atti illeciti e di “malcostume”, è bene che la polizia eviti che qualche ignaro passante si ritrovi a dover fare da spettatore ad un poco gradito spettacolo osé. Specialmente se si tratta di ragazzini. Come racconta l’assessore De Nardi, è accaduto che alcuni minori si siano trovati addirittura accerchiati da persone che hanno fatto intendere in maniera esplicita le proprie intenzioni.

La gente protesta: bisogna intervenire. È giusto, ribadisco. E il dovere del primo cittadino è quello di garantire ai suoi concittadini la sicurezza e al suo paese un certo decoro. A maggior ragione se si tratta di difendere il decoro del fiume sacro alla Patria, quel Piave che tutta l’Italia conosce grazie al “mormorio” di cui si parla nella celebre canzone.
Il sindaco Missiato dichiara: Non voglio giudicare nessuno ma sono contro il malcostume. Può essere che qualcuno si offenda, allora io rispondo che rispetto tutti. Ma devo anche far rispettare la legge, per cui chi va fuori dalle regole e dal buon senso dev’essere allontanato. Parole sante, oserei dire. Però, nel proseguire con le sue dichiarazioni, ho l’impressione che tutto questo “rispetto” lo dimostri solo a parole. Infatti esprime un suo personalissimo giudizio sui gay:
Sono delle persone ammalate, devono essere comprese e posso comprenderle. Però non possono offendere, andando ad occupare un territorio dove ci sono persone che non sono della loro stessa tendenza. Devono farsi curare, se sono curabili, altrimenti devono stare dentro le loro mura, perché non possono invadere la libertà altrui.

Bene. Il sindaco dice che loro non possono offendere chi non appartiene alla stessa “sponda” (visto che parliamo di fiumi, perdonatemi la licenza). Ma il signor Missiato si rende conto che è proprio lui ad offendere, dando giudizi gratuiti sulle persone che non la pensano come lui?

La cosa che, però, fa maggiormente riflettere è che il sindaco di Spresiano è di sinistra: ma come, l’omofobia non era di destra?

Leggendo questa notizia mi è venuta in mente una canzone di Gaber, un cantautore che ho sempre apprezzato, specie per la sua ironia, e, onestamente, non mi sono mai chiesta se fosse di destra o di sinistra. Vi lascio il video (anche per sdrammatizzare un po’): un piccolo omaggio ad un uomo che sul prossimo la sapeva ben lunga!

[fonte e foto: Il Corriere del Veneto]

AGGIORNAMENTO DEL POST, 25 AGOSTO 2010

Il sindaco di Spresiano, Riccardo Missiato, non si è perso d’animo e non ha rinunciato alla sua battaglia contro gay, lucciole e nudisti che degradano il greto del fiume Piave. Ha fatto costruire, infatti, un fossato lungo il fiume per evitare l’accesso ai litorali di auto e motorini.
Il fossato antisesso è largo 80 centimetri e profondo 60 e si trova in prossimità delle sponde del Piave, tra Lovadina e Palanzon. Missiato giustifica con queste parole la scelta operata: «Filo spinato e palizzata costavano troppo e così ecco l‘intervento ecologico con una ruspa a scavare una scolina per impedire l’accesso alle macchine».

[fonte: Il Gazzettino]

20 luglio 2010

SCUOLA: IL TAR NON CONCEDE LA SOSPENSIVA SUGLI ORGANICI

Posted in scuola tagged , , a 5:28 pm di marisamoles

Rimando alla lettura della notizia apparsa su Tuttoscuola.com. Questo il LINK.

La notizia completa è consultabile su ilmessaggero.it

18 luglio 2010

I TAGLI DELLA GELMINI E LE VIRGOLETTE: UN VERO REBUS

Posted in Mariastella Gelmini, riforma della scuola, scuola tagged , , , , , a 9:06 pm di marisamoles


Ormai credo sia noto il botta e risposta, ospitato sulle pagine del quotidiano La Stampa, tra il ministro dell’Istruzione, Maristella Gelmini, e Alice, una studentessa di Novi Ligure che si è vista negare l’iscrizione al liceo classico della sua città … causa sovraffollamento.
La ragazza ha espresso il suo disappunto accusando il ministro di averla danneggiata causa i tagli voluti dalla sua riforma; la Gelmini, però, pur esprimendo il suo dispiacere e impegnandosi personalmente a seguire la vicenda di Alice affinché sia trovato per lei un posto nella scuola prescelta, ha replicato asserendo che i “tagli” non c’entrano.

Non intendo adesso esprimere il mio parere sulla questione dei “tagli”, veri o presunti (l’ho già fatto QUI ), ma sull’uso delle virgolette. Eh già, la signora Gelmini nella lettera di risposta ad Alice ha virgolettato la parola tagli, quasi fosse usata impropriamente.
A questo proposito in un articolo sul La tecnica della scuola si legge:

Nel rispondere alla studentessa il Ministro ha proprio usato le virgolette per parlare dei tagli; come dire: la parola esatta è un’altra (ma quale: razionalizzazione ? riorganizzazione ? riduzione ?) , il termine “tagli” lo lasciamo agli agit-prop e a quelli che scendono in piazza con striscioni e palloncini colorati.

Ma, continua l’articolo, è possibile che la studentessa abbia avuto modo di leggere la circolare n. 221 del 13 luglio scorso, emanata dall’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte, in cui si chiarisce che “i tagli da Decreto Interministeriale” sono pari a 1639 posti”. Già, parla proprio di tagli ma non usa le virgolette, a conferma del fatto che quella parolina lì, che tanto disturba il ministro Gelmini, trova la sua legittimazione in un documento ufficiale.

Dopo aver osservato tale discrepanza, l’autore dell’articolo de La tecnica della scuola conclude:

Forse il Ministro farebbe bene a segnalare ai propri uffici periferici che la parola “tagli” – se proprio la si vuole usare – va scritta sempre tra virgolette, in questo modo si evita di indurre in errore i giovani studenti.

Osservazione più che legittima, direi. Ma vorrei sapere cosa ne pensa il ministro. Replicherà o non replicherà? Questo è il dilemma.

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